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DREAM THE DEAD – SOGNARE I MORTI

Non mi sono mai sentito così prima,
come un vetro nell’acqua.
Mondi di degni sacrifici.
Mi hai fatto sentire vivo,
come la luce negli occhi del sognatore.
Sto prendendo ciò di cui ho bisogno
e non puoi fermare ciò che hai iniziato,
come non si può far annegare di nuovo il sole del mattino.
Non ucciderei per lasciarti morire per questo.
Dammela!
Non puoi fermare ciò che hai iniziato.
Dammela!
Non si può annegare la luce del mattino.
Gridando, ti supplico.
Lascia che sogniamo i morti
e canta a voce alta!
L’eredità significa che è finita.
Sono sobrio.
Lascia che sogniamo i morti
e canta a voce alta!
Ti supplico di giustificarlo e ammirarlo.
Sogno ciò di cui ho bisogno e niente di più.
Dammela!
Hai gettato via il paradiso per salvarti.
Dammi la tua ombra spezzata!
Riempimi con la tua eco vuota!
Ripagami! Ripagami con ciò che mi devi!
Non puoi fermare ciò che hai iniziato,
come non si può annegare la luce del mattino.
Gridando, ti supplico.
Per creare un mondo in un momento
hai la luce per portare la notte alla vita.
Sono rimasto lì sopraffatto per un instante.
Non puoi fermarti.
Dimostramelo! Ho bisogno di te.
Sogniamo i morti!
Non puoi fermarti.
Non ora, ti prego.
E’ tutto ciò che possiamo sperare.
Ricorderemo i colori e il conforto
e ci siamo sdraiati per riposare.
Il veleno è dolce e niente dura per sempre.

WILL’S SONG (LET THE COLOURS RUN) – LA CANZONE DELLA VOLONTA’ (LASCIA CHE I COLORI SCORRANO)

Trovami!
Potrei inseguire il sole
e potrebbe avanzare qualcosa.
Una piccola parte di me.
Trovami!
Là fuori gettato tra le onde.
I tuoi sette giorni di pace e niente rimarrà di me.
Trovami!
Annegare a faccia in giù nell’acqua destinata a me.
Presto! Una volta ancora.
Non è questo tutto ciò che avevi chiesto?
Annegare, senza amore per i vivi e coi polmoni vuoti.
Presto! Cantano i figli morti.
Le luci si spengono.
Dai loro qualcosa per cui vivere!
E’ meglio se corri a casa, ragazzo,
prima di avvertirne il peso.
Puoi far andare la lingua a ogni luce che segna il cammino.
E’ meglio se corri lontano, ragazzo.
Con queste vecchie ossa
potrei riempirti i polmoni con il mio ultimo respiro.
E’ meglio se corri lontano, ragazzo.
Io sono la fiamma che illumina la strada
e vi nutrite e crescete grazie alla mia volontà.
Il tempo produce soltanto decadimento?
Oh, per favore! Sono ancora quel giovane uomo.
Lascia che i colori scorrano!
Le luci si spengono.
Dai loro qualcosa per cui vivere!
Respiro, mentre le onde si alzano.
Mi riempio i polmoni di acqua sacra.
Giù. Sempre più giù mi immergo.
Il peso mi trascinerà a fondo?
Cosa ancora mi serviva per essere guidato? Per salvarmi?
Poteva essere qualcuno.
Nel vento, presto!
Nutrila! Sta svanendo e diventando cenere.
Nutri la bestia! Mai! Nel vento!
Sentilo! Potrebbe essere un altro trionfo.
Arrenditi al vento, presto!
Dammi il veleno per essere guidato e per salvarmi!
Come un bambino, consegnami al vento!

THE HANDS ARE THE HARDEST – LE MANI SONO LA PARTE PIU’ DIFFICILE

Aspetta, amore!
La vista, come se non avessi mai compreso di essere cieco.
Misericordia e pazienza. Le promesse che ci siamo lasciati alle spalle.
Posso soltanto sperare di svegliarmi, amore
e che le mani tremanti trovino una via verso la quiete.
Se sono calmo posso trattenere il respiro
e sperare in Dio che così rimanga.
Le mani sono sempre la parte più difficile.
La sobrietà non è mai stata così luminosa.
Sono come daltonico. Un bicchiere vuoto sulla tavola.
Le mani sono sempre la parte più difficile.
Ancora uno!
Guarda il sogno per cui i morti implorano!
E’ quello che volevi. Nutrimi! Dammi ogni cosa!
Nelle profondità del veleno troverò una cura.
La sobrietà mi dona una scintilla.
Resterò nella luce
quando la sobrietà mi restituirà la vista.
Mi appellerò alla pace.
Questi dolci sogni.
L’amore vince su tutto, hai detto,
ma fino ad allora che la luce sia dannata!
Mi getterò di nuovo in quel buco.
Questo è ciò che hai sempre desiderato.
Ora vedrai a colori.
Guarda cosa mi hai fatto fare!
Mi hai reso un martire.
Ecco dove i nostri sogni ci hanno portato!
Ad adagiarmi delicatamente.
Guarda cosa mi hai fatto fare!
Tutto per te!
Per i nostri figli e le nostre figlie!
Tutto per te!
Ecco dove i nostri sogni ci hanno portato!

LOVE CONQUERS ALL – L’AMORE VINCE TUTTO

Ho bisogno di tempo per sistemare le cose.
Oh, mia roccia! Ho perso la mia battaglia.
Oh, mia roccia! Dammi un po’ di tempo!
La bestia che sono diventato
potrebbe liberarmi da tutto questo.
Se soltanto avessi un po’ di tempo.
Se soltanto queste mani fossero mie.
Se non avessi quella musa nei polmoni
e il suo dolce sapore sulla lingua.
Non ho bisogno della forza per lottare,
ma di stare nella luce per un po’.
Ho bisogno di tempo per sistemare le cose. Ti prego!

SONG FOR NO ONE – CANZONE PER NESSUNO

Tutti stiamo cambiando il mondo.
E’ una luce scollegata.
Stiamo imparando a volare
e cadiamo negli errori che non siamo riusciti a eliminare.
Costruiscimi un giardino
e perdio, lo curerò!
Oh, ascoltiamo la chiamata!
Siamo il volo dell’eco.
Le nostre braccia tendono verso il cielo
e cadiamo negli errori che non siamo riusciti a eliminare.
Costruiscimi un giardino
e perdio, lo curerò!
Lascia che sia il nemico dell’ascesa e del cuore martellante!
Lascia che sia le mani che fanno attrito nell’acqua
e che si oppongono quando inizia a scorrere!
Che ci sia gioia in questo viaggio!
E’ una lezione che abbiamo imparato con la melodia,
ma per distaccarmi dall’ombra devo lasciare la terra.
Lascia che sia il nemico del cappio e della rinuncia!
Lascia che sia come braccia spalancate!
Comunica al mondo dei vivi che sono ancora grato!
Lascia che sia musica e poi una melodia gioiosa!
Non posso distaccarmi dall’ombra.
Ora lo sento.
Arriviamo all’ombra più lunga!
Arriviamo alla ferita nascosta!
Arriviamo alla notte,
come se fossimo una luce antica che scende sulla terra!
Porta pietre per l’acqua benvenuta!
Riportami a casa!
C’è vita in una canzone per nessuno.
Lasciami crescere!
Tutti stiamo girando la ruota.
Insieme impariamo a capire
e voliamo via per evitare di cadere
in tutte le tombe che scaviamo lungo il cammino,
fino ad atterrare nel giardino.
La luce è tenue dove l’ho seppellita.
Cantiamo per le vedove in lacrime!
Cantiamo per la terra che muore!
Cantiamo per il giorno,
come se fossimo una luce antica che scende sulla terra!
Porta pietre per l’acqua benvenuta!
Riportami a casa!
C’è vita in una canzone per nessuno.
Crescere è il valore del giardino
e c’è gioia nel viaggio.
Siamo una luce antica che scende sulla terra.
Porta pietre per l’acqua benvenuta!
Riportami a casa!
Intanto cadremo su un terreno più soffice.
Una rosa è sufficiente per te?
Chi si prenderebbe cura di un giardino che nessuno vede?
Che non è per nessuno?
Vedi come canta il sole sull’oceano?
Questo è ciò che sono, mia rosa.
Al sicuro da occhi indiscreti, questo è ciò che siamo.
Siamo una cosa sola col mondo.
Riconnettete la vostra luce!
Stiamo imparando a volare
e cadiamo negli errori che non siamo riusciti a eliminare.
Costruiscimi un giardino
e perdio, lo curerò!
Oh, ascoltiamo la chiamata!
Siamo il volo dell’eco.
Le nostre braccia tendono verso il cielo
e cadiamo negli errori che non siamo riusciti a eliminare.
Costruiscimi un giardino
e perdio, cambierò il mondo!
Possiamo cambiare il mondo,
come antica luce che scende.
Siamo tutto.

CAPULET – CAPULETI*

Sonno, lasciami dormire!
Seppelliscimi qui tra le tue braccia!
Ti respiro.
Dona le mie gambe agli zoppi!
Aprirei questa ferita sul mondo.
Lo farei se potessi.
Tu!
Se il tuo cielo potesse trovarti un posto!
Il tuo mondo. Le tue parole.
E’ troppo tardi.
Sempre umano, il dormiente si sveglia.
Il tuo mondo. Le tue parole.
E’ troppo tardi.
Guarisci presto!
Che il Cielo ci aiuti! Siamo qui.
Che il Cielo ci aiuti se restiamo!
Senza paura, lasciamoli vedere!
Lascia che siamo noi e il vuoto!
Io ti vedo.
Siamo una cosa sola nel fuoco,
rivestiti di questo amore, mio onore.
Lo farei se potessi.
Tu!

Note: *(E’ il cognome di Giulietta e della famiglia di commercianti di Verona di cui scrive Shakespeare)

FILL MY HEART – RIEMPI IL MIO CUORE

Due di loro rimasero in piedi,
dannati a restare sulla nave.
Spronati da quel vecchio fuoco e dallo sguardo del padre
ad abbandonare la nave,
non ebbero paura di quell’uomo di paglia.
Avremmo potuto ancora essere fratelli.
So cosa ho detto.
Se due di loro fossero rimasti in piedi,
pronti a sopportare il peso,
ciò che non avevano mai sentito o imparato
avrebbe colpito al cuore.
Scavi per tuo fratello
e l’armonia, come chiodi su una bara, avrebbe risistemato le cose.
Persino le parole, che scorrono come l’acqua,
silenziosamente supplicano di voltare pagina
e di rimandarmi a casa.
Due di loro rimasero in piedi.
Una voce attraverso l’abisso
accusava del buio la distanza.
Potrei rifiutare?
Non videro il ponte a causa dell’oscurità,
a disprezzo del principio.
Persino le parole, che scorrono da una fontana,
proprio come al sole a cui manca la montagna.
Concedimi la distanza! Un cielo senza limiti!
E’ l’abisso che ci ha fatto incontrare.
Connettiti!
Se soltanto potessi cavare sangue da una pietra!
Riempi il mio cuore!
Se potessi lasciare di pace traboccare la mia coppa!
Riempi il mio cuore!
Fratello, rimandami a casa!
Raggiungimi attraverso le fiamme
e lascia che il sangue mi rimandi a casa!

INERTIA AND THE WEAPON OF THE WALL – INERZIA E L’ARMA DEL MURO

“Ma c’è quella scritta sul muro!”
gridò la ferita fresca a quella vecchia, ancora sanguinante.
Come se non l’avesse saputo.
Come se non avesse letto abbastanza.
Come se non avesse mai percepito le fiamme della rivoluzione.
La semplice soluzione del giovane.
Peter si rivelò più e più volte.
Come se non avesse mai scorto la breccia della rivoluzione.
E la scritta? L’impotente eco dell’inerzia smascherata?
E’ la scritta sul muro che conta davvero.
E’ nel quartiere ebraico sotto vetri antiproiettile.
Contiene il passato di una famiglia perduta
che ha lottato per essere dimenticata.
Questa fottuta città è marcia fino al midollo.
Ma siete voi e sono io.
E’ la donna con il peso di un bambino
che grida “Vi prego!” dalla soglia.
Si tiene la pancia mentre i soccorsi arrivano.
Lo spazzino notturno le lascia scegliere
quale dei suoi figli.
E’ lo stivale sopra lo stivale.
Il piede sul collo della pallida ragazza. La fragile ragazza.
Oscurano la luce persino negli occhi più luminosi.
Per poter vedere un disegno sotto le crepe.
Un triste ragazzo, masticato e ingoiato dalle strade.
Sputi, fame e topi.
Le parole dell’ultimo libraio.
Il solo uomo in mezzo a noi
con sufficiente coraggio e sana determinazione
a salvare la conoscenza dai fuochi che abbiamo appiccato.
In fiamme, con le braccia avvolte dal fuoco
e la voce fiera presa dal panico, grida:
“Figlio, se devi piangere, fallo pure!”
E’ il farmacista del quartiere, un padre di famiglia.
E’ la nostra debolezza e la nostra forza.
Siamo la punta delle dita della mano della vita protesa.
Ma non troverete nessuna scintilla nell’oscurità della pietra arenaria,
poiché ciò che i santi non predicano
è che l’unica cosa che ci unisce è la meta.
Andiamo avanti!
Non ci sono abbastanza canzoni nel mondo.
Non ci sono abbastanza parole nella mia lingua,
né abbastanza respiri nei miei polmoni.
Non c’è un’eco che sia durata così a lungo,
né un’ombra che si sia allungata come la nostra.
Andiamo avanti!
E’ una mano salda lungo il percorso di questa infinita catena.
Non siamo persi e non lo saremo mai,
se la forza ottenuta dal loro dono persisterà.
Raggiungiamo quell’eco!
Andiamo avanti!
Per quel momento tra la veglia e il sonno.
Per la somma non soltanto di alcuni di noi.
Saltiamo insieme!
Tuttavia ancora mangiamo abbastanza pietra
che i nostri duri cuori nascondono una casa.
Sotto la promessa e la comprensione.
Sotto la pelle e le ossa dei bambini.
E la scritta sul muro che tanto amate?
L’ha scritta a mano il censore.
Sputate nella bocca del cannone
e dite loro che vi ha mandato l’inchiostro!

THE CANNON’S MOUTH – LA BOCCA DEL CANNONE

Avevo tutti i pezzi che mi servivano.
Ho visto tutti i luoghi nel mezzo
e mi hai insegnato a vivere ogni cosa.
Ho aspettato nella tua benvoluta ombra,
con nient’altro che il buio al di sotto
e potevo credere che fossi la luce dentro di me.
Tu eri cemento sotto la pietra miliare.
Erede di chi non poteva respirare.
Hai mostrato loro l’amore nella bugia.
Ho visto la tragedia della vita che indugia
scivolare tra le dita della città.
Fratello! Ho atteso troppo a lungo con me stesso.
Tra le mie braccia pronte ad accoglierti
promettimi che ci incontreremo!
Aiutami a ritrovare il principio!
Aiutami a riempire il mio cuore!
Tra le mie braccia pronte ad accoglierti
costruiamo il sogno che abbiamo condiviso!
Se potessi ritrovare il principio!
Se potessi riempire il mio cuore!
Più in alto, pietra dopo pietra!
Se è vuota la speranza è vuota la casa.
Non guardare giù, ragazzo!
Dobbiamo farlo noi.
Le nostre ceneri ed è fatta.
E’ una tua scelta: santo o migliore, ragazzo.
Donami la leggerezza di una vita senza speranza!
La vista e l’udito come un tutt’uno in questa nuova casa!
Dimmi che anche tu lo senti dentro di me!
Riesco a vedere la fine in ogni inizio.
Vedo abbastanza da far cantare questo mondo.
Sentiamo la musica in te e in me!
E’ una tua scelta: santo o migliore, ragazzo.
Dimostra che puoi essere nutrito a forza di guerra e sputa sulla pace!

GRAVES – TOMBE

(I. CUORE DEBOLE)
Cuore debole.
Il mondo può aspettare che le mani stanche
capiscano che è troppo tardi,
ma io sono sputo e terra.
Che cosa volete da me?
Cuore debole.
La punta della mia lingua.
Una canzone simile alla giovinezza,
sprecata per i giovani.
E’ finita!
Che tipo di padre potrei essere?
Cuore debole.
Pioggia sulla scintilla.
Alla fine la mia luce si è arresa al buio
e il suo pensiero si è ridotto in polvere.
No! Non ero finito.
Cuore debole.
Prego che lei non veda il codardo.
Il vigliacco che forse sono.
Queste mani hanno modellato la pietra,
ma ho così paura che non potete immaginare.
Cuore debole.
Soltanto uno sguardo.
Mi sono sbagliato.
Riprenditelo! Lascia che viva!
Poi mi colpisce come ghiaccio sulle ossa.
E se fossi proprio come lui?
Buon Dio! Dammi la forza per non essere così!
Per combattere e non scappare.
Per non soccombere alla bestia che ho dentro.
E se fosse proprio come me?
Nudo come natura l’ha fatto.
Tutto ha trovato riconciliazione
quando ho tenuto tra le braccia il mio bambino.
(II. POCHI ANNI DI PACE)
La mente serena.
Siate in pace e arrivate!
Siamo il fuoco che sussurra le parole di nostra madre.
Aiutami, amore! Aiutami a finirla!
Siamo la terra a cui la gioia ha dato forma.
Siamo il sogno e queste sono le mani di mio padre.
Aiutami, amore! Aiutami a finirla!
Siamo la terra a cui la gioia ha dato forma.
(III. IL RAGAZZO E LA RUOTA SPEZZATA)
Le onde si innalzano e gridano: “Egli andrà per primo”.
Andrà per primo.
(Conosci ciò che è rimasto del tuo sogno).
(Sai che è vero).
Per te non conta niente?
(La speranza canta alla tua polvere).
Paura. (E se avessero avuto ragione?)
(E’ sempre stato il migliore).
E’ sempre stato il migliore.
(Il ladro che ha dato forma al mondo).
Il ladro che ha dato forma alle immagini che hai sognato.
(Che hai sognato per nulla).
Tutti sogni incompleti. Per nulla.
(Le immagini che hai sognato sono state inutili).
(Riprenditi ciò che è tuo! Non lasciarmi ad aspettare!)
Niente più speranza.
Pezzi in frantumi tra le tue mani.
(Tra le tue mani stanche).
Le onde si abbattono all’interno e io aspetto.
Egli mi vede e le onde si ritirano.
E’ il bambino che guarisce il mio dolore una volta al giorno.
Lo temevo. E’ come me.
E’ il bambino che guarisce il mio dolore una volta al giorno.
La tempesta è ancora distante,
ma sono più vicino che mai.
Sto guarendo dalle mie ferite
e un giorno ripagherò questa gentilezza.
Oh, lui può vedermi per come sono.
La sua voce mi dice di respirare
e di lasciare che sia un leone.
Ascolta le mie parole!
L’uomo sorge dalla terra
e nella vita la bugia vale il bugiardo.
Ascolta le mie parole!
Egli andrà per primo.
La ferita che non guarisce.
Il ragazzo. La ruota e il leone.
Ascolta la mia ferita!
Il vento che agita le onde.
Lo sputo. La seconda tomba. Il bugiardo.
Ascolta la mia ferita!
Andrai per primo.
Siamo il fuoco che sussurra le parole di nostra madre.
Aiutami, amore! Aiutami a finirla!
Siamo la terra a cui la gioia ha dato forma.
Siamo il sogno e queste sono le mani di mio padre.
Aiutami, amore! Aiutami a finirla!
Siamo la terra a cui la gioia ha dato forma.
Le onde si ritirano e la fede si spegne come il sole.
L’opera rimane incompiuta.
(IV. MANI CHE MODELLANO LA PIETRA)
L’avidità ci ha condotti qui.
Presto ci sarà sangue sul terreno.
Ora che mi è stato portato via,
dimmi che è stato tutto inutile!
Va bene! Recita la tua parte!
Gli occhi. Il testimone.
Posso toccarti nell’animo?
Riesci a sentirlo?
Va bene! Respira e lascia perdere!
Scolpire il mondo che tu hai rubato.
Morderlo. Scavare un nuovo buco.
Oh, mani! Vi prego di spezzare la pietra sotto di voi,
sapendo che non mi perdonerà.
Non questa volta. Non di nuovo.
Eppure ha sposato anche la mia rabbia.
E cosa dovrei fare con mio figlio adesso?
L’opera rimane incompiuta.
Le mani modellano la pietra.
Riconciliazione.

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