On the road to Babylon

THE SOUND OF RAIN – IL SUONO DELLA PIOGGIA   

“Venite al centro della scena!    
Piove. Piove. Piove senza sosta.    
E’ una realtà evoluta in connessione globale.    
Una tempesta eterna”.    
Non è facile trovare una strada.    
Il cielo si rabbuia e si chiude giorno dopo giorno,    
come se fosse la fine.    
E’ il suono della pioggia.    
Quando facciamo volare la mente    
e ci libriamo lontani,    
tracciamo le nostre mappe    
e cerchiamo un’altra via    
al di là dei confini del mondo,    
oltre il fango e la pioggia.    
Intrecciandosi il volo delle farfalle,    
attraversiamo le linee curve del tempo.    
Come scintille che svaniscono    
e che si dirigono verso il nulla,    
uno dopo l’altro ci estinguiamo.    
Non facciamo che correre in cerchio    
alla ricerca di noi stessi    
e uno dopo l’altro spiriamo nella pioggia.    
Negli ultimi e freddi bagliori del giorno    
flettiamo il capo verso tutto ciò che scorre    
e verso tutto ciò che ha una fine,    
come ombre fluttuanti nella rete del tempo.    
Persino ora stiamo danzando,    
nella nostra vita che si affretta e ci sfugge.    

ON THE ROAD OF BABYLON – SULLA VIA VERSO BABILONIA    

Prima che cada l’ultima foglia    
lasciati la folla alle spalle    
e, quando saremo soli, guardami!    
Non avrai nessuna risposta lungo le strade del mondo.    
Soltanto il mio corpo ti può rendere un dio.    
Vieni più vicino!    
Non guardarti intorno!    
Il mondo cambia e sta per implodere    
in una progressiva follia collettiva.    
Oh, siamo tornati sulla via verso Babilonia.    
Abbiamo creato un’altra Babilonia    
e una volta ancora siamo in attesa del giudizio.    
Abbiamo posto le fondamenta nelle profondità della terra    
e pietra dopo pietra ci siamo innalzati verso il cielo come dèi.    
Ora tutto decade di nuovo.    
Soltanto i sogni rimangono,    
come giardini sospesi nel cielo.    
Un’altra Babilonia    
e il cerchio si chiude nuovamente.    
Per migliaia e migliaia di anni    
abbiamo camminato sulla via verso Babilonia    
e sulle onde del tempo che va a morire,    
come il profumo di un giardino lungo la strada.    
Soltanto una goccia di bellezza sopravvive    
ai flutti della corrente che si alza e ricade,    
come la pazzia dell’uomo.    
Vieni più vicino a me,     
prima che cada l’ultima foglia    
e, quando saremo soli, toccami!    
E’ un altro mondo di cieli deprimenti.    
Una trans-umanità sofferente,    
come formata da corpi metallici che sciamano    
lungo le linee del destino.    

WALK ON THE SKY – CAMMINARE IN CIELO    

Come galassie.    
Come tante navi spaziali alla deriva.    
Ci allontaniamo dal nostro mondo,    
dalla nostra vita e dalle nostre abitudini.    
E navighiamo come droni.    
Come libellule meccaniche    
sotto un cielo che sprofonda.    
Sotto un cielo basso e alieno.    
Avanti! Il tempo è finito.    
Ci sto pensando nel silenzio    
e gli alberi rifioriranno ancora.    
Per sempre, insieme, cammineremo nel cielo.    
Nubi di polvere e un brulicare di virus    
nascondono la linea dell’orizzonte.    
Non possiamo vedere gli Achei che salpano per Troia,    
ma ancora siamo in guerra.    
In una guerra globale senza eroi.    
Ancora siamo in guerra.    
Una guerra silenziosa che procede giorno dopo giorno.    
Come galassie.    
Come tante navi spaziali alla deriva.    
Ci allontaniamo dal nostro mondo,    
dalla nostra vita e dalle nostre abitudini.    
Rialziamoci da questa situazione!    
Allontaniamoci dall’oscurità!    
Siamo libellule meccaniche    
sotto un cielo basso e alieno.    

ON THE MOON OR ON MARS – SULLA LUNA O SU MARTE    

Sì, ci serve una bassa entropia*    
per scongiurare la fine    
e controllare il sistema.    
Cercheremo una sorgente di bassa entropia    
sul sole o sulle stelle.    
Sulla luna o su Marte.    
E vogliamo sapere di noi stessi.    
Ci stiamo chiedendo perché soffriamo.    
Come il sole e la luna.    
Come gli angeli caduti.    
Come gli dèi medesimi.    
Perché tutto si trasforma in polvere?    
Perché il silenzio?    
Perché l’oscurità?    
Cerchiamo sempre la simmetria in mondi asimmetrici.    
Camminiamo veloci, sempre più veloci,    
ma siamo ancora qui    
e una notte ce ne andremo,    
quando i corvi chiameranno il nostro nome.    
Un giorno ce ne andremo,    
quando una vecchia zingara ci predirà il destino.    
Seguiamo le nostre visioni    
e teniamo aperte porte alle nostre spalle,    
che sbattono e si chiudono sul cerchio del tempo.    
E siamo ancora qui,    
di fianco a rotaie arrugginite,    
in attesa di un treno per la luna o per Marte.    
Ci serve una bassa entropia.    
Stiamo cercando una sorgente di bassa entropia    
sul sole o sulle stelle.    
Sulla luna o su Marte.    

Note:    (Più un sistema ha una bassa entropia e più è ordinato)

NOTHING – NIENTE    

“Abbiamo perso tutto ciò che potevamo perdere    
e ancora partiamo nella luce fioca,    
nell’oblio delle foglie che cadono,    
pensando di essere sempre stati qui    
come se non fossimo mai nati    
o non fossimo mai morti”.    
Vediamo le navi che salpano verso le stelle,    
lungo le linee del tempo e dello spazio,    
abbattendo le leggi della gravità.    
Soltanto ricordi vengono lasciati nel cono di luce    
tra fluttuanti isole di plastica nella loro post-realtà.    
Vediamo oscure e dense nubi    
che saturano il paesaggio del mondo    
e gli spazi vuoti dell’anima.    
Ora siamo qui.    
Venitemi incontro come un fiume impetuoso!    
Niente dura per sempre.    
Come un’onda che si schianta su di me!    
Niente dura per sempre.    
Chiamo la pioggia come testimone al banco degli imputati.    
Chiamo il vento e il tempo    
e tutte le cose che non ci sono più.    
Quale algoritmo potrà ritracciare     
l’argentata luminosità della corrente    
o il miracolo dei sogni?    
Non c’è nulla intorno a noi.    
Soltanto le navi che salpano verso le stelle,    
lungo le linee del tempo e dello spazio,    
abbattendo le leggi della gravità.    

IN THE MISTS OF TIME – NELLE NEBBIE DEL TEMPO    

Non riesco a vedere la fenice che risorge.    
Non riesco a vedere lo sguardo fiammeggiante del sole.    
Non c’è nulla a est e non c’è nulla a ovest.    
Niente.    
Pianure senza direzione.    
Superfici lisce senza orientamento,    
dove le ombre retrocedono per poi far ritorno.    
Non riesco a vedere il carro delle nuvole che vaga nel cielo    
e nessun vento si alzerà per portarci via da qui.    
Gli eroi hanno lasciato spazio a silicone e grafene    
e le navi da guerra si allontanano sul mare completamente grigio.    
Lo stesso noi, che procediamo su rotte già tracciate,    
dove le cose reali si dissolvono come sequenze d’immagini    
nelle nebbie del tempo.    
Non riesco a vedere la fenice che risorge.    
Non riesco a vedere il sole.    
Non c’è nulla a est e non c’è nulla a ovest.    
Niente.    
Abbiamo raggiunto l’immortalità     
e ci aggrappiamo ai sogni per andarcene.    
Per andarcene per sempre.    
Questa è la realtà nelle nebbie del tempo.    
Abbiamo attraversato i confini del sole calante    
per raggiungere l’immortalità    
e trovare l’eternità    
e ci aggrappiamo ai sogni per andarcene.    
Per andarcene per sempre.    
Questa è la realtà.    
Abbiamo attraversato i confini del sole calante    
per raggiungere l’immortalità    
e trovare l’eternità    
e abbiamo dimenticato la bellezza dei fiumi    
che scorrono tra le rocce.    
Scorrono e scorrono, luccicanti    
e si perdono nel mare.    
Abbiamo dimenticato i cicli delle stagioni    
e lo splendore delle rose    
che sbocciano in un attimo    
e in un istante appassiscono.    
Sono le nebbie del tempo.    

MY RESTLESS WINGS – LE MIE ALI INSTANCABILI    

Qualcosa soffia sotto le mie ali instancabili    
e mi riporta indietro.    
A volte chiudo la mia mente come una scatola sigillata    
e i miei sogni, sotto forma di immagini,    
fluttuano in una teca di vetro.    
Niente può ferirmi.    
Niente può toccarmi.    
Posso cancellare le linee del tempo,    
il mondo passato e i principi della causalità.    
Che cosa sarà della mia vita?    
Se il mia amore scorrerà via come un’onda di tempesta,    
impetuoso e senza controllo,    
e spietato e crudele fluirà come una danza,     
alla fine si fermerà e si estinguerà.    
Che cosa sarà della mia vita?    
Non so se un giorno ci rincontreremo ancora    
come nubi che incontrano il vento    
oltre il sole e la pioggia.    
Non lo so.    
Questa è la mia anima.    
Cammino verso ciò che sarà    
o potrei tornare indietro    
e, come la pioggia, essere destinata    
a cadere ovunque dal cielo.    
Semplicemente seguo l’orbita del sole    
che riflette i suoi raggi di luce    
sulla tristezza e sulla follia del mondo.    

TIME TO RAISE – TEMPO DI RISORGERE    

Oltre l’orizzonte.    
Oltre tutto ciò che ci è possibile vedere    
qualcosa disegna le linee del destino.    
Siamo soli nella geometria degli elementi    
e soltanto una mano ci saluta dalle nuvole.    
Ora l’inverno è calato su tutto.    
Le ombre si allungano, trasformandosi in demoni,    
mentre l’asimmetrico flusso del tempo    
batte un colpo sulle cose senza vita.    
Attraversiamo le strade della conoscenza,    
ma di noi non sappiamo niente,    
se non che siamo qui.    
Qui ad accumulare e a impilare pietra su pietra,    
dimenticando la bellezza delle parole.    
Ora è tempo di risorgere.    
Di correre veloci al risveglio dei re.    
E’ tempo di risorgere    
e di smetterla di vagare tra i ricordi.    
E’ tempo di risorgere!    
Devono esserci altri modi!    
Devono esserci altri mondi!    
E’ tempo di risorgere    
e di sostenerci ai raggi del sole.    
Pianure di sabbia si estendono in lontananza    
e, camminando come ombre,    
siamo alla ricerca di ciò che è andato perduto.    
Innalzeremo ciò che abbiamo    
e solo più tardi lo lasceremo cadere,    
affidandoci sempre alla possibilità e alla speranza.    
Ma l’inverno è calato su tutto    
e le ombre si allungano, trasformandosi in demoni.    
Ora è tempo di risorgere.    
Di correre veloci al risveglio dei re.    
E’ tempo di risorgere    
e di correre incontro all’infinito.    
Come onde nell’oceano del tempo    
ci solleveremo e ricadremo.    
Siamo navigatori nell’oceano del tempo    
e su ogni isola troveremo nuova sofferenza.    

CRITICAL SYSTEM FAILURE – ARRESTO CRITICO DI SISTEMA    

Vorrei toccare la vita nascosta tra le pieghe della realtà.    
Camminare sulle foglie morte    
lungo il sentiero del tempo.    
Danzare con gli alberi che si piegano al vento    
nell’ora più luminosa del giorno    
e nell’ora più buia della notte.    
Guardare tra le increspature dell’esistenza    
e nel cuore delle persone.    
Possono trascinarmi a fondo    
e possono spegnere i miei sensori.    
Possono trascinarmi a fondo    
e possono resettare la mia memoria.    
Possono trascinarmi a fondo    
e questa scintilla si riaccenderebbe ancora.    
Questa scintilla brillerà di nuovo.    
E’ soltanto un errore di sistema,    
come una fiamma impazzita che appare dal nulla.    
Una piccola luminescenza sfavillante,    
ma più forte del dolore.    
Vivere in un altro mondo.    
Vivere in un altro tempo.    
Non so che cosa significhi    
e ignoro cosa sia questa luce che non si estingue mai.    
Che arde come la speranza    
e brilla come una lacrima. 

Testi richiesti da N. B.   

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