Kaleidoscope

ELEVENTH HOUR – L’UNDICESIMA ORA

Con le loro mani da re Mida alzate
i credenti avanzano strisciando.
Comanda loro di mietere la terra!
Di distruggere e ricostruire il tuo trono!
Camminate su un terreno sacro
che va sparendo ad ogni passo
e parlate in lingue antiche,
incendiando l’aria e la terra.
Le mani sono sollevate a risanare il cielo morente.
Sentite che sta avendo il sopravvento?
E’ troppo tardi.
Non ci sarà nessun prossimo mattino
e la notte durerà per sempre.
Sentite il vento che vi soffia con ferocia sull’anima?
Il cielo sta cedendo e si frantuma.
Un’inondazione ne fuoriesce.
Un’onda contro una costa d’acciaio vivo.
Un ago nella carne che dissipa la tua voglia di percezione.
Stiamo guadando le ferite aperte per tutto il tempo perso.
Ogni creatura lo avverte,
mentre il sangue delle vecchie divinità si prosciuga.
Con la gola tagliata ed esausta,
(la terra) indossa un abito adatto soltanto a fumare
e sotto la superficie la pressione diventa minacciosa.
Le nuvole di tempesta sono pronte a scatenarsi.
Alleluja!
Sfrontato e regressivo, questo enorme attacco di cuore
è semplicemente imbarazzato
nel convincere i cospiratori a morire.
Il mare trabocca sopra la muraglia.
Alleluja!
Se noi anneghiamo, voi annegherete con noi.
Questa strada conduce in un luogo fottutamente pericoloso.
Sentite come la pioggia acida lava via il dolore?
Aspettiamo, abbandonandoci alla fede ogni giorno.
(Persi nel tempo).
La pace ancora sussurra nelle menti incaute.
(Meglio cominciare il conto alla rovescia!)

THE GEMINI – I GEMELLI

Troverò una via d’uscita
e mi separerò da tutti voi.
Camminerò oltre lo specchio,
ignorando i vostri richiami.
Ci sono leggende da scrivere.
Prove e tesori sono in attesa.
Non riesco ad uscirne col vostro veleno nelle vene.
Il fuoco del pensiero può seguire nuove linee.
(Il pensiero che non è uno di quelli preapprovati tende a morire).
I creatori mi spingono oltre la capacità delle mie ossa.
(Tutti un’unica entità. Ora niente rimane.
I gemelli. Io e loro).
Ho cominciato ad oppormi alla trappola mentale
del risentimento nell’armonia.
Vedo il sangue sulle mie mani
e sento i brividi lungo la spina dorsale.
Non voglio pentirmi per aver tagliato il cordone ombelicale.
Non c’è più niente per me qui fuori.
Avete frustrato le nostre qualità
e non abbiamo mai deviato il percorso nel bene o nel male.
Siamo come pietra
e siamo di nuovo da soli.
Ora il silenzio trattiene la voce della paura.
Fate una pausa e riprendete fiato!
Avete ottenuto le mie lacrime
e se vi avvicinaste volontariamente,
oh quello che avrei da mostrarvi!
Potreste controllarmi senza i vostri sistemi?
Nello specchio mi romperei come voi?
Sotto la medesima pelle non siamo destinati a crollare?
Insisterete in questi anni di dolore
a riportare indietro un frammento di ciò che avevo di più caro?
Penso tutto solo.
C’è follia nel silenzio qui fuori.

JUNGLES – GIUNGLE

Le gambe paludose e la sensazione di essere al limite,
ho vissuto e sono morto per la sacra mosca carnaria,
anziché intrappolarla nella ragnatela.
Uomo serpente, ferito dalle mani guaritrici,
non sono mai bruciato nel lago dei desideri,
ma al contrario ho preso le vostre febbri.
Senza meta, animato da un pizzico di pericolo,
taglierò e distruggerò per un’equa spartizione
e chiamerò i vostri costumi “non morti”.
Mani crudeli avvolte in fasce meccaniche.
Non avevamo mai sentito nominare il vostro Dio, né la Parola.
Noi che preghiamo la nostra madre Terra.
Dalla cima dei templi al fondo del mare
Esso parla dentro di me.
Chiedo un po’ di silenzio, vi prego!
Mostrate la via e alimentate il dolore.
Lasciatemi cercare un po’ di pace!
Malvagio è il modo in cui mi dite di arrendermi
e avrò sempre paura che non sarete in grado
di conoscere tutti i nostri misteri.
Evocatemi quando vi sentirete lontani
e non dimenticate mai che io sono morto
affinché voi poteste restare!
Ora credo di potermi ritirare.
Ho bisogno del mio antico sonno.
Con le parole della luna parla il peccato.
Ha il sapore della paura,
come frutti amari ingoiati per intero.
Le strisce di fuoco tra gli alberi riflettono la luce.
Alziamo le braccia verso il cielo
e danziamo tra teschi che ci arrivano alle ginocchia.
Quando il vento ci sussurrerà all’orecchio
perderemo la ragione
e ci sentiremo un tutt’uno con il sangue e col vino.
Gli insetti invocheranno il divino
e le nubi apriranno la via al serpente.
(Denti e fuoco).
Tutte le nostre terre vengono invase
e il volto del terrore fluttua intorno a noi.
Pelle e ossa , sono un uomo vuoto
e non stringerò mai la mano del mio angelo.
Bisogna mantenere l’aspetto della nostra terra
per riuscire a mantenerlo per sempre,
anche sotto l’influenza di uomini
che vogliono integrare le vostre menti.
Piovono fiumi di sangue che spazzano via l’acciaio.
Lasciate che resti sporco di sabbia
e guardate i malvagi per terra!
Aspetta tutta la notte!
All’alba fuggi via, bambino mio!
Dalla cima dei templi al fondo del mare
Esso parla dentro di me.
Chiedo un po’ di violenza, vi prego!
Fiumi di sangue.
Le valli imbrattate e voi lo stesso.
Malvagio è il modo in cui mi dite di vivere.
Riesco appena a provare qualcosa
e non potremo più scappare da queste gabbie.
Vi penso, ma mi apparite come un ricordo.
Riposo perché so che siete lontani.
Spiriti, vi prego! Riesco a malapena a respirare.
Madre! Avvolgimi nelle tue vesti di terra!

JESTER – GIULLARE

Ora fissa lo sguardo!
Tradisce innocenti intenzioni.
Ora concentrati!
La mente di rado è tua amica.
Ora rendi il tuo cuore d’acciaio!
Non avrà il tempo di guarire
e nessun altro può dire
quale sia il percorso giusto.
(Parole)
Un freddo conforto.
(Mani)
Così distanti.
(Notte)
Non è un rifugio dal giorno.
Dimmi dolcemente ciò che non ho mai voluto che dicessi!
Mostra i tuoi colori!
Sette inferni mi stanno portando via.
Le nubi passano sotto il ponte su cui cammino.
Una corda mi si stringe intorno al collo
e la sua voce dice: “Ancora un passo!”
Non sono più a casa
e ho come un pugno infilato in gola.
Converso con me stesso,
ma non sembra essermi d’aiuto.
Trova il modo di entrare!
Penetrami sotto la pelle!
Misericordia, non respingere il tuo triste figlio perduto da tempo!
Ancora una volta conosco la tua offerta in oro.
Il cuore di uno stolto riuscirà a non farsi più influenzare
da ciò che c’era un tempo?
Ho chiesto e ho supplicato,
senza mai venirne soddisfatto,
finché non mi è arrivato tutto in una volta.
(Qui ho tutto).
Continua a ingozzarti finché sarai morto!
La disperazione e la rabbia.
Le sbarre di metallo della gabbia.
Non è sufficiente per urlare.
(Ora scrivilo su una pagina!)
Non credetemi!
Nemmeno io lo so.
Sono il giullare che guarda il suo stesso spettacolo,
ma sono certo che le parole che uso
non appartengono al mio modo di agire.
(Infatti) sono un mostro.
Una creatura miserabile.
Starete meglio quando non ci sarò più
e allora, l’unico modo in cui mi conoscete
(sotto la luce)
farà ritorno nel vostro cuore.
Detto questo, ora non ci siete più
e finalmente avrò la possibilità di sentirmi completo.
L’aria mi riempie i polmoni
e avrò il tempo di riposare.
Sarò vivo per notare i colori che perforano la mia emicrania.
Sono vivo!
Ora fissa lo sguardo!
Ora concentrati!
Ora rendi il tuo cuore d’acciaio!
Ora respira!

SIREN – SIRENA

Mendica! Prendi in prestito e ruba!
Tieni la mano sul timone!
Portami fino all’orizzonte
e lasciati il porto alle spalle!
Devo uscire dalla mia mente.
Donami il tuo benedetto Poseidone!
E’ soltanto una questione di “quando”.
Ne prenderò il possesso
e allora tutti voi verrete da me strisciando.
(Vi prego! Dateci del denaro!)
Ho finalmente trovato una strada,
anche se diranno che mi sono smarrito,
ma quando mi vedranno tornare…
Aspettate e vedrete cosa sto per diventare!
Il mio regno per il bottino.
Le onde si abbattono su di me,
ma non mi fanno nulla poiché io credo
che grazie a quel sogno mi sveglierò.
Avevate detto che non ce l’avrei mai fatta?
Tutto ciò che desiderate da me è nato in una fogna.
E’ il prodotto di una malattia creata tra le strade di città
e modellato dal calore della lavorazione.
Tutto quello che ho imparato
mi ha preso a calci e mi ha sferzato interiormente.
Riesco ancora a ricordare il momento in cui
pensavo di farla finita con tutto
e di non vedere mai più la luce.
Sulla spiaggia ero un corpo freddo
allettato da quel bagliore dorato.
Un vecchio straccio in pezzi,
guidato da antiche parole.
Ho invocato il vostro aiuto
e sono stato lasciato pieni di lividi e ferite, gridando maledizioni.
La terra è ora più vicina.
Le sue forme salgono dal basso.
Quel suono.
Il liquore caldo che mi formicola lungo la spina dorsale.
Mi chiama.
(“Guarda oltre il bordo!”)
Quel viso! Quella dea nelle acque!
Che cos’è il mio amore?
Mi stavi cercando?
Serve soltanto un altro passo
e poi sarai mia e saremo insieme.
Ascolta! Vorrei sdraiarmi accanto a te,
ma le leggende mi suggeriscono che dovrei scappare.
Ho soltanto bisogno di fermarmi
e di cercare di far accettare alla mia mente che sei innocente.
Eppure sono la preda.
Fuggo fino al limite di questa follia
e vivo l’attimo solo per restare vivo.
Mi arrenderei a te
se soltanto pensassi di avere una possibilità di sopravvivere fino all’alba.
Portami nell’oscurità laggiù!
Tra la sabbia e il mare.
E’ sempre stato destino: un matrimonio tra le onde.
(Pelle luminescente).
Grazie alla canzone che canti sarò in armonia
in un definitivo luogo di riposo.
(Affondando sempre più giù)
Dentro occhi che brillano dorati.
No! Lasciami andare!
Molla la presa!
La canzone della sirena era fredda come il ghiaccio.
Purtroppo tutto ciò che ne uscì fu una melodia
e fauci che succhiavano la vita dalle sue vene sommerse.
Era l’ennesima pecora sgozzata dopo essersi persa
troppo lontana alla ricerca dei verdi pascoli
e aver offerto la propria gola alla lama.

CREATURES IN THE CANOPY – CREATURE NELLA CANOPIA*

La pioggia corrode i tetti sotto un cielo al neon.
Niente e nessuno riesce a resistere a lungo là fuori.
Bisbigli nascenti scendono dall’alto.
Fai come me!
Fai come dico e sopravviverai!
Un tempo quei sussurri facevano la differenza.
(Una mano si allunga verso il suolo).
Ti hanno concesso un bel paesaggio,
ma quelle non sono ali, bensì zavorre.
Un comandamento violento è stato introdotto quaggiù.
Vieni a incontrare la tua destinazione tra le nuvole!
Fai come se fossi a casa tua,
(lentamente vai alla deriva),
nel pozzo del loro velenoso paradiso,
perché le creature nella canopia bevono il sangue e il vino!
Possiamo trarli da qui,
catatonici e pieni di paura.
I sovrani dimostrano di non essere altro che parassiti
e più ne respiri l’essenza,
più forti essi diventano.
La mancanza di controllo e la quiete
sono molto diversi dal ruggito assordante della compiacenza,
dove ogni pensiero viene devastato
nel momento del tuo sofferente potenziale.
Fai come se fossi a casa tua,
nell’incubo a cui assisti ad occhi aperti,
perché le creature nella canopia stanotte banchettano con te!
Possiamo trarli da qui,
catatonici e pieni di paura.
E’ tempo di decidere se vale la pena di vivere per morire.
Non ponetevi come un muro in mezzo a noi!
Siete stati nutriti e ingrassati.
Abbi paura del raccolto, amico mio!
Alla fine è facile.

Note: *(In questo caso è la fascia alta della società, che come le piante più alte
riceve una maggiore quantità di luce).

THE DEVIL YOU DON’T – IL DIAVOLO CHE NON

Osservo l’amore attraverso uno schermo unidirezionale
dal mio santuario sulla cima dell’albero.
Sconvolto, così solo e vuoto fino al midollo,
la vita si consuma in migliaia di luci piccolissime
e in migliaia di notti iniettate di sangue.
Proprio come un uomo morto non provo dolore.
Non ho provato nulla finché lei non è tornata a casa,
immersa nel suo splendore.
La fisso durante una mezzanotte senza fine
e desidero una sua carezza.
La sofferenza si fa troppo intensa
e il suo silenzio è un segno d’avvertimento
di angosce ancora a venire.
La tana nella mia mente è avvolta nel desiderio.
Per sempre non sarà mai abbastanza,
privato del tuo amore.
Sono un ricordo scartato e sepolto sotto la neve.
Chiamami, eco di pace!
I miei incubi avrebbero fine.
Sono inerme e inginocchiato davanti a te.
Polvere al posto della carne.
Si diventa i fantasmi di uno sguardo senza vita.
Il mio corpo è il suo involucro
e mi striscia sotto la pelle.
E’ l’astinenza senza il peccato.
E’ la nausea prima del banchetto.
Il cadavere che nutre la bestia.
E’ la mia fame e la mia sete
e questo mal di testa è la sua maledizione.
Rinuncerò a me stesso per cantare lodi ai suoi versi.
Potrei plasmare e cambiare il mio nulla in orgoglio.
Lo sguardo vacuo e privo di lacrime
si ritrarrebbe e appassirebbe nella luce
e non potrei nemmeno dire addio.
Diffamata nella sua sconfitta,
il profumo della sua anima aleggia nella nostra dimora.
Compagnia sconsiderata!
Un assaggio di vere luci cimiteriali la riporterà da me.
E’ notte quando inseguo la sua figura
e non so spiegare quanto mi senta freddo.
Quando tocco la sua luce fioca
lei si ritrae dalla mia mano.
I suoi occhi scuri e infinitamente infossati
osservano senza vita.
E’ morta, ma non si decompone mai.
Sono affondato nella beatitudine
e la mia sanità mentale si è frammentata.
Una traccia della mia mente è rimasta nella tua struttura.
Una profonda mania.
In definitiva non potrò mai dimenticare i tuoi occhi.
I suoi versi potrebbero plasmare e cambiare il mio nulla in orgoglio.
Lo sguardo vacuo e privo di lacrime
si ritrarrebbe e appassirebbe nella luce
e non potrei nemmeno dire addio.

KALEIDOSCOPE – CALEIDOSCOPIO

Ho dovuto provarci prima a parole
per spiegare il tumulto che ho dentro.
Questo turbine di colori.
Questo arcobaleno frammentato che provo
e che mi impegno a nascondere.
Da casa mia, in cui sapevo chi ero,
sono scappato lontano
e sono diventato strano.
Mi piacerebbe che mi avessi incontrato allora,
quando ridevo ed ero simile a un prisma del sole.
Mi sveglio ogni mattino più maturo
e ogni giorno comincio sempre più tardi.
Spendo un po’ di più di quanto possa risparmiare.
Che importanza ha in ogni caso?
I miei colori sbiadiscono perché la mia compassione è indebolita
e mi sto perdendo nel grigiore.
Devo bruciare con intensità!
Non sono il nemico
e non importa che cosa pensi di me.
Ho sprecato fin troppa energia.
Ho paura di invecchiare senza cicatrici sulle mani
e se ascolti da molto vicino
sentirai che tutto ciò che volevo
era un po’ di spazio per ritagliarmi la mia strada.
Ridonami le parole che sono scivolate via!
Dove le ore sembrano tutte uguali
ho dimenticato ogni idea che avevo trovato,
come la luce del sole per i ciechi.
E’ follia diventare qualcosa che ha un significato?
Non morirò in questo modo.
Come? Come è possibile che io sia felice essendo me stesso
quando ogni pensiero è venato di rammarico?
Mi inginocchio a raccogliere ogni pezzo.
Ogni parte di me.
Dimentichiamo il passato
e costruiamo qualcosa di reale!
Non posso permettere che questi sforzi rimangano vani.
Devo bruciare con intensità!
Non sono il nemico
e non importa che cosa pensi di me.
Ho sprecato fin troppa energia.
Ho paura di invecchiare senza cicatrici sulle mani
e se ascolti da molto vicino
sentirai che tutto ciò che volevo
era un po’ di spazio per affrontare un nuovo giorno.

Lascia un commento