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PHANTOM DAYS – GIORNI FANTASMA 

Non la rende meno reale    
una volta che anche tu la provi.    
La rabbia nel fuoco della comprensione.    
Questi sono giorni che    
favoriscono l’emozione    
e la fede amplificata,    
in cui vorrei che i miei occhi fossero     
efficienti e imparziali.    
Potrebbe perdersi e passare,    
rimanendo prerogativa della memoria.    
Non la rende meno reale    
una volta che anche tu la provi.    
La rabbia nel fuoco della comprensione.    
Questi sono giorni fantasma.    
Dietro la ragione abbiamo vanificato la volontà.    
L’ignoranza si diffonde quando    
prevalgono le idee disfattiste.    
Nei sogni non hanno presa    
e questa sensazione perdura.    
Ciò che resta dell’indecisione    
è definito dalla determinazione.    
Capisco ciò che posso essere    
indirettamente rispetto agli altri.    
Potrebbe perdersi e passare,    
rimanendo prerogativa della memoria.    
    
TRANSIENT – TRANSITORI    
    
Di fronte alla ricchezza della sfuggente conoscenza    
noi tutti rimaniamo oziosi,    
mentre essa si distrugge e si consuma    
lontana dalla nostra portata.    
E’ l’antica dicotomia* tra scienza e fede.    
Un giudizio a priori alla volta,    
definito dal giudizio stesso.    
Il nostro stile di vita è apatico.    
Siamo inetti.    
Soltanto nell’osservazione e nella reazione    
possiamo liberarci dalla storia.    
Sulle opinioni e a causa di falsi sotterfugi    
la nostra immaginazione banchetta.    
Falliamo tra le mani della mancanza di controllo    
e nella conferma dei preconcetti.    
Che Dio me ne scampi!    
Falliamo tra le mani della mancanza di controllo,    
caparbi. Transitori.    
Che Dio me ne scampi!    
Cadiamo nell’abisso dei desideri perseguibili,    
tra le mani dei nostri stessi strumenti.    
La comprensione è tenuta a un braccio di distanza,    
mentre ci stringiamo al cuore le opinioni.    
Feriti e insensibili.    
Sordi a qualsiasi rimprovero    
ci opponiamo al richiamo.    
Una forma di negazione alla volta,    
definita attraverso il giudizio.    
Nella nostra ignoranza senza regole    
siamo così intoccabili.    
Nessuna liberazione, né deduzione.    
Ci nutriamo di narrativa.    
Tra speculazione e reificazione**    
accumulate i vostri errori.    
Un colpo e scapperete, irrecuperabili.    
    
Note:    *(Separazione di due elementi)
            **(Passaggio mentale con cui si trasforma un concetto astratto in qualcosa di concreto)
    
IDENTICAL TO NONE – IDENTICO A NESSUNO    
    
Devi resistere!    
Fai entrare attraverso l’osmosi    
le idee concentrate che si annidano nella tua mente!    
Sarà un graduale assorbimento di tensione    
effettuato nel tempo.    
I distorti e falsi inganni non resisteranno alla prova della vita.    
Vedo una figura dissonante che si solleva.    
Che cosa sei agli occhi degli estranei?    
Non sei identico a nessuno.    
Perché questa disparità di pensiero    
se non sei identico a nessuno?    
Vogliono vederlo consumarsi,    
senza affrontare l’ultima mano,    
ma la cenere purificatrice del prossimo, respinto,    
è nel tuo stesso respiro.    
Che cosa si sarebbe dovuto dire?    
Che cosa avrebbero dovuto far dimenticare?    
Che cosa si sarebbe dovuto dire?    
Che cosa avrebbero dovuto far negare?    
Nata dalla frustrazione di non essere mai notata,    
la figura dissonante emerge.    
    
THE DARK UNBROKEN – IL BUIO PERENNE    
    
Mentre si approssima la notte,    
le cose irrisolte e indefinite    
negano l’esigenza e sfidano la necessità.    
La deprivazione avviene nel caos delle parole    
e il passare delle ore fiacca il vigore della resistenza.    
La linea finale si sfoca,    
dove l’impossibile e l’immensità    
non hanno mai imparato a coesistere.    
Non per avere un senso.    
Non per bisogno.    
Non per il desiderio di solitudine.    
Come possiamo mettere a tacere     
ciò che non ci è mai stato detto?    
Come facciamo a respingere il rumore?    
Brucia da dentro verso l’esterno.    
Sono gli incessanti tentativi di non ricordare più     
l’inutile consapevolezza che getta ancora più luce    
sul nostro dolore.    
Deve rimanere nel buio perenne!    
Su livelli di tempo infinito si ferma ed aspetta.    
Le terminazioni nervose sfiorano    
la superficie dei miei sogni    
e ciò che sembra vita si estende eternamente.    
Ho preteso troppo.    
Le ore sono volate via    
e sono ancora qui, arenato nel dubbio.    
Non per avere un senso.    
Non per bisogno.    
Non per il desiderio di solitudine.    
Come possiamo uccidere qualcosa    
che non abbiamo mai ricevuto?    
Come facciamo a respingere la notte?    
    
REMAIN IN THE UNKNOWN – RIMANGONO SCONOSCIUTE    
    
In un baluginio di luce.    
Nell’ombra su un muro.    
Nella rassicurante voce dell’apofenia*, amica mia.    
Odo segnali nell’energia statica.    
Vedo figure lontane che chiamano    
e so che non ci dovrebbero essere.    
Ma lasciamo che si rivelino!    
Vedo del movimento in ogni colore.    
Vedo schemi e vedo forme.    
C’è un modo per sentirsi affermati.    
Un modo per conoscere per certo,    
quando le risposte alle nostre domande    
rimangono sconosciute.    
C’è un modo di sentire    
e un modo di sapere,    
dove significato e logica    
rimangono ignoti.    
L’apofenia, amica mia!    
Nelle increspature dell’acqua    
la nostra mente in ebollizione abbraccia    
il falso positivo** del conforto.    
Per registrarlo come “nulla”,    
(nient’altro che una volontaria illusione),    
so che cos’è.    
Ma per favore, lasciamo che si riveli!    
Non abbiamo altro per spezzare l’illusione    
e per rompere l’incantesimo,    
ma già sapere “che cosa non è”    
è sufficiente a dissipare il dubbio    
e a consegnarci alla delusione.    
Lasciamo che si riveli!    
Darà uno scopo al quotidiano.    
    
Note:    *(Percezione di connessioni significative tra fenomeni senza relazione tra loro)
            **(Risultato di un test che porta, sbagliando, ad accettare l’ipotesi da cui è partito)
    
STANDSTILL – PUNTO MORTO    
    
Dove ci troviamo?    
Dove stiamo andando?    
Alla fine dei nostri mondi, se non oltre.    
Dove ci troviamo?    
Dove stiamo andando?    
Dalla parte opposta del giusto.    
Da ovunque io sia vi chiamo.    
Da ovunque io sia stanotte.    
Dove ci troviamo siamo estranei.    
Devo essere l’unico a portare avanti per sempre il tentativo    
di capire ciò che è ancora ignoto?    
Non voglio essere l’unico.    
Devo essere l’unico a portare avanti per sempre il tentativo?    
Siamo ciò che possiamo    
e possiamo soltanto sperare di dimenticare.    
Questa distanza ha creato una maledizione,    
fatta di silenzio e notti insonni.    
Pensavo di poterne vedere la fine.    
E’ per realizzare qualsiasi cosa sia possibile.    
Per alzare la posta.    
Per fare qualcosa d’importante stanotte.    
Qui è dove siamo stanotte.    
In un punto morto che durerà fino all’ultimo.    
Qui è dove siamo stanotte    
e da qui non si va da nessuna parte.    
    
EGO DECEPTION – L’INGANNO DELL’IO    
    
I sensi dentro di me appassiscono    
fino al punto di collasso della resistenza.    
Stordito dal rumore e auto definitomi,    
la liberazione dell’ego è un inganno    
(che avviene) attraverso l’auto negazione,    
portata alla formazione reattiva*.    
Canalizzazione della sublimazione.    
Formazione reattiva.    
Canalizzazione della sublimazione.    
Si idealizza il creatore    
e si predilige l’impegno alla forma,    
finché non si viene abbattuti.    
Non posso provare il tuo dolore,    
né posso comprendere la tua paura,    
anche se ora riesco ad avvertire la tua rabbia.    
Sono soltanto una persona che lo desidera.    
Soltanto una persona che ne ha bisogno,    
intrappolata nell’inganno dell’io.    
Le ore si affievoliscono dentro di me    
quando i poteri dell’inganno resistono alla nota semplicità    
di dare agli altri ciò che vogliono.    
Incurante e ostinata la liberazione è lì dentro.    
Ignara dei costrutti che crollano.    
Formazione reattiva.    
Canalizzazione della sublimazione.    
Si riformula la realtà    
e si consolida la menzogna su cui è costruita.    
La denigrazione del non credente    
abbatte la paura durante la ricerca    
e giustifica l’intento percepito.    
E’ l’inganno dell’io.    
    
Note:    *(Meccanismo di difesa che la psiche utilizza per proteggere l’io da stimoli ansiogeni)
    
A DRAWN OUT EXIT – UN ESTENUANTE DISTACCO    
    
Fate perdere le vostre tracce    
e tenete la fiamma accesa,    
prima che la fine appaia dalla nebbia!    
Mettete a nudo l’ombra    
proiettata dalla conclusione del viaggio!    
Il sipario definitivo cala.    
Non rimane niente.    
Senza impronte da seguire,    
siamo di nuovo in attesa.    
Avete perso la volontà di provare qualcosa    
e date gli alti e i bassi per scontati.    
Oppure sono io che spreco il mio tempo,    
pur sapendo che è la cosa è diversa?    
Lo so!    
Lontane e non più alla portata,    
le strade che abbiamo lasciato sono state abbandonate tempo fa.    
Liberi, tra le pareti di nostra costruzione,    
non conformi, indugiamo da soli.    
E’ un estenuante distacco dalla norma.    
Avete perso la volontà di provare qualcosa    
e date gli alti e i bassi per scontati.    
E’ questo che sprechiamo mentre siamo intorpiditi,    
pur sapendo che non fa nessuna differenza?    
Lo so!    
Possiamo provare felicità nel resistere    
alle fortune dei sentimenti che proviamo?    
I limiti affilati che determinano la nostra forma.    
Le ferite che manifestano il dolore.    
I nostro corpi in pezzi che parlano di trionfo.    
I nostri volti che rivelano ciò che si dovrebbe intuire.    
E ancora cancellate le vostre tracce.    
    
EYES OF THE WORLD – GLI OCCHI DEL MONDO    
    
Porterà alla fine questa elusione,    
nel momento in cui chiudi gli occhi.    
E adesso?    
Dopo che la fase iniziale è passata?    
Ora gli occhi del mondo sono posati su di te.    
Tutti noi vogliamo sapere.    
Ora gli occhi del mondo sono posati su di te.    
Riusciremo mai a capire?    
Sento che sta crollando.    
Le pareti aprono uno spazio e poi cedono.    
Sento che sta crollando    
e resterò lì ad osservare.    
Sei caduto in una trappola    
che ti ha tirato dentro e poi ti ha abbattuto.    
Sono questi i giorni    
in cui sembra che ci siamo persi ciò che stava in mezzo.    
Percepiamo il modo in cui ci fanno roteare    
e ci fanno roteare così a lungo che dimentichiamo.    
Spingi il fuoco verso il centro!    
Verso la fine ora raggiungibile!    
Dobbiamo resistere!    
    
FAILSTATE – CONDIZIONE DI FALLIMENTO    
    
Moderiamo la combustione con la fine della notte,    
incessantemente.    
Le voci piovono ancora con giudizi e disprezzo.    
Il cielo sparisce.    
Per frammentare la nostra percezione accecata    
forgiamo ogni pensiero cosciente    
e alimentiamo le nostre paure.    
In sintonia con l’apocalisse,    
affronta le ore silenziose    
e resisti alla condizione di fallimento!    
Abbiamo la morte dentro    
e nient’altro, a parte l’insuccesso    
e non saprai mai il suo nome.    
La direzione è discendente    
quando quelle voci ancora ti chiamano.    
Appare una barriera a bloccare i nostri istinti primari    
e forziamo ogni nostro pensiero ad amplificare la paura.    
E’ l’ultima serie di quattro.    
Ripeti l’affermazione!    
Affronta l’indecisione!    
Resisti alla condizione di fallimento!    
    
EMPIRES LOST TO TIME – IMPERI PERSI NEL TEMPO    
    
Lascia che il buio ti scorra nel profondo!    
Lascia che la tensione spinga fuori il caos!    
Sprigiona la forza in un’area di non contenimento!    
Dai alla dissolvenza della luce una possibilità!    
La fermezza s’indebolisce.    
Rompi la sottile rete dello schema!    
E’ la conoscenza degli ossessionati.    
Lasciati alle spalle le più sottili verità!    
Nella disputa, le idee dei perduti    
sono cablate alle terminazioni nervose più sensibili.    
Agli occhi di chi è integro    
la fortuna favorisce la sconfitta e il dubbio,    
insegnate tra le rovine di imperi persi nel tempo.    
Lasciati permeare dalla rabbia    
in modalità ostile e poco impegnativa!    
Dare è prendere in una sicurezza senza limiti.    
E’ la resa dei conti con l’incertezza.    
In futuro fallirai, anche se la mente sarà pronta.    
E’ il nucleo dell’ira.    
Rinuncia al diritto di dire la verità!    
Imperi persi nel tempo.    
Lascia che il buio si diffonda!    
Lascia che la tensione spinga dentro il caos!    
    
IN TRUTH DIVIDED – IN UNA VERITA’ FRAMMENTATA    
    
Col tempo questo ha più importanza    
di qualunque altra cosa io conosca.    
Questa obiezione permanente    
ti tratterrà con me fino alla fine,    
anche se lo so, potrei essere irrilevante nel silenzio.    
In una verità frammentata ho di nuovo perso me stesso,    
quando le parole non sono sufficienti    
e il tempo non guarisce.    
Ciò che ho smarrito dentro    
mi ha lasciato qui deprivato.    
Il mio cuore indurito resiste    
e sono rimasto a malapena in piedi.    
Ciò che si nasconde dietro la paura    
smentisce la grande prospettiva.    
Quando non voglio vederlo    
e non voglio ascoltare    
il mondo resta silenzioso.    
Nel fuoco non riesco a vedere.    
Lì dentro non riesco a trovarti.    
In una verità frammentata io non credo    
e ho di nuovo perso me stesso.    
Questa ricerca interiore ha sbandato    
e mi ha lasciato qui deprivato.    
    
SILENCE AS A FORCE – IL SILENZIO COME FORZA    
    
Sono debole tra i confini della pressione e del tempo.    
La retorica e il linguaggio     
mostrano la loro età al di là dei nostri anni.    
Ciò che si cela nelle nostre mancanze    
ci ha condotti a questo punto    
e ci ha lasciato un’intenzione senza vincoli    
con cui deridere e disprezzare.    
Cammina nel fuoco!    
Cammina nella tempesta!    
Affronta la sfrenata ignoranza con il silenzio come forza!    
Scorre nelle profondità di cerchi sempre più eccentrici.    
Resta all’apice, più lontano che vicino!    
L’intollerante disinformato avrà sempre la sua mente inquieta chiusa.    
L’intollerante disinformato cammina lungo i corridoi.    
Siamo una forza di resistenza.    
Una manifestazione di vere intenzioni.    
Concedigli il suo tempo, al di là delle riflessioni a senso unico!    
Il suo punto di vista è ancora nel buio.    

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