…And as we have seen the storm, we have embrace the eye

VOID OF WORDS – IL VUOTO DELLE PAROLE

Non ho parole.
Non riesco a parlare.
La lingua è come morta.
E la mia gola…
E’ diventata una tomba.
Una cripta spoglia e vuota.
Sì, è il vuoto.
Il vuoto delle nostre parole.
Gli echi si infrangono prima di parlare.
E la mia gola…
E’ diventata una tomba.
Un contenitore silenzioso.
Restando uno accanto all’altra,
sembriamo ancora tenere separate le vite attuali da quelle passate.
Sto cercando il tuo nascondiglio
sotto il mio sguardo furioso.
Né vite attuali, né vite passate.

OBLIVIOUS, OBNOXIOUS, DEFIANT – INCURANTI, SGRADEVOLI, INSOLENTI

Ho parlato agli déi
e ho scavato in profondità.
Ho osservato la luna e la sua luce parassitica.
Tutto mi suggerisce di muovermi,
ma sono ancora qui.
Che cosa si nasconde nel buio?
Che cosa si nasconde nella notte?
Stanotte voglio saperlo.
Incuranti, sgradevoli, insolenti.
Sono uno del branco.
Avanziamo separati.
Così vicini, ma sconosciuti,
come un’infestazione ci scontriamo.
Ci eleviamo verso gli déi,
ma bruciamo nel sole
e rimaniamo imprigionati tra le stelle.
Menzogne mitologiche stanotte prendono forma.
I miei pensieri languono
e il mio corpo si trova in un luogo sconosciuto.
Quando il mio desiderio svanisce
i miei arti mi sono estranei
e la mia mente viaggia in autonomia.
Ho bisogno di svanire completamente
per arrivare alle stelle.
Salva il mio cuore!
Accoglimi nel tuo oscuro abbraccio!
Sono fuori portata.
Semplicemente ho visto troppo,
eppure stanotte non voglio guardare.
Addio!
Una volta acclamavo gli déi.
Una volta elogiavo ciò che sta sotto.
Una volta mi interrogavo su tutto.
Ora sono con la luna.
Ti ho suggerito di muoverti
e ti ho ordinato di restare.
L’assenza è tutto.
L’assenza è luce.
La troverai nella notte.
Siamo incuranti e sgradevoli, nonché insolenti.

SONG OF THE GODS – CANZONE SUGLI DEI

La morte canta,
ma i miei ricordi invocano la vita.
Chi decide?
Chi gestisce il tempo?
Davvero devo saperlo!
Che cosa significa svanire?
E’ il mio destino.
Canta di me!
Mi canti una canzone sugli déi
da quando hai pronunciato il mio nome.

NULL – NULLA

Crepe sul terreno su cui sono in piedi.
Ho paura di ciò che c’è sotto.
Ne percepisco il segno.
Molte lune e molti soli.
Ogni pulviscolo è uguale.
Vai avanti!
Io sono il nulla e tu sei il tutto
e ancora sto cercando ciò che c’è sotto.
Io sono carne e tu sei dio,
eppure non vedi che cosa c’è sotto.
Scavo, centimetro dopo centimetro.
Le unghie si spezzano.
Rispondo al segno.
Sento le ossa.
Vedo il dolore.
Ho sete di tutto.
Vai avanti!
Ho un qualche valore?
Meno di quanto valga la vita.
Il segno rimane e le unghie si spezzano.
Capiremo mai?
Ci trasformeremo mai in luce e fuoco?

1000 DIFFERENT PATHS – MILLE DIVERSI SENTIERI

Ne ho visti a migliaia passare da sentieri diversi,
ma la Pasqua non sarà più la stessa.
Ancora non si fermano.
Non smettono di chiamare
e tutti noi cadremo.

THE SOUND OF SHALLOW GREY – IL SUONO DI UN GRIGIORE PALLIDO

Mi sono dipinto la pelle di grigio pallido.
Ho qualche dente in meno.
Inizierò a pregare.
Gli occhi stanchi stasera si chiudono.
Non mi arrivano immagini dall’aldilà.
Mi allungo verso una verità sconosciuta
e mi apro davanti un libro.
Le pagine vuote descrivono la storia.
Leggo nelle foglie
e soffrendo mi dipingo la pelle
con il colore del sangue.
Conto i granelli di polvere
ed erigerò i pilastri del tempo.
Su quei pilastri poi ascenderò.
Non vedo davanti a me nessun oceano
e anche se piango, sul terreno non cadono lacrime.
Cerco di respirare.
Cerco di ascoltare.
Cerco di vedere,
ma sul terreno non cadono lacrime.

 

Testi richiesti da Sigma69

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