Euphorialight

SOUL BROKEN – AFFRANTO

(Lascia che succhi il veleno dalla tua ferita!)
Percepisco il tuo dolore, mio caro.
Ancora una volta me ne farò carico per te.
Sarò un surrogato per farlo sparire.
Sono condannata a essere la più forte dei due.
La tua salvatrice masochista è qui
per purificare e cancellare ogni tuo peccato.
L’oracolo. L’orecchio compassionevole.
Per addossarmi il tuo malessere
e imprimere la tua ferita sulla mia carne.
Non sembra che io ti sia di aiuto, Giuda!
Non sembra che riesca ad arrivare abbastanza in profondità.
Non sembra che riesca a guarirti.
Vieni ricucito e ti ristrappi.
Detergo la preoccupazione dalla tua fronte,
cosicché tu possa poggiare la tua croce sulla mia schiena.
Sei sordo alle mie parole in questo momento
e monopolizzi la mia pietà pur di sentirti bene.
Non sembra che io ti sia di aiuto, Giuda!
Non sembra che riesca ad arrivare abbastanza in profondità.
Come posso arrivare a te?
Sei pieno di dubbi e affranto.
Se morirò, la cosa non ti salverà.
Se berrò, non sazierà la tua sete.
Eppure ingurgito ogni goccia perché non lo debba fare tu.

I RIDE ALONE – VIAGGIO DA SOLO

Ho finito la mia ultima sigaretta e ho esaurito la fortuna.
Immagino che oggi il banco ce l’abbia con me.
Mi abbasso in tempo per evitare di sparargli sull’uccello.
Dovrei tenere un profilo più basso.
Viaggio da solo.
Non mi accoderò.
Mi sono spezzato le ali su qualunque strada
e ho frantumato la mia aureola in ogni occasione.
Ho aperto sei buchi puliti sul mio santo protettore,
ma mai nella mia vita infernale mi sono lamentato.
Molti uomini e donne mi cercano
e la maggior parte mi vogliono morto.
Non li biasimo per il rancore che si portano dietro.
Una pistola a noleggio nella mia mano
e una taglia sulla mia testa.
Non riesco a fermarmi troppo nello stesso posto
e volo basso sotto il radar dell’occhio pigro di Dio.
Ho teste e code a cui star dietro e debiti da pagare.
Inseguo i tramonti come un cowboy
che osserva le città andare in rovina
dalla sua Chevrolet nera del 1960.

PASSION AND SAVAGERY – PASSIONE E BRUTALITA’

L’autunno d’ambrosia e l’inverno del Wendigo*.
I cieli color canna di fucile e madreperla.
Un cambiamento del clima.
Un cambiamento del cuore.
Una sensuale tempesta in un mondo di decadenza.
Volti angosciati su ogni pagina di ogni libro.
Tracce di noi ovunque io guardi.
L’ho fatto per te, mio inquisitore.
Cremisi frammenti di poesia,
nati dalla passione e dalla brutalità.
Se ancora non lo so, lo imparerò.
Sanguigne canzoni di lussuria tormentata.
Di depravazione e sfiducia.
Brucerò in un fuoco inestinguibile.
Per quanto mi dispiaccia dirlo,
il desiderio può farci impazzire o farci perdere.
Queste stanze di sofferenza sussurreranno il tuo nome
mentre si ridurranno in polvere
e queste pareti di pioggia infine
mi copriranno il viso di ruggine.

Note: *(Creatura diabolica della mitologia nativo-americana)

BARON SAMEDI – BARON SAMEDI*

Oltrepassate la tenda di velluto!
Perché oggi la sua corte si riunisce
dove coloro che ancora hanno vita
impallidiscono e appassiscono rapidamente.
Baron Samedi giudica tutti.
Baron Samedi governa tutti.
Baron Samedi vigila su tutti.
Quando scende il silenzio
e la musica si spegne,
egli suona i suoi funerei tamburi.
Raffinato e solenne
è il valzer sulle note del suo violino.
Un valzer su incantevoli melodie di perdita e decadenza.
I corvi si posano sulle sue spalle
sotto il bagliore della luna haitiana
ed è abbastanza certo che questo macabro individuo
si aspetti che gli facciate visita presto.

Note: *(Divinità vudù, traghettatore dei morti)

ABSINTHE EYES, OPIUM WORDS – OCCHI D’ASSENZIO, PAROLE D’OPPIO

Un fumo azzurro vortica nel vento.
Un faro rassegnato, pallido e sottile.
Pensieri che tormentano la mente
e lacrime di colpa che rigano la guancia del peccatore.
Il battito vile diventa più debole.
Per ciò che vedo potrei essere cieca.
Siamo leggende dalla scarsa reputazione
e le nostre lingue da gradassi se ne stanno mute.
Che cosa manca ancora a questa combinazione?
Avremmo dovuto far conoscere al mondo il nostro nome,
ma al contrario non abbiamo scelto la strada della fama.
Dove viviamo siamo a malapena un punto di riferimento.
I miei occhi d’assenzio e le tue parole d’oppio.
Quelli fatti per convincere e quelle fatti per confondere.
I miei occhi d’assenzio e le tue parole d’oppio.
Quelli fatti per ammaliare e quelle fatti per instillare.
I miei occhi d’assenzio e le tue parole d’oppio.
Quelli troppo superficiali e quelle troppo profonde.
I miei occhi d’assenzio e le tue parole d’oppio.
Quante volte ho cercato di scoprire tutto ciò che c’è da sapere
senza riflettere anche sul tuo volto?
Ho tentato di renderci obsoleti,
ma poiché il quadro non era completo,
ho trovato difficile ribellarmi con ostinazione.
Non voglio che la nebbia mi consumi,
ma lo spirito vuole viaggiare liberamente.
Non siamo esattamente la norma universale.
Mi terrai a galla o mi spingerai giù?
Nuoteremo o affonderemo,
piangendo per questa storia inascoltata?
I miei occhi d’assenzio e le tue parole d’oppio.
Quelli fatti per convincere e quelle fatti per confondere.
I miei occhi d’assenzio e le tue parole d’oppio.
Quelli fatti per ammaliare e quelle fatti per instillare.
I miei occhi d’assenzio e le tue parole d’oppio.
Quelli troppo superficiali e quelle troppo profonde.
I miei occhi d’assenzio e le tue parole d’oppio.
Svaniamo nel nulla.
Svoltato un angolo.
Girata una foglia.
Trasformato in odio.
Trasformato in dolore.
Ho chiuso un occhio.
Ho voltato la testa.
Ho voltato le spalle.

DEADLINE PLAYTIME – TERMINE DEL GIOCO

Le grandi menti ispirate
sono concesse a pochi fortunati
e troppo spesso sono come finestre inutili
su un paesaggio desolato.
Per vivere una vita di totale indifferenza,
al sicuro dalla mediocrità,
ci si accontenta di essere una minuscola parte
di un enorme macchinario.
Sacri o pagani.
Alfieri o pedoni.
Il tempo non aspetta nessuno
e presto entrambi non ci saranno più.
Si realizza ben poco e con un misero guadagno
seguendo questo esempio assurdamente folle.
Disperati, in quest’opera di scavo,
alcuni cercano il potere, altri la fama.
Alcuni cercano la fortuna, altri il divertimento,
senza avere alcuno scopo per il loro nome.
Lasciare il segno prima del termine.
Questo è il motivo per cui siamo qui.
Cerchiamo le risposte alle nostre domande,
ma ci siamo mai andati vicino?

CATHERINE AND HEATHCLIFF – CATHERINE E HEATHCLIFF

Lei era indisciplinata e selvaggia oltre misura
quando era in preda ai suoi attacchi d’ira.
Lui era un bambino testardo con capelli corvini aggrovigliati
e occhi neri come braci ardenti.
Lei aveva quella caotica passione che nessuno poteva domare
e dicevano che lui fosse il figlio del diavolo.
Erano inseparabili nel loro fuoco e fiamme
e seminavano scompiglio ovunque andassero.
Heathcliff e Catherine vagavano per le brughiere come una tempesta.
Lui fece ritorno alla tenuta dopo dieci anni
e trattenne Catherine fino al suo ultimo respiro.
Condannò il marito alle fosse infernali,
cosicché lei sarebbe stata sua anche nella morte.
Egli scavò la sua tomba in uno stato mentale disturbato,
sognando di giacere accanto alla dormiente.
La sua guancia congelata contro quella di lei e i suoi occhi ciechi,
riposando con l’unica custode del suo cuore.
Heathcliff e Catherine vagavano per le brughiere come una tempesta.
Heathcliff e Catherine. Eppure lei non voleva riposare.
Heathcliff, sta vendendo per te. Lasciala entrare!
Catherine, prendi la sua delicata mano umida e lasciala entrare!
Heathcliff, sta vendendo per te. Lasciala entrare!
Catherine. Insieme potrebbero affrontare le legioni di Satana in persona.
Lasciala entrare!

Note: *(Personaggi di “Cime tempestose” di Emily Brontë)

MANEATER – MANGIATRICE DI UOMINI

Sono una donna dal gusto impeccabile
e una buongustaia piuttosto esigente.
Quando invito i miei ospiti a cena
viene preparato un vero e proprio banchetto.
Una semplice assemblea di raffinati intenditori
non è sufficiente ad appagarmi,
poiché ahimé, amici miei, per appagarmi
temo che dobbiate morire.
Mangiatrice di uomini, mai sazia.
Mangiatrice di uomini, bestia vorace.
Gli edonisti della mia fervente specie
sono purtroppo spesso incompresi
e la nostra rara raffinatezza è demonizzata dai borghesi.
Un vegetariano mi ha recentemente consigliato
di magiare più verdure nutrienti,
così l’ho invitato per un buon Chianti e pancetta con fave.

VOID – VUOTE

Poni la tua pesante armatura sul mio sostegno!
Il mantello di seta e la pelle d’ermellino. Fa lo stesso.
Le mie statuette non mi rammentano chi sono
e i miei ritratti ricordano un uomo in punto di morte.
Anni di disperazione, a fuggire dal destino.
Dio salvi il re!
Signore, abbi pietà!
Non esiste medicina reale.
Il mio regno per un cavallo*!
La mia condizione di sovrano semplicemente non posso sostenere.
Sanguinerò mai per il mio Paese?
Quale monarca combatte le sue battaglie?
Mi nascondo dietro l’emblema della nobiltà.
Gli uomini non smettono mai di obbedirmi
e di proteggere la mia vita.
Segnatevi le mie parole di vittoria,
così vuote di significato!
Giorni di attesa.
L’orrore nella loro scia.
Una corona sulla testa di un codardo
non lo rende un sovrano.
La mia schiena è debole.
La mia postura senza spina dorsale e da rammollito.
La mia povera postura.
Il mio cuore che batte senza guida.

Note: *(Parole del “Riccardo III” di Shakespeare)

THE MERCURY LAMP – LA LANTERNA DI MERCURIO

Ricordo tempi migliori,
come una candela dietro un vetro.
Tutti i miei cari moriranno per mano mia
e presto riposeranno sottoterra.
E’ tutto così solitario e freddo nel mio mondo
e le strade acciottolate sono ricoperte di quelli che ho perduto.
Rimarrò con le ali spiegate
ad affrontare il freddo in arrivo.
Ognuno di noi è predisposto a uccidere
e ha un unico scopo da raggiungere.
Padre, sono incompleto!
Ho un buco dove dovrei avere un cuore.
Se parteciperò al tuo gioco contorto di distruzione,
tu tornerai a finirmi?
Le mie bigotte sorelle, così perfette e sincere,
mi si oppongono dicendo che sono crudele,
quando l’unica cosa che volevo era poterti vedere.
E’ per questo che devo duellare.
Ci porremo uno di fronte all’altro,
finché non ne rimarrà uno soltanto.
Ho paura delle tenebre che ho dentro
e sono troppo esausto per combattere.
Striscerà attraverso la finestra aperta,
quindi stanotte lascerò la lanterna accesa.

EUPHORIALIGHT – LUCE DELL’EUFORIA

Ora ti avrò per alimentare le fiamme del momento.
Segui la mia umana follia!
I miei modi lascivi. Le tentazioni e i capricci.
Non osare resistermi!
Insisti in nome dell’appagamento!
Alla fine dovrai fluttuare sulle mie ali.
Fiammeggiante luce dell’euforia.
Sei come benzina per la mia natura maniaca e ossessiva
e dalle rovine annerite del mondo in fumo
di nuovo risorgeremo illesi.
Ora ti avrò per alimentare le fiamme del momento.
Segui il sentiero di Piro*!
Più sappiamo e meno ci interessa.
Quelli che anelano bruciare considerano le ferite un ornamento.

Note: *(Il fuoco)

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