Eternity

ETERNITY – ETERNITA’

Seduto su queste rocce in alto
sento le onde che si infrangono contro la costa
e, mentre il mare mi nebulizza il volto ardente,
vorrei poterlo abbracciare per sempre.
Quando di notte poso il capo per dormire
sogno che scorro con il mare come una cosa sola,
ma sono un prigioniero della sabbia
e nessuno può capire questi sogni infantili.
Un uomo anziano mi si avvicina.
La sua fragile mente confonde.
Parla con enigmi e rime
e racconta la storia di una vecchia strega
che lo avrebbe cacciato dal mare.
Un momento! I miei occhi sono pieni di splendore
o potrebbe essere il suo folle racconto?
Lo guardo per avere una risposta.
Consegnerò al mare la mia anima per l’eternità.
Ed è così che il viaggio è iniziato.
Dolore e sofferenza.
I tuoi sogni valevano questo tormento?
Si potrebbe distribuire un’altra mano,
ma la luce in lontananza preannuncia la fine del viaggio.
Grandi déi dell’Olimpo!
Gran dio Poseidone!
Accettate questo mortale
e non lasciatelo più tornare indietro,
perché ha consegnato al mare la sua anima per l’eternità.

BLACK TOWER – TORRE NERA

Oh Torre nera, qual è il tuo potere?
Che cosa fa scappare gli uomini a nascondersi?
Ho previsto il male nel cuore della notte,
mentre i demoni danzavano nella mia mente.
Racconti storie di orrori
e lo splendore delle loro torture.
Le fiamme raggiungono i cieli
e le porte dell’inferno sono spalancate.
Oh, Torre nera!
Perché consumi le anime che dormono nella notte
e getti ombre maligne e segni che non prevedono un domani?
Perché devo temere per la mia vita?
Perché i demoni mi danzano nella mente?
Ora conosco la verità
e il male che l’uomo compie.
Pagheranno per i loro debiti.
Gli incubi dicono il vero.

CALL OF THE SEA – IL RICHIAMO DEL MARE

Per sempre perso in mare.
E’ una fatica senza fine
tenere la testa sopra la superficie
e non ho mai avuto tanta paura prima.
Il sole ha preteso il suo tributo
e il sale mi scorre nelle vene.
Non ho mai avuto tanta paura prima.
Ho cominciato a odiare queste acque.
Vivrò fino a vedere il domani?
O morirò in questi abissi?
Il mare mi chiama,
ma la mia volontà è più salda
di quanto queste correnti potranno mai essere.
Il mare mi chiama.
Perché non lascio che queste acque
reclamino su di me la loro vittoria?
Vorrei essere nel luogo
in cui il vento e la marea si contendono la riva,
ma nel crepuscolo dei miei sogni il fuoco infuria.

PROUD NOMAD – FIERO NOMADE

Ora vi racconterò una vecchia storia
su un vecchio uomo di una terra non troppo distante.
Cavalleria su un possente guerriero
e lo stemma della chiesa sul suo petto.
Era tortuoso il sentiero vertiginoso
che conduceva alla tana del drago
e l’ululato del vento gridava di fare attenzione.
Le tue pulsazioni aumentavano
e il tuo sangue pompava con paura.
Potevi sentire il calore crescere,
il che significava che il drago era vicino.
Fiero nomade del passato,
attento a te, perché la tua vita non durerà!
Fiero nomade del passato,
l’orgoglio ne ha già uccisi a migliaia prima di te.
Fiero nomade del passato,
non permettere a questa stoltezza di stringerti nella sua presa!
Fermati! Attento! Corri per la tua vita!
Temi per essa finché ancora c’è tempo di scegliere!
Fermo! Non procedere oltre!
Non capisci che hai una vita soltanto?
Non essere sciocco!
Volta dopo volta l’ho vista nei loro sguardi.
E’ la debolezza dell’uomo mortale.
Vivono per il loro credo,
nonostante li porterà alla morte.

RED SANDS – SABBIE ROSSE

Acuto il corno grida il mio nome.
Martellando il terreno, il gioco comincia.
La folla ruggisce
e il sangue mi ribolle dentro.
Non ti temo e tu non temi me.
Le spade vengono estratte e rifulgono.
E’ il momento di onorare il nostro re.
Gli déi hanno benedetto questo gioco perverso.
Dobbiamo combattere senza mostrare vergogna,
poiché è giunto di nuovo il momento
di nutrire di sangue il nostro assetato re.
Ti guardo negli occhi.
Il riflesso del cielo.
Un sussurro del vento
e la tua anima saluta.
Sabbie rosse sotto i miei piedi,
intrise del sangue che ho versato da te.
Sabbie rosse fin dove riesco a vedere
hanno macchiato questa terra e la storia.
Ciò che un tempo era un sussurro
oggi è un’eco nella mia testa.
Gli sguardi dei loro volti,
mentre mi immergo in un mare di sangue.
Sento il male che cresce
e la voce ipnotizzante dell’inferno.

ONE OF THE HUNTED – UNA DELLE PREDE

Sento su di me lo sguardo distante di un occhio che mi sorveglia.
Occhi osservano il taglialegna
e fremiti di morte mi attendono.
Sono cieco nella loro illusione. Sono confuso.
Penne d’uccello sibilano nel vento,
rilasciate con la morte dalle loro dita.
Il mio destino è appeso a un filo di seta.
Dovrei scappare, ma non c’è un luogo dove nascondermi.
E’ uno scambio di ruoli in questo teatro del malumore.
La controfigura ruba le scene con una replica.
Una delle prede.
Le cose sono cambiate.
Una delle prede.
Non c’è posto dove scappare.
Nel tempio della natura odo una risata.
Un’altra vittima su questo triste sentiero.
Non provano nulla nel recidere una vita.
Mi ricordano me stesso di qualche tempo fa
e le grida di supplica che sembravo ignorare.
Quelle grida che ora sono le mie.

FIRE WITHIN – FUOCO INTERIORE

Dai un’occhiata nella sfera di cristallo!
Scruta ciò che il futuro può portare!
Tutt’intorno a te scende l’oscurità,
finché la tua anima in frantumi si mette a urlare.
Stando di fronte alla sfera
vedo la mia esistenza passarmi davanti.
In piedi! Guarda nei miei occhi
e dimmi che cosa vedi!
Non c’è dell’oro alla fine dell’arcobaleno?
Non c’è speranza alla fine della strada?
Avrò la forza per i sogni per cui ho vissuto
oppure mi arrenderò?
Molti anni sono trascorsi
e a molte prove sono sopravvissuto.
Eppure il vento mi soffia contro lungo il cammino
e ogni giorno si fa sempre più difficile.
Il fuoco interiore languisce.
Le acque della vita penetrano all’interno.
Una volta vi era passione e il desiderio di farcela.

WARBIRD – FALCO DA GUERRA

Si prende il suo tempo per una guerra personale.
Sarà un assalto aereo.
La guerra di un uccello.
Sta legato al suo avambraccio in attesa di volare.
E’ cieco come la notte.
Togli la sua maschera!
Lo sguardo penetrante rivolto al mare.
Un gabbiano bianco è in attesa,
così rapido nel volo che scorre come il mare,
su cui getta l’ombra delle sue ali spiegate.
L’uccello prende il volo, in preda all’estasi.
Gli artigli affondano
e il gabbiano inizia a gridare.
La sua vita gli viene strappata
e l’ennesimo trofeo è conquistato.
Falco da guerra, campione del re.
Guerriero con le ali.
La mano a protezione degli occhi nasconde il cielo azzurro.
La catena di nuovo trattiene le ali arcuate.
Fino a domani sarà ancora prigioniero,
ma domani sarà libero.

WHAT ABOUT ME – CHE NE SARA’ DI ME

E’ passata un’altra notte
in cui lei mi ha stretto tra le sue braccia.
Abbiamo sognato con le stelle negli occhi,
ma non ho mai capito.
Come una fiera in gabbia che attende di essere libera
o come un uccello a terra con un’ala spezzata,
volevi volare ed essere libera,
ma che ne sarà di me?
E’ passato un altro giorno
e avevi così tanto da dire.
Il nostro amore era forte,
ma dovevi essere libera.
Ora le sabbie del tempo hanno sepolto il dolore.
Sei entrata come il vento,
risvegliando i ricordi.
Allunghi le braccia verso di me
e non vedo altro che tentazione.
Devo essere forte e tu vuoi essere libera,
ma si tratta di me.

THE GLEEMAN – IL MENESTRELLO

La mia entrata è puro diletto
e non chiederò le vostre ricchezze,
poiché sono il menestrello che ama cantare
e suonare l’arpa dorata.
Mi inchino di fronte a Voi, mio grande re,
con la speranza che vogliate ascoltare la mia canzone.
Questi piedi hanno viaggiato in lungo e in largo,
durante la mia esistenza vissuta per cantare.
Non reclamo come mia nessuna terra,
perché ignoro da dove vengo.
Ho viaggiato sui picchi di montagna e in valli profonde,
durante la mia esistenza come figlio di un bardo.
Alza l’arpa, amico mio!
La canzone che vi riscalda i cuori
parla di eroi e dei giorni di tempi dimenticati.
Parla dell’epoca dei conti.
Di re e cavalieri che compirono grandi imprese.
Poiché sono le cose che noi tutti sogniamo,
ma che soltanto i vostri occhi hanno visto.
Una vita per la lirica.
Ho viaggiato sui campi di battaglia,
tra furiosi guerrieri in lucente armatura
e la morte che di certo aspettava i deboli.
Ho navigato sulle navi vichinghe
che solcavano i mari più a nord
e ho attraversato l’orizzonte blu
senza che nessuna terra fosse mai in vista.

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