THE UNRELENTING CHOIR – IL CORO INCESSANTE
La luna è lontana dal mare
e le stelle non brillano più.
Ci imbarchiamo verso l’ignoto
per vedere se qualcosa è cresciuto.
In ogni direzione nuovi capitoli si svelano,
ancora da raccontare.
Sinistri, senza latitudine, una volta e per sempre.
Preparate l’anima all’eresia!
Espandete il vostro io interiore!
Trascendete verso un altro luogo!
I tuoi occhi si fissano su di noi.
TAINTED SKIES – CIELI DETURPATI
Affondando nel crepuscolo una volta ancora
e in attesa delle maree al largo,
lascia che strisci fuori dal tuo utero!
Sei colui che adoro.
Lascia che cada dai tuoi inferi!
Lascia che sorga dalle tue piaghe!
Quando il padrone fa tremare i cieli
e ogni luce si nasconde,
noi invochiamo l’assoluto.
Cieli deturpati.
Quando il vento ripete i suoi movimenti
e il mare infuriato gli obbedisce,
fissiamo le ombre nei cieli deturpati.
In attesa con le sementi sottoterra
e aspettando di reiterare queste spoglie mortali,
sono il tuo seme e sono la tua progenie.
Sono colui che eri prima.
Muoio per rinascere
e per prosperare di nuovo.
SATURN COMING DOWN – SATURNO DISCENDE
Siamo sopraffatti dal tuo sguardo penetrante.
Siamo sopraffatti dal tuo dominio.
Poiché non puoi fermarti per noi,
ci fermeremo noi benevolmente per te.
Padre del tempo
per i contorti, i malati e gli assurdi.
Non c’è possibilità di sfuggirti.
La morte è la strada del mondo.
Stanotte Saturno discende.
Toglici la macina dal collo,
perché non sappiamo ciò che facciamo!
Ascolta le grida della tua stirpe
sotto le lacrime e lo stridore dei denti!
Raduna il tuo gregge!
La morte è la strada del mondo.
Mentre le nostre corone arrugginiscono,
il debito karmico si riduce in polvere.
Incenerisci le nostre esistenze come devi!
Quando arriverai?
Dove saremo?
Quando verrai per me?
Quando Saturno discende.
Abbiamo paura di te.
Ti ammansiamo
e ci crogioliamo nella tua grande ombra.
Ti vedremo discendere
ed entrare in uno spazio sacro.
Accompagnaci oltre la soglia
che ci condurrà alla nostra fine!
Quando verrai per me?
HUNGRY WATERS – ACQUE FAMELICHE
Spinti dal movimento, i venti tra gli alberi
sono le vene del mare e dell’oceano.
(Puoi saziare la loro fame?)
Puoi soddisfare il loro appetito?
(Posso portarti sotto la superficie).
Salperai con me stanotte?
Continueremo ad andare alla deriva nell’oblio.
Continueremo a galleggiare su acque fameliche.
Sei il sogno.
Sei l’incubo.
Sei la pulsazione e il ritmo.
Sei l’avidità e la grazia.
Sei là fuori?
(Puoi saziare la loro fame?)
Puoi placare la loro sete?
(Posso portarti sotto la superficie)
e ci immergeremo nel sonno.
Costruiremo questo mondo sui tuoi ricordi.
Afferra la tua anima e vattene da solo!
Respira la pioggia!
Su questo mare infinito navigheremo.
Separa le onde con me!
DRINK THE LOVE OF GOD – ABBEVERARSI ALL’AMORE DI DIO
Mai all’esterno
e mai guardando dentro.
Non puoi capire la bellezza
dei luoghi in cui sono stato,
ma non posso portarti là.
Non puoi confidare nell’incubo di fiamme
in agguato sul fondo del mare.
Sgretolate, le ossa cominciano a spezzarsi.
Sgretolate, il fumo che vediamo è nero.
Siamo corrotti e inquinati.
(L’amore di Dio).
Siamo consacrati ed estirpati.
(L’amore di Dio).
Vigila e avanza con leggerezza!
Vieni, ma fai attenzione al mio Cristo!
Devi esserne consapevole ora.
Risplendi intensamente!
Ciò che cerchiamo ha un prezzo alto.
Non penserai al domani.
Non ti preoccuperai del resto,
anche se potrebbe renderti umile.
Dopotutto è soltanto una prova.
MURDER IN RED – OMICIDIO IN ROSSO
La trovai sul lato della strada,
le labbra che ancora rilucevano come braci.
La pelle pallida e il tocco freddo.
Il sangue che diventò di ghiaccio.
Nient’altro avrebbe potuto darmi un simile desiderio.
L’impellenza di uccidere era insaziabile.
Piume di cristallo o un cappio di metallo.
Il sangue iniziò a scorrere.
Un altro omicidio in rosso.
Lei si unì ai morti.
Uno squarcio sotto i cieli illuminati dalla luna.
Il sangue sgorgava da quelli che una volta erano i suoi occhi.
Lei si unì ai morti.
Abbandonato, il suo corpo brulicava di mosche.
Senza sosta all’inseguimento del mio cigno nero,
mi prendo cura della mia creazione.
Allontana da me questo calice!
Ora che devo sanguinare,
sanguinerò per te.
TIME AND THE VIVID ORE – IL TEMPO E LA VIVIDA ROCCIA
Divoriamo gli echi del mondo
e li risputiamo tra le fiamme.
Ora lasciaci appassire!
La maledizione e i fervidi sforzi
ci guidano ora e per sempre.
E’ come un sogno febbricitante.
E’ soltanto un frammento di tempo.
Nell’epoca della vivida roccia
il tempo riverbera in eterno.
Le ore si ripetono con cadenza inesauribile.
Sono il tempo e la vivida roccia che brucia.
Guardando in uno specchio bugiardo,
il riflesso non segue mai
l’immagine che abbiamo disegnato.
E’ una rotazione con uno scatto meccanico
che gira ora e per sempre.
E’ come il nostro sogno febbricitante.
E’ soltanto una frattura del tempo.
Il tempo partorisce la vivida roccia
e riverbera in eterno.
Le ore si ripetono con cadenza inesauribile.
Il tempo ci cambia ora e per sempre
nell’epoca della vivida roccia.
REAPING SONG – CANZONE DELLA MIETITURA
Era il periodo dorato dell’anno.
Sapevo di aver udito la tua voce.
Mi chiedesti di seguire la strada
che tutti dovremo percorrere.
Ricordo le parole che hai scritto.
L’ultima volta che hai tenuto il pennino tra le dita.
Desideravo che il vento mi portasse via,
ma qualcosa frenava la mia volontà.
Ti sento vagare
quando i semi sbocciano.
Ti sento piangere sulla canzone della mietitura.
Te ne sei andato proprio prima dell’inverno,
con le foglie che ancora cadevano.
Il nostro universo è spaccato in due.
Non riesco ad annebbiare il dolore,
ma quando gli uccelli migrano a sud
e le mele cadono dagli alberi,
tu mi doni un germoglio
dei tempi che furono.
In questo periodo dell’anno
ti sento vicino.
Ti sento piangere sulla canzone della mietitura.
Era l’inizio dell’autunno
e ancora ti sentii chiamare.
La tua presenza si sarebbe avvertita maggiormente
con l’ultima brezza d’ottobre.
Mi hai invitato sulla tua strada
e questa volta non ho potuto restare.
In quel periodo dorato dell’anno
ho camminato insieme a te, mio caro.
Ora gli aceri sospirano
e le betulle piangono,
mentre anch’io piango sulla canzone della mietitura.
POISON PAGES – PAGINE AVVELENATE
E così accadde nell’anno del Signore 1327.
Sette trombe risuonarono in tutta la loro grazia.
Nella biblioteca il libro sembrava essere sparito,
gettando mistero e morte su coloro a cui apparteneva.
Una serie di strane fatalità afflisse le terre del monastero.
Uno dopo l’altro si dimostrarono accecati dalla fede.
Di un potere in rovina
nelle loro sale e cripte ancora hanno ricordo
e alla luce del giorno la fatica è diventato il loro modo di dimenticare
e di andare oltre.
I peccati di due amanti.
Vergogna religiosa.
Nelle ombre si sono perduti,
indulgendo nei piaceri della carne.
Ricevettero l’ultima chiamata.
Chiunque abbia ucciso con legittimo intento possa pentirsene!
Che diventi sublime grazie alla santità
oppure opprimerà il mio cuore!
Pagine avvelenate.
Le dita e la lingua nere.
Inquietudine spirituale.
Fate attenzione a questo luogo!
La bestia è tra noi.
Grazie a Dio i loro segreti sono stati celati
e li hanno rinchiusi tra le mura dell’abbazia.
Le numerose e orribili morti dei fratelli riecheggiano.
Il Padre, il Figlio e lo Spirito santo si struggono.
La soluzione è nel veleno.
Sub rosa in aeternum
- Autore dell'articolo:Federico
- Articolo pubblicato:Marzo 31, 2025
- Categoria dell'articolo:Gothic metal
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