ALL THAT WE GET – TUTTO CIO’ CHE ABBIAMO
Si ripete.
Vivi le cose che ho pianificato.
Folle e ferita cerchi di guarire.
Hai scelto tu il cammino.
Io non ho potuto decidere, né oppormi.
Come conseguenza ti ho dissacrato
e tu pensavi che fosse una bugia,
ma siamo arrivati fin là alla fine.
Qui cadiamo.
Dimmi addio!
Affondi.
La gravità è perduta
e tieni gli occhi fissi al cielo.
Mentre neghi, vai in pezzi.
La resa dei conti è interrotta.
Le paure svettano.
Sembra che siano passati cent’anni.
Profondamente la disillusione conduce alla polvere.
Sento che avrei bisogno di fidarmi,
ma ti odio.
Il vuoto è troppo vicino
ed è una tragedia,
ma ti ho avvisata per tutto questo tempo
e stanotte non ti posso salvare.
Chiudi gli occhi sul tuo sguardo!
Un frammento di vita sparpagliato si accende.
Ricorda tutto il tuo orgoglio sprecato!
Andiamo in pezzi
e la nostra vita ora si accende per sempre.
THE SHARPEST ONE – IL PIU’ TAGLIENTE
La fiamma senza un messaggio.
Ho deviato e ho sporcato il tuo essere divina.
Ti ho fatta sentire patetica e reale.
Ti ho spinta sottoterra.
La mia mente è lontana.
Sono cieco.
Scivolo via e tu piangi la mia scomparsa.
Mi sento vuoto
e non mi importa di avere una ragione per pregare.
Graffio.
Sono il soffocamento.
Supplicami con più forza!
Ecco il tuo padrone!
Un sacrificio.
La tua spina dorsale è così fredda.
E’ il viaggio lacunoso verso la luce.
Sono cieco.
(Non mi lascerai parlare).
Piangi.
(La mia mente è lontana).
Sono cieco.
(No! Non va bene).
Piangi, ma a me non importa.
Incontrerai l’acciaio.
Incontrerai la tua punizione.
La tua crocifissione.
Sai che è vile.
Ti sento piangere.
E’ la mia redenzione,
perché il dolore ti porterà alla morte.
ACROOKEDDREAM – UN SOGNO DEFORMATO
Sono devastato.
Mi manca il respiro.
Si conversa del dolore.
Non posso interrompere quel flusso.
Sono seduto nella mia testa lontano.
Sono rotto dentro.
Un sogno deformato va alla deriva dall’interno.
Sono così vuoto e cieco!
Strisciando fuori dall’egoismo,
sono rotto dentro.
Quel torbido sapore di malessere.
Perché non ho colto l’occasione?
Non riesco a guardarmi alle spalle.
Soltanto un’occhiata.
E’ la mia atrofia e la mia benedizione.
Perché li ho delusi.
Sono arrivato al muro di cinta.
Una corona frantumata.
Cosa dovrei fare?
E’ così che mi sento.
Sulle ginocchia e con gli occhi aperti,
non posso tornare indietro.
TORN IN TWO – SPEZZATO IN DUE
Non puoi averlo.
Quel sapore.
La tua complicata disperazione.
Posso sconfiggerla.
Il risentimento e una lesione importante.
Rifiutato e ferito.
E’ correlato.
Legato e costretto, intendo.
L’agonia a causa tua.
Soltanto a causa tua.
A malapena respiro a causa tua.
Sono spezzato in due.
Fracassato e bruciato dentro di te.
Sono finito.
Sconvolto e svuotato in un battito di ciglia.
Morto soffocato e crocifisso da una bugia.
Conducimi alla violenza!
Imperfettamente affondi nel suono.
Gli obbedisci.
Schiavo e infangato sottoterra, intendo.
A malapena respiro a causa tua.
BLOODRIGHT (NO WAY TO HIDE) – DIRITTO DI APPARTENENZA (NON C’E’ MODO DI NASCONDERSI)
Mostrami le parti della tua sindrome!
Mostrami lo sporco sulle tue ferite!
Il risultato macchiato di ciò che mi hai reso.
Qui puoi constatare come non sia più così vago.
(Migliaia di te mi inquinano.
Prega per la tua anima! Sto arrivando.
Non rinuncerò al ricordo.
Vattene!)
Questo è il giorno del sangue,
senza paura e vivo.
Qui posso assistere all’inondazione,
perché non c’è modo di nascondersi.
Non sei altro che spazzatura.
Un nero con il suo lurido Gangsta rap.
Il tuo incubo diventa il mio sogno più prezioso
e le tue viscere diventano un tesoro in un attimo.
Frattura.
Una volta ancora non hai imparato.
Mi hai creato,
ricoprendomi della più profonda delle paure.
Questo è il giorno del sangue,
senza paura e vivo.
Qui posso assistere all’inondazione,
perché non c’è modo di nascondersi.
Volevo dirti che qualcosa non andava.
La tua sicurezza è distante.
YOU’RE NOT WHAT YOU CLAIM – NON SEI CIO’ CHE AFFERMI
Lontana, ma ancora imprigionata nella mia testa, mi corrompi.
Mi sento mancare e grido.
Insultato e costretto ad essere coraggioso,
mi uccidi nella depravazione.
(Vergogna.
Paure.
Bugie e ferite).
Non sei ciò che affermi di essere
e non sei una vittima.
Sei un carnefice.
Sono stato fatto a pezzi,
pieno di vergogna e degradato.
DIRGE – CANTO FUNEBRE
In questo luogo affondo per provare qualcosa.
Nessuno se ne ricorderà.
Sfido il sistema.
Non posso impedirmelo.
Sono il fantasma di me stesso.
Non provo paura.
Sorrido sul precipizio.
Il mio mondo è interamente rinchiuso in una gabbia.
Evaderò.
So che posso cambiare.
Lo pensavo.
Completamente.
(Io), il prezioso nemico.
(Distruggo)
la mia infamia e
(brucio).
Solo per una dose
(morirei).
Ti prego, stammi lontana
(perché sono)
intrappolato in questo posto.
(Fa freddo).
Il volto è sfigurato.
(Vaffanculo)
a questi giuramenti infranti!
(Ora)sono al limite.
Sono interdetto,
ma continuo ad affondare in lontananza.
Ti rendi conto di quale sia il peso?
Guardami ora!
Le maschere si urtano.
Non posso impedirmelo.
E’ il mio limite.
Non posso impedirmelo.
E’ il mio canto funebre.
TO THE FLOOR – SUL PAVIMENTO
Prostrato. Distruggere per avere di più,
è una prospettiva odiosa.
Respiro attraverso la porta della poesia
in cerca di una nuova alba.
Corrompere.
Distruggere.
Sconfiggere.
Perché sei falsa.
Sei fasulla.
Sei pazza.
Non sono un tuo giocattolo.
Un buon giocattolo.
Ehi tu, stronza!
Non sono un tuo oggetto.
Sono il tuo rimpianto,
perché io mi rialzerò e tu cadrai.
Tutto è finito, lo sai.
Ora che tutti i sovrani sono messi da parte
cresceremo e la tua finzione si sgretolerà.
Siamo spinti da ferite cave, aperte nell’incomprensione.
Sfidami! Colpiscimi!
So che hai visto la fine.
Sputo e me ne vado.
Esco. Sono fuori.
Puoi fingere.
Puoi parlarmi.
Ma non puoi impedire la mia ascesa.
Non mi conosci, anche se puoi vedermi.
(Ho cambiato il gioco).
Sei finita, la faccia contro il pavimento.
(Ci provi e ci riprovi).
HOURGLASS (SAVE ME FROM MYSELF) – CLESSIDRA (SALVAMI DA ME STESSO)
Sei venuta qui per farmi provare qualcosa
e io mi rapporto alle cose che non ho capito.
Mi hai portato a cambiare.
Sono magnifico, ma così irreale.
Contaminato, grido nel mio spazio.
Non te lo dimostrerò.
Vieni! Lacerami!
Di nuovo, oltre questa cupa messinscena, ti sento lontana.
Ti prego, salvami da me stesso!
(Resisti!)
(Sono rimasto indietro).
(Vuoto).
(Non posso fermare la mia mente).
Ancora noto dei ricordi,
mentre insisto e ti parlo dentro quella fredda forma.
Valchiria d’acciaio, rinuncio al tocco della tua pelle.
THE CURSE WE KNOW – LA MALEDIZIONE CHE CONOSCIAMO
Venne dal nulla per illuminare questo luogo.
Dentro di me, nel degrado.
Un giuramento infranto che non posso sostituire.
Ancora nella solitudine,
hai programmato il mio declino.
Che cosa abbiamo prodotto?
Scompari! Stammi lontana!
Non respiro.
Parlami, insultami e trova un modo per non aver paura!
Ora che abbiamo ottenuto ciò per cui ci siamo incontrati
provo la sofferenza che desideravo.
Il segreto colpevole di un tragico spartito.
Questi confini confusi mi seppelliscono nella tua speranza.
Adesso è tempo di andarsene.
Di fuggire e di svanire
per constatare se sono vivo.
Mentimi, cancellami e trova un modo per vivere liberi!
Sento la pioggia nella mia testa.
Scappo e scivolo tra i morti.
