THE LAST RAINBOW WARRIOR IS DEAD – L’ULTIMO GUERRIERO DELL’ARCOBALENO E’ MORTO
Tristi funerali nel silenzio.
Dodici bare calate nella terra.
Nella polvere ogni umana speranza appassisce.
L’ultimo guerriero dell’arcobaleno è morto.
Il nostro è il mondo della tragedia.
Il nostro è il mondo dell’afflizione.
Innumerevoli giorni grigi di smarrimento.
Ha nevicato cenere scura sulle terre devastate.
Terrificanti sono le tempeste
che riducono queste montagne in sabbia.
Ascoltate la voce della distruzione
mentre grida nelle nostre anime!
Avanza in questi immensi uragani
la superba distruzione in forma umana.
“L’ultimo guerriero dell’arcobaleno è morto.
Osservate la furiosa alba che sorge!
I suoi vacui e neri raggi soffocano i colori
e il significato della vita.
L’ultimo guerriero dell’arcobaleno è morto.
La primavera si arrende all’eterno inverno”.
Perché il silenzio camminerà sulla terra.
Il silenzio delle stelle siderali.
Un mondo desolato su cui nevica.
Entrerà in sogni senza fine,
città dopo città.
Continente dopo continente.
THE WARPROPHET DREAMS – I SOGNI DEL PROFETA DELLA GUERRA
Sotto le costellazioni della rovina.
Sotto l’occhio delle più crudeli lune,
marciano versando lacrime perlacee
e seguono il cammino.
Truppe svuotate dal batterio Yersinia*.
Arte misantropica della natura sotto un circolo di stelle.
I sogni del profeta della guerra di trionfante desolazione.
Lo sciame onirico di locuste.
L’armata di libellule.
Dono della natura.
Il dolce bacio della morte elementale.
Disegno perfetto per l’umana dipartita
nei sogni del profeta della guerra.
“Eccoli arrivare, gli aggressori del domani!
In schiere silenziose avanzano,
indossando gli emblemi del dolore.
Ombre di disperazione cadono dai loro occhi,
vuoti come i loro cuori neri.
Le loro corazze sono state forgiate dalle stelle cadenti.
E’ lo spietato battaglione della persecuzione”.
Note: *(Batterio della peste)
BINDING OF THE SPIRIT ONTO EARTH – LEGAME DELLO SPIRITO CON LA TERRA
Si consuma una tragedia nel profondo dell’anima.
Un’oscura aura, composta di gemme di tristezza
e di un vasto vuoto del desiderio.
Con canzoni sui patimenti di una fanciulla,
i cigni annegano nel risentimento
e sulle argentee correnti d’acqua
lei intona una canzone.
“In uno scrigno di quercia custodiscono la mia afflizione
e sotto le migliaia di tombe riposano migliaia di sogni”.
Per sempre soli saremo a vagare
in questi paesaggi di sogni disperati.
Non c’è nulla che possa riempire il vuoto del desiderio,
immortalato dal tormento.
In uno scrigno di quercia custodiamo i suoi sogni,
legando il suo spirito alla terra.
THE HERMIT – L’EREMITA
Trattengo le stelle tra le mani
e il cielo notturno sulle mie vesti.
Il mondo sotto una bacchetta magica
nel giardino della misantropia.
Percepisco l’impallidire della luce delle stelle
e l’attenuarsi della speranza dell’anima
nelle urla dell’universo morente.
Ciò che là si mostrava
non ho mai potuto vederlo.
L’essere umano è morto
nelle vesti dell’eremita.
“Discorro della mia angoscia.
Canto la mia disperazione.
Perché niente potrà mai guarire quest’anima.
Sono troppo profonde le ferite della vita.
Il completo isolamento è la chiave,
poiché il vostro mondo non ha mai significato nulla per me”.
MASTER’S GARDEN – IL GIARDINO DEL PADRONE
Profonde e traumatiche illusioni
aprono porte interiori nel surreale giardino del padrone.
Corridoi conducono alle stanze del silenzio.
Ci siederemo intorno al tavolo del silenzio
e i molti volti della morte berranno il vino nero della malinconia.
THE WANDERER – IL VIANDANTE
Le ombre danzano,
intessendo un velo di visioni.
La realtà diventa obsoleta
mentre avanzo attraverso buchi temporali
e stelle dimenticate di pensieri ormai troppo remoti.
Quanti regni si spalancano questa notte!
Dimenticherò la luce,
la luce guida degli umani nella vita,
perché ho imparato a osservare questa esistenza
in base all’aspetto delle stelle.
“Non c’è riposo sotto la croce.
Nessun conforto per il cuore del viandante
che si inoltra nell’oscurità oltre gli astri.
Quanto ci si può spingere in là nei sogni dei morti?”
Un’anima eternamente vincolata a carne e pelle.
Un’antica anima che vaga dall’oscurità oltre le stelle.
ON BROKEN WINGS OF DESPAIR – SULLE ALI MENOMATE DELLA DISPERAZIONE
Non abbiamo forse già perso tutto?
I cieli azzurri si sono tinti di un grigio infinito
e ogni alba è diventata più nera
nel profondo dell’abbraccio del cordoglio.
(Possiamo osservare le nostre fantasie decadere
e possiamo sentire i nostri sogni che si frantumano).
Nulla risplenderà più.
Nulla sarà più lo stesso.
Nulla risorgerà più
sulle ali menomate della disperazione.
Non mi fanno paura le fiamme dell’inferno,
poiché nulla può essere peggio di questo.
Un mondo velato dalle lacrime.
L’autunno in perpetuo nella mia anima.
