Riven

NOT UNTIL THE END – NON FINO ALLA FINE

L’implacabile, ora sconfitto dal tempo.
Il più forte, caduto in un sonno eterno.
Perché mentiamo a noi stessi?
Siamo tutti nati per morire.
“Non capisci davvero ciò che hai
finché non ce l’hai più.
Non puoi capire davvero quanto sei perduto.
Non finché non arriva la fine”.
So che adesso è troppo tardi.
Troppe sono le parole non dette.
Avrei dovuto esserci prima delle fine dei tempi?
So che adesso è troppo tardi.
Troppe sono le cose non fatte.
Nel momento in cui si perde tutto
comprendiamo ciò che avevamo.
Hai paura di lasciarti andare.
Hai paura di chiudere gli occhi per l’ultima volta.
Quando tutti questi timori convergono nella disperazione,
anche il cuore più puro viene sedotto dalle ombre.

LIFELONG DYING – UN MORIRE CONTINUO

C’è ancora un altro bicchiere davanti a me.
Immondo. Mezzo pieno.
E’ la mia via contorta verso la piacevole autodistruzione.
Ecco un’altra alba che non voglio vedere.
Mi sveglio irritato.
Le ferite spalancate.
Nelle profondità del mare che si alza,
lentamente si affonda nelle lacrime velenose.
Che diavolo ci faccio qui?
Spinto da uno straziante senso di colpa
inutilmente giro in cerchio.
Ho sacrificato troppo per provare sollievo.
Tutto il tempo a stordirmi per sfuggire al dolore
e ancora ogni giorno muoio un po’ di più.
Lentamente appassisco.
Ho desiderato anni che in passato non ho mai vissuto
e mi sono spinto troppo in là
per tornare indietro adesso.
Non c’è niente da fare.
Il mio cuore è affondato troppo in basso
in una corrente senza luce.
Lentamente appassisco.

RAIN’S EDGE – IL CONFINE DELLA PIOGGIA

Ti scorgo nel diluvio
e non siamo uguali.
Ti percepisco fin dal confine della pioggia.
Ora lo capisco.
Non puoi vivere qui dove ci si sente vivi.
Dove questa sofferenza passeggera
mi ricorda che sono ancora vivo.
Non vuoi vivere là,
dove la vita è in sospensione.
Dove soltanto una parte di me si sente viva
e dove non piove mai.
Sono qui al confine della pioggia
e spero che un giorno questi mondi si uniranno.
Ti scorgo nel diluvio
e non siamo uguali.
Ti percepisco fin dal confine della pioggia incessante.
Ora capisco la differenza tra noi.
Lo ammetto: non siamo uguali.
E’ venuto il momento di concedere
a questi cuori spaventati il loro riposo.
E’ tempo di dirsi addio.
Dobbiamo andare là dove ci sentiamo a casa.
Non puoi vivere qui dove ci si sente vivi.
Non puoi vivere qui.
E’ tempo di dirsi addio.

THE GHOST I MOURN – IL FANTASMA CHE COMPIANGO

Addio!
So di poter vivere solo con me stesso,
ma riuscirò mai a disfarmi di questo dolore
che mi scorre nelle vene?
E’ nel mio sangue
il fantasma che compiango.
Perso quello,
credevo fosse tutto reale.
L’illusione si è dissipata.
Per me sei morta,
ma questo tormento si trattiene ostinatamente
e ancora devo sopportare il dolore fantasma.
E’ nel mio sangue
il fantasma che compiango.
Sotto i cieli del nord,
sul ghiaccio illuminato dalla luna, vago.
Sono nato con la tristezza nel cuore,
ma non posso credere con quanta forza
tutto mi sia crollato addosso.

INCOMPLETE – INCOMPLETO

E’ una lotta con questi pensieri di non essere all’altezza.
Ci si sente incompleti.
Ho cominciato a credere
di non essere così equilibrato come pensavo.
Tutti questi pensieri sono schiavi dell’agonia e della disperazione.
Tutti questi pensieri e tutte queste parole
si manifestano gridando.
Ci conosciamo davvero l’un l’altro
o facciamo solo finta?
E ha davvero importanza
se essere se stessi non è mai abbastanza?
Fragilità. Prostrazione. Rimorso.
Hai visto la maggior parte di ciò che sono.
E il mio passato è fatto di alti e bassi.
Resta poco da descrivere di me.
Più di questo non so dare.
Tutti questi pensieri sono schiavi dell’agonia e della disperazione.
Tutti questi pensieri e tutte le parole non dette
si manifestano urlando.
Più di questo non so dare.
E’ ciò che sono e che sempre sarò.
Eternamente incompleto.

HATE REFLECTED – ODIO RIFLESSO

E’ chiaro cos’hai fatto
e per questo ti disprezzo.
Dopo tutti questi anni pensavo di conoscerti.
Pensavo di conoscerti.
Questo mondo è diabolicamente spietato
per coloro che hanno paura di essere se stessi.
Dopo tutti questi anni pensavo di conoscerti,
ma per me sei ancora uno sconosciuto.
Meglio se stai da solo,
così potrai ferire soltanto te stesso.
Vediamo quanto riesci a finire in basso!
Ti guardo nello specchio.
Un uomo con occhi pieni di rabbia.
Il riflesso di un cuore vuoto.
Mi vedo. E’ me che odio.
E’ stato così facile distruggere
ogni più piccolo frammento di gioia
e in un battito di ciglia
tutti i sogni sono diventati irraggiungibili.
Meglio se sto da solo,
così potrò ferire soltanto me stesso.
Quanto in basso posso finire?

DIVIDED – DIVISO

Questo lungo viaggio chiamato “vita”
è finito troppo presto.
Un’esistenza spezzata in due.
La mia vita è cambiata troppo rapidamente,
nonostante ciò che ho dovuto passare
e questa volta devo nascondermi.
Devo nascondermi dalla realtà.
Qui potrò dimenticare il mondo in cui vivi,
ma potrò ritornarci quando
il tempo comincerà a guarirmi?
Questo lungo viaggio chiamato “vita”
è finito troppo presto.
Un’esistenza spezzata in due.
Non so prendere questa vita così com’è.
Un mondo diviso in due.
Quando il mondo mi volta le spalle scappo in un altro.
Quando il mondo mi volta le spalle
devo nascondermi nella delusione.
Ai crocevia dobbiamo scegliere
tra strade anestetizzate che non portano a nulla
e strade di sofferenza verso l’ignoto.
Seguiamo il nostro cuore
in direzione di varchi sconosciuti.
Già lo so.
Col tempo perderò ancora.
Col tempo la vita spezzerà il mio mondo di nuovo.
Un mondo diviso in due.

TRACES – TRACCE

Oggi il silenzio rimbomba troppo forte.
La luce dell’alba è troppo intensa
e l’aria che respiro troppo fredda.
La via del desiderio è troppo vicina.
A volte vorrei dimenticare,
anche se non ho nulla da rimproverarmi,
ma certe cose non si possono dimenticare.
Sono le più profonde tracce del passato.
Certe cose non si possono dimenticare.
Nessuno può capire quanto ci abbia provato.
In un modo o nell’altro queste ferite si incrociano.
Oggi i ricordi sono troppo vividi.
Quegli errori del passato sono troppo ovvi
e la disperazione è troppo incombente.
Il cuore è in pezzi.

 

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