And yet it moves

AND YET IT MOVES – EPPUR SI MUOVE*

Sulle desolate pianure verso la terra santa
ci troverete a camminare sui sentieri battuti dagli uomini.
Quando scenderà la notte
fisseremo il cielo
e, anche se sarà come sempre,
lo guarderemo con occhi diversi.
Mentre ci voltiamo,
ancora scegliamo il dolce conforto.
L’apparente verità.
La fede invece delle prove.
Costretto a ritrattare.
Eppur si muove.
Calmate i sapienti!
Dite loro che ci abbiamo provato
e che presto canteremo ai bambini
bugie confortevoli e rassicuranti!
Quando si verificherà il disastro
e i castelli arrugginiranno,
ora e per sempre ci trasformeremo in aria e polvere.

Note: *(Celebre frase attribuita a Galileo a proposito del movimento della Terra)

THIS TOO WILL PASS – ANCHE QUESTO PASSERA’

Molti soli e lune sono trascorsi
e nonostante tutto ho trovato finalmente la pace.
Le luci si spegneranno e le foglie cadranno
e le lascerò fare a causa dei segni.
Controvento ascolto il pianto dell’inverno.
Mi staccherò dal suolo per raggiungere il cielo.
Niente dura per sempre.
Ora il dado è tratto.
Presto anche questo passerà.
Il richiamo distante dell’uomo moderno.
Li sento gridare attraverso terre lontane.
L’infinita ricerca dell’eternità,
che io non cerco più,
perché col tempo di sicuro la vedrò.
Alla fine il tempo dimostrerà
che anche questo passerà
ed è tutto ciò che so.
Niente dura per sempre.
Anche questo passerà.

HAZE OF THE DAWN – LA FOSCHIA DELL’ALBA

Camminiamo sulle rovine delle nostre passate creazioni,
mentre il terreno continua a sprofondare.
Procediamo in fila per difenderci dalla tentazione
e cancelliamo le nostre tracce man mano che ci spostiamo.
Il cielo era terso la notte in cui è nato il bambino.
Avevamo perso la direzione nell’accecante foschia dell’alba.
Ci eravamo riuniti ad ascoltare la canzone con le indicazioni
presso i cancelli d’imbarco del passato.
Affrontiamo il presente nel tintinnante silenzio
e ora finalmente la canzone è finita.
Ci siamo messi a dormire sotto le spine sanguinanti
e ci siamo svegliati nell’accecante foschia dell’alba.
La foschia dell’alba maschera il nuovo giorno
e il passato non c’è più.
La foschia dell’alba.
Nient’altro da dire.
Ci svegliamo nell’accecante foschia dell’alba.
La nebbia si fa più densa mentre la terra brucia
e tinteggia il cielo di colori ambrati e grigi.
La luce è fioca, ma la ruota continua a girare.
Ormai la nebbia ci ha fatto smarrire.
Il cammino era chiaro la notte in cui fu pronunciata la promessa.
Avevamo perso la direzione nell’accecante foschia dell’alba.

WHERE NOW I BELONG – IL POSTO A CUI ORA APPARTENGO

Credevo che la vita mi avrebbe offerto qualcuno da incolpare.
Credevo che queste ferite sarebbero state le peggiori della mia sofferenza.
Credevo che il buio mi avrebbe dato la forza di continuare,
ma il mio posto non è tra queste mura di pietra.
Mi sbagliavo.
Mi hanno detto che spetta a te trovare la tua serenità.
Mi hanno detto che queste catene ti ancorano al suolo.
Mi sbagliavo.
Mentre il mondo avanzava,
io mi sono perso per troppo tempo.
Ero incatenato al passato
ed è il posto a cui ora appartengo.
I giorni sono contati
e ancora proseguo a ritmo.
Il tempo corre e ormai trascino i piedi.
Mi sbagliavo.
Mentre il mondo avanzava,
mi sono perso per troppo tempo.
Non mi è restato niente a parte pelle e ossa.
Sono stanco. E’ finita.
Sono incatenato al passato
ed è il posto a cui ora appartengo.

CHILDREN OF A KILLING SUN – FIGLI DI UN SOLE ASSASSINO

Piangiamo per i bambini
quando non c’è più nessuno da incolpare.
Viviamo per i morti,
mentre i ricordi sopravvivono.
Stiamo al fianco degli afflitti,
perché voi ve ne siete già andati.
Sotto la sua misericordia siamo una cosa sola.
Figli di un sole assassino.
Viaggerete nei secoli, osservando il cielo.
Attraverso l’oscurità, dove la polvere si deposita per sempre.
Si svanisce in un istante,
ma il viaggio non termina mai.

SHRAPNEL – SCHEGGE

Gli scudi sono infranti
e ormai le ferite sono guarite,
ma là sotto le schegge sono ancora roventi.
Ghiaccio e neve.
Il calore non conoscerà mai
come i venti dell’inverno gridano.
I giorni trascorrono
e il passato ancora non muore.
Per favore, dicci perché!
Lontana o vicina che sia,
nonostante la vista sia limpida,
la guerra è tutto ciò che continuiamo a vedere.
Viviamo per essere schiavi tra gente libera
e non rimane che domandarsi il perché.
Gli scudi sono infranti
e ormai le ferite sono guarite,
ma là sotto le schegge sono ancora roventi.
Ora lo sappiamo.

CHOIR OF MAN – CORO DI UOMINI

Alla fine siamo qui tra le fila silenziose,
dove tutto è iniziato.
Il richiamo riverbera attraverso la terra
e cieli oscuri, sfumati di grigio,
riversano i loro colori sugli uomini.
Le anime irrequiete che vagavano.
I ciechi e quei pochi gioiosi.
Tutti sotto la volta del cielo.
Un richiamo lontano ci ha riportati a casa.
Alla fine siamo qui tra le fila silenziose,
dove tutto è iniziato.
Alla fine, quando la luce si arrende,
cantiamo insieme un coro di uomini.
I giorni di solitudine sono finiti
e ci siamo lasciati le nostre anime alle spalle.
Non avanzeremo più.
Apparteniamo a questo coro.

LAST FRONTIER – L’ULTIMA FRONTIERA

Siamo nati nell’ombra di una luce tremolante
e ancora seguiamo l’orbita del sole.
Siamo stati cresciuti al riparo della notte materna
e all’alba ci voltiamo e ci incamminiamo.
Qui al confine, dove il viaggio si è concluso,
abbiamo appena cominciato.
Ora la meta è vicina
e non ci sono più prove da sostenere.
Ancora un passo.
E’ l’ultima frontiera.
Varchiamo l’ignoto.
Procediamo da soli nel vuoto.
Finché siamo qui camminiamo.
E’ l’ultima frontiera.
Siamo giunti dalle pianure nella terra della nebbia
e ancora seguitiamo verso le vette del cielo.
Il tempo cancellerà le nostre tracce.
Marciamo per esistere,
perché in definitiva sarà l’ennesimo addio.

THE BITE OF FROST – IL MORSO DEL GELO

E’ chiaro, ora che la luce si spegne,
che il passato non è mai perduto.
E’ il morso del gelo.
Le ombre offuscano il giorno
e turbinano nubi con tonalità grigie,
eppure il sentiero non è mai perduto.
E’ il morso del gelo.
Camminiamo nell’oscurità.
Viviamo nella notte
e seguiamo i colori danzanti delle luci a nord.
Vorticate nella bufera!
Affrontate il vento!
Ululate insieme ai corni dell’inverno,
quando il gelo vi morde la carne!
E’ il morso del gelo,
eppure il sentiero non è mai perduto.
La notte diventa giorno
e il freddo intiepidisce.
I tempi cambiano,
ma il ghiaccio rimane sempre sotto i nostri piedi.

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