THE WORLD BREATHES WITH ME – IL MONDO RESPIRA CON ME
Quindi è questo ciò che siamo.
Costretti a voler guardare la sofferenza.
Il guinzaglio corto e stretto in mano.
Suicidi. Drogati. Guardoni. Morti.
Siete a vostro agio?
Avete fatto abbastanza del niente?
Una mano sui polmoni incancreniti,
respirando a fatica.
Raccontateci che c’è pace sulla Terra
e cantate fino a farci addormentare!
Agitate in aria il pugno!
Sputate fuori e maledite la domanda!
“Perché invitare queste mani insanguinate
a gettare odio su questa vita meravigliosa?”
Raccontatevi pure che c’è pace sulla Terra!
Queste parole indurranno al pianto
e ne sentirò l’eco sulla terra,
quando il silenzio avrà preso il sopravvento.
Dio, perdonaci!
Pace sulla terra.
No! Non posso più guardare.
Chiudi gli occhi, amore
e aspetta finché impareremo dalla guerra!
Finché resteranno soltanto echi persino per i sordi!
Donatemi la pace o offritemi le vostre futili opinioni!
Piccoli sogni per piccoli uomini.
La verità è un’arma paziente
e attende di colpire i malvagi.
La voglio e me la merito.
Gente distrutta e fragile giace sotto di essa e la alimenta.
La voglio e ci credo.
Riflessi di me stesso.
Il crimine. La folla. Quelli senza un credo.
La voglio e me la merito.
Gente distrutta e fragile giace sotto di essa e la alimenta.
La voglio. Voglio il mondo che conosco.
Chiudi gli occhi!
No! Non posso più guardare.
Chiudi gli occhi!
Ho creato montagne e ho fatto tremare la terra.
La corrente. La voce. Il sangue.
Quanto valeva la pace?
La voglio.
Camminiamo sulla strada verso la rovina
e ancora ci portiamo dietro pietre che ci zavorrano.
Ma, ehi! Respiro ancora.
Sulla strada verso la rovina,
finché sarai con me, canterò.
Respiro e il mondo respira con me.
Il mondo è dentro di me.
Il mondo respira con me.
GOLEM – GOLEM*
Un fuoco lento che si consuma
fino all’ultima lettera morta.
Lo zolfo ricopre l’odore del sangue nell’acqua.
Assolvimi!
Possiamo spegnere la fiamma.
Sappiamo entrambi che sarebbe meglio
che percorrere la strada fino alla fine.
Fammi riprovare quella sensazione!
Canta!
Un fuoco lento.
Un morso fino all’osso. Un brivido.
Gettati a terra
e muori nel fango come un bravo soldatino!
Assolvimi!
Possiamo spegnere la fiamma.
Sappiamo entrambi che seguirai la corda fino all’estremità
per farmi riprovare quella sensazione.
Ora canta! Distruggi!
E’ una lenta mutazione.
Siamo ciechi di fronte alla madre verdeggiante.
Gettati a terra
e rifiuta di credere che sia finita!
Assolvimi!
Un calcio nei denti.
Non sono un uomo migliore
e alla fine sono in ginocchio
a supplicare di riprovare quella sensazione.
La speranza è appesa al tuo collo.
Quando sei finito fuori dal mondo,
hai visto che girava ancora.
C’è soltanto misericordia per i morti.
La speranza è appesa al tuo collo.
Non sei ancora finito.
Non impari. Ti sforzi di capire.
La lingua assapora il sangue dopo il manrovescio.
Siamo a posto così,
ma la risoluzione del conflitto non ci rende migliori
del martello che colpisce il nervo scoperto.
Abbiamo ottenuto ciò che meritavamo.
Ora canta! Distruggi!
Ecco! Il torto e la rovina sono fusi insieme.
Riversa il tuo nulla nel mio!
Dove pongo la violenza?
Lui se ne è andato e me la porto ancora dentro.
Golem.
Per la pace che non troverai mai.
Per tutti i tuoi piccoli suicidi.
Voltati e affronta le baionette!
E’ il momento. Alzati e falla finita!
Golem.
Segui la corda fino all’estremità
per farmi riprovare quella sensazione!
Ora canta!
Quando sei finito fuori dal mondo,
senza nessuna speranza di ritornarvi,
hai pensato che avessimo dimenticato?
La speranza è appesa al tuo collo.
Non sei ancora finito.
Oh madre, mi salverai?
Oh madre, ti prego! Stiamo sanguinando.
Inviami il sole e dimmi che c’è bisogno di me!
Oh madre, non mi schiacciare!
Ho alzato la voce e ho pagato il mio debito.
Non lasciare che il silenzio mi catturi ancora!
Note: *(Figura della mitologia ebraica. Fatto d’argilla, era servo di colui che lo aveva creato)
CHARCOAL GRACE (PART I: PREY) – GRAZIA DI CARBONE (PARTE I: CACCIARE)
Ecco dove ritroviamo noi stessi!
Troppo lontani per essere salvati.
Un sudario sulla vergogna.
Ho soltanto fatto ciò che mi avete insegnato.
Ecco dove ritroviamo noi stessi!
La sorgente e il pozzo.
Sorriderò sulla mia via verso l’inferno,
armato soltanto di ciò che mi avete lasciato.
Non c’è spazio per me nel vostro piccolo paradiso,
ma niente potrà cancellare me o ciò che sono.
Sono il peso e la preoccupazione.
Sono la ferita e la premura.
Senza quest’odio da portarmi dietro
avrei potuto essere qualcuno.
Sono l’attesa e l’ansia.
Senza quest’odio da portarmi dietro
avrei potuto essere qualcuno.
Ecco dove ritroviamo noi stessi!
Una crepa nel muro e intanto il dubbio ti consuma.
Avete lasciato che la vostra legittima furia
bruciasse con sacro odio e cacciate.
Non c’è spazio per me nel vostro piccolo paradiso,
ma niente potrà cancellare me o ciò che sono.
Avete gettato un’ombra,
oscurando tutto ciò che c’era a sud del sole.
Non asseconderò il vostro accordo di tagliarmi fuori,
se mi costringerà a guardarvi barattare la verità con un cappio.
Avete gridato: “Stiamo cadendo!”
Destinatemi all’inferno
e dite a Dio che gli auguro ogni bene!
Chinate il capo e godetevi la fine!
E’ un boccone amaro per la mente.
Avevate pianificato di portare il mondo con voi
e di lasciarvi la colpa alle spalle?
“La terra è corrotta”.
Parole vostre, non mie.
Avete rovinato e sabotato l’eredità
e me l’avete lasciata.
Avanti! Alzate le braccia e cantate “Alleluia!”
Una canzone di morte per coloro che sono sopravvissuti.
E’ il momento delle nostre vite e quindi sorridiamo.
Chinate il capo e sussurrate parole
che non sia possibile dimenticare!
Avete chinato la testa
e vi siete inginocchiati di fronte ai nuovi ipocriti.
Chinate il capo e arrendetevi!
Nuovi déi si consumano.
Fatica e malattia è l’eredità che mi avete lasciato.
Avanti! Alzate le braccia e bevete dalla coppa,
soltanto per aver piantato l’ultimo chiodo sulla bara!
Nello stesso modo con cui abbiamo fallito
continuiamo a navigare.
(Con sacro odio avete cacciato).
Si può dare la caccia alla pace?
(Ammutoliti, accogliamo il silenzio nella sua grazia).
Potrei legare il mio cuore alla rabbia
e trattenere il respiro per la felicità che mi avete promesso,
mentre le disperate mani della vendetta chiedono di liberarmi.
E’ iniziata dentro di me.
Come mi si aggrappano, supplicando!
CHARCOAL GRACE (PART II: A WORLD WITHOUT) – GRAZIA DI CARBONE (PARTE II: UN MONDO SENZA)
Vorrei soltanto che rispondessi almeno una volta.
Stai cercando di dimenticarmi, ragazzo?
Un mondo senza di me non è abbastanza.
Non per me.
Prega che ci sia un paradiso!
No! Volevo dire che mi manchi
e che mi dispiace per tutto ciò che ho detto a te e a tua madre.
Ti ho già detto che mi manchi?
Dicono che non c’è più molto tempo.
Chiamami quando la riceverai!
Ti prego richiamami, figlio mio!
Ritiro tutto quello che ho detto.
Ucciderò il mostro che sei diventato.
(Un mondo senza di me non è abbastanza).
Ci hai gettato all’inferno. Non ho più un figlio.
(Un mondo senza di me non è abbastanza).
Sarò sconvolto e legittimato,
finché qualcuno mi ricorderà
che sono sfuggito alla morte per affogare nel respiro.
Un mondo senza di me non è abbastanza.
Sarò sconvolto e terrorizzato,
perché egli è in attesa di giudicarmi.
So di aver detto che lassù c’è speranza,
ma un mondo senza di me non è abbastanza.
Una voce quieta derivata da un’impura compassione.
Quando la tristezza si risana, noi la spazziamo via.
Proietti la tua ombra soltanto finché c’è il sole.
Non esiste giorno che tu non divori volentieri,
per lasciare che il marcio imputridisca nella spazzatura.
Ma sei caduto in basso.
Destinatemi all’inferno
e dite a Dio che gli auguro ogni bene!
CHARCOAL GRACE (PART III: VIGIL) – GRAZIA DI CARBONE (PARTE III: VEGLIA)
Lasciaci abbeverare alla tua salute!
E’ il dono di sfamarsi con la ricchezza del mondo.
Mi offrirei all’insensibile
e firmerei un’accoglienza senza parole.
Al silenzio nella sua grazia di carbone.
Un’ultima lezione da impartire.
Il sogno che nessuno di noi ha raggiunto.
Un fremito che ha scosso gli impavidi,
tutti impotenti a far da testimoni.
Al silenzio nella sua grazia di carbone.
E’ andata.
Le cicatrici sono troppo vecchie per un colpo di stato
o per una nuova battaglia per ciò che potrei trovare in me stesso.
Per perdonarvi e crescere,
fino alla terra e alle ossa,
anche se ora non ci siete più.
Vi prometto che non avrete una simile soddisfazione.
Mi rifiuto di guarire e di arrendermi.
Non ci sarà pace per la preda che avete funestato
e che alla fine ha deciso di abbracciare il danno subito.
Mi rifiuto di guarire e non spezzerò le catene.
Ora che la scelta è compiuta,
spegnete il fuoco!
Questi sono i miei ceppi ora.
La mia giustizia.
Ridurrò questo odioso mondo al silenzio
nella sua grazia di carbone.
Al silenzio nella sua grazia di carbone.
CHARCOAL GRACE (PART IV: GIVE ME HELL) – GRAZIA DI CARBONE (PARTE IV: DESTINATEMI ALL’INFERNO)
Predicate ancora!
Colorate ciò che c’è di sbagliato in me!
Alla terra il vostro credo si è arreso,
più di quanto meritaste.
Ancora lei cadeva,
quando, su vostra richiesta,
la disperazione ospitava il sacro.
La rovina si rivelerà
quando la decomposizione vi strapperà il respiro.
Griderete all’ombra sopra il vostro capo
quando vi lascerà terrorizzati di svanire,
ma la morte e il decadimento non aspettano
gli déi che ci siamo creati.
Colpitemi ancora una volta!
Sputerò il sangue dei vostri santi.
Destinatemi all’inferno!
Liberatemi di questo peso!
Quella voce quieta vi consentirà di riprendervelo,
ma esistete soltanto in un riflesso.
Avanti! Predicatemi ancora l’amore!
Mi porterò quest’odio nell’abisso
per vedervi soffocare con esso.
L’inferno siete voi!
Sono l’attesa e l’ansia.
Senza quest’odio da portarmi dietro
avrei potuto essere qualcuno.
Destinatemi all’inferno!
Donatemi la grazia!
Ridatemi gli anni che mi avete rubato e pregate!
Posso ancora vedervi nel mio riflesso.
Avanti! Predicatemi ancora l’inferno!
Sono l’odio che mi avete trasmesso.
Sono ciò che mi avete reso.
L’inferno siete voi!
SAILS – VELE
Eccomi salpare, le scogliere alle spalle!
Tutto è sereno nella mia mente.
Penso che potrei vedere nuovi mondi
e qualche promessa mi aspetta.
Un luogo tranquillo in cui riempirmi la coppa.
Nessuna tempesta, né odio.
No! Non è sufficiente,
ma ogni terra che ho pensato di trovare
era soltanto acqua per gli affogati.
Mi sono svegliato e ho visto che la tempesta si era calmata,
ma ancora non mi sentivo in pace
quando l’abbondanza è giunta a svuotarmi
di tutto ciò che sognavo di essere.
Figlio, non puoi opporti alle onde che si infrangono.
Le tue preghiere per ottenere misericordia
se le prenderanno le acque.
E’ una promessa che il mondo ha sussurrato all’uomo.
“Non succederà più”.
Non dimenticare i modi in cui abbiamo fallito
e ora salpiamo!
L’acqua si è alzata con fragore
quando tutti ci precipitavamo in basso
e le maschere sono cadute sulla riva
ed io non sono stato altro che guerra.
Eccomi salpare, le scogliere alle spalle!
Tra molte guerre, questa è la mia.
Un peso greve. Una coppa vuota.
Ho portato con me tutto ciò a cui ho rinunciato.
STORMCHASER – COLUI CHE INSEGUE LA TEMPESTA
La verità non sarà sufficiente a tenerti al sicuro
nel bozzolo che hai filato solo per te stesso.
Non pensavi che potesse cambiare.
La vergogna potrebbe durare.
Non hai mai visto l’acqua nonostante la pioggia,
ma ora si è alzata
e ti sei immerso quando avevi bisogno di stare a galla.
Ascoltami!
Tra le onde non troverai belle parole da mandare giù.
E’ una prova, non una guerra.
Guardaci radunare la tempesta!
Siamo la calma per pochi.
Potremmo essere un rifugio e la riva.
Le teste sopra il pelo dell’acqua.
Vieni per il re e resta per lo spettacolo!
Sarai orgoglioso del nulla in cui sei cresciuto
quando ci opporremo alla tempesta.
Non è mai abbastanza.
Tu, sei il primo e l’ultimo a sapere.
Tu, mani fiere e vuote che nella folla si prendono il carico.
Non pensavi che potesse cambiare.
“Le tempeste passeranno e io rimarrò”.
Poi te ne sei andato proprio nel momento
in cui è arrivata sul mare scuro come vino.
Il tuono sul mare scuro come vino.
Il tuono. Che ne sarà di me?
Mari e tempeste.
Tutto quello che è stato sacrificato.
Il sangue in nome dell’orgoglio.
Quell’urlo straziante come pietre nella gola.
L’ancora e la corda che ti tengono a galla.
Sono assordanti.
Sono le onde e non troverai belle parole da mandare giù.
E’ una prova, non una guerra.
Guarda come affondi nella tempesta, privo di corde!
Siamo il vento furioso del disprezzo.
Potremmo essere un rifugio e la riva.
Le teste sopra il pelo dell’acqua.
Vieni per il re e resta per lo spettacolo!
Stai lottando solo per te stesso,
mentre noi ci opponiamo alla tempesta.
E quando sentiremo il tuono sul mare scuro come vino,
nessuna onda potrà trascinarmi a fondo
e un oceano di braccia mi sosterrà.
Io, l’immeritevole.
Io, l’impiccato che è rimasto a galla e all’ultimo si è salvato.
Dov’è la compassione che avevi promesso?
E’ una paternalistica bugia la tua.
E’ l’amore che hai promesso?
Come puoi essere così dannatamente cieco?
Quando abbiamo sentito il tuono,
la sua eco e l’allarme erano i tuoi piedi
che correvano verso la calma.
Ci opporremo alla tempesta.
MUTE – MUTO
Ho creato montagne e ho fatto tremare la terra al di sotto.
Con l’acqua della fonte ho inciso il mio nome nella pietra.
In piedi sulla vetta senza nulla a impedirmi lo sguardo.
Il piede saldo sulla roccia senza il suono della voce e niente da dire.
Il cuore batte nel tuo respiro.
Così nel respirare, per un momento,
non sia il tuo respiro, ma il nostro.
Non è il tuo. Respiri con me
e parli con questa nostra voce spezzata e vuota.
Il mondo ti respirerà attraverso finché morirai.
Canterai per me per un po’?
La mia voce è la tua voce.
Non la tua, ma la nostra voce.
Rallegrati, da me catturata!
Incatenati in questa immobilità che mi ha reso muto.
Ho già visto quanto presto svaniamo.
Illumina e salva entrambi!
Ti giuro che farò quello che serve.
Illumina la via di ritorno verso casa
e corriamo nella luce!
Immobilizzato dalla sconfitta,
avevo comunque il piede saldo quando il terreno ha ceduto.
Sono il silenzio che meriti.
Non ci sarà per te redenzione.
Oh, guardati! Sorridi lì sdraiata.
C’è un dono per te.
Stai ancora aspettando il colore dell’odio
che credevi di poter nascondere dentro?
Chi mi salverà ora?
Non c’era salvezza quando il fiume era in secca.
Quante volte ho spento il fuoco!
Chi mi salverà ora?
Una musa. Una bugiarda che mi rasserena.
Non mostrare pietà!
Farò un inchino finale.
Chi mi salverà ora?
Sei stata tu a mantenere la linea
e a combattere la battaglia
e l’anno che siamo morti ti sei ritrovata viva.
Chi mi amerà ora che sono spezzato?
Sono io questo?
Schegge di vetro in frantumi.
Il futuro tra le mani.
Chi mi amerà ora?
Resta la speranza e ho creato montagne.
Trova la strada! Illuminala!
Ho visto lo spettacolo quando si è acceso.
Illumina e brama la speranza!
Giuro che farò ciò che serve.
Illumina! Sto correndo a casa
sulla strada verso la rovina.
Ho iniziato a camminare con la bocca velata
e ho tentato di evitare di soffocare.
Sulla strada verso la rovina
abbiamo lasciato che il terreno cedesse,
con una sola voce con cui parlare e tutto da salvare.
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- Autore dell'articolo:Federico
- Articolo pubblicato:Dicembre 29, 2024
- Categoria dell'articolo:Progressive metal
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