BLOOD ON THE SAND – SANGUE SULLA SABBIA
Non c’è sangue sulla sabbia.
Non c’è più sabbia. Non c’è più il cielo.
Non ci sono altro che sogni.
Come brucia lo stomaco dopo che l’ultima pietra è caduta!
Quando mi lecco le ferite, sento il sapore del tuo sollievo.
Tuttavia sarò in ogni cosa che toccherai.
Sono lo spazio tra le tue mani.
Aspettami!
Incendia il mondo per me!
Sarò in ogni cosa che toccherai e non riuscirai a capire.
Aspettami!
Incendia il mondo per me!
Irradi incubi mentre ti contorci.
Io mi raggomitolo sul bordo
e bevo un sorso per dormire.
Non lasciare che nemmeno un colpo vada a vuoto!
Affonda i denti!
Non c’è più scelta ormai.
Non resta nient’altro che la fiducia.
Lascia che canti per te come hai fatto tu!
Che possa darti ciò che tu hai dato a me!
Vecchi occhi con cui vedere per te.
Un cuore nuovo con cui sanguinare per te.
Sarò in ogni cosa che toccherai.
Sono lo spazio tra le tue mani.
Aspettami!
IF I COULD – SE POTESSI
Questa è per te.
Una volta eravamo amici.
Eri una persona che sapeva proseguire
dove io mi sarei voltata e sarei scappata.
Allora però eravamo diversi. Non così stanchi.
L’ultima volta che ho sentito la tua voce
sembravi un fantasma
e ormai non ci sei quasi più.
Mi dispiace. Non andrà come dovrebbe.
Mi dispiace. Cambierei le cose se potessi.
I cuori infranti sono fragili.
Le loro schegge sono affilate come coltelli e amaramente fredde.
La forza che ti ha permesso di entrare
è diventata un muro che ti ha costretto a uscire.
Sei scappato, senza mai guardarti indietro
e chiunque se ne sia preoccupato è stato considerato un bugiardo,
ma trovare una strada sicura è difficile
quando non si hanno più posti in cui andare.
Ho passato troppe ore a nuotare nel fango,
per trovare qualche significato a una follia che non ho mai capito.
Ho controllato, passo dopo passo,
dove c’era il marcio e il punto in cui si è diffuso.
Sono tornata alle promesse che ho disatteso
e alle bugie che devi aver raccontato,
perché qualcosa deve pur aver scacciato la tenerezza dal tuo viso.
Ha trasformato i tuoi occhi in una visiera
e ha fatto piegare la tua bocca in una severa espressione.
Certe porte, se vengono chiuse,
non possono riaprirsi soltanto con un sorriso.
Non c’è nessuno là fuori
e non c’è modo di tornare dentro.
FALLOW SEASON – STAGIONE STERILE
Cattivo sangue sgorga dal terreno travagliato,
dove spuntano profeti e la fede è a buon mercato.
Come rapide parole che fuoriescono da una bocca imprudente,
ne vengono fuori vuote sanguisughe
che si cibano delle nostre menti.
Piccoli uomini si inginocchiano sulla riva del fiume.
Sarà una stagione sterile.
Dodici cani sono tenuti al guinzaglio nel cortile di un commerciante.
Hanno la pancia piena e le fauci sudice.
Nessun fuoco. Nessun sogno.
Nessuna caccia nel cuore.
La caccia selvaggia è stata addomesticata
e questi sono segni.
Piccoli uomini acquistano ciò che non possono rifiutare.
Sarà una stagione sterile.
L’oscurità ci circonderà
e le ombre cresceranno come mura intorno a noi.
Ratti e predicatori si nasconderanno in ogni angolo.
Tirate fuori i coltelli!
Non è ancora finita.
Che gli avidi strangolino i ciechi!
Piccoli uomini cadono e le loro città muoiono.
Sarà una stagione sterile.
PITFALLS – TRAPPOLE
Chiudi gli occhi e dormi!
Certe cose sono proprio quel che sembrano.
Non mi interessano i giochetti arguti
e non ho mai dubitato di quello che sei per me.
Ho estratto il mio cuore da una manica
e resta da capire chi vuoi essere.
Puoi usarlo come credi,
ma, per quel che vale, penso sia la miglior parte di me.
E’ stranamente elaborato, ma donato volontariamente.
Se ne avrai bisogno, potrai averlo tutto.
Col tempo scaccerai i tuoi demoni
e correrai tra le fiamme senza bruciarti.
E se anche tutto dovesse andare male,
sappi che io ci sarò.
Il mio cuore è fragile, ma la mia volontà è forte.
Questi sono i fatti.
Piccole cose che potresti aver bisogno di sapere un giorno.
Lascia che la tua mente vaghi per un po’!
Ne hai il tempo.
Anche i sogni più assurdi potrebbero realizzarsi
e starai bene.
Dove vai non è affar mio,
ma se me lo chiederai, ti riporterò a casa.
C’è un minuto in ogni ora
in cui i pensieri sono difficili da trattenere.
C’è un a fessura accanto alla mia porta
in cui l’aria che soffia è gelida.
Le trappole sono troppe e troppo ravvicinate.
Certe cose sono sconvenienti da sapere,
ma così va la vita.
Questi sono i fatti.
Piccole cose che potresti aver bisogno di sapere un giorno.
Se il tuo mondo dovesse andare in pezzi,
potresti aver bisogno di saperle un giorno.
ALL THE GIANTS ARE DEAD – TUTTI I GIGANTI SONO MORTI
Non c’è un giuramento a guardia dei loro sogni.
Non c’è speranza a plasmare i loro schemi.
Scende il sipario e si alza il burattinaio.
Ecco che arrivano i pezzi grossi,
ben vestiti per le più alte poltrone!
Ci chiamano “mani” e “contadini”
e conoscono la nostra tempra quando strisciamo.
Ci raggomitoliamo sotto gli architravi
perché un martello potrebbe caderci in testa.
Una volta avevano spine dorsali.
Titani che si piegavano sotto la giustizia.
Ora sono paffuti letti di piume decadenti
che puzzano di coltelli.
Impostori di rango che ci incoraggiano ad affidare le nostre vite
alle mani di profittatori che si mangiano la luce.
Denti vistosi fatti per brillare.
Non lo sono anche se lo sembrano.
Caldi come persone e freddi come l’uniformità.
Sinceri come un neonato e integri come l’integrità.
Affascinanti strati di minacce.
Abiti eleganti che vanno quando vengono.
Non una sola curva non è stata pianificata.
I sorrisi. Le cravatte. Le chiacchiere.
Un vento austero stanotte soffia tra gli alberi.
Trovate la vostra forza nella volontà delle radici!
Sopravviverà.
Non scavate tombe per i parassiti
fatti per deformare le vostre prospettive!
Per il nostro sangue e la nostra terra,
questa effigie scompare stanotte.
Tutti i giganti sono morti.
RETURNING TO THE END OF THE WORLD – RITORNO ALLA FINE DEL MONDO
Sono tornata per scegliere la pagliuzza più corta.
Per trarre un destino da una mano.
Per tagliare legami che non fanno per me.
Per alleggerire questo peso finché ancora posso.
Resta finché sarà finita!
Finché quelle luci scompariranno alla vista!
Non cambierà nulla,
ma lo renderà più semplice da accettare.
Sentirai le colline superarmi lentamente
e laggiù la strada terminerà e sarà finita.
Avevi intenzione di dividermi?
In ogni caso ormai non importa.
Capisci? L’incantesimo deve interrompersi all’alba
e se ti guarderai alle spalle, io non ci sarò più.
Ognuno se ne sta per conto suo.
Ciò che è tuo è soltanto tuo.
Allunga una mano nell’aria fredda e vuota,
come se lì non ci fosse mai stato nessuno!
Il tuo tempo sta finendo.
Se qui c’è una via d’uscita, la prenderò io.
Alla fine invoca il mio nome!
PARASITES – PARASSITI
Non hai mai imparato a condividere.
Hai sempre pensato che saresti stato l’unico ad atterrare in piedi.
Non importa chi e non importa come.
(Parassiti!)
Guarda indietro, tesoro
e vedrai le porte che sbattono!
Ascolta i sussurri e le nauseanti sensazioni nelle viscere!
Il tuo sentiero non è stato disturbato da pene e preoccupazioni.
Hai trovato dell’oro dietro ogni svolta.
A noi sono rimasti gli scarti e gingilli vari
nascosti in mezzo ai corpi alle nostre spalle.
(Parassiti!)
S’insinuano dentro di noi luridi parassiti.
Ci strisciano dentro avidi e malvagi.
Mentre crescono, non distinguiamo più il valore dal prezzo.
Ci spolpano, infidi e ciechi.
Tuttavia il tuo bottino perderà la sua lucentezza
e ti sveglierai ogni giorno percependo il cappio più stretto,
poiché nulla risuona più forte della verità
e imparerai che c’è un prezzo da pagare.
(Parassiti!)
Sappiamo che quel giorno arriverà,
quando ci troveremo davanti a te
e ti guarderemo negli occhi.
Ti sorrideremo
e ti diremo che la tua fortuna è finita
e che la tua vita sta diventando un brullo, desolato deserto.
STONES FOR EYES – PIETRE PER GLI OCCHI
Nessuno lo sa bene come te.
Se viene detto, allora è vero.
Come mormori nelle mie orecchie.
Sei d’ostacolo al mio modo di pensare
e non permetterò a nessuno
di sedersi qui a sprecare il mio tempo.
A nessuno.
Labirinti, temerari e nuovi di zecca.
Grandi speranze. Vistosi interludi.
I risvolti positivi uccidono le mie nubi.
Quella specie di Hollywood io non la voglio.
Volti perfetti in una folla.
Ecco dove traccio il mio confine!
A nessuno!
Mi hai dato pietre per gli occhi
perché vedessi la terra del cuore
attraverso le lacrime della mia città interiore.
Sono persa senza i miei simili,
tra gente plasticata e colorata.
Affermi che questa è casa
e cerchi di sopraffarmi dicendomi che mi sbaglio.
Scegliti la tua fortezza,
ma questa è la mia!
A nessuno!
Mi hai dato pietre per gli occhi
perché vedessi la terra del cuore
attraverso le lacrime della mia città interiore.
Sono persa senza i miei simili
e i marciapiedi uccidono lo spirito.
L’ho capito da sempre.
Non riuscirai a sopraffarmi dicendomi che mi sbaglio.
Queste sono la mia voce e la mia strada.
Perché dovrei permetterti di comprometterle?
Scegliti la tua fortezza,
ma questa è la mia!
THE WHOLE WHERE YOUR HEART BELONGS – L’INTERO A CUI APPARTIENE IL TUO CUORE
C’è un luogo accanto all’acqua
dove il mare cerca di prevalere
e dove le onde piegano il capo come fossero in agonia.
C’è una fessura sull’argine
in cui l’acqua defluisce.
Resteresti impressionato da ciò che lascia quando si ritira.
Canzoni sepolte con un amico
che vanno alla deriva per inondarti di nuovo gli occhi.
Annegate. Rinunciate. Rinnegate.
Strisciano ancora a casa per crescere.
Sembra che non ti lascerà mai andare
e che non svanirà mai.
Il buco a cui appartiene il tuo cuore non scomparirà.
Non voltare le spalle all’oscura marea!
Ciò che prende, poi custodisce,
rivoltandolo per sempre tra i suoi flutti.
Sai che se il vento volge verso l’entroterra
e i bianchi frangenti spumeggiano sulle secche,
tutto ciò che è stato preso verrà rigettato sulla spiaggia.
Poiché certe cose non hanno fine.
Le onde le riporteranno indietro per unirsi ad esse,
tristi, fredde e pazienti.
Le cose morte rinascono.
Le cose morte tornano a casa.
UNDERDOGS – EMARGINATI
Sveglia la bestia che dorme!
Nutrila come si deve!
Ci vuole amore per svegliarla
e sofferenza per farla crescere.
La sentirai farsi strada con gli artigli tra la polvere,
finché il suo battito ti attraverserà.
Giochi di parole e sussurri.
Parole di pianto.
Ecco che cosa scelgo di essere!
Datti un nome per correre con gli emarginati!
Appassirà se la addomestichi.
Appassirà e morirà.
Non importa come la suoni.
E’ ancora la mia canzone.
Siamo morti per darle la vita.
Laggiù, dove la musica è implacabile
e la verità è più fredda.
Dove i vecchi re vanno in pezzi,
abbiamo ridotto in macerie i nostri déi
e ne abbiamo dato i cocci in pasto uno all’altro.
Rompiti la schiena con l’entropia
e ingoiane l’eredità!
Ripaga i tuoi debiti per urlare con gli emarginati!
Cambia quando la nomini.
Cambia e prosegue.
Non importa come la suoni.
E’ ancora la mia canzone.
Prendi il mio amore! La paura e i sogni!
Tutti i segreti che la mia tomba custodirà!
Ricava dai fantasmi nella mia mente
un’unica cosa da conservare!
I cuori feriti e agitati credono
e sanguinano perché sono così leali.
Cresce e ruggisce e si alimenta
grazie a quelli che l’hanno resa tale,
per essere occhi per coloro che hanno perso la vista
e forza per coloro che hanno perso la battaglia.
Una lingua per ciò che non si riesce a esprimere
e vita per chi non riesce a esistere.
Niente che tu possa fare o dire
riuscirà mai ad allontanarla da te,
ma non potrà essere condivisa con chiunque
che non la conosce o non le appartiene,
perché sarà la tua anima che afferrerà.
Esponi il tuo cuore finché si spezzerà!
Allora possiederai la musica degli emarginati.
