Battle metal

AS TORCHES RISE – QUANDO LE TORCE SI INNALZANO

Mi guardo intorno.
Il sangue dei nostri uomini imbratta il terreno.
Ci sono cadaveri ovunque.
Alcuni tentano di pregare.
Altri piangono nella disperazione.
I nostri nemici si fanno largo tra le nostre fila.
Pensieri orribili attraversano le nostre menti.
E’ questa la fine dei nostri giorni?
Il nemico inarrestabile abbatte le nostre linee di difesa
con l’odio sul volto. Con l’odio nelle urla.
Migliaia di uomini giacciono feriti a terra
e nessuno li può aiutare.
Sono avvinti al loro destino.
Penso alla mia famiglia e alla mia casa.
Vengo interrotto da un grido pieno di paura:
“Siamo quasi spacciati! Ci stano massacrando!”
Attraverso una nube di polvere
vedo il nostro fianco destro cedere.
Questa maledetta guerra ci inghiottirà tutti.
Cosa accadrà ai nostri cari?
A coloro per cui combattiamo?
Non resterò a guardare questo esercito che viene annientato.
Li respingeremo!
Sentiranno il nostro ruggito di guerra!
Serriamo i ranghi!
La nostra furia sarà più devastante della peggiore delle tempeste.
Stringo la spada in pugno.
E’ per i miei fratelli. Per la mia terra.
Col sangue in viso corro alla battaglia.
Con la polvere negli occhi e la fede nel cuore,
finché la morte non ci separerà!
Dai cieli un uomo scende sulla terra.
Ci guida e ci sopravanza.
Per quanto la notte possa sembrare buia
un nuovo giorno ci guarirà.
Vago per i campi.
E’ spuntato il mattino
e la nostra vittoria è ormai certa.
Gli zoccoli hanno ridotto il terreno a fanghiglia
e vedo volti familiari nelle pozze di sangue.
Un fiocco di neve si posa sul mio viso,
si scioglie e scivola via.
Il sole oggi sorge rosso.

BATTLE METAL – METALLO DA BATTAGLIA

E’ un nome pronunciato con paura.
Nessun sorriso. Nessuna lacrima.
Vi spaccheranno il cranio con un colpo
e i corpi saranno impilati uno accanto all’altro.
Il cuore dei Turisas è stato forgiato dai quattro venti
in una fucina nell’alto dei cieli.
Su un incudine d’onore e con un maglio di sangue.
I quattro venti lo hanno battuto.
Metallo da battaglia!
Quando la battaglia infuria è il vostro miglior alleato.
Lo stringete in pugno e lo infilzate nei loro polmoni.
Col ferreo sguardo di un falco,
inseguono (il nemico) non visti
e le loro frecce tagliano l’aria, come morte dal cielo.
Col tuono negli occhi, come morte a cavallo,
gettano la tempesta sugli uomini che affollano i campi di battaglia
e frantumano i loro scudi.
Accogliete le loro insegne nei vostri cuori e siate coraggiosi!
Lasciate che oggi vi conducano alla gloria o alla tomba!
Ascoltatemi, miei guerrieri!
Soldati giunti da tutti i confini della terra!
Uniamo le nostre forze in un esercito compatto!
I quattro venti ci guideranno.
Il cuore dei Turisas c’indicherà la via.
I nostri tamburi risuoneranno. Avanti! In marcia!
I nostri corni ruggiranno nella vittoria.
I più fieri tra tutti hanno risposto alla chiamata.
Le loro braccia sono rafforzate dal peso delle spade
e avanzeranno fino alla morte.

THE LAND OF HOPE AND GLORY – LA TERRA DELLA SPERANZA E DELLA GLORIA

Molto lontano, dove il sole non tramonta mai,
esiste questa terra, la più incredibile di ogni storia.
Un robusto cancello dorato si apre lentamente
e vi entra un uomo, esausto per l’esistenza.
Alla fine ho coronato il mio destino.
Ho attraversato i mari occidentali per raggiungere
la terra della speranza e della gloria.
Davanti a me s’innalza la meravigliosa, immensa città
e provo la sensazione di riuscire finalmente a respirare.
Sono libero!
Mi circondano mura d’oro
e il marmo più pregiato ricopre ogni sala.
Le strade rivestite d’argento luccicano e risplendono.
Statue, monumenti e fontane da cui sgorga vino.
Alberi che quasi toccano il cielo.
E’ la terra della speranza e della gloria.
Mi dirigo verso la sala più grande.
Faccio un profondo respiro e apro il portone.
E’ questa la terra della speranza e della gloria?
Seduta su un trono dorato
una scimmia regge uno scettro d’osso e dice: “Il dado è tratto”.
Ricordi. Echi delle terre di casa.
Issate le vele!
E’ giunta l’ora di lasciarsi queste terre alle spalle.
La pioggia o la grandine non mi fermeranno. Ormai ho deciso.
Avvolto in un vuoto oscuro, il mare è freddo e spietato.
Sono solo e mi dirigo verso casa.
Sul mare immenso, enorme e così profondo,
Athi ti saluto!
Sto andando a casa.
Il vento si alza, gelido e pungente.
Ilmarinen ti saluto!
Le coste a nord. Sono a casa!
Là non ci sono mura dorate tutt’intorno
e nessuna sala ricoperta di marmo.
Non ci sono strade lastricate d’argento che luccicano e risplendono,
né statue, né monumenti, né fontane da cui sgorga vino.
Soltanto alberi che toccano il cielo.

THE MESSENGER – IL MESSAGGERO

Sello il cavallo più veloce che posso.
“Il messaggio è urgente. Trova quell’uomo!”
Il campo sparisce presto dal mio sguardo,
mentre sprono il mio destriero nero nella notte.
Sono il messaggero del destino.
Incito il cavallo. L’ora è tarda.
Sono l’araldo. Sono il vessillo
e il mio unico nemico è il tempo.
Gli zoccoli colpiscono il terreno pietroso.
I ciottoli riecheggiano tutt’intorno.
Cavalco da solo e sia quel che sia.
Oggi mi guidano le stelle nel cielo notturno.
Al mio arrivo mi accoglierete?
Vi è stato dato un segno, non capite?
Che tutti salutino il messaggero!
Saldo nel cuore, né il vento, né la pioggia lo fermeranno.
Il messaggio è lungo la via.
La fiducia degli uomini è riposta nelle mie mani.
Alla fine mi precipito oltre i cancelli.
Uomini, donne e bambini. “Levatevi dalla mia strada!”
Cavalco con impeto nel passaggio tortuoso.
Salto giù dalla sella e apro la porta lì accanto.
Ora il destino è nelle vostre stesse mani.

ONE MORE – ANCORA UNA

Abbracciato al tavolo di legno in qualche bettola,
come le notti precedenti,
mi appoggio contro il muro.
La luce del sole filtra attraverso una crepa sulla porta.
Quando un raggio di luce dorato mi colpisce gli occhi,
mi alzo e sollevo la mia pinta.
Ancora una per i fratelli che hanno combattuto al nostro fianco!
Ancora una e un’altra ancora!
Ancora una!
Combatteremo e conquisteremo,
finché ci incontreremo ancora.
Guardo gli sgabelli ancora vacanti
e afferro il mio boccale di birra.
Il silenzio è ininterrotto.
Si sente soltanto un segnale d’avviso della posta in arrivo.
Come una furiosa tempesta
ci siamo precipitati giù dalla collina boschiva,
coi tronchi d’albero e le rocce che ci sfrecciavano accanto.
Schiere senza fine ci aspettavano nei campi aperti.
Le mie dita erano aggrappate all’elsa della spada.
Con la massima furia ci siamo riversati sulle loro fila.
Il terreno tremava e le lame sprofondavano nella carne.
Gli zoccoli si abbattevano sugli uomini che gridavano per la loro stessa vita.
La battaglia si è scatenata,
finché entrambe le truppe non sono state massacrate.
Non addoloratevi più per gli amici caduti!
Quel giorno verrà per tutti noi
e fino ad allora dobbiamo combattere con fierezza
e alzare le nostre pinte fino all’alba.
Non addoloratevi più per gli amici caduti!
Quel giorno verrà per tutti noi
e cavalcheremo fianco a fianco ancora una volta,
quando il corno ci chiamerà alla guerra.
Ci si sente depressi e col cuore pesante
quando veniamo interrotti da un allarme distante.
Sembra che la guerra sia cominciata
e che così sia per i nostri fratelli d’arme.
Ancora un raggio di luce dorato mi colpisce negli occhi.
Mi alzo e sollevo la spada.

MIDNIGHT SUNRISE – ALBA DI MEZZANOTTE

Nelle ombre più oscure,
sotto rocce nere e muschi antichi,
dove ruscelli sgorgano dalle crepe sulla crosta della terra,
dimora il maligno.
Sii veloce! Più veloce di un lampo che colpisce!
Cerca di farlo in tempo!
Nasconditi dalla morte luminescente!
Scappa dall’alba di mezzanotte!
La notte abbraccia le terre.
La gente in cerchio si prende per mano.
Un bagliore sul placido lago estivo
illumina i loro volti e indora il paesaggio.
Ammantati di tenebre sono sorti
e hanno posato il piede sul suolo
e, mentre la gente festeggiava,
si sono diretti verso le case per portare la rovina sulle loro proprietà.
La sabbia nella clessidra smette di scorrere.
La corrente dell’acqua s’immobilizza.
L’orizzonte lontano riluce.
C’è un bagliore sulle colline.
Tre re dorati arrivano a cavallo sotto il cielo di mezzanotte.
Tre dorate lame splendenti. Un segno per gli occhi intristiti.
Il tempo si ferma e i figli dell’alba si avvicinano.
Ma quando l’aurora sarà prossima
e i primi raggi del sole si stenderanno su di loro,
l’orrore gli riempirà il cuore
e scapperanno per salvarsi la vita più veloci che possono.
Nel panico fuggiranno via.
Dodici zoccoli d’oro battono il suolo
e spingono le creature nelle loro tane,
da cui un tempo sono venute alla luce.
Quelle che non sono così fortunate da poter scappare
vengono ridotte in cenere nell’alba di mezzanotte.

AMONG ANCESTORS – TRA GLI AVI

In un boschetto quieto,
sopra la cima degli alberi,
il sussurro del vento riecheggia sui campi
e sugli sconfinati luoghi selvaggi.
Chiudi gli occhi!
Sarai là e ti ritroverai in mezzo agli avi.
Ti accoglieranno
e ti daranno il benvenuto alla guerra,
che renderà liberi i loro eredi.
Nella vastità dei campi,
carichi degli scudi più maestosi,
i nostri padri hanno cavalcato tra le felci più spesse,
armati delle lance più affilate
e non si sarebbero inchinati a nessuno.
Il vento del Nord ti taglia la pelle
e i flutti sospingono la tua nave.
Il mare aperto che ti circonda sembra scuro e gelido
e ti chiedi perché gli uomini intorno a te,
dove siedi, siano silenziosi e fissino nell’oscurità.
Sanno cosa li aspetta.
Sarà gloria o morte.
Il placido Mar Baltico riflette i primi raggi solari dell’aurora.
Le rosee dita dell’alba si distendono sulle acque,
come illusione di pace,
ma proprio davanti a noi, oltre le palizzate sul pendio,
sta arrivando il momento.
Assaltate la spiaggia!
Alla fine il tempo che stavi aspettando è giunto.
E’ l’ora di combattere o morire.
Le linee nemiche si fanno sempre più vicine.
Puoi distinguere il bianco dei suoi occhi
ed estrai la spada.
Abbatteteli!
Vedi la lama staccagli di netto la testa.
Un altro padre di famiglia cade morto.
Non c’è tempo di pensare a chi lui mancherà di notte.
Un altro fendente e il marito di una donna cade a terra.
Guarda la paura nei loro occhi!
“Il loro esercito è in rotta. Finitelo!”
Nessuno rimarrà vivo per raccontarlo alle mogli.

PROLOGUE FOR R.R.R – PROLOGO PER R.R.R.

Quando siedi nella tua casa tranquilla,
circondato dalla pace, dai confort e dal progresso,
rammenti, ascoltatore, questi ricordi?
Magnifici e dolorosi, dopo migliaia di anni,
rimangono ancora radiosi
quanto la lucentezza della luce del sole?
Oppure oscurano, come indelebili macchie di sangue,
le mutevoli immagini della storia?
I tuoi pensieri, intorpiditi dalla calma,
si riaccostano agli orrori e alle gioie del passato,
senza vagare con indifferenza da un’immagine all’altra,
che eccitano la tua curiosità,
ma viceversa assorbendo calore e interesse vitale,
come se fossi ancora nel mezzo di quei combattimenti da tempo affrontati?
Hai sanguinato per essi.
Li hai conquistati o hai fallito
e hai sentito il tuo cuore battere nella speranza o nell’apprensione,
a seconda che la fortuna ti abbia sorriso o tradito?
Stando all’apice della storia
e scrutando nell’arena selvaggia degli umani destini,
riesci a valicare la sorgente del passato?
La vita fisica, sepolta e in decomposizione,
ma spiritualmente intima,
costituisce l’essenza e la sostanza della storia?
Hai mai guardato la storia ritratta come un uomo anziano,
col suo sapiente cipiglio e un cuore senza pulsazioni,
che soppesa ogni cosa con l’equilibrio della ragione?
Non è piuttosto la genialità della storia,
come una donna che eternamente fiorisce,
ricolma di fuoco,
con un cuore bruciante e  un’anima di fiamme,
umanamente ardente e umanamente bellissima?
Di conseguenza, se hai la capacità di soffrire
o di gioire con le generazioni del passato.
Di odiare con loro e di amare con loro.
Di esserne trasportato. Di stimare e disprezzare.
Di maledire proprio come hanno fatto loro.
In una parola: di vivere in mezzo a loro con tutto il cuore
e non solo con il tuo freddo, razionale giudizio,
allora seguimi!
Ti condurrò oltre la fonte.
La mia mano è debole e il mio progetto è umile,
ma il tuo cuore ci guiderà meglio di quanto non farò io.
Su tutto ciò confido e vado a cominciare.

REX REGI REBELLIS – IL RE AL RE RIBELLE

La fredda pioggia autunnale. I campi appena arati.
La morte nel fango, lontani da casa.
Il tempo è giunto. Le nostre truppe sono in marcia.
Un mormorio silenzioso. Una canzone lieta.
Nella nebbia del mattino,
i ranghi oscuri hanno ancora i pugni stretti contro la sua volontà.
Allo spuntare dell’alba le nostre schiere si riuniranno.
Si ode il suono di un corno distante.
I cannoni presto ruggiranno.
Una nube di fumo. Una brezza metallica.
Un uomo di speranza, liberato dall’inferno.
Un guanto d’acciaio che abbatte le linee di difesa.
Un bianco destriero solitario e una corona in rovina.
Le nostre file attraversano la coltre di polvere.
Ne emerge un cavallo senza cavaliere.
Macchiato dal sangue è stato disarcionato tutto solo
e ognuno capisce che il patto è stato infranto.
Sarà un attacco per vendetta.
Cavalchiamo ancora per il re e il potente,
senza sentire fatica.
Le vostre ferite guariranno
quando avremo massacrato il nemico con immensa ferocia.

Lascia un commento