Deadlands

ENTER – ENTRATA

Sono stata invitata,
ma ancora esito.
Nonostante le migliaia di strade precedenti,
la mia mi conduce all’interno
e non una singola orma è visibile.

NECROPOL LIT – NECROPOLI ILLUMINATA

Mi trovo in una necropoli
e dita mi scorrono lungo la schiena.
Sotto i miei piedi migliaia di rovine.
Sono venuta qui nel tempo libero.
Qui mi trovo e qui rimarrò,
regina di coloro che strisciano e muoiono.
Regina di corpi menomati e gonfi.
E’ tutto finito ed è tutto mio.
Giacete ai piedi della vostra signora!
L’ombra ora è su di voi.
Questo è il mio manto erboso.
Questa è la mia terra.
Lasciate perdere la virtù!
Ora posso vedere con dolorosa lucidità
le intenzioni del passato e la verità del futuro.
Ricordate la necropoli illuminata!
Attraverso i tristi viali
e ne annuso la paura. La fredda aria stantia.
Ossa e denti. Un giardino appassito.
Mani frantumate e vite spezzate.
Ricordate! Ricostruite!

OMNIVORE – ONNIVORA

Oh, piccole figure che faticate col maltempo e col sole.
Il lavoro che vi spezza la schiena
non vi porterà nulla se non speranze deluse.
Qui non c’è niente di sacro.
L’orgoglio che vi è rimasto non reggerà.
Il prezzo del vostro fallimento è evidente
nei ninnoli che vi appesantiscono.
Nuoto in un’oscenità che non mi dà un attimo di pace.
Lo specchio mostra i miei sbagli e i miei difetti
e si prende gioco di me per come sono fatta.
Piangiamo durante il sonno inquieto
e sogniamo lucidità e serenità.
Tutto ciò che è buono appassisce e muore.
Arraffiamo di tutto per poi lasciarlo andare.
I vincitori svuotati annegano nella corrente
e siamo tutti disperati.
L’enigma si risolve da solo quando mi inginocchio e mangio.
La stretta del terrore non vi consentirà mai di non strisciare
e voci sussurrate curiosano tra i segreti che non vorrei condividere.
Patetico e dolce, ogni rimorso viene rimosso
insieme alle sanguisughe che mi prosciugano.
Tutto ciò che è buono appassisce e muore tra le nostre mani.
Arraffiamo di tutto soltanto per poi lasciarlo andare.
I peccatori svuotati annegano nella corrente.
Nuoto in un’oscenità che non mi dà un attimo di pace.
Lo specchio mostra i miei sbagli e i miei difetti.
Una silenziosa lapide giace ai miei piedi.
Siamo imbavagliati, legati e incompleti.
Niente dura a ragione di ciò che siamo.
La nostra corruzione e la nostra avidità sono esagerate.
E’ il grande inganno.
Il più grande inganno basato sulle verità nascoste nelle parole e nelle ombre.
Dieci lettere sul mio letto di pietra
a testimonianza di ogni boccone che mi è stato somministrato,
perché sono quella che vi farà a pezzi.
Morite!

RUST CLEANSING – RASCHIARE VIA LA RUGGINE

Il silenzio ha già parlato.
Nessuno di loro è riuscito a tenersi la propria sedia
e la vergogna ha lasciato un segno sui loro volti.
Sono muti e perfettamente presenti,
così come me.
La ruggine viene raschiata via con dolore.
Echi di risate e bellezza,
abilmente mascherata, immobile e fredda.
In ogni sguardo si vedono specchi argentei (senza compassione).
Espressioni di gesso che ignorano la chiamata,
così come la mia.
La ruggine viene raschiata via con dolore.
La maschera non perdona e porta a casa la lezione.
E’ la paura che ci lega tutti e che ci lascia da soli.
Siamo soli.
Urliamo sotto sguardi placidi
e non c’è nessuno che possa interrompere la caduta.
Senza spina dorsale e meravigliati accogliamo la metafora,
che ci lascia come mendicanti alla porta.
Siamo legati.
Le corde ci stringono
e l’odio è il prezzo da pagare.

FACELESS – SENZA VOLTO

Il sangue per accecarmi e l’amore per dannarmi.
Plasmata nell’argilla,
il fuoco mi ha reso senza volto.
Sono stata fatta a pezzi,
ma sono ancora in piedi.
Non dormo mai. Non sono cieca.
La dolcezza mi è stata presa in un momento sprecato.
Ogni bontà mi è stata strappata
e il silenzio non ha mai fine.
Il sangue svanisce e l’amore appassisce.
Non ho nessuno da aspettare e nessuno che viva qui.
Sono senza volto.
La dolcezza mi è stata presa con un gesto di disprezzo.
Ogni bontà mi è stata strappata
e il silenzio non ha mai fine.
Posso gridare per l’ineluttabilità,
mentre la conoscenza mi consuma.
Il sangue per accecarmi e l’amore per dannarmi.
Guardami ora e sappi che sono senza volto!
Il sangue è più puro del veleno nelle tue vene.
L’amore scorre più sincero dell’odio e del dolore.
Il sangue scorre dentro di me.

DISTANCE WILL SAVE US – LA DISTANZA CI SALVERA’

Qui è dove cadono i corpi.
Senti la pressione in superficie!
L’arroganza, rimasta sepolta troppo a lungo,
sorge per regnare.
Tangibile e cristallina, sovranità senza padroni.
Perfetta e persino troppo sicura,
sta arrivando.
Salvaci! Ferma la tua mano!
Siamo nati troppo lontani dalla moralità.
Qui è dove tutto è iniziato.
Dove le ferite sono lasciate a suppurare.
Qui chi ci nutre non toccherà
quelli che non possono scegliere.
Qui infine tutto è vero.
Guarda la compassione e la devozione
nelle ferite che ti marchiano!
Sta arrivando.
Le pietre nelle nostre mani liberano i sensi.
Non c’è tempo per fare richieste.
Il tempo ci rema contro.
L’alba s’irradia tra le nuvole
e la nitidezza della luce è accecante.
Concedici un momento per goderci il tuo volto
e per adorare e amare il nostro assassinio!
Salvaci! Ferma la tua mano!
Ci serve soltanto un’altra occasione in questa vita.

SILVERSPINE – SPINA D’ARGENTO

E’ tutto tuo se lo vuoi.
Il mio paesaggio malato, sterile e febbrile.
La mia sopravvivenza e la mia fame.
Sono invecchiata in un battito del cuore.
Ci hai colto di sorpresa,
arrivando dove nessuno va.
Forzando queste porte ci hai sacrificati entrambi.
E’ tutto tuo se lo vuoi.
E’ ciò che ti ho sempre offerto.
Spero contro qualunque buonsenso.
(Mordiamo la mano che ci nutre col dolore).
Spero contro me stessa.
(Ancora scorre dell’orgoglio nelle nostre vene).
Sotto le nostre piaghe e le nostre vesciche
le spine d’argento non ascolteranno.
La tua percezione non è difettosa.
Stiamo morendo mentre ci osservi lamentarci.
Spero contro qualunque buonsenso.
(Mordiamo la mano che ci nutre col dolore).
Spero contro me stessa.
(Ancora scorre dell’orgoglio nelle nostre vene).
Sto ammazzando il tempo.
La perfezione si è inacidita nel momento della salvezza
e ogni minuto è pura tortura.
Questa è misericordia, se la vuoi.
E’ tutto tuo se lo vuoi.
Questa è misericordia, se ne avrò.
Sto ammazzando il tempo.

JIGSAW (THE PATTERN AND THE PUZZLE) – IL ROMPICAPO (LO SCHEMA E IL PUZZLE)

Parole vomitate in faccia.
Freddi avanzi.
C’è soltanto un dovere desolante e senza vita.
Sento gemiti nelle orecchie,
e, sebbene sappia che mi distruggerai,
ti guarderò soffocare.
Mi farò a pezzi da sola
e diventerò più forte e più insensibile.
Cambierò le cose con te
e non ci sarà luogo dove nascondersi.
Mi farò a pezzi da sola.
Non c’è nulla qui che mi trattenga.
Mi dico di starti lontana al di là di tutto.
Mi farò a pezzi da sola.
So di essere ormai oltre la disperazione.
Non mi voltare mai più le spalle,
trascrivendo il mio nome nel nulla!
Spero in un salvatore con tutte le dita incrociate.
Mi infilo i guanti
e prendo a martellate l’icona senza difetti.
Mi farò a pezzi da sola,
piazzandomi nel luogo che mi appartiene,
al di fuori da tutti i sogni più delicati e dalla folla.
Stolti! L’errore sta in voi stessi.
L’ideale è puro, crudele e ti nausea.
Consegnami il trono e la corona!
Ti ucciderò e distruggerò tutto ciò che hai completato.

DEADLANDS – TERRE MORTE

Tutto ciò che volevo era un po’ di disciplina.
Il tocco di un maestro che mi infondesse un po’ di serenità.
Ora so che non c’è nessuno qui a salvarmi da me stessa
e tutto ciò di cui avevo bisogno era un minuto di placido riposo.
Una fortificazione che mi difendesse
dalla pressione e dalle prove.
Ora so che non c’è nessuno qui a salvarmi da me stessa.
Sono indifferente nella vittoria
e desidero un po’ di sole.
Ancora imploro pietà nel momento in cui arriva il momento della verità.
Me ne vado. Torno a casa.
Siamo tutti appassiti, morti e sepolti
e non respiriamo più.
Me ne vado. Torno a casa.
Strappami la vita e le risate!
Ricostruiscila nel mio nome!
Quando sorgeranno città,
governerò e accuserò.
Ora so che non c’è nessuno qui a salvarmi da me stessa.
Mi guardo. Sono grassa e soffoco per le parole che ho ridetto.
Guardo il mio amore sanguinare.
C’è bellezza nella tensione.

RESONANTINE – RISUONANTE

Mi dispiace davvero. Chiedo scusa.
Ho conservato la mia pace e ho chinato il capo.
Conosco lo schema, ne conosco il suono
e l’ho capovolto.
L’occasione di parlare mi ha sfiorato,
ma sono rimasta immobile nel tempo statico.
L’onestà si è privata del significato.
Non ti ferirò ancora.
Possiedi il mio cuore e le mie mani
e puoi fermarmi se me ne vado.
Ci muoviamo senza senso o un segno.
Siamo sradicati e il dolore si è affinato.
Quanto ancora può durare il silenzio
e dov’eri quando invecchiavo?
Smuovimi per la mia mancanza di fede!
Lasciami quando è troppo tardi!
Per quanto le tue braccia potranno stringermi
e dove sei quando mi sbaglio?
Ti conosco a sufficienza.
Siamo sul punto di parlare di tregue,
con la bocca piena di una paura inutile e immobile.
Non c’è un nome per la strada che ho scelto.
Il tempo passa, ma sono ancora qui a cercare di capire.
Porterò con me questo peso per sempre?
Le mie mani gesticolano su parole che non ascolti.
Il mio cuore batte con la pulsazione di un letto di morte.
E’ il mio regno. Qui sono tutto.
Riconosco ogni momento in cui menti
e lo noto dalla vergogna nei tuoi occhi.
E ogni volta una parte di me muore,
ma sai che non scenderò mai a compromessi.
Affogo dentro di te in un abbraccio.
Ho imparato ad amare la sicurezza che mi dava,
ma ora ogni difesa è lacerata.
Non lasciarmi più sola e non zittirmi più!
Quanto ancora può durare il silenzio?

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