The glorious burden

DECLARATION DAY – GIORNO DELLA DICHIARAZIONE*

Una disperata situazione.
Siamo costretti a una rappresaglia.
L’impresa che ci attende è un fardello
e uomini soffriranno, questo è certo.
Caricheremo in mezzo alle fiamme.
Dobbiamo ispirare la causa.
Solleviamo il pugno contro la tirannia.
E’ un prezzo alto, ma la libertà non è gratuita.
Le probabilità si sommano contro di noi,
ma la nostra determinazione è inesorabile
e la loro debolezza è l’arroganza.
La nostra causa è giusta e non verremo sconfitti.
Su questa dichiarazione nascerà una nuova nazione,
dove gli uomini vengono considerati uguali
e governati da e per il popolo.
Opporremo resistenza e pregheremo
nel giorno della Dichiarazione.
Per l’indipendenza mi batterò
e con la libertà li sfido.
Opporremo resistenza e pregheremo
nel giorno della Dichiarazione.
O la libertà o la morte!
Combatterò fino all’ultimo respiro.
Con la virtù come nostro faro,
la nostra causa è vista come un tradimento.
Logorati e affamati dalla battaglia,
attraverso l’inferno della guerra continueremo a marciare.
La nascita della nostra nuova nazione
è un atto di disperazione.
Metteremo Re Giorgio in ginocchio
e lo faremo capitolare.

Note: *(Dichiarazione di indipendenza del 1776 delle prime 13 colonie Nord-Americane dalla Gran Bretagna)

WHEN THE EAGLE CRIES – QUANDO L’AQUILA PIANGE*

Un giorno uguale a tanti altri,
che improvvisamente si è trasformato in orrore.
Come hanno potuto?
Perché l’hanno fatto?
Gli innocenti hanno sofferto un inferno.
Un atto insensato che non verrà mai dimenticato.
Come hanno potuto?
La pagheranno.
Quando l’aquila piange, pioverà sangue.
Quando l’aquila piange, la lotta per la libertà.
Quando l’aquila piange, l’amiamo così tanto.
Quando l’aquila piange, ci sacrificheremo.
Dalle ceneri sorge un’allettante vendetta,
ma siamo concentrati e cerchiamo la redenzione.
Siamo liberi e lo rimarremo.
Ciò che hanno fatto ci renderà più forti.
Il gigante addormentato non dorme più.
Se necessario, moriremo liberi.
Quando l’aquila piange, il crollo ci renderà più forti.
Quando l’aquila piange, ci sacrificheremo.
E’ una battaglia per la libertà.
Quando l’aquila piange, l’amiamo così tanto.
Quando l’aquila piange, ci sacrificheremo.

Note: *(Si riferisce agli Stati Uniti il giorno dell’11 Settembre 2001)

THE RECKONING (DON’T TREAD ON ME) – LA RESA DEI CONTI (NON MI CALPESTERETE)

(Il destino ci ha dato origine. E’ la resa dei conti).
(Questa volta è il nostro sangue. Non mi calpesterete).
(La vendetta non è giustizia. E’ la resa dei conti).
(Questa volta è il nostro sangue. Sì, non mi calpesterete!)
Vi siete spinti troppo in là con questo atroce crimine
e conoscerete la sconfitta, supplicandoci in ginocchio.
Uno dopo l’altro cadrete, con le spalle al muro.
Non avrete dove scappare, sicuri di bruciare.
(Il destino ci ha dato origine. E’ la resa dei conti).
(Questa volta è il nostro sangue. Non mi calpesterete).
L’ora si avvicina per la mia ultima battaglia.
Giustizia verrà fatta e non ci sarà dove fuggire.
Il male puro cresce in voi. Siete stolti indottrinati.
I vigliacchi si nascondono qui vicino,
vomitando le loro bugie.
(La vendetta non è giustizia. E’ la resa dei conti).
(Questa volta è il nostro sangue. Non mi calpesterete).
Nato nella distruzione e cresciuto in agonia.
E’ questa la mia salvezza?
Dalle ceneri della vostra devastazione!
Se fosse per me, direi “Occhio per occhio!”
Con un martello la otterremmo. La Signora Giustizia si è svegliata.
Il giudizio è stato espresso e nel sangue verrà ripagato.
La morte sa cosa fare e i cavalieri vengono per voi.

ATTILA – ATTILA*

Li guidò per vent’anni e saccheggiò come loro re.
La conquista ardeva nei suoi occhi
e il ghiaccio scorreva nelle sue vene.
L’ambizione del loro condottiero li spingeva verso ovest.
Era l’impero che sognava.
Padre di tutti gli altri.
Attila voleva conquistare il suo trono come figlio impetuoso,
per costringere il mondo intero a inchinarsi al regno degli Unni.
Alleanze erano state strette con altri clan.
Le forze dei Franchi e dei Vandali
erano dominate dalla sua forza.
Si dice anche che per mano di Attila morì suo fratello
e che, per fare del suo dominio la propria eredità,
egli fece del suo meglio, per quanto atroce.
Ethele e Etzell, con molti nomi fu conosciuto,
ma il Flagello di Dio è quello che risuona il modo più cupo.
L’inferno era in attesa oltre i confini della Gallia
e i romani resistevano soltanto per poi crollare.
Sarebbero morti sotto la sua spada.
Il signore dei barbari.
Attila, il richiamo della vittoria.
Sentieri di fuoco e saccheggio.
Città in fiamme e distrutte.
Il destino di Attila lo chiamava.
Venne per conquistare.
(Arcieri restate pronti!
Centurie tutte unite!
Tenete la linea e i mongoli vacilleranno!)
Certamente li batteremo. Li sconfiggeremo.
Combatteremo fino alla morte
o sarà la devastazione del mondo cristiano.
(Non ci abbatteranno. Dio è con noi!
Mostraci la strada per la disfatta degli Unni!)
Cantano al cielo.
Le grida di battaglia propagano la loro paura.
Il terrore è l’arma sguainata
quando lo scontro si avvicina.
Il conflitto è alle porte.
Il guanto di sfida è stato lanciato.
C’è disprezzo per il regno cristiano
e il seme avvelenato è stato piantato.
Anche se il caso volesse che tutto è perduto
e venissimo trucidati dall’acciaio romano,
non soffriremo come altri prima di noi,
perché né la mente, né la volontà ne saranno spezzate.

Note: *(Fu sovrano degli Unni dal 434 fino alla sua morte nel 453)

RED BARON/BLUE MAX – BARONE ROSSO*/BLU MAX**

Figlio di un maggiore, nobile prussiano,
il suo nome venne ispirato da un santo romano.
Scoppiò la guerra e alzò gli occhi verso il cielo.
Dopo ventiquattr’ore di addestramento era già lì.
100 miglia all’ora era la massima velocità del suo aereo
e se ti volava dietro, avevi la certezza di essere morto.
80 uccisioni tutte confermate.
Gli altri piloti avevano ancora molto da imparare.
Barone rosso. Blu Max.
L’Albatross*** volava alto.
Barone rosso. Blu Max.
Ti teneva nel mirino.
Pilota rosso da battaglia, rosso come il fuoco.
Non considera i volti. E’ l’asso degli assi.
La sua preda britannica si lanciò in un volo spericolato,
ma un colpo da terra strappò la vita al Barone rosso.
Volò con onore e coraggio
e morì nel 1918.

Note: *(Famoso aviatore tedesco durante la Prima Guerra Mondiale)
**(La più alta onorificenza prussiana per onore al merito)
***(Uno degli aerei che pilotò)

HOLLOW MAN – UOMO VUOTO

Il vuoto mi consuma.
La testa tra le mani, fatico a parlare.
Cercavo la solitudine.
Mi sono perso nell’umanità.
La vera conoscenza conduce alla sofferenza.
Una ricerca costante. Un sogno senza fine.
Ora cerco la pace interiore,
nascosta così in profondità.
Non voglio essere un uomo vuoto.
Non diventerò un uomo vuoto.
La tristezza viene a bussare incessantemente
e riempie i miei occhi in modo che tutti la notino.
La pace arriverà un giorno.
Prego che trovi la sua via.
L’oscurità mi accarezza la mente e l’anima.
Il mio spirito la rifiuta. Mi sento completo.
Il vuoto se ne va,
rimpiazzato dalla luce del giorno.
Risorgo come una fenice
dalle ceneri di vecchie abitudini
e con la saggezza ottenuta, mi metto in cammino e cambio strada.
Che l’uomo vuoto si trovi un’altra preda!

WATERLOO – WATERLOO*

Innalzate le vostre grida di protesta!
La rivoluzione è di nuovo qui.
Le catene dell’imperatore sono state spezzate
ed egli ora è libero.
La fuga, per quanto ardua, era necessaria
e il suo regno è ancora in vista.
La battaglia per la Francia doveva essere portata a termine fino in fondo.
Si formò una coalizione di molte terre contro Napoleone, da ovest a est.
I cani della guerra prendevano le armi
e presto sarebbero stati sguinzagliati.
Prussiani, russi e austriaci,
tutti sotto il comando britannico.
Alla testa degli alleati c’era Wellington.
Chi sarebbe riuscito a far cedere l’avversario?
Uomo dal destino preannunciato,
presto sarai costretto a vedere
le nazioni che si alleano contro di te,
segnando così la fine del tuo regno.
(Assisterai ai tuoi cento giorni che si concludono).
(E’ davanti al te. Il destino ti attende).
Rapidamente le forze alleate si radunarono
nei pressi del confine franco-belga,
mentre 124.000 francesi marciavano lì a passo spedito.
La battaglia cominciò
e Napoleone fece scattare il suo audace piano.
Li attaccò su due fronti,
dividendo le sue milizie.
I prussiani suonarono la ritirata,
lasciandosi dietro 12.000 morti.
Ma il grosso delle loro forze era ancora intatto
e pronto a riprendere il conflitto.
Wellington, già persi 5000 uomini,
si sarebbe trovato ancor di più sotto il fuoco dei cannoni
e dei bombardamenti da parte dei francesi.
Quante guerre ho combattuto
per accrescere il potere della mia nazione!
Per questo verrò ricordato fino alla fine dei tempi.
Se il bottino va al vincitore,
posso anche vivere come un uomo povero,
perché alla fine l’ironia ha distribuito la mano più crudele.
L’esercito francese era rapido e determinato,
ma l’offensiva sarebbe stata respinta
e, sebbene malconcia, la linea anglo-olandese avrebbe retto.
Come il destino o l’abilità hanno sancito,
un esercito si mosse da est.
I prussiani che gli sfuggivano dalle mani
avrebbero decretato la sua sconfitta.
Le linee francesi hanno ceduto
ed essendo esposte all’attacco,
l’imperatore non ha più scelta
e la vecchia guardia lo fa ritirare.
Si contarono 45.000 uomini tra feriti e morti quando la battaglia si concluse.
Era un campo di battaglia ampio tre miglia,
nei pressi di una città chiamata Waterloo.

Note: *(Battaglia del 1815 che determinò la fine di Napoleone)

VALLEY FORGE – VALLEY FORGE*

Chiudi gli occhi e immagina il soldato a Valley Forge!
La sofferenza che sopportò fu reale.
Stenti. Guerra totale.
Eppure nei suoi occhi ardeva la ferrea volontà di vincere
e per la causa egli non avrebbe ceduto.
(Ora ci guarderebbe con rabbia e disgusto?
La sua provvidenza è il nostro diritto di nascita e il nostro credo.
Lasceremo che l’ignoranza e la pigrizia ci conducano alla fine?
Autocompiacimento. Siamo accecati dalla nostra avidità).
A piedi nudi e con le mani scorticate dal gelo.
Il moschetto stretto con presa ferrea.
Ma per la causa ha un unico rimpianto:
di avere soltanto una vita da offrire.
E’ il momento per noi di aprire gli occhi
e di apprezzare le vite che abbiamo
e tutti coloro che ci hanno consegnato la libertà.
Le parole non possono esprimere ciò che avete fatto.
(Ora ci guarderebbe con rabbia e disgusto?)
Vi aprirà gli occhi?
(La sua provvidenza è il nostro diritto di nascita e il nostro credo).
Assisterete al mio ultimo respiro?
(Lasceremo che l’ignoranza e la pigrizia ci conducano alla fine?)
Vi aprirà gli occhi?
(Autocompiacimento. Siamo accecati dalla nostra avidità).

Note: *(Zona della Pennsylvania dove si accampò l’esercito di George Washington tra il 1777 e il 1778)

THE DEVIL TO PAY – IL DIAVOLO DA PAGARE

(1 Luglio 1863)
Nel luglio del 1863
la nazione era devastata dalla tragedia.
Uno scherzo del destino.
Due grandi eserciti che si mischiavano.
Gli déi della guerra a Gettysburg.
Devastazione lungo la strada.
Cinquantamila corpi ricoprono la terra.
L’inferno si è scatenato per tre giorni pieni.
Il mietitore ha raccolto
e c’è il diavolo da pagare.
La pressione è alta e i ribelli attaccano.
Gli yankee devono resistere. Non possono ripiegare.
Sono soltanto due brigate, duemila coraggiosi
e contro ventimila non possono respingerli a lungo.
Il generale Reynolds si apre una strada,
ma non ci si aspetta pietà dalla Brigata di ferro
finché non dimostrerà che sono rimasti soli.
Tuttavia gli uomini di Buford hanno una volontà rocciosa.
Le baionette luccicano nel sole del mattino.
Fumo e fuoco sprizzano dai fucili.
Un’altra raffica e colpiscono di nuovo.
Altre migliaia scendono da Chambersburg Pike.
(Questa tragedia e ciò a cui porterà.
Devastazione dappertutto).
Il mietitore ha i suoi metodi.
(Gli uomini uccidono e scorre il sangue
per preservare la nazione).
C’è il diavolo da pagare.
A sud della città, lungo la strada per Emmitsburg,
cominciano a vedersi i primi plotoni.
Per gli uomini di Buford arrivano giusto in tempo,
poiché hanno disperata necessità di rinforzare le linee.
Cadono corpi, sia blu che grigi.
I moschetti deflagrano e i cannoni ruggiscono.
Quelli dell’Unione si battono per difendere la città,
ma sono in numero inferiore e perdono terreno.
Da nord e da ovest giungono altri ribelli.
Altre migliaia che aumentano i numeri del conflitto.
Da McPherson Ridge i confederati attaccano.
Un tiratore scelto dei ribelli colpisce a morte Reynolds.
Attaccate! Attaccate! Il generale Lee dà l’ordine.
Sono sopraffatti. La situazione lo esige.
I nordisti si ritirano e arretrano fuori città,
ma si sono fortificati e hanno salvato l’altura.
Il giorno si conclude con la vittoria dei sudisti.
Lee è convinto che la volontà di Dio sia grande.
Che sono invincibili e che la loro causa sia giusta.
Ma Longstreet è cauto e ha meno fiducia.
Dall’altra parte della strada l’Unione si è trincerata
sulle lievi alture, su Cemetery Ridge e fino a Culp’s Hill.
Le linee sono forti e di certo resisteranno.
Quando i confederati attaccheranno
ci sarà il diavolo da pagare.

HOLD AT ALL COSTS – RESISTERE A QUALUNQUE COSTO

(2 Luglio 1863)
A circa un miglio da qui
vive il mio più caro amico che abbia al mondo.
Veste di blu e io di grigio
e Dio, quanto mi ferisce questa cosa!
L’ultima volta che ci siamo incontrati,
gli ho preso la mano e ho giurato.
Se mai dovessi calare su di te la spada,
che il buon Signore mi fulmini!
Il fianco dell’Unione è in difficoltà,
sull’altura a passo di carica.
Pessima decisione. Insubordinazione.
Ha esposto le nostre fila al pericolo.
Il fardello ci grava addosso
e arrendersi non è un’opzione.
Siamo uno dei fianchi e se la linea si spezzasse,
l’Unione cederebbe e potremmo perdere la guerra.
Al di là della carneficina
i ribelli si lanciano all’attacco
e spingono più avanti il massacro
fino a Peach Orchard, attraverso i campi di grano e il Devil’s Den.
E’ il valore degli uomini del Texas e dell’Alabama.
Sono inarrestabili e devastanti.
Il colmo della devozione.
(Sappiamo di cosa siamo fatti.
Anche se il pronostico ci è sfavorevole,
sapremo resistere per una causa che abbiamo tanto a cuore.
Dobbiamo farlo a qualunque costo.
Sappiamo di cosa siamo fatti.
Se la nazione ha bisogno di noi
manterremo la rotta per l’Unione che tanto amiamo.
Dobbiamo farlo a qualunque costo).
Onda dopo onda continuano ad arrivare,
ma la loro forza sta scemando.
Noi invece stiamo esaurendo le munizioni.
Non possiamo retrocedere. No!
Un’azione disperata per arrivare alla fine.
Alla prossima ondata li caricheremo.
Non c’è altra scelta.
Spiazziamoli! Costringiamoli alla resa!
Al mio ordine fissate le baionette!

HIGH WATER MARK – HIGH WATER MARK*

(3 luglio 1863)
I – CANNONATE
II – IL FARDELLO DEL COMANDO
(Lee)
Ci siamo arrivati davvero vicino ieri.
Ero sicuro che avrebbero ceduto.
Questo è l’attacco che ho programmato.
Una carica massiccia in aperta pianura.
Al centro non resisteranno,
ma pianifichiamo con cura.
Ci giochiamo tutto.
Li colpiremo duramente e non un cannone resterà silenzioso
prima che la fanteria attacchi.
Non possiamo sbagliare niente.
Rischiamo tutto.
Siamo nelle mani di Dio ora.
(Longstreet)
Generale Lee, ve lo devo dire chiaramente.
Credo che questo attacco fallirà.
Nemmeno quindicimila uomini supererebbero quel crinale.
Sarà una carica di un miglio in campo aperto
con gli yankee che ci prendono a cannonate.
(Lee)
Facciamo il nostro dovere.
Facciamo ciò che dobbiamo
e del mio piano dovete fidarvi.
(Moriranno in migliaia).
Non possiamo sbagliare niente.
Rischiamo tutto quest’oggi.
Siamo nelle mani di Dio ora.
(III – THE LAST FULL MEASURE – L’ULTIMA MISURA E’ COLMA)
Un cannone dei ribelli infrange il silenzio.
Altri centocinquanta cannoni sparano.
Devono distruggere la parte centrale dell’Unione
prima che la fanteria si lanci nel grande assalto.
Gli yankee rispondono al fuoco.
(La terra trema).
Fino a Washington D.C. Lincoln la sente tremare.
E’ ciò che accadde quel giorno.
Il destino della nazione era in bilico,
consumato dalla sofferenza.
Il coraggio delle giubbe blu.
Il valore delle giubbe grigie.
Triste, ma vero.
Erano consumati dalla sofferenza.
I soldati della Virginia erano stati scelti
e si erano appostati dietro gli alberi di Seminary Ridge.
Longstreet si era attardato nel dare l’ordine.
Avanzarono di un miglio, quindicimila uomini.
La carica cominciò in modo maestoso
(verso il boschetto d’alberi)
e molti degli uomini sapevano che sarebbe stata la loro ultima.
Che massacro ne seguì!
I corpi cadevano come pioggia.
Pur avanzando con coraggio
erano condannati a restare dov’erano.
Raddoppiando la velocità caricano,
ma le palle di cannone li straziano.
Marciano verso la bocca dell’inferno
e la gloria è il loro unico guadagno.
(IV – CARICA)
(Armistead)
Ci siamo quasi, ragazzi miei!
Non ho mai servito in compagnia di migliori di voi.
Dobbiamo spingerci più avanti
e infilzare i tiranni yankee.
Carichiamo verso il boschetto
per spezzare il centro dell’esercito dell’Unione
e, quando si volteranno per scappare,
ci si spalancherà la strada verso la libertà.
(V – THE MELEE – LO SCONTRO)
(Lee)
E’ finita. Dobbiamo ritirarci.
Non avrei mai pensato che saremmo stati sconfitti.
Tutto questo sangue è sulle mie mani.
Migliaia di morti a causa del mio piano.
Ne sono responsabile. E’ tutta colpa mia.
Credevo fossimo invincibili.
E’ questa allora la volontà di Dio?
Osservo questa terra intrisa di sangue.
Tutto questo sangue è sulle mie mani.
Dio, perdonami! Ti prego, perdonami!
E’ tutta colpa mia.
Tutto questo sangue è sulle mie mani.

Nota: *(E’ considerato il punto più lontano raggiunto dai confederati)
**(La battaglia di Gettysburg è una delle più importanti e decisive nella Guerra civile americana)

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