Reset the sky

OPEN FIRE – APRIRE IL FUOCO

CIVILIZATION ZERO – CIVILTA’ ZERO

Siamo nati in un paradiso
e intorno a noi c’era abbondanza.
Abbiamo cercato di dominare il nostro universo
e lo abbiamo fatto nel modo peggiore.
Col passare degli anni abbiamo assistito
ai nostri errori e alla rovina irreparabile
di ogni società, ovunque
e del nostro stile di vita insostenibile.
Abbiamo abbattuto ciò che madre Terra
aveva costruito nella sua creazione.
Abbiamo devastato il nostro paradiso
e l’avidità ne è la ragione.
Chi è innocente?
Nessuno è innocente.
Parassiti in un meraviglioso paradiso.
Parassiti che ne deturpano la bellezza.
Un paradiso che si unisce alla morte coi suoi parassiti.
Siamo vittime dello sviluppo,
ancor prima di accorgercene
e acceleriamo verso quella triste fine.
Siamo le nazioni senza speranza.
Nessun senso.
Nessun sogno con cui convivere.
Nessuno è un eroe.
Siamo la civiltà zero.
I gas fatali riempiono i polmoni
di chi vive sotto le stelle,
ma la furia della natura
userà la legge dell’occhio per occhio,
prendendoci uno dopo l’altro.
Le ali dell’uomo bruciano.
Ci siamo spinti troppo vicini al sole.
Il conto alla rovescia per l’estinzione è iniziato.
Addio, razza inutile!

BLOODFEUD – FAIDA DI SANGUE

CHAINED AND BOUND – INCATENATA E LEGATA

La vedo sola nel buio,
a sognare del passato.
Le corde le segnano gli arti
e si odono echi di malvagità.
Sa qual è il gioco
ed è qui per partecipare.
E’ qui per restare,
ma non c’è tempo per i segni delle corde di guarire.
Non andranno da nessuna parte.
Scende la notte.
La notte la chiama.
I sensi sono in massima allerta.
Il cuore martella.
Dei passi si avvicinano.
Incatenata e legata.
Prostrati a me!
Tesso ragnatele e inganni.
L’amore è il mio campo da gioco
e tu sei il mio fedele giocattolo.
Obbedisci alla corona!
Vittoria! Una sensazione così profonda!
Il dominio è totale.
L’amore è il nostro campo da gioco
e alimenta le nostre fantasie.
Sulle pareti che la esibiscono
la mia collezione promette un piacere incommensurabile.
Lei guarda il trono
e sì, sa chi governa questo regno.
Si inginocchia di fronte all’altare del peccato,
pronta per il battesimo con lo scettro del re.
Ha una lista di volontà regali.
Si sottomette e mi compiace
e l’elenco non ha mai fine.
Scende la notte.
La notte la chiama.
I sensi sono in massima allerta.
Il respiro è pesante.
Un sussurro nell’orecchio.
Stanotte i ruoli si invertiranno.
Mia cara, le nostre membra dialogano.
Attenderò che la regina governi
e proprio ora richiedo la mia amante.
Bendato, viene redarguito a causa di ogni minima trasgressione.
L’imperatore è diventato un pedone.
Domato e incoronato.
Scambiamoci di posto!
La confusione è versatile.
Attraversiamo il ponte!
L’amore è il tuo campo da gioco
e le possibilità sono infinite.

REAPERS FEAST – MIETITORI BANCHETTANO

FACE THE NIGHT – AFFRONTARE LA NOTTE

Ehi! Ditemi come ci si sente
a essere costretti a guardare
e a essere trascinati nella paura!
Ti dicono come deve essere
e ciò che devi considerare caro.
Loro capiscono con tale chiarezza!
E quando meno te lo aspetti
arrivano a demolire e a distruggere.
Ti demoliscono e ti distruggono
e si prendono ciò che tentavi di proteggere.
Chi merita di vivere?
Chi merita di morire?
La scelta non è nostra
e la libera volontà è una menzogna.
Ci hanno fatto credere
che abbiamo il controllo del nostro destino.
Insieme ci rialzeremo.
Dobbiamo prendere le armi e unirci.
Oh, vorreste morire?
Di sicuro non sopravviverete.
Con i mezzi che hanno ti porteranno via la vita un milione di volte.
Cercherete di riprendervi ciò che è vostro con la forza?
Li farete sanguinare e cambierete il corso della storia?
Ci mettono in riga
e ci rinchiudono nelle miniere.
Ci rimpinzano di verità attraverso citazioni.
Ci aspetta una caduta libera.
Resistete e tentate di dare tutto!
Affrontiamo la notte!

ANTHROPOCENTRUM – ANTROPOCENTRICO

Ancora una volta mi chiedo
chi viva dietro i miei occhi.
Ancora una volta, farabutto,
vedo oltre il tuo travestimento.
Ancora una volta, come se io fossi aria,
hai uno sguardo vuoto.
Ancora una volta fai ciò che vuoi
e sei nato per uccidere.
Non posso muovermi, né voltarmi.
Le pareti mi stanno così strette addosso
che non potrei sdraiarmi.
Il pavimento sotto di me appare indistruttibile
nonostante le miriadi di calci
e non ci sono finestre attraverso cui guardare.
Oh, ti prego! Lasciami libero!
Non ti lascerà scappare.
Ti supplico con tutto il cuore,
ma mi fai sanguinare ripetutamente.
Avanti! Lava via la tua colpa!
Sono qui per farmi uccidere.
Oh, non diresti che siamo la stessa cosa.
Anch’io ho gli occhi!
La mia mente vacilla nella follia
a furia di restare intrappolato in quest’inferno,
eppure mi sono convinto che te ne vai in giro con disinvoltura.
“Pazzi come una mucca”.
Sì, è così che ci hai fatti diventare.
Forse un giorno mi vedrai per chi sono.
Forse un giorno mi noterai.
Forse un giorno mi vedrai per chi sono.
Forse un giorno condivideremo un po’ di noi.
Forse un giorno la compassione spezzerà le catene.
Forse un giorno, ma fino a quel giorno,
ti prego, lasciami libero!

THE SATELLITE (WE CALL HOME) – IL SATELLITE (CHE CHIAMIAMO CASA)

Stanotte, amici cari, la mia vita si conclude,
ma non c’è bisogno che veniate in mia difesa
perché ho scelto di abbracciare il buio
per sfuggire a ciò che non suscita divertimento.
Di sicuro ricordate tutte le volte
in cui vi ho raccontato del mio terrore per la notte
e di come gli anni abbiano fomentato la paura
di uscire dalla sfera della veglia.
Quali frammenti di sanità mentale mi siano rimasti non lo so.
Siate voi i giudici!
Sto ancora cullando la speranza invano.
Erano soltanto i vaneggiamenti di un folle?
(Rivelazione. Presagio).
Sono stato testimone di una rivelazione.
(Divinazione. Annuncio).
Vi sto dicendo che non siamo soli.
(Rivelazione. Presagio).
Esistono entità oltre la vostra immaginazione
(Comunicazione)
che perseguitano la nostra casa.
Vi sembro uno che ha perso il controllo?
Riflettere non è mai stato un problema per me,
ma della sofferenza si è scatenata nel mio cervello,
considerando ciò che non mi era possibile spiegare.
Questo satellite che chiamiamo casa.
Devo parlarne e svelare la verità,
anche se potrebbe costarvi l’anima.
Tutto è cominciato tanti anni fa nella grotta
in cui giocavamo da ragazzi,
vicino a quel crepuscolare boschetto.
Di sicuro ricordate che fui io il vincitore
quando giocavamo a nascondino quel giorno.
Persi il pranzo e persi la cena
e quando spuntarono le stelle ancora non c’ero.
Venni risucchiato da un buco temporale
dopo essere entrato in quell’antro maledetto
e ogni via di uscita era bloccata.
Persi il senso del perché e del quando.
Sono stato testimone di una rivelazione.
Vi sto dicendo che non siamo soli.
Per tanto tempo avevo dimenticato,
ma ahimè è tornato e inutilmente l’ho respinto.
Il genere umano non è così unico come pensavamo.

 

 

(Testi mancanti – Se qualcuno li avesse può spedirmeli all’indirizzo mail:

narrowdoor999@yahoo.it

Grazie).

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