Ombra

THE OVERLORD DISEASE – IL MALE DEL SIGNORE ASSOLUTO

Il giorno della resa dei conti è arrivato.
Il male è giunto
e la speranza è evaporata.
Entrate!
Possiamo parlare stando vicini accanto al fuoco.
Siamo stati depressi tutto il tempo
e non abbiamo creduto in nulla.
Viviamo tra le ombre.
Non credo in nessuno.
Stasera siamo qui.
Nemmeno nelle speranze e nei nervi.
Viviamo per trovare una risposta alle paure e ai fallimenti.
Divorate per schierarvi!
E’ il disprezzo del lupo.
Della luna assetata di sangue.
Non sarete mai soli
se sarete tra noi.
Siamo sopravvissuti a stento a questa tragedia.
Ancora ed ancora, nella vostra mente,
avvicinatevi al lato oscuro!
Non possederete mai la conoscenza.
Ora le cose sono cambiate
e vivete tra le ombre.
Ancora non credo in nessuno.
Stasera siamo qui.
Nemmeno nelle speranze e nei nervi.
Viviamo per trovare una risposta.
Anche voi ancora non credete in nessuno,
poiché era nostra intenzione rimanere soli.

ILLUMINANT – ILLUMINANTE

Tra i nostri ricordi ce n’è uno
che prova che mentivi
a proposito di una dorata terra dei miracoli.
Una casa dell’autocontrollo che vorremmo creare.
Non abbiamo mai dovuto pregare che un dio ci liberasse.
Lascia che troviamo riparo per un po’!
Gettalo a terra!
Abbiamo perso il controllo?
Pesiamo il nostro valore soltanto sulle ossa,
morte e sepolte.
Bisogna illuminare tutti.
Siamo nati per offrire desiderio
e la pulsazione dimenticata oscilla.
Abbiamo perso la speranza e abbandonato il leader.
Ciò che hai dentro ha generato una stella di neutroni
che appartiene all’imminente forza dell’illuminazione.
Il signore della luce è rimasto a decomporsi
nella mente di coloro che lo hanno incontrato.
Quando ci sarà occasione di parlare,
ci sarà un’opportunità?
Devi imparare che siamo unici.

OMBRA – OMBRA

Un’ombra che si staglia
sullo spazio tra noi e la fine di chi
non vuol restare. No, non qui.
Non lascia mai le storie passate.
Questo inverno non finisce mai.
Vedo un uomo solo che
non vive più nessun momento.
Non sogno mai un destino
che non lascia più sperare,
ma si illumina e non viene più seguito
dall’ombra che ci prende
e non ci lascia andare.
Trasporto la mia croce.
Trascino ciò che non ho mai bruciato.
Danzo attorno al fuoco della conoscenza.
Ombra, resta!
Un’ombra che si staglia
sullo spazio tra noi e la fine di chi
spera nel ritorno di una storia
che ormai va controvento.
Trasporto la mia croce.
Ombra, resta!

THE RIVER SPOKE – IL FIUME HA PARLATO

(Poi altri apparvero sull’orizzonte in contorni sfocati.
La nebbia li avvolgeva.
Portateci la pace!
Siamo tutti morti).
Un secondo di libertà che vorresti distruggere.
Disprezzi la tua visione
e non riesci a credere che sia proprio tu.
Non è ancora il momento di attraversare il fiume.
Non più come il codardo che c’è in me,
che si ritrae strisciando sulle ginocchia
quando il fiume ha parlato.
Lascia che la corrente ti porti dove vuole!
Inseguo ciò di cui ho bisogno,
mentre il fiume non c’è più.
Non troverai mai abbastanza.
Accetta di perdonarti,
anche se il tuo obbiettivo è ormai lontano!
La guida di una tempesta.
Il tradimento lasciato alle spalle
ti porta a delle domande e ti fa contorcere.
L’empio regno dell’aldilà immerso nel nostro
ti porta a delle domande e ti induce ad adorare.
Il fiume ha parlato.

LIFETIME DAMAGE – IL DANNO CHE DURA UNA VITA

Viviamo in un’epoca di grandezza, dicono,
circondati dai più alti ideali.
Non me la berrò. Non io.
A differenza degli altri, oppressi da pochi,
infliggete questa tortura ai vostri stessi figli.
Su un fiume di cemento e su un mare di corruzione,
prendetevi tutto e aspettatevi l’insurrezione!
Tutti i muri che avete eretto
e tutti quelli che abbiamo abbattuto
fanno parte dell’oscurità.
Tutti la desiderano, ma non ci sarà pace.
Questa è l’epoca in cui viviamo.
Un danno che dura una vita.
Il nucleo rifiuta la superficie.
Il senso di colpa assoggetta i liberi.
Riesco a leggere tra le righe.
Non me la berrò. Non io.
Viviamo in un’epoca di grandezza, dicono,
circondati dai più alti ideali.
Non me la berrò. Non io.
A differenza degli altri, oppressi da pochi,
per quel che mi riguarda me ne sto nel mio.

WITHERED – APPASSITO

Non guardare indietro!
In realtà ne sai il motivo,
perché è così: veniamo lasciati soli a consumarci.
Non dire niente!
Potremo mai confidare nel sole che sorge?
E’ appassito e sta morendo.
Siamo tutti ridotti a cenere e pietra.
Quest’anno il raccolto è simile a una carestia.
Abbiamo costruito enormi granai.
Li abbiamo eretti lì,
ma essi sono arrivati dopo di noi.
Hai visto i loro volti là fuori?
Pensi di aver fatto una scelta casuale.
Io ho pensato di riconoscere me stesso,
ma mi sbagliavo.
E’ stata un’illusione.
Un riflesso delle lenti.
Il luccichio è scomparso nei riverberi dell’acqua.
Creatore di sogni, sei senza peccato,
ma stai perdendo la testa di nuovo.
Demolitore di rocce, dovresti entrare.
Alza la tua torcia e fatti avanti!
Latitudine sbagliata.
I rami si intrecciano e ti chiamano per nome.
Trattieni il respiro!
Assaggia il sangue che disperdono!
Inebria il viaggiatore.

OUR TIDES – LE NOSTRE SORTI

Siamo convinti!
E’ questo che vuoi sentire?
Abbiamo unito mondi
e viaggiato attraverso un tunnel gravitazionale.
Invischiati nella resina,
abbiamo costruito ponti su precipizi.
Desideriamo un’ultima alba.
E’ questo che vuoi eliminare?
Uniti e poi smembrati.
Mai accettati.
E’ scritto su una pergamena
e c’è un demone da celebrare,
esercitando il loro potere.
Ci induce a un cambiamento.
A riformulare e ad annientare.
Ti sta addosso.
Dà fastidio.
Ti ho trovato,
perché nessuno dovrebbe essere lasciato indietro.
Una ragione sussiste, ma si è smarrita.
Un’altra è perduta e dimenticata.
Sei l’insolente difensore di un tempo che non c’è più.
Abbiamo rinunciato alla nostra vita.
E’ una legge ancestrale.
Abbiamo unito mondi
e viaggiato attraverso un tunnel gravitazionale.
Invischiati nella resina,
abbiamo costruito ponti sulle nostre sorti.

PASSAGE – PASSAGGIO

Giunse uno straniero e osservò il cielo.
Disse gridando: “Tornate indietro!
Scappate e non guardatevi alle spalle!”
Alla fine abbiamo smarrito l’importanza della speranza
e in seguito il controllo.
Il tempo passò e finalmente scappammo dalla terra dei lupi.
Non temo il vostro sguardo.
Abbiamo perso una parte della storia e della tradizione
quando l’età si è fatta sentire,
ma vi sarebbe piaciuto ricominciare.
Non c’è bisogno di lottare o di piangere.
Abbiamo perso la compassione
quando ci siamo accorti di essere soli,
sebbene fossimo parte di qualcosa.
Questo passaggio evidenzia la volontà
ed è breve quanto la vita di un immacolato.
Nessuno sa cosa ci sia più avanti.
Perché io allora conosco la mia strada?
Sono stato emarginato e costretto a procedere da solo.

VITREOUS – VITREO

Avido è l’uomo che non sogna,
ma che si abbandona alla vita.
Potere e menzogne sono le sue redini,
come se avesse dimenticato che esiste il tempo.
Non puoi sapere quando Caronte* chiamerà il tuo nome.
Non hai con te un obolo.
Vagherai per sempre sulle nebbiose rive,
avanti e indietro nel mondo degli inferi.
E non importa se non meritiamo di essere salvati.
Succede qualcosa alla nostra vista
quando si ha bisogno di arrivare all’ultimo istante.
Un vitreo chiarore nell’occhio dell’immortale.
Viviamo grazie a tempo preso in prestito.
Reprimiamo l’asperità piuttosto che riportarla a un punto morto.
Sapevamo che eri lì.
Che c’eri mentre noi eravamo stati dimenticati.
Questa volta non potevano sapere
quando Caronte avrebbe chiamato i loro nomi.
Abbiamo condiviso il viaggio
e hanno smesso di credere alle bugie e alle favole.
Hanno venduto le loro anime per credere nei miracoli,
prima di dire addio.
Questa è la leggenda.
E non importa se non meritiamo di essere salvati.
Non c’è un tempo come il presente.
Non c’è un tempo quando diventiamo polvere.
La furia del vento deciderà per noi.

Note: *(Nella mitologia greco-romana era colui che trasportava i morti da una riva all’altra del fiume Acheronte)

THIRST – SETE

Ho conquistato il tempo e lo spazio.
Le tue mura di sale e fuoco.
Le ore oltre la creazione, al di là e sopra.
Avevo sete, ma ero a mio agio,
sospeso in necessità superficiali.
So che alcuni cercano nel profondo.
Offri tutto ciò che hai!
La riva e la sabbia.
La tua roccia splendente e antica.
Non si muove nulla, a parte le nostre anime.
Questa è la verità.
Ed ecco che entra in gioco la nostra concezione.
Sono stato già ingannato una volta
e non voglio far parte del lato oscuro del mondo.
Avevo sete, ma ero a mio agio,
sospeso in necessità superficiali.
So che alcuni cercano nel profondo.
Immensi campi di vortici e sorgenti
da cui bere e da riversare sulle ferite.
In cui immergersi e con cui inondare il mondo.
Così questa è la fine.
L’ultima luce del giorno si spegne.

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