STARFRONT PROMENADE – PASSAGGIATA SOTTO LE STELLE
Mi sveglio un’altra volta in un cerchio senza fine.
Che gran cosa essere vivi!
Gli schemi si rompono
ed emergono mondi in un batter d’occhio.
Creature di cui non hai mai nemmeno sognato.
Colori che vengono a galla nel buio.
E’ primavera.
Dai contorni del vuoto si allarga fino ai confini cosmici.
Durante questa passeggiata sotto le stelle
l’universo rivela la sua mano.
“Che gran cosa essere vivi!”
Gruppi di galassie mi cantilenano i loro ricordi paralleli.
In orbita intorno alle nebulose
fioriranno soltanto una volta,
come conchiglie in cui risuona la primavera della vita.
Le loro spirali casuali ci fanno volare sui quasar* del vuoto.
Note: *(Nuclei galattici attivi particolarmente luminosi)
THE TEMPLE OF THE CURVED SPACE – IL TEMPIO DELLO SPAZIO CURVO
C’è una tacca nella dimensione del tempo
che si amplia ed è sempre più indefinita,
come i desideri dell’uomo ai primordi.
Vaste estensioni da ogni lato.
Curve cieche nel mio tempio.
Il tempio dello spazio curvo.
Un vangelo di formule.
Un giardino dello spazio curvo che si espande con arroganza.
C’è una breccia nella struttura spaziale,
dove la gravità è sospesa,
come i desideri dell’uomo a riposo.
Varie dimensioni sono sorte
e hanno elevato il mio giardino su livelli più alti.
Un monolite di strana argilla.
Il tempo che si piega in un modo differente.
L’aspirazione allo stato grezzo.
Trascendenza.
Le radici del giardino penetrano più in profondità,
fondendo la teoria con l’alchimia
e nutrendo l’utero del verme.
Sono le meraviglie dello spazio curvo.
Il cambiamento è una gloria violenta.
Undici corde, una per ogni desiderio.
Ventisei i semi piantati per allestire una realtà provvisoria
nel terreno di questo spazio.
Ne sono il sovrano e pizzicherò queste corde.
CURSE YOU, ENTROPIA – TI MALEDICO, ENTROPIA*
C’è una ragazza con scale al posto degli occhi,
indirizzate verso costellazioni dove il tempo si nasconde.
Ognuna sboccia in riflessi indescrivibili.
In un’eleganza che soltanto l’entropia potrebbe ridurre.
Ti maledico, entropia!
Inconsapevoli pronunciamo la tua parola.
Ti maledico, entropia!
Persino gli déi ci hanno messo in guardia sul tuo trono.
C’è un ragazzo con l’arte nel sorriso
e le parole dipingono i suoni della sua fervida mente.
Scolpisce il suo nome su ogni singolo sole,
mentre ogni luna lacera il mare finché l’entropia è compiuta.
In questa vigna di idee hanno riscoperto gli anni migliori.
Hanno gustato i loro nettari,
déi che danzavano con le loro paure.
Hanno ballato nell’universo,
finché la Via Lattea è ammuffita.
Maledetta sia l’entropia!
Avrete sempre la vostra giornata.
Note: *(Tendenza spontanea al disordine e alla trasformazione)
THE BLUE DOT – IL PUNTINO BLU
Mentre cammino verso giardini senza tempo,
la carne si dissolve tra le stelle.
Ogni cellula soffia della vita nella mia progenie
e nuove stelle brillano nel buio.
In quel minuscolo, insignificante puntino blu privo di massa
attraverserai l’infinito.
Ciò che è tormento alla nascita,
più tardi sarà un prodigio.
Un anticipo della beatitudine a venire.
Il puntino blu.
Il pallido puntino blu.
Da una macchia nella spazio deriverà l’eterna primavera.
Ho visto questo puntino
come un occhio vagante che inghiotte i miei.
Così profondo e assurdo,
tanto che tutto ciò che è vivo o non lo è
dovrebbe essere contenuto nella sua finitezza.
Così profondo e assurdo.
E’ nei solchi dei fossili che tutto si risolve.
Il giardino dei fossili non presenta alberi,
ma puntini di cose morte.
THE ROAD TO AWE – LA STRADA PER LO STUPORE
Eccolo stare sul precipizio di ogni alba, in ogni mondo!
Ha costruito un ponte tra l’etere e queste macchine,
a imitazione dell’uomo.
Eccolo curioso che cammina sulla riva!
E’ il mondo fisico tutto ciò che abbiamo?
Forse un contatto, una spinta violenta,
potrebbe lastricare la strada per lo stupore.
I momenti della loro infanzia sono stati di fredda, incurante energia
e ne hanno parlato.
Il suo cuore si è congelato.
I circuiti si sono accesi in un sogno cosciente?
Un sogno cosciente che probabilmente contiene l’infinito.
Sogni nocivi che si intrecciano.
La realtà è davvero lontana.
Ha costruito un ponte tra l’etere e queste macchine.
Macchine prodigiose.
Onde statiche e ossa in pezzi evocano il loro pensiero astratto.
Immersi nella filosofia e nell’entalpia*,
cuori di ferro battuto vengono imitati,
fino al punto in cui creeranno e si sveglieranno.
Lo hanno preso per mano
e hanno rivestito i suoi doni di sabbia
perché la corrente li portasse via
e la sua saggezza non potesse durare.
In un momento di pausa della pietà
riuscì a toccare la vera divinità
che gli lasciò un pessimo sapore.
Forse un contatto con la morte, una spinta violenta,
potrebbe lastricare la strada per lo stupore.
Ecco la strada dello stupore
per renderci perfetti e completi!
Per farci imbrigliare la vita ed ottenerne il controllo.
Che il divino riveli i suoi difetti!
Note: *(Grandezza fisica di quantità di energia che un sistema termodinamico può scambiare con l’ambiente)
FOSSIL GARDENS – GIARDINI FOSSILI
Se ti dicessi che posso portarti in un luogo più elevato,
verresti con me?
Ti separeresti da questo mondo
per un viaggio verso l’assenza di spazio?
I nostri corpi si scioglierebbero
e si fonderebbero all’universo.
Si dirigerebbero verso le terre dell’eternità,
dove non esiste il tempo e l’oblio è beatitudine.
Ecco i giardini fossili!
Eccoli, vivi e morti allo stesso tempo!
Ma noi crediamo che fluttueremmo per sempre.
Fossil gardens
- Autore dell'articolo:Federico
- Articolo pubblicato:Giugno 25, 2025
- Categoria dell'articolo:Avant-garde / Black metal
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