CITY OF FIRE – CITTA’ DI FUOCO
“Lord Hadder, hanno terminato i lavori della terza torre
e non c’è altro da costruire, signore.
Che cosa devono fare gli uomini ora?”
Era un angelo
ed era stato tentato dai bisbigli del serpente sull’albero.
Gli aveva detto: “Dai un morso prima di andartene!”
Così era stato scacciato dal giardino e dannato.
Giorno e notte le loro malvagie dita lavoravano sulle maledette ossa,
schiavi nel suo empio regno,
come falene attirate nelle fiamme del fuoco.
Città di fuoco.
“Ammirate la città di fuoco!”
Il re era soddisfatto.
Aveva giurato che il suo regno sarebbe stato invisibile,
tranne che per i peccatori che avessero osato cercarlo
e desiderato vederlo.
Trascorsero gli anni e il suo palazzo restò nascosto.
Era orgoglioso del lavoro svolto
e li inviò sui mari perché sorvegliassero le acque dell’abisso.
Città di fuoco.
Corriamo col sole,
nati per correre allo scoccare della mezzanotte.
Città di fuoco.
Corriamo col sole,
nati per correre fino allo scoccare della mezzanotte
di fronte a colui che ha creato il sole
per nascondere tutto il resto.
200 NORTH – 200 NORD
(Mi sono svegliato qualche volta in una fabbrica di vernici
nella parte orientale di Los Angeles,
dopo che il fuoco aveva consumato tutto
ed è là che John Hadder cominciò a parlarmi
nelle tenebre di una camera del piano superiore
del luogo che chiamo 200 Nord).
LONG IS THE ROAD – LA STRADA E’ LUNGA
Ce ne andammo una notte,
per mai più ritornare.
Per la luce radiosa avevamo consumato il nostro passato.
Era tutto giusto.
Non avevamo sbagliato
abbandonando la luce per una svolta malvagia.
Il tempo è una scala verso il bagliore.
Ogni nostro passo ci conduce a nuovi interrogativi
e la speranza è l’unico aspetto che ci tiene in vita.
Per arrivare all’oro la strada è lunga.
Lo so, ci sono giorni in cui il lucore del fuoco
sembra essere più flebile nell’oscurità della notte
e tutto appare perduto quando ci si interroga sul prezzo,
ma in qualche modo riesci a raggiungere la luce.
Senza sosta cantiamo la nostra canzone,
senza conoscere la ragione di tutto questo.
Senza sosta canteremo la nostra canzone,
finché non scorgeremo più la luce.
Avete suggerito un luogo che fosse sicuro.
Da qualche parte oltre la luce andava soltanto trovato.
Ma vi sbagliavate.
La strada è lunga.
La strada è lunga, lo so.
EVERMORE – IN ETERNO
Esiste un luogo inesistente
e una porta che vi può condurre.
Oh, basta bussare,
ma non si aprirà finché non ti sveglierai.
In eterno sembra di essere stati in guerra.
In eterno penserò di essere già stato qui.
Sei davvero caduto
o è soltanto una storia, la più triste di tutte?
Questa è la chiave per l’eternità.
Abbina il numero alla porta!
In eterno sarai tu che vedrò oltre la soglia.
In eterno penserai di sapere tutto.
Sogni in bianco e nero di incantesimi magici
e di ossessive luci d’argento
di un cielo da cui è svanito il colore azzurro?
Non nascondere mai la scintilla che hai dentro!
Non esprimere desideri su una stella cadente!
E’ questo ciò che sei davvero?
Questa è la chiave per l’eternità.
Tre numeri in fila e nient’altro.
In eterno? E’ possibile?
Sei tu che vedo oltre la soglia?
In eterno. Mi arrampico sul muro.
Getterò una pietra con l’incantesimo,
perché c’è qualcosa in fondo al pozzo.
Una notte fatidica la stella cadde libera
e lasciò un buco nel cielo che mai sarebbe svanito.
Mi svegliai per osservarne il bagliore
e la scia che mi lasciava alle spalle.
Nostro padre, autore del paradiso.
L’inferno sarebbe stata la nostra eternità?
Sei tu che vedo?
Scappa e nasconditi nell’eterno!
Ricorda che sei già stato qui!
Hai scritto tu i numeri sul muro dopotutto.
Lo sai. Marcia con le chiavi verso l’eternità!
Sei davvero caduto?
Questa è la chiave per l’eternità.
Abbina il numero alla porta!
L’eterno è ciò che vedrai oltre la porta.
In eterno sembra di essere stati in guerra.
Vestito per il ballo.
In eterno. Sì, tu!
Sei tu che vedo oltre la soglia?
In eterno.
Un incubo di mezzanotte è sospeso su di noi,
ma morirai prima di avere l’occasione di svegliarti.
Non sarebbe un grave errore da commettere,
a meno che il tuo destino non sia per sempre in gioco?
L’eterno è più antico del paradiso.
In eterno sei già stato qui.
Chi porterà la corona per dominarli tutti
quando il re sarà morto dopo la caduta?
Chi canterà la più triste delle canzoni?
Sarò io o sarai tu?
Chi sono tutte queste persone nelle sale dorate
senza un’anima e con i volti dei morti?
Giuro. Le conosco tutte.
Chi siamo noi per sognare
se ogni sogno si perde nell’eternità?
Chi porterà la corona per sempre?
Sei tu che ho visto oltre la soglia!
In eterno.
Non capisci?
Eri tu che classificavi le chiavi per ogni porta e niente più.
Sai che eri tu, mio eterno!
Oh, Mr. Eterno!
Ci sei tu dietro la porta.
Ora lo so.
Benvenuto a casa.
“Entra, figlio mio!”
In eterno saprò che sei tu.
MASTER OF ILLUSION – SIGNORE DELL’ILLUSIONE
Era tarda notte quando per la prima volta sentii il sussurro
che diceva: “Figlio, non ti allarmare,
ma le cose non sono come sembrano.
Il tuo nome, amico mio, è Jonathan
e tu sei il signore,
ma questo luogo che credi sia reale non lo è”.
Infiammo questo mondo con il mio cuore infranto,
così da poter vivere ancora questa vita.
Siamo forse ingannati da quali regole piegare?
E’ troppo presto per trovare la fine.
Non riesco più a dormire. Svegliati!
Ogni volta che chiudo gli occhi sento
che sono il signore dell’illusione.
Ti dono questo sogno, così come l’hai scelto.
Perché non mi lasci libero?
“Ti dono questo sogno, così come l’hai scelto
e tu vi rimarrai finché non ti sarà fatale”.
Ho spesso sognato una stanza fredda,
con il fuoco acceso e le pareti di pietra,
in cui un candeliere ondeggiava
da un soffitto di ragnatele fluttuanti.
Il suo metallo arrugginito era animato
dalla confortevole fiamma delle candele
e udivo uno spettrale mormorio che faticavo a capire.
Questo è il sogno che si ripete
e il luogo che posso quasi sentire dentro di me.
Il piano del tavolo gelido sotto i palmi aperti
e l’odore di fumo e di fuoco.
Svegliati, Jonathan! Suicidati!
Devi suicidarti.
Sono il signore delle illusioni.
Jonathan, mi senti?
Ehi, non è reale!
Sono il signore delle illusioni.
Sono l’allievo dei sogni.
Quelli che per alcuni sono minuti, per me sono anni.
Sono schiavo di un incantesimo che non vedo.
Che cos’è realtà e cos’è sogno?
Sembra che sia l’anno 2025
e mi hanno richiuso qui a trentanove anni,
ma il sussurro dice che io sono il creatore.
Il signore che va e il signore che resta.
Sono soltanto una pedina in un esperimento magico?
Sono intrappolato nella mia mente
e devo ancora ridestarmi da questo inferno.
E’ un gioco soltanto quando le parole sono pronunciate.
Finché i trentanove anni sono passati e superati.
Sono il signore di questo mondo.
Credo di sapere dove finisce la storia.
Credo di averlo sempre saputo.
Il signore che va e il signore che resta.
RIVERS END – LA FINE DEL FIUME
Hai trovato un tocco di paradiso
oltre la linea d’argento?
E’ davvero ciò che sognavi
o era soltanto nella tua mente?
Ti sei nascosto alla gloria
soltanto perché hai bisogno di un amico?
Credi che ci sia qualcosa di magico alla fine?
E’ difficile credere che siamo eterni
ed è triste pensare che tu sappia tutto.
E’ un dono e parteciperemo a questo gioco.
Da qualche parte c’è la fine e tutto ricomincia.
Avanti! Guarda l’uomo alla fine del fiume!
Su una nave di schiavi navighiamo lontano
e verremo gettati via, come se potessi dimenticare presto,
ma è un lungo viaggio
e oltre l’albero c’è il segno della svolta finale.
Che mistero è questo!
Non c’è risposta al richiamo.
Un’altra bugia senza un perché.
Siamo davvero qui?
Vale la pena avere paura?
Che storia ci raccontano,
mentre salpiamo verso le cascate!
E’ difficile credere che siamo eterni
ed è triste pensare che tu sappia tutto.
E’ un dono e parteciperemo a questo gioco.
Da qualche parte c’è la fine e tutto ricomincia.
Vai quando puoi! Giù!
Immergiti nelle acque dorate!
Corri più veloce che puoi!
Lontano da qui!
Hai forse visto la fine del corso d’acqua
e hai sentito delle voci nella cascata?
Hai incontrato la strega della montagna,
che si risollevava da tutto questo?
Da qualche parte alla fine del fiume
posso mostrarti dove tutto comincia.
Oh, giù verso la fine del fiume. Giù!
Immergiti e lasciati tutto alle spalle!
Corri come il vento sulla cascata!
Da qualche parte alla fine del fiume
posso mostrarti dove tutto comincia.
Oh, giù verso la fine del fiume!
Guarda l’uomo!
So che è difficile credere che siamo eterni
ed è triste pensare che tu sappia tutto.
E’ un dono e parteciperemo a questo gioco.
Da qualche parte oltre la fine tutto ricomincia,
ma chi è l’uomo alla fine del fiume?
BALLAD OF THE DEAD RABBIT – LA BALLATA DEL CONIGLIO MORTO
Prendi questo cuore! Te lo offro.
Ma non fermarti finché tutto non è raso al suolo!
Ave al lupo che cavalca il vento!
Che ti consegna il fuoco per farti cantare!
Donami il tuo inferno!
Ho atteso qui su questa collina che chiamo casa.
Ho visto il fuoco e persino la pioggia,
ma non ha più importanza.
Ho smesso di scappare da te per salvarmi la vita.
“Chi sta passando dalla mia forra?
Vengo a portare notizie sulla fine.
Chi osa attraversare queste alture di arenaria?
Egli conoscerà l’ira del tempo”.
I peccati cadono come foglie d’autunno.
Chiamatemi “il signore della malerba”!
Ho curato i giardini una volta a settimana.
Peccato che alcune cose non si possano preservare.
Così ho tentato di tenermi tutto dentro.
Cose che non posso essere o dire.
Il prezioso dono della vita alla fine viene sepolto.
Io faccio il pazzo e tu fai la guardia al cancello.
Lasceremo che il vento decida il nostro destino,
canzonando il lupo che aspetta invano
e che mi chiama “coniglio morto”.
(Scava!)
Mi chiama “coniglio morto”.
Ho ascoltato la canzone del corvo
che cantava nei campi dove soffia il vento.
Non ha sbagliato.
Quell’uccellaccio nero ha imparato?
E’ caduto, ma non è bruciato.
(Scava!)
Non soffocare la canzone del corvo
che canta in un albero spezzato,
soltanto perché canta male!
Non ha significato.
Non sogna.
Non soffocare la canzone prima dell’ultima parola!
Potrebbe cambiare.
Vedrai. Potrebbe essere ciò che è stato inviato per salvarti.
Le canzoni scendono come l’inverno.
Oh, le cose che non possiamo preservare
per gli Amsterdams delle erbacce!
Ho tentato di tenermi tutto dentro.
Cose che non posso essere o dire.
Che bel gioco!
Donami il tuo inferno!
Canta come si deve
e vedrai ciò che potresti essere!
Ho visto il fuoco e la pioggia.
Ho vissuto le domande e sono morto per la colpa.
Per cosa? Non è cambiato nulla.
Testi richiesti da Restinpeace.
