Fires on the mountainside

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FIRES ON THE MOUNTANSIDE – FUOCHI SUL FIANCO DELLA MONTAGNA

Brillano nelle foreste.
Rilucono nella tempesta.
Sollevano lo spirito e lo innalzano.
Dove una volta c’era la notte,
i bagliori sono intensi
e mantengono un vivo calore.
Vedo fuochi sul fianco della montagna
e nella luce vedo
poveri e affamati che si riuniscono.
Moltitudini di fuochi avvampano
e trasformano la carne in cibo
alla fine di ogni giorno di sofferenza.
Costruttori e artigiani.
Fabbri alla forgia.
Con fiamme e vigore danno forma al metallo e lo temprano.
Gente con pensieri grevi.
La luce delle candele tra le loro parole.
Tecniche di follia
e verità che recidono i nostri legami.
Vedo fuochi sul fianco della montagna.
Un richiamo quando aumentano.
Vedo fuochi sul fianco della montagna,
dove soffia il vento impetuoso.
Fiamme di rivoluzione bruciano
attraverso la mente e la forza.
Un nuovo mondo emerge
e scioglie la neve.
Gli anziani cercano sempre un passato da ricordare,
ma un tempo i grandi templi sono crollati negli abissi del mare.
Frantumate lentamente dalla furia delle onde
sono cadute le torri e gli stendardi si sono staccati dai sostegni.
Le possenti radici si sono indebolite.
La stoppa bruciava. Il fuoco parlava.
Io sono tepore e sono morte.
Il custode e il distruttore.
Eserciti si abbattono contro le mura.
I figli del mare suonano i loro corni.
Icaro*, sopra le mura,
si eleva verso il sole che consuma le ali
per gettare ogni cosa tra le fiamme.
Quando la memoria e la paura si attardano oltre il passato,
ormai esaurite da tempo,
nessuna nave può salpare, qualsiasi sia la rotta,
se le acque smettono di scorrere.
Vedo fuochi sul fianco della montagna
e vedo attraverso tutte le menzogne.
Le antiche orde sono cadute
e le vecchie terre sono prive di regnanti.
I tesori rugginosi non conosceranno mai
la forza della roccia delle montagne.
Né ora né mai è stato nostro,
come vele libere nel vento.
Il fuoco danza sull’acqua
e riluce in luoghi in cui non siamo mai stati.
Ora dirigiamoci più lontano che mai,
oltre i venti e le onde del mare!
L’orizzonte è incendiato dalle fiamme
e così io sono diventato tutti noi.
Vediamo fuochi sul fianco della montagna.
Un richiamo quando aumentano.
Vediamo fuochi sul fianco della montagna,
dove il vento spira sincero.
Il fuoco brucia!
Alzatevi!

Note: *(Nella mitologia greca, figlio di Dedalo, tentò di fuggire dal labirinto di Cnosso con ali di cera)

RAVENS FLY (DREAMS OF DAIDALOS) – CORVI CHE VOLANO (I SOGNI DI DEDALO*)

La carezza del gelo ricopre il terreno
e migliaia di ali sbattono senza rumore.
Corpi giacciono congelati.
Dilaniati, sanguinanti e immobili.
Quante vite sprecate presso l’altare cornuto sulla collina!
I loro occhi furono i primi a banchettare
e le loro lingue seguirono subito.
Soltanto poveri uomini giacciono qui.
Non ci sono allori sotto le forche.
Oltre le mura del palazzo,
molto al di là del versante della montagna,
i corvi volano verso i campi
dovo il corpo e lo spirito muoiono.
Sacrifici per il potere e il pianto dei bambini.
Il sangue vivo scorre
e i corvi si nutrono ancora.
Un ordine e molti muoiono.
Il sangue vivo scorre e i corvi si nutrono.
Ora, su ali di corvo, volo
e non servirò più.
Ho realizzato io le ali con cui volare.
Ascoltatemi!
Esistono canzoni più antiche
della memoria degli anziani,
di quando le leggende trasmettevano meraviglie sublimi.
La sofferenza degli schiavi vista
attraverso gli occhi dei corvi.
Danzano sulle mura del palazzo.
Messaggeri dalle nere ali che si librano nel cielo,
sopra le alte torri e templi di pietra,
verso il mare dove volo.
I loro rostri affilati strappano i tendini quando banchettano.
Ali strette al corpo,
sono un presagio dal cielo.

Note: *(Nella mitologia greca è il costruttore del labirinto del minotauro)

DEATH THRIVES (WHERE WALLS DIVIDE) – LA MORTE PROSPERA (DOVE LE MURA DIVIDONO)

Linee dividono uno dall’altro.
Barriere separano fratello da fratello.
Soffia lo stesso vento e scende la stessa pioggia,
ma ciò che cresce là, cresce marcio
o non cresce affatto.
Lungo le sue mura, Cnosso è forte e imponente.
L’odio e la paura sono la sua malta.
Assicura il potere basato sull’iniquità
e respinge i poveri e gli affamati,
il che conduce sempre
a una guerra che non è mai lontana,
creata dalle mura nelle nostre menti.
La morte mette radici su queste mura
e invia anime all’inferno quando prospera.
La morte prospera dove le mura dividono.
Antiche nazioni ne fronteggiano altre
e la paura si diffonde,
impedendo alla pace di attecchire.
Fuori dalle mura si trova il nostro nemico
e all’interno le solite bugie non si esauriscono mai.
I re costruiscono e siamo tagliati fuori dal mondo.
La morte procura anime alla guerra senza fine.
Città ricche, all’interno delle mura,
respingono i poveri e gli affamati,
il che conduce sempre
a una guerra che non è mai lontana.

FIRE AND GOLD – FUOCO E ORO

Il fuoco è vita.
Ti consuma lentamente o ti brucia vivo.
Muori sui tralci
e la verità è una bugia.
In questa luce la morte fiorisce.
La morte ti acceca
e il futuro è il passato.
Siamo intrappolati?
Non si torna più indietro?
I custodi della fiamma organizzano il banchetto
e noi danziamo, cantiamo, viviamo e mentiamo.
Oh, quanto mentiamo!
Eppure la fredda notte ci ricorda
che senza questa luce tutto muore,
ma il loro oro ancora ci luccica negli occhi.
Non c’è ragione di sperare.
Nessun nuovo cuore di quercia.
Non si torna indietro
e il vento impetuoso ci spinge alle spalle.

THE FEAST OF ECHOES – LA FESTA DEGLI ECHI

Quando un tempo le torri
strappavano il velo del cielo.
Case fatiscenti e templi in rovina,
dove dimoravano gli antichi déi.
La forza della pietra si è sgretolata e dispersa.
La fede e la paura hanno esaltato la profondità delle ombre.
Corpi si contorcevano tra le fiamme sacre.
Innumerevoli sacrifici con nuovi nomi.
Voci riecheggiavano allo spuntare dell’alba,
che incendiava i fantasmi delle torri da tempo cadute.
L’ascia, l’occhio e la stella.
Simboli di corna.
Icone di isolamento, mura dorate e pensieri di egoismo.
Echi della festa si riversano a terra
e folle di mendicanti muoiono di fame alla porta.
Implorano donazioni e vivono nella vergogna.
Sperano nella fiamma misericordiosa delle pire.
Voci riecheggiano allo spuntare dell’alba
e i fantasmi delle torri di un tempo piangono.
“Il vecchio mondo sta morendo
e il nuovo mondo lotta per nascere.
Questo è il tempo dei mostri”.
La fine non finisce mai
con le vecchie tradizioni da difendere.
Ogni pietra viene posta più in alto
e le mura saliranno per sempre.
Il sole smetterà di splendere,
nascosto dalle sale dove i potenti cenano sopra le vecchie bugie.
E noi moriamo di fame,
mentre le loro coppe si riempiono di vino ambrato.
La lucentezza delle stanze dorate
non è il dominio dei forti.
Venerate la vostra ricchezza
e seppellitela in profondità, finché dura!
Dove un tempo i passi salivano verso il cielo
e ora giacciono le ossa dei morti,
le torri sono crollate, ma la paura è rimasta,
mai purificata dal potere che corrompe.
Voci riecheggiano.
E’ il trionfo degli déi.
Gli immortali fantasmi delle torri che non ci sono più.

CHILDREN OF THE SKY AND SEA – FIGLI DEL CIELO E DEL MARE

Come un albero ben piantato nella terra,
di cui il vento scuote i rami con folate possenti,
le radici ci nutrono e ci ancorano al suolo,
indeboliti dalla quiete e avvolti a spirale.
La fine della speranza risiede nel silenzio-assenso
e uno sull’altro si accumulano i più antichi tormenti.
Le navi salpano sospinte da venti feroci,
tra rumori di un mondo di morte e macerie.
Sussurri di annientamento seguono i figli del mare.
Il sangue non nutre il terreno
e anzi lo avvelena.
Non siamo legati a una terra soltanto,
ma ci spostiamo liberi.
Ancora una volta rivendichiamo un diritto.
Innalziamo altre rovine e aizziamo nuove fiamme.
Troni d’ossa imbrattano la terra,
ma il vento imperioso emette un boato potente.
Le ali spuntano nel vento.
Siamo legati al cielo e voliamo per essere liberi.
Lontani dal suolo e sopra le tempeste,
figli del cielo e del mare.
Incatenati alle rocce,
ci innalzeremo per sempre per poi ricadere
e il grande avvoltoio si immergerà nelle nostre viscere.
Spezziamo le catene e gettiamole via,
mentre il fuoco consuma ogni corona!

TEMPEST STELE – SCIA DI TEMPESTA

Il cielo è una tempesta
e il mare è un fuoco.
La montagna brucia in una pira funeraria.
La tempesta colpisce
e le masse gridano.
Icaro ha gettato il mondo tra le fiamme.
Ricordate! Guardate verso il cielo!

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