Waiting for the endless dawn

THE WOUND – LA FERITA

Ho aspettato le tue parole,
ma non sapevo che si sarebbero frantumate
passando dalle tue labbra,
come qualsiasi altra tua parola.
Si sono risistemate sui fiori che hai deposto.
Mi hanno colpito alla gola
e non sapevo più cosa dire.
Il tempo guarisce tutte le ferite o così dicono.
Aspetto la morte del giardino in cui ci troviamo.
Piango afflitto mentre ti vedo svanire.
Faccio un ultimo respiro in questo doloroso e freddo decadimento.
Peso il mio rimpianto mentre comincio a consumarmi.
Il tuo sguardo taglia come pietra affilata
e mi scava dentro fino alle ossa.
Sono qui legato e freddo a questa monotona fatica
e mi sforzo di alzare gli occhi sotto il peso della tua ombra.
Il tuo insistente sguardo brillante
non sembra poter risplendere più.
Mi lasci a soffocare.
Mi abbandoni all’isolamento.
Mi hai dissacrato.
Mi hai cancellato.
L’oscurità s’innalza davanti a me come un muro.
La mia mente si protende oltre,
disperata mentre cedo.
Continuo ad aspettare,
ma so che non sei qui.
Ancora (il peso) mi schiaccia.
Sparirà?
Mentre le tue parole restano incise nella mia ferita,
io divento un ripensamento.

RISE FROM AGONY – RISOLLEVARSI DALL’AGONIA

Stasera ho bisogno di un salvatore
per scivolare fuori da questa fredda e fioca luce.
Sono stato sepolto in questo santuario
e con questa tomba mi sono fuso.
Non riesco a vedere la foresta a causa degli alberi.
Sembra che non riesca a risollevarmi da questa agonia
e ho bisogno di dormire un po’.
Non riesco più a vedere il solito sogno.
Sembra che non riesca a liberarmi di questa tristezza
e ho bisogno di dormire un po’.
Ho bisogno di liberarmi dal dolore che mi avvinghia.
Ho abbandonato la speranza in un mondo che ti acceca
e ti spazza via con onde cremisi,
tra resti dispersi che dividono.
Sono qui in attesa della fine di questo vuoto.
Potrò trascendere?
Non ho paura di chiudere gli occhi
con tutte le paure che mi opprimono.
Le ferite aperte e i ricordi.
Non ho paura di chiudere gli occhi.
Al limite dell’orizzonte
aspetto che il sonno mi chiami.
Discendo,
aspettando che il sonno mi prenda.

A COLD DAY TO FACE MY FAILURE – UN FREDDO GIORNO IN CUI AFFRONTARE IL MIO FALLIMENTO

Che speranza o motivo dovrei avere
per trovare la fede in ciò che sento?
Il dubbio mi condurrà al fallimento
o troverò la forza in qualcosa di reale?
Ogni volta che trovo le ali,
non trovo la forza di volare.
Ogni volta che taglio i fili,
sembra che non riesca a spezzare tutto questo.
Un passo avanti e tre indietro.
E’ un freddo giorno in cui affrontare il mio fallimento.
Potrò capire come tornare all’attacco?
E’ un freddo giorno in cui affrontare il mio fallimento.
Chiedo aiuto ancora ed ancora, ma è inutile.
E’ un’illusione sconfiggere questo dolore.
La conclusione sembra essere quella di restare come sono,
ma ancora è soltanto colpa mia.
Ogni volta che trovo le ali,
non trovo la forza di volare.
Ogni volta che taglio i fili,
sembra che non riesca a spezzare questo legame.
Osservo il mio volto.
E’ appassito e grigio.
Oggi potrò cogliere l’occasione
prima che sia troppo tardi?
Potrò mai lasciarmi andare?
No! Non ce la farò.

I LIE IN WAIT – SONO QUI IN ATTESA

(Sono qui in attesa della tua anima).
La fredda luce lunare.
Uno stretto sentiero.
Un sentiero che non dovresti prendere.
Le tue ferite mostrano le conseguenze
in questa scia di sofferenza sanguinante.
Il mattino è bianco.
La sera è nera.
Un grigio dolore si piazza tra essi.
Tendi la mano!
Stai sanguinando.
Tendi la mano!
Continua a protenderla!
Sono qui in attesa della tua anima.
Il sole di mezzanotte riflette la luce
sulle ghiacciate e profonde acque.
Una linea rossa punteggiata di candida neve,
sempre più vicina al tuo sonno.
Non mi lascerai entrare?
Non puoi nasconderti a lungo.
Non mi lascerai entrare
per trovare colui che è morto?
Ciò che vedo tra queste ombre
non può non vedersi.
Noto la tua luce affievolirsi, flebile e fredda.
Noto che sei pronto per essere preso.
E’ una verità non detta.
Questa volta aspetterò.

DON’T BELIEVE ANYMORE – NON CREDERE PIU’

Non ci ho mai fatto affidamento
e penso che così che vadano le cose.
Eri qualcuno che conoscevo
e qualcuno che potevo capire,
ma ora non so cosa fare
e non so più chi sei.
Tutte queste cose che ti sento dire.
Parli in quel modo,
ma sei un estraneo
e non so da dove cominciare.
Non voglio ascoltarle più.
Non credo più
ed è l’unica cosa che so.
So di averle già sentite prima,
ma non credo più.
Ricordo la tua voce
prima che ci accadesse tutto questo.
Capivo ed ero sicuro.
Tutto era giovane e nuovo,
ma l’abbiamo perduto troppe volte
e le cose vanno in questo modo.
Gli amori vanno e vengono
e quando pensi di sapere, non è così.

IN THE LILAC DUSK – NEL CREPUSCOLO VIOLACEO

Viene in un crepuscolo violaceo.
Sotto stelle argentee e una luna crescente cremisi.
Ondeggia nella buia e fredda pioggia
e nella nebbia parziale mi protendo verso l’alto
con un dolore granitico.
La mia luce si spegne lentamente
e la mia voce congelata riecheggia nel buio.
Ombre si spostano nel cielo
e in questo mondo vuoto,
immobile alzo lo sguardo.
Il mio peso è sorto, acuto con la sua agonia.
Soffro in silenzio,
senza parole che portino conforto.
Una parvenza di tepore non può essere trovata.
Sussurro alla terra,
restando su un terreno brullo.
Sotto il mio velo di oscurità
ancora giace la mia corona d’argento.
L’afferro con deboli mani,
ma sembra che non riesca a reggerla.
Sepolta sotto il mio velo d’oscurità
ancora giace la mia corona d’argento.
Le onde si innalzano e si abbattono intorno a me,
così affogo nella solitudine.
Queste rive sono silenziose,
partorite da un buio eterno.
Il cielo è gonfio di pioggia,
scosso da lampi improvvisi
e le parole d’addio del serpente
restano sospese nella cupezza della mia mente esausta.
Scendono nubi simili a fantasmi,
mentre rimugino con sguardo tetro.
Le parole cadono senza emettere un suono.
Conosco la purezza della mia disperazione.
Il luccicante silenzio del disprezzo è tagliente
e il mondo si dissolve intorno a me.
Resto qui freddo e tremante.
In questa nube di segreta disperazione.
Il momento mi si attacca addosso
con il suo pesante manto di terrore.

WAITING FOR THE ENDLESS DAWN – IN ATTESA DELL’ALBA SENZA FINE

Aspetto un’alba senza fine
che sorga davanti a me
e cerco il fuoco di un sole nuovo
che scacci via queste ombre che perennemente calano.

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