Roses from the deep

FRANKENSTEIN’S WIFE – LA MOGLIE DI FRANKENSTEIN

Mia cara, sarò il tuo fulmine.
Oh cara, il cielo è così basso!
Mia cara, sarò il tuo fulmine (spaventoso)
e continuerò a riportarti in vita.
La moglie di Frankeinstein.
C’è una chiave per il tuo cuore
e la promessa di un orologio magico.
Sono stato con te fin dall’inizio
e l’aria intorno a noi è elettrica.
Ogni volta che ci saremo tu ed io
i nostri cuori si incontreranno.
Non sapevo di essere io.
Non sapevo di essere io la chiave.
Sono la tempesta che ti libererà.
Mia cara, sarò il tuo fulmine.
Oh cara, il cielo è così basso!
Mia cara, sarò il tuo fulmine (spaventoso)
e continuerò a riportarti in vita.
La moglie di Frankeinstein.
Lasciale sanguinare!
Hai nascosto le tue ferite troppo a lungo.
Se sarò capace di ricucire un cuore bisognoso,
riportarti indietro non sarà così sbagliato.
Sono la tempesta che ti libererà.
Niente ci potrà mai separare
grazie alle cuciture che legano i nostri cuori.
Basta parole! Siamo sposati.
La tempesta lassù sveglierà i morti.

LEFT ON MARS – ABBANDONATO SU MARTE

C’era una volta un bambino
che si arrampicava su una collina in una notte d’inverno.
Alzava lo sguardo verso lo spazio
e restava rapito dalla vista.
Il tempo rallentava di fronte a quella benedizione dal cielo,
fatta di stelle morenti e dei loro bilioni di anni luce.
Sono volato nel vuoto dello spazio in un sogno ad occhi aperti
e, a cavallo di una fiamma nucleare, alla fine mi sono redento
fino a trovare le meraviglie che trascendono i legami del tempo.
Fino a sentire i cieli cantare e a raggiungere l’aldilà.
Ti accorgi che il mio cuore ancora contiene della rabbia?
Che ho voltato pagina dopo pagina
e che non ho mai scelto di essere un alieno?
Sto soltanto cercando una casa,
ma so che sarebbe meglio restare abbandonato su Marte.
Vedo la stella che ci dona la vita nel cielo.
Le colline diventano cremisi
quando ti prendo per mano.
Ho sempre pensato che questo posto fosse sicuro,
ma mi sbagliavo
e hai scelto di attraversare il vuoto per me.
Mi ha reso forte.
Ti accorgi che il mio cuore ancora contiene della rabbia?
Che ho voltato pagina dopo pagina
e che non ho mai scelto di essere un alieno?
Sto soltanto cercando una casa.
Credo che sapessi che il mio cuore ancora contiene della rabbia,
ma tuttora credi in me
e io ho scelto la misericordia del tuo cuore.
Sto soltanto cercando una casa.
Insieme ne troveremo una.
Insieme da soli, abbandonati su Marte.

PROUD WHORE – PUTTANA ORGOGLIOSA

Non hai mai saputo ciò che vuoi,
ma io posso dartelo.
Potresti odiarlo,
ma finirai per amarlo.
Il dorso della tigre è il trono
su cui continuo a cavalcare.
Sarà il mio regno di città e strade per sempre.
Sarò per sempre una puttana orgogliosa.
Sono una puttana orgogliosa.
Non ti ho mai fatto nulla che tu non volessi.
Forse ti sto illudendo,
ma ti avevo avvertito anche di questo.
Hai voluto che prendessi il controllo
e ti ho fatto ballare e ti ho fatto girare.
Mi hai pagato perché ti facessi assaggiare la frusta
e sei sempre tornato per averne ancora.
Sarò per sempre una puttana orgogliosa.
Il mio regno di città e strade per sempre.
Sai chi sono: una puttana orgogliosa.
Sai che sono una puttana orgogliosa.

TWO SOLDIERS – DUE SOLDATI

A testa alta le parole vengono pronunciate
e un patto viene stretto prima di andare.
Se il destino sarà crudele e morirò,
tu farai del tuo meglio. Questo lo so.
Nei desolati campi di battaglia nulla si muove.
Con sguardo triste dobbiamo fare
ciò che nessuno potrebbe fare da solo.
In queste casupole di pietra
si trovano i ricordi di vite sconosciute.
Re e regine sui loro troni.
I secoli hanno loro dimostrato
che la guerra non cambia mai
e che questo è ciò che siamo.
Ma c’è molto di più.
Nessuno può descrivere cosa c’è nel cuore dell’uomo
quando la nazione chiama
e coloro che ci hanno preceduto si sono fidati.
Veniamo abbandonati a deteriorarci su lidi stranieri.
Fratello, guardami negli occhi!
Sopravviveremo e faremo
ciò che nessuno potrebbe fare da solo.
“Era soltanto un ragazzo del nord con gli occhi azzurri
e la sua voce era arrochita dal dolore.
Farò come desideri, mio commilitone,
se ti risponderò via lettera.
Ma se dovessi scrivermi tu e io dovessi essere morto,
tu farai lo stesso per me.
Mia madre dovrà ricevere la notizia.
Scrivile con dolcezza!”
Salpiamo verso il mare della sera.
Con sguardo triste non dimenticheremo
coloro che ci siamo lasciati alle spalle.
In queste casupole di pietra
si trovano i ricordi di vite sconosciute.
Come in cielo, così in terra,
i secoli hanno loro mostrato
chi siamo davvero.
In queste casupole di pietra
si trovano i ricordi di vite sconosciute.
Re e regine sui loro troni.
I secoli hanno loro mostrato
che tutto ciò che abbiamo sono sogni
e che i sogni possono portarti lontano.

THE DRAGON MUST DIE – IL DRAGO DEVE MORIRE

E’ una creatura astuta, sapiente e antica
e la conoscete da tutta la vita.
Cambia vari volti e personalità
fino a scoprire che cosa amate.
Siete nati imbrigliati e prigionieri di uno schermo.
Vite consumate, ubriachi di benzina.
Verrete trasformati quando scoprirete
che la vostra vita è una bugia.
Uscite dall’incantesimo e saprete ciò che so io!
Il drago deve morire.
Viene per i vostri bambini e lo lasciate entrare,
come qualcuno ha fatto con voi. Lo ricorderete.
Una lingua biforcuta in ogni testa senza un volto.
Una macchina. Una tela di ragno.
Sputa bugie con cui nutre tutti noi.
Negate che la religione industriale sia cresciuta
e che le pause pubblicitarie siano distrazione di massa?
Mentre la pressione della fame porta specie all’estinzione,
ancora ci abbuffiamo degli avanzi
e uomini scaltri predicano da montagne d’oro.
Dio giustificherà i vostri omicidi?
Verrete trasformati quando scoprirete
che la vostra vita è una bugia.
Uscite dall’incantesimo e saprete ciò che so io!
I predatori della mente vi hanno levato la pelle di dosso
e ci hanno decorato templi alti come il cielo.
Uscite dall’incantesimo e saprete ciò che so io!
Il drago deve morire.

THE DEVIL YOU KNOW – IL DIAVOLO CHE CONOSCI

Dipingilo con macchie di sangue, viscere e strana melma!
Demoni, stregoni e non-morti a piede libero.
Un lupo con sei zampe e col cervello di tre uomini.
Ti abbatte in un secondo e ti supera in astuzia in dieci.
Occhi luminosi nel bagliore lunare.
Denti a sciabola e artigli a rasoio.
Il diavolo che conosci è il diavolo che scegli.
Il solito vecchio vangelo.
Il vecchio blues del codardo.
Il diavolo che conosci è il diavolo che scegli.
Forconi e torce in crociera su una nave spaziale.
C’è un cerchio d’evocazione e un odore di uova marce.
Qualcuno ha invocato una creatura dell’inferno.
E’ la fine, amico mio!
Te l’avevo detto.
Dita invisibili si stringono sul tuo cervello.
Fate raccontano storie sulla tua paura
proprio da dietro il tuo orecchio.
Occhi luminosi nel bagliore lunare.
Denti affilati e artigli come rasoi.
Fate raccontano storie antiche.
Un lupo con sei zampe e col cervello di tre uomini.
Ti abbatte in un secondo e ti supera in astuzia per l’ennesima volta.

REBEL OF THE NORTH – RIBELLE DEL NORD

Sono un maschio. Una scimmia con un ego.
Lasciate che mi guardi allo specchio
e non risparmiatemi la vergogna!
Sono una fortezza fondata sulla forza delle bugie.
Svegliatemi, figli miei! Lo sapete.
Il ribelle non muore mai.
L’ombra bianca. Il cuore nero.
Ricostruirò di nuovo dal principio.
Arte marziana della mano rossa.
Un personaggio con una storia non scritta.
Ho una scheggia del mondo reale proprio in mezzo agli occhi,
ma non abbiate paura, figli miei! Lo sapete.
Il ribelle non muore mai.
Ho bisogno di uno sfidante che mi mandi al tappeto e che mi si opponga.
Se reclamassi la mia autorità,
ecco dove sbaglierei!
Se vi venissero idee importanti,
potreste provare a mordermi.
Reclamate quell’autorità e non andremo d’accordo.
Uscite dalla mia canzone!
Io vengo dal nord e voi venite dal sud.
E allora? Abbiamo tutti un’unica origine.
Attraverso elenchi di informazioni il futuro sorgerà.
La parola come una lama, figli miei.
Sapete che il ribelle non muore mai.
Ai reietti con le granate nella mente non serve una maschera.
Non abbiate paura, figli miei! Lo sapete.
Il ribelle non muore mai.

IMPATIENT ZERO – IMPAZIENTE ZERO

Ho giaciuto con gli angeli e pure con le sirene
e mai avrei pensato di pescare un diavolo.
E ne ho pescati parecchi.
Ho tentato di sbarazzarmene,
ma mi hanno ripreso con il loro instancabile passo
e lame sono venute fuori nell’oscurità dei miei giorni bui.
Ricordo la caduta.
Ricordo la paura.
Il buco sempre più profondo anno dopo anno.
Tutte le parole per trovare ciò che ci piace sentirci dire.
Ricordo la verità che scende in un orecchio sordo.
Un amico dovrebbe tentare di giustificare
il fatto che cammino sul ghiaccio a rischio di morire,
insistendo su una bugia?
Che ignoranza arrogante!
Nelle ombre i coltelli danzano
e il veleno silenzioso non lascia scampo.
Non ho mai creduto che me ne sarei andato e sarei stato libero
e sono trattenuto dal ricordo di quando mi vedevano come sono.
Ho la schiena tempestata di ferite,
ma alla vista non c’è niente.
Sono soltanto le lame del passato.
Il vuoto che mi mozza il respiro
ancora soffoca il mio cuore.
Che se ne vada!
Che diventi freddo!
Sono rimasto sulla strada della rabbia
e la mia mente gira in tondo.
Ho visto troppo e la mia saggezza mi ha abbandonato.
Sono pieno di collera cieca.

TAMMIKUU – GENNAIO

Gennaio. Notte d’inverno.
Sono arrivato e ho fatto un respiro.
Il Capricorno ha messo a letto il ragazzo.
L’astronauta, l’unico bambino del paese,
osserva gli altri mentre travolgono il piccolo uccellino.
Volevo andarmene e me ne sono andato.
Mi sono lasciato alle spalle strade sterrate, foreste e verdi radure.
Ho detto addio alle rive e anche all’acqua.
A queste case di spiriti e ragazzi.
Le luci brillavano, quasi a sfidare il sole.
In città c’è un posto per i coglioni.
Ti sei lasciato alle spalle vetri rotti e chiodi.
Finestre illuminate che mascherano il vuoto.
Muri e orgoglio che separano le persone.
Volevo andarmene e me ne sono andato.
Ho camminato sulle nuvole coi piedi feriti,
al di là del confine più buio e oltre.
Ci speravo. Mi affrettavo e bruciavo.
Per l’ennesima volta sono morto.
Per l’ennesima volta ho cominciato un’altra vita.
Gennaio. Notte d’inverno.
Sono arrivato e me ne sono andato.
Ho condiviso la vita con il terreno di questa terra
e la mia casetta è marcita in una polverosa foresta del nord.
Che la verdeggiante primavera possa custodire i ricordi!
Sono arrivato e me ne sono andato.
Fuori dalla tomba coi miei piedi feriti.
Volevo andarmene e me ne sono andato.
Mi sono rialzato dalle ceneri e ancora bruciavo.
Volevo andarmene e me ne sono andato.
Ho distrutto me stesso e sono rinato.
Volevo andarmene e me ne sono andato.
La strada, con i suoi strani destini, è la mia casa.
Per l’ennesima volta sono morto.
Per l’ennesima volta è iniziata la vita.

ROSES FROM THE DEEP – ROSE DAL PROFONDO

Sono stato perduto per un po’
ed è diverso su quest’altro lato.
Sono stato via e non so per quanto.
E’ diverso da quando sono morto.
Ti ho vista dopo un po’.
Erano immagini in bianco e nero.
I colori si facevano strada mentre ingrigivi.
Un crepuscolo autunnale rosso e dorato.
Non ti ho mai detto che sarei venuto per te,
ma lo sapevi comunque.
Tutti questi anni hai tenuto le mie rose dal profondo.
Foglie morte e gli alberi dell’inverno che piangono sempre.
Vorrei toccare il tuo viso e i tuoi capelli.
Spostarti una ciocca dietro l’orecchio.
Ci sarà pace per te con me?
Ti aspetterò finché arriverai.

Lascia un commento