A GIFT TO AFTERTHOUGHT – UN DONO PER UN SECONDO MOMENTO
Qui e ora finisce.
Non ricordiamo la prima crepa,
ma tutti ricorderemo il diluvio.
Eccoci arrivati ai confini, figliolo, ma aspetta!
Non ho mai pensato che saremmo arrivati a questo punto.
Siamo in piedi sul ciglio
e il mondo ci crolla intorno ai piedi.
E’ una cosa più grande di ognuno di noi.
Sarà la fine di tutti noi. Posso giurarlo.
Credetemi!
Soltanto una parola.
“Benvenuti a casa!” erano le uniche che abbiamo sentito.
In mezzo alle sbarre in cui ci eravamo rinchiusi,
essi avevano già vinto.
Soltanto una parola.
“Benvenuti a casa!” Gregge svuotato.
Aveva sempre detto: “Non ci crederò.
Avete trovato la vostra voce. Ora fatemela sentire!”
Abbiamo lasciato che il tiranno, ormai finito,
affogasse alla fine del fiume
e ci siamo voltati per correre via.
Le parole ci hanno convocato, figlio mio.
Sapevamo che il mondo poteva finire con una sola di esse.
Soltanto una parola.
“Benvenuti a casa!” erano le uniche che abbiamo sentito.
In mezzo alle sbarre in cui ci eravamo rinchiusi,
essi avevano già vinto.
Soltanto una parola.
Avremmo dovuto capirlo.
Gregge svuotato.
Aveva sempre detto che avremmo dimenticato presto,
ma è rimasta una sola parola nella scatola.
Mentre la pietra si riduce in polvere intorno a noi,
questo dono per un secondo momento ci porta le sue debolezze
e aprire la porta della prigione non offre consolazione
a noi che rimarremo fino alla fine.
Eccoci arrivati ai confini, figliolo!
La speranza.
Quando il mondo sarà tranquillo,
soltanto un sussurro disturberà il tuo riposo.
Un sole inconsueto porta una breve e gradita cecità.
Per alcuni è il primo assaggio di calore dopo tanti anni.
Per Acamar, immergersi nella luce
recava ricordi di parecchi anni prima.
60 anni? O erano 70?
Nel buio i giorni si confondevano tra loro
e le unghie smussate avevano inciso il suo epitaffio generazioni prima.
WATER’S EDGE – IL LIMITARE DELLE ACQUE
L’acqua è fresca.
Sdraiati!
E’ profonda e silenziosa.
Lasciati andare!
Ci immergiamo nelle acque
mentre il mattino ci riporta a casa.
Rendimi centrato! (Il limitare delle acque).
Cercami! (Il limitare delle acque).
Sono libero.
Alla battaglia non fare caso!
Ma il sangue che condividiamo eliminerà le maschere.
Sei debole e umano.
Sei perso proprio come me.
Cerca di opporti alla marea!
La tua presa su tutto ciò che conoscono
comincia a scivolare via.
Ripeti le parole: “Sto bene”!
Sappiano che non hanno colpe per tutto questo.
Eppure ancora sono felici di camminargli al fianco sui vetri rotti.
Lasciati andare
per allontanarti illeso,
mentre altri restano a prendersi la colpa!
Non c’è più scelta.
La compassione ci guida
e tra le fiamme di una sofferenza altruistica avanzi.
Il peso ti zavorrerà col tempo
e nei loro occhi assenti e spalancati
non troverai empatia, come nei loro sorrisi.
Senza controllo sopravviverai.
Sputeremo verità come fossero fuoco.
Recidi i tuoi legami e ascoltami!
Ho sentito le tue parole e non sono cambiato.
Le mura di legno o di pietra crollano,
ma noi siamo fatti di parole
e sputeremo verità come fossero fuoco.
ATLAS – ATLAS
Un risveglio sereno.
Un ultimo sospiro verso il cielo.
Ti prego, rimandatemi a casa sano e salvo!
E’ quasi l’ora. Addio!
Deponetemi a terra!
L’oceano si mostra alla mia finestra
e qui mi sono ritrovato.
Ho tutte le ossa rotte e occhi che sentono il peso dell’età,
come se tornare a casa fosse inciso su ogni pagina.
Fragile Atlas, col suo vecchio sorriso.
Distenderà le sue braccia stanche
per riposarsi un po’.
No! Non accetterò di andarmene così.
Con mano salda, affondando lentamente.
Non accetterò che finisca in questo modo.
Non resterai solido come roccia per rimediare?
Mi rivestirò di parole mai pronunciate, come Atlas,
il giorno in cui sceglierò di restare.
Vorrei aver condiviso almeno un frammento
della pace che ho trovato allora, amico mio.
Sapevano che si sarebbe arrivati a questo.
All’ombra della montagna,
la promessa di una nuova casa
spinge i piedi stanchi a continuare.
INTO THE WHITE – NEL BIANCORE
Nel biancore,
col profumo del fuoco alle spalle.
I primi passi verso la libertà
sono più leggeri di quanto potessimo immaginare.
Chiamati attraverso il gelo,
ci stringiamo alle nostre figlie
e cantiamo ai nostri figli.
Il cambiamento di sicuro verrà.
Nel biancore,
la fede infranta ci ha lasciato delle cicatrici.
Le abbracciamo
e ci portiamo dietro le catene spezzate.
Chiamati attraverso il gelo,
ci stringiamo alle nostre figlie
e cantiamo ai nostri figli.
Il cambiamento di sicuro verrà.
Abbiamo abbandonato le preghiere coi nostri vecchi déi.
La mano candida. La liberazione.
Le foglie scendono nel fumo che si dirada
ed è così facile dimenticare la voce che non ha mai parlato.
Camminiamo sulla nostra strada.
Ogni passo e ogni respiro
combattiamo per le nostre vite
e stiamo perdendo ognuna di esse.
A quante cose abbiamo rinunciato
per un sogno che stiamo ancora attendendo!
Tuttavia resistiamo.
Col tempo.
Nel biancore,
la strada è mia e io sono suo.
Sono i nostri ultimi passi da uomini liberi,
ma alla fine ne siamo orgogliosi.
Si tratta di questo.
Chiamati attraverso il gelo,
su una strada verso una casa che non conosceremo mai,
abbiamo offerto ai nostri figli
una speranza che è un pesante fardello.
Abbiamo abbandonato le preghiere coi nostri vecchi déi.
Resistete fino all’alba!
Siamo persi come i nostri passi nella neve.
E’ così facile dimenticare la strada,
ma la strada che percorriamo è la nostra.
Eravamo così giovani allora.
La luce del fuoco li mantiene in pace.
Cantiamo il nostro addio nel vapore del freddo!
Salutiamo i nostri anziani
mentre sprofondano nel silenzio!
Era la fortificazione di Acamar.
Lo spirito delle buone intenzioni
era stato schiacciato sotto il peso del tempo e della paura.
Il ladro osservava e sapeva tutto
e niente cambia mai.
Ma egli doveva conoscere Acamar.
Aveva assaggiato la verità.
Sapeva che la fine del fiume sarebbe giunta.
Era soltanto una questione di tempo.
OLD CRACKS IN NEW EARTH – VECCHIE CREPE SULLA NUOVA TERRA
Ricorderemo il diluvio.
Il coltello scivolò più agevolmente
di quanto non avesse pensato.
La sua rabbia glielo fece spingere fino all’impugnatura.
Il sangue le defluì tra le dita,
facendole allentare la presa.
Le ceneri del conflitto finale
lentamente si spegnevano nel silenzio
e i loro sguardi si incrociarono
mentre egli moriva.
“Le tue parole sacre non valgono più del mio sputo.
Sono sempre stata io.
Doveva finire proprio così, col tuo sangue sulle mie mani”.
Invisibile dietro il suo velo,
sorrise in lacrime mentre egli cadeva a terra.
La sua vita era sparsa intorno a lui
e la luce svaniva dai suoi occhi.
L’ultima cosa che vide
furono i capelli di lei oscillare sul pavimento.
DARK HAIR DOWN – CAPELLI SCURI SCIOLTI
Sciolti.
Era il suo collo o il polso di lei?
Unghie pulite su un pugno ferreo.
Sogni di pace al di là delle mura.
Chiedeva pietà, ma non aveva voce.
Qui e ora finisce.
Questa quieta vittoria.
Con la sua promessa avrebbe fatto ammenda.
Egli ancora non era freddo per terra.
In questo giorno, tra tutti i giorni,
avrebbe portato i suoi capelli scuri sciolti.
Questa volta la ruota aveva girato al contrario.
Libera dalla gabbia cantò con voce audace.
“Il tuo pugno non può più farmi male ora!”
Voce audace. Avrebbe portato i capelli scuri sciolti.
Sciolti.
Il sangue aveva recato la risposta
che il tempo non avrebbe potuto portare.
Ferite vi si leggevano,
come se la casa potesse nascondere.
La sua prigione inghiottì ogni cosa,
tranne il suo sguardo penetrante.
Con orgoglio portava il segno,
dove il suo marchio incontrava la testa.
Sputò. “Il codardo non poteva uccidere ciò che era già morto”.
Capelli scuri sciolti.
Questa volta la ruota aveva girato al contrario.
Libera dalla gabbia con voce audace.
Resistete e combattete!
Questa è la mia salvezza.
Sangue per sangue, amore mio!
Con voce audace.
“Il tuo pugno non può più farmi male ora!”
Voce audace. Avrebbe portato i capelli scuri sciolti.
Sangue per sangue, amore mio!
Fin da bambino aveva conosciuto River’s End.
Aveva sopportato la tirannia
ed era stato inghiottito dalla più buia delle gabbie.
Le parole di un ladro cadono nel vuoto,
troppo smanioso di scappare dalla prigione di casa.
Si inginocchiò davanti al santuario
e affrontò la fine.
THIEF – LADRO
Siamo in piedi sul ciglio
e osserviamo il mondo che ci crolla intorno.
Abbiamo voltato le spalle
e siamo fuggiti dalla distruzione.
Abbiamo visto la fine di un altro fiume.
Ci avete offerto le ombre della luce.
Ho pronunciato il mio ultimo addio
ai volti che mi hanno reso forte.
Un’ultima volta.
Una decisione per ripagare il mio debito.
ALL IS QUIET BY THE WALL – TUTTO E’ TRANQUILLO ACCANTO ALLE MURA
Quando il mondo è tranquillo,
soltanto un sussurro disturba il tuo riposo.
Pace.
Protenditi verso la luce come un bambino!
Aggrappati disperatamente al vento di passaggio!
Aggrappati alla pace vicino al tuo cuore!
Sento delle crepe nella tua voce quando firmiamo.
“Quando il mondo è tranquillo,
soltanto un sussurro disturba il tuo riposo”.
Aspetta!
“Dammi il bambino e ti darò l’uomo!” si dice.
No! Cammineremo tra le fiamme per combatterti.
Addormentati o svegli,
non sarà semplice il sacrificio che hai pianificato.
No! Attenderò accanto alle mura.
Che vengano!
Io sarò qui.
Pace.
Scappate finché potete!
Le mani si alzano e parlano un linguaggio che tutti comprendiamo.
“Dimenticate la pace!”
La menzogna non ha avuto effetto
e non vi spezzerete.
E’ lo spirito di un martire che la mente ha liberato.
Dimenticate la pace!
Le stelle erano soltanto segni.
In seguito faranno ammenda.
Il colore nei suoi occhi.
Lasciate che la luce vi penetri!
Abbiamo sprecato già abbastanza tempo con le ombre
e ci siamo dannati con inutili giuramenti
che indossiamo come vetri rotti per restare illesi.
Sono qui, fuori dalla mia gabbia.
Libera da questo luogo finalmente.
Mano nella mano con i nostri,
questa è la nostra casa.
Che il nostro segnale dica: “Che vengano a incontrare la loro fine!”
Ora il mondo è quieto
ed è qui che opporremo resistenza.
