SIX FEET DEEP – A SEI PIEDI DI PROFONDITA’
E se fossi egoista?
Tutti gli altri lo sono.
Non sei un prodotto di Dio,
quindi smettila di ripetertelo!
Eppure era previsto,
perché continui a tornare.
L’amore perduto e l’arte di fingere
ti stanno scavando la fossa.
E’ questo che intendevi?
E’ un’iniezione letale.
Sì, continui a tornare.
Cosa dirai quando ti strozzerai col mio nome?
E’ finita.
A sei piedi di profondità.
Ci vediamo sottoterra.
Ho capito il tuo problema.
Non puoi andare più in basso di così,
perché è finita.
A sei piedi di profondità.
Ci vediamo sottoterra.
Il figliol prodigo. Sì, so che ti sentivi così.
Alimentavi il tuo orgoglio
e hai piazzato il tuo ego nella tua bocca.
Sono innumerevoli le volte in cui mi hai allontanata.
Ormai è troppo tardi.
Non resta niente per cui provare odio.
Ha un sapore così amaro.
Che pena!
Tutti vediamo nero ora.
Incontra il tuo creatore e inchinati!
Pregherai il tuo Dio,
finché non ti avrà masticato e sputato fuori.
SICK – STARE MALE
Aiutami, perché mi sento avvilita
quando vedo un problema che mi guarda dritto negli occhi!
Vorrei baciarlo. Leccarlo. Farlo mio.
Vorrei sporcarne il colore finché svanisce.
Sanguino per sentirmi viva
e marcisco qui dove sono.
La vita non è altro che il tempo che passa.
Dammi della violenza!
Infrangi il silenzio,
finché mi fa stare male!
Voglio commettere errori e vivere pentendomene.
Non voglio dare, ma soltanto prendere.
Esci dalla mia testa!
E se rompessi?
Se fingessi che non mi importa di ciò che accadrà dopo?
Se la cosa ha un prezzo,
contratterò quando sarò morta.
Respiro soltanto per vivere in una bugia
e marcisco qui dove sono.
Sono stanca e stufa di sprecare sempre il mio tempo.
Dammi della violenza!
Infrangi il silenzio,
finché mi fa stare male!
Lasciami in pezzi!
Mostrami che sono umana,
finché mi fa stare male!
Marcisco qui dove sono.
Ti supplico!
APOLOGIZE – CHIEDERE SCUSA
Sto soltanto male nella scia di un “mai” infranto
e non c’è più il brivido nel peccato,
tanto che ho perso il piacere.
Pelle contro pelle non significa niente
se non c’è più sangue da versare.
Limitarsi a placare la fame non ne uccide il bisogno.
Le mani si muovono da sole.
E’ una tortura autoinflitta.
Percepisci, imiti, stimoli orrori futuristici,
crogiolandoti nella gloria del tuo vizio ben confezionato.
Ti riduci al nulla perché il nulla ti è sufficiente.
Non volevo renderti nervoso.
Sono stata triste, non depressa.
Sprechi il fiato, in attesa del niente,
perché non chiederai scusa.
Risolvi il casino che hai combinato
e alla fine riconosci le tue colpe!
E’ troppo facile dire che non c’entri niente.
Non è colpa tua?
Chiedi scusa!
Mi passo le unghie sulla pelle
per controllare che il mio cuore batta ancora.
Ho la testa tra le mani
e soltanto io sento le urla silenziose.
I brividi si trasformano in lacrime
nella mia breve e illusoria gioia
e l’amarezza di averci provato
mi perseguiterà per tutta la notte.
Non volevo renderti nervoso.
Sono stata triste, non depressa.
Ultimamente ho provato qualcosa
quando mi sono fatta di farmaci.
Ho sorriso di fronte a uno schermo,
assumendo un nome che non era il mio
ed è in questi momenti che ti senti davvero sola.
Chiedi scusa!
Risolvi il casino che hai combinato
e alla fine riconosci le tue colpe!
E’ troppo facile dire che non c’entri niente.
Non è colpa tua?
Un nome su uno schermo non significa niente per me.
E’ uno strumento ipnotico.
Le tue mani sono pulite?
Non è colpa tua?
Chiedi scusa!
QUE’ MAS QUIERES – CHE COSA VUOI DI PIU’
La fame che ti sta consumando dentro
la posso placare senza sforzo.
La tua sete mi fa soltanto ricordare
che con poco ti posso annegare.
Senza dubbio, di qualsiasi cosa tu abbia bisogno
la troverai qui.
Puoi trovarla qui.
Dimmi! Che cosa vuoi di più?
Non ci rinunciare!
Zitta zitta riscuoterò
e mi prenderò tutto.
Non potrai nasconderti da me.
So che tornerai sempre
e, anche se qualche volta vorresti scappare,
so che resterai qui.
Intendo ricucire la ferita che io stesso ho aperto.
Ti ho ferito, ma ancora sei tornato da me.
Manipolando il potere che mi hai concesso
deciderò io come dovrà sembrare la fine.
Dimmi! Che cosa vuoi di più?
Sì, tornerai.
Dimmi! Che cosa vuoi di più?
Non ci rinunciare!
Zitta zitta riscuoterò
e mi prenderò tutto.
Non potrai nasconderti da me.
So che tornerai sempre.
Sai già come andrà a finire,
eppure torni sempre.
MORE – DI PIU’
C’è qualcosa che mi spinge lontano.
Qualcosa di criminoso a cui non so resistere.
Mi dirai cosa dire
o mi tirerai dentro e mi terrai buona e tranquilla?
Tienimi qui, vicina e al sicuro!
Soffoca il rumore!
Riempirai il mio vuoto?
Ti arrendi?
Non soddisferai i miei sensi?
Sai che lo ami.
Ami quando ho bisogno di te.
Hai bisogno di me?
Sai che lo amo.
Amo quando mi soddisfi.
Tuttavia mi lasci sempre a implorarne di più.
Sento che mi striscia dentro.
Un desiderio che mi lascia paralizzata e bloccata.
In attesa in un limbo tra ciò che avrebbe potuto succedere,
perché affondo se sono per terra?
In piedi fermi, pronti all’azione.
Soffoca il rumore!
Riempirai il mio vuoto?
Ti arrendi?
Non soddisferai i miei sensi?
(Tienimi qui, vicina e al sicuro!)
Lo voglio e lo sai.
Ne ho bisogno, senza manifestarlo.
Ti piace quando sono a pezzi.
ESCAPISM – EVASIONE
Fammi uscire dalla mia testa!
Tirami fuori dal letto
e fammi fare un giro per dimenticare!
C’è del tempo che ha bisogno di essere buttato via.
Al contrario, per provare qualcosa,
mi immergerò nelle mie delusioni
e coprirò di nuovo gli specchi,
al sicuro nella mia illusione.
E’ la speranza a ucciderti.
Chiudo gli occhi finché tutto scompare.
Ancora ci soffro, sto male e ci riprovo,
ma chiudo gli occhi finché tutto scompare.
Cammino nel vuoto,
anche se arriva al nulla.
Il silenzio va evitato
e mi protendo per aggrapparmi a qualcosa.
Vorrei poter vivere pienamente.
I mezzi di comunicazione sono inutili
e le parole sanno soltanto distruggere.
Lascia che senta! Che abbia paura!
Non posso fare a meno di provare qualcosa,
ma non saprei dire che cos’è reale.
E’ la speranza a ucciderti.
SATISFIED – SODDISFATTO
Puoi anche prenderti quello che vuoi,
ma non sarà mai abbastanza.
Aprimi, ma fai attenzione!
Sullo schermo sanguino ruggine.
Come una macchina, sarò completa.
Obbedirò e sarò perfetta.
Con ogni azione e con ogni parola,
finché di me non resterà niente.
Non posso continuare a odiarti.
Mi sfinisce.
Ti prego, non dirlo!
“Non mi importa” è una facile bugia.
Dimmi! Sei soddisfatto?
Ti sei preso pezzo dopo pezzo
e sono paralizzata nell’atrofia.
Intrappolata in questo stato, sto svanendo.
Puoi anche prenderti quello che vuoi,
ma non sarà mai abbastanza.
Pezzo dopo pezzo mi sto allontanando.
BURNOUT – COMBUSTIONE
Devastato e mai all’altezza,
pensi ancora di essere abbastanza?
Sei candidamente inconsapevole
e mi trascini giù come se non ti fosse mai importato.
Hai perso le tue ambizioni in un fiume di cattive decisioni e lo sai.
La fai facile.
Meglio credere che raccoglierai quanto seminato.
Dici che la tua situazione è grave, amore?
E’ questo di cui stai parlando.
Non c’è più in te nemmeno una scintilla.
Nulla da esprimere.
Il fumo intorno a te ci sta dividendo.
Sei in combustione.
Rompi le tue vuote promesse.
Parlare non costa niente quando nessuno ti ascolta.
Stai pianificando la tua demolizione
attraverso una serie di danni autoinflitti e lo sai.
Prima o poi capirai
che sei sempre un passo indietro
e che il mondo va avanti anche senza di te.
Sei uno spreco di tempo per chiunque.
SHARKS – SQUALI
C’è qualcosa che si aggira nell’acqua
e faresti meglio a nuotare più veloce.
Meglio se fai le cose per bene e lo dimostri,
perché ti stanno sorvegliando.
(Non sanguinare!)
E’ la carne che gli importa.
Le ossa finiscono sul fondo
e se devi marcire,
allora aggiungilo alla trama,
perché ti sorvegliano sempre!
(Non sanguinare!)
Non posso essere tutto ciò che volete che io sia,
ma mi tenete vicina come fossi il nemico.
Aiutatemi ora!
Come dovrei riuscire a nascondermi?
Guardatemi affogare,
ridotta a brandelli in piena luce!
Gli squali ti girano intorno.
Non dire niente!
Aspetta che i loro denti ti azzannino!
Chiudi quella bocca!
Ti stanno facendo sanguinare.
(Non sanguinare!)
La violenza attira altra violenza.
Resta tranquilla e metti su muscoli!
Sei prigioniera del tuo corpo
e non c’è modo di farcela.
Sai che ti sorvegliano sempre.
Se non offriamo altro che silenzio,
è come se fossimo morti.
Quando ti avranno circondato,
stai pronta a saltare!
Ti sorvegliano.
(Non sanguinare!)
C’è qualcosa che si aggira nell’acqua
e faresti meglio a nuotare più veloce.
E’ la carne che gli importa.
Importa davvero?
HELL YOU CALL A DREAM – L’INFERNO CHE CHIAMI SOGNO
Sono stata invasa dal desiderio
di restarmene in questa gabbia
e giorno dopo giorno sto male,
ma ho deciso di rimanere così.
Non hai più niente da dire.
E’ normale amare ciò che odiamo?
Mi svuota come al solito
e ci sono troppo dentro.
Dammi qualcosa in cui credere
in questo inferno che chiami “sogno”!
Ogni volta è uno scontro
e la confusione mi fa impazzire come un animale.
Vorrei soltanto respirare
in questo inferno che chiami “sogno”.
La vista mi si offusca
quando il dolore mi risale sulla pelle.
La pressione cresce
e sono sul punto di crollare.
Sono pronta a uccidere.
Se tutto questo non mi dà la vita,
che cos’altro può farlo?
Soffro dall’emozione.
Ci sono troppo dentro.
Gli occhi sono sempre aperti nel buio
e sono stata sott’acqua sin dall’inizio.
La corda stringe
e non ce la faccio più.
Dammi qualcosa in cui credere
in questo inferno che chiami “sogno”!
Ogni volta è uno scontro
e la confusione mi fa impazzire come un animale.
Vorrei soltanto respirare.
Forse qui non ci voglio stare.
CONSUME – CONSUMARE
Porto la mia carne come un peso.
Consapevolmente sconsiderata,
lo faccio senza badarci.
E’ la tua auto su cui sto correndo.
Assecondo il movimento
e consumo ogni devozione.
Tu, avido stronzetto!
Hai affondato i denti,
mi hai fatto sanguinare
e ora cerchi qualcun altro.
Sei pronto per il massacro,
ma lo tieni nascosto.
Le labbra dipinte e dischiuse.
Solo e avventato.
Hai partecipato volontariamente.
Fai un bel sorriso, chiudi gli occhi e ti dissoci.
Dai la colpa al problema,
ma sai di essere parte di esso
ed è una cosa che odi.
Guardami e giudicami!
Tira i fili come fai!
Amami e odiami!
Ne valgo la pena?
Lo spali giù nella mia gola
e poi lo butti giù con il rimorso.
Rendimi perfetta per te!
Non posso più nemmeno puntarti contro il dito,
ma non posso morire come la martire che sono diventata.
Avida stronzetta!
Ho affondato i denti,
ti ho fatto sanguinare
e ora cerco qualcun altro.
Sono pronta per il massacro,
ma lo tengo nascosto.
Le labbra dipinte e dischiuse.
Sola e avventata.
Ho partecipato volontariamente.
Faccio un bel sorriso, chiudo gli occhi e mi dissocio.
Do la colpa al problema,
ma so di essere parte di esso
ed è una cosa che odio.
Guardami e giudicami!
Tira i fili come fai!
Amami e odiami!
Ne valgo la pena?
Lo spali giù nella mia gola
e poi lo butti giù con il rimorso.
Tienimi ben nutrita!
Rendimi perfetta per te!
AUTOMATIC SUN – SOLE AUTOMATICO
Sono strafatta di libertà,
ma in qualche modo ancora mi tieni prigioniera.
Il silenzio a mezzanotte
somiglia alle tue unghie sulla mia schiena.
Oh, cerca di non pensarci troppo!
E’ il modo in cui il peso di ogni cosa
è un inevitabile mal di testa,
ma mi hai fatto implorare.
Brucia nel tuo sole automatico!
Guarda che cosa mi hai fatto!
Dammi il tuo amore psicosomatico!
Guarda che cosa mi hai fatto!
Se striscerai fino a me,
sarai lo specchio che riflette le mie necessità?
Sei così fuori portata!
Oh, il modo in cui mi ferisci non è mai abbastanza.
E’ dura rinunciare a questa dipendenza.
Se vuoi tutto, allora prenditelo,
perché sono tua!
Keep me fed
- Autore dell'articolo:Federico
- Articolo pubblicato:Marzo 17, 2025
- Categoria dell'articolo:Alternative metal / Rock metal
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