The devil put dinosaurs here

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HOLLOW – VUOTA

Giri in cerchio, rallentando.
Strattoni una porta chiusa.
Meglio cibarsi di qualcosa di debole,
anche se è più difficile dire cosa intenda davvero.
E’ vuota come una montagna
piena di tunnel e bucherellata al di sotto.
E’ vuota come una montagna
incoronata da un freddo cielo azzurro.
Tutti i tuoi colori ingrigiscono,
ma comunque poco importa.
I segni sanguinano dove sei legato.
Non riusciresti davvero a spiegare come sei impazzito.
Il silenzio è così rintronante.
Il silenzio. Non so distinguere il sopra dal sotto.
Tutti i volti che la vita sa mostrare sono avvizziti e brutti
e sono gli unici che conosci.

PRETTY DONE – PRATICAMENTE FINITO

Alla fine hai ottenuto ciò che volevi.
Non lasciartelo scappare!
Anche se ferisce la tua mano nel tenerlo stretto,
non darlo a vedere!
Sono praticamente finito
e un tempo ero il figlio prediletto!
Sono praticamente finito.
Prendimi a schiaffi per divertimento!
Non ho trovato piacevoli cambiamenti nei vecchi nemici.
Non un solo ruolo da protagonista nella mia storia.
Non mi importa di andare avanti a fartela spassare.
Non sei mai stata mia.
Come potrei perderti?
L’ho pagata per intero
e non ho debiti con nessuno.
Suppongo che dovrei sorridere e ignorarlo.
Meglio di certe strade principali da cui è difficile cadere.
Sono ancora appeso.
Tiro avanti.
E’ una missione disperata.
Curiosità. Omissione.
E’ una storia colorata fin dalla caduta.
Sono praticamente finito.

STONE – PIETRA

So che pensi che mi sbaglio,
ma non sono la tua guida turistica.
Faccio un’ipotesi?
Non ti lascerò guardarmi dentro.
Fredda, asciutta pietra.
Che cosa ti spinge a volere incidere le tue iniziali dentro di me?
Sono uggioso e segnato dal tempo.
In fase di cancellazione.
Difficile da leggere.
Mi sentirai distante.
Esteriormente rude.
Osceno.
Fredda, asciutta pietra.
Freddo e asciutto. Una pietra.
Non posso essere la pietra d’angolo del tuo palazzo
e il tempo ti consegnerà la dura verità.
Non c’è da preoccuparsi.
Le rocce coperte di ghiaccio si muovono ancora.

VOICES – VOCI

Chi sono? Sono io questo?
Sono uno solo o tredici?
Sono diventato insensibile,
difficile da gestire
e sono solito stare dove mi inginocchio.
Tutti sentono le voci nella mia testa.
Tutti le sentono.
Le tue dicono ciò che dicono le mie?
Voglio più di quel che mi serve
e non so cos’è reale.
Continuamente sento le voci nella mia testa.
Tutti le sentono.
Le tue dicono ciò che dicono le mie?
Bisbigli di nomi, volti, uniformi che ho indossato
e di tutto ciò che non c’è più.
Si sale sempre per ricadere giù
e ci si aggrappa a qualunque cosa.
Non è ciò che sembra?
Mi è stato detto di sognare liberamente.
Penso che me ne tornerò a dormire.

THE DEVIL PUT DINOSAURS HERE – IL DIAVOLO HA MESSO QUI DEI DINOSAURI

Venite a me! Riempirò quel vuoto.
Perché dovrei mentire?
Siamo fan della “fine”.
E’ tutto già pianificato.
Offriamo una magnifica serenità che ne vale il prezzo.
Inchinatevi! Ultima possibilità.
Sono sapiente, a differenza vostra.
Una nuvola è casa mia,
ma soltanto alcuni possono entrare.
E’ come avere un amico immaginario.
Il diavolo ha messo qui dei dinosauri
e a Gesù non piacciono le checche.
Il diavolo ha messo qui dei dinosauri.
Non ho problemi con la fede. Soltanto paura.
La promessa è che tutti quelli che se ne sono andati prima
ti aspettano svolazzando.
Ti faranno da guida e ti accoglieranno.
Sono pieno di difetti come chiunque altro.
Guardatemi! Sto sorridendo.
Bevetemi! Mangiatemi!
Bugiardo!

LAB MONKEY – SCIMMA DA LABORATORIO

C’è qualcuno là fuori?
C’è qualcuno?
Alla fine riesci a sentire questo grattare nei muri?
Ti sei spinta fino in fondo,
giù nella tana del coniglio.
Guardami sorridere di rimando
mentre rosicchi il mio teschio!
Lo so. Non dimenticherò,
anche se mi sono trascinato lontano dal relitto.
La scimmia respira ancora?
Non sembra stare granché bene.
Hai un commento spiritoso per me?
Divertiti!
Ti fa sentire meglio?
Finirai in questa gabbia
e spero che la tua permanenza sia lunga.
Non sapremo mai che cos’è
finché non guarderemo dentro.
Sono sicuro che scopriremo cos’è successo prima della morte.
Ne ho abbastanza
e non ho bisogno che mi trafiggi la pelle.
Ne ho abbastanza
e non mi restano lacrime da versare.
Ne ho abbastanza
e non mi serve che mi cavi gli occhi.
Ne ho abbastanza
e non mi restano lacrime da versare.

LOW CEILING – SOFFITTO BASSO

Il vecchio Signor Divertimento è tornato!
Mi chiedo dove sia stato nascosto finora.
Si è fatto un girotondo sul confine
con le sue mura interiori non fortificate.
Non è diverso. E’ un trucco rattoppato.
Arranca sul suo percorso sterrato.
Gli intoppi si avvicinano,
ma questa volta non saprà dove nascondersi.
Trovo che il soffitto sia basso
e o sono troppo grande o questa stanza è troppo piccola.
Perché il mio soffitto è il pavimento di qualcun altro?
Il passato è contorto e la distorsione era prevista.
Le fasi di attenzione di fanno sempre più brevi.
E’ difficile respirare,
ma queste altezze ti porteranno più in alto.
Ci ho provato.
E nessuno potrà dirti che sarà un momento nel tempo
che ti definirà e ti deformerà.
Scrivimi pure, falso giornalista!
Non sai farmi risplendere?

BREATH ON A WINDOW – ALONE SU UN FINESTRINO

Uno steccato rappezzato lungo la strada
che a malapena si tiene in piedi.
E’ una zona fuori dalle mappe,
ma ci sono i cartelli stradali.
Tieniti sintonizzato sul meteo!
E’ giunta l’ora di chiudere gli occhi pesanti.
Fai una pausa lungo il tragitto!
Fuori di qui sono invisibile
e davvero in pochi mi vengono incontro.
L’alone sul finestrino mostra la griglia del tris
e lo specchietto retrovisore riflette
che a casa non c’è nessuno.
Il misero orizzonte di una città fantasma.
Non potrei sentirmi meglio.
Il cuore di un pirata della strada è dentro di me
e lo seguirò alla lettera.
Il tramonto porta a un gradito cambiamento.
Tutto ciò che si nasconde è più a suo agio in paesaggi bizzarri.
Vendi? Io compro.
L’alone sul finestrino mostra la griglia del tris
e lo specchietto retrovisore riflette
che a casa non c’è nessuno.
I buchi bruciati di sigaretta indicano una vecchia anima.
Anche scarabocchiando le connessioni tra i puntini
non capirete mai.
Non ho fatto attenzione al segnale,
nonostante pensassi di avercela fatta appena in tempo.
Ci si schianta col botto sul proprio ego
che ti penetra nella fiancata.
Ti lascerei anche andare, ma stai sempre tra i piedi.
Sono il danno procurato.
Sono la cicatrice del passato.

SCALPEL – BISTURI

La strada si restringe.
Piove a dirotto.
Mi sto rompendo senza emettere un suono.
Sono i frantumi e cocci del mio tentativo.
Hai ottenuto ciò per cui hai pagato: niente.
Sono i sogni congelati del passato.
Potente. Strisciante.
Sono così lontano dalla mia città natale.
Ho tagliato la corda per salvarmi la pelle
e lasciarmi alle spalle qualche dubbio.
So quanto infido sia il terreno
e quanto alto sia il cielo,
perché ho già percorso prima questa strada.
E’ una bugia.
Ti nascondi in qualcun altro
e come un bisturi lucente ti tagli.
Per quanto sia una dura verità
siamo stati amici.
Non ho bisogno di essere invitato a entrare.
Me ne starò qui intorno finché ne sarò sopraffatto.
Poi raccoglierò i miei pezzi e ci riproverò.
I nodi arrivano al pettine col tempo.
Non ti opporre!
Non starci a pensare,
qualunque cosa succeda!

PHANTOM LIMB – ARTO FANTASMA

Non c’è speranza di essere salvato.
Sono intrappolato da solo
e se non mi scaverò una via d’uscita qui ci morirò.
Ho concesso la mia lealtà troppo presto.
Ora il conto del pifferaio dalla lingua biforcuta è dovuto.
Il tempo sta cambiando.
Fa freddo e sono intontito.
Attraverso un sottile filo di luce vedo gli avvoltoi volare in tondo
e i parassiti mi punzecchiano la pelle.
Il cervello è macerato.
Il parassita è all’interno.
L’ego è polverizzato
e non c’è una medicina migliore.
Gli angeli sono avvisati: non voglio nessun requiem.
Ti perseguiterò come un arto fantasma
e ti indosserò come una seconda pelle.
Ogni secondo diventa più difficile respirare
e non importa da quale lato mi troverò.
Non è finita!
I miei rimpianti sono tanti e sinceri,
ma ti aspetta di molto peggio.

HUNG ON A HOOK – SOSPESO A UN GANCIO

Sono sospeso a un gancio.
Sono uno specchio incrinato al centro
e ti divido in due.
Conto le nubi della tempesta nel tuo sguardo.
Ti mostro il volto di un uomo che,
non perché vuole farlo,
ma perché ne è costretto,
guarda cosa è diventato.
Che cosa vedo?
Sono intrappolato in una vita immobile senza cornice.
A volte le persone cambiano,
ma il mondo non lo fa.
Mi arrendo aspettando il tal giorno
e il futuro è tra la pistola e la tua testa.
Ci sono pezzi di me sul pavimento di piastrelle.
Guardati mentre stai cambiando ancora di più!
Galleggio nella paura.
Mi sono specchiato migliaia di volte.
Ho trattenuto un riflesso dentro di me
e non mi pare di sentire che tu sia vuoto.
Gettami via!
Io sono rotto, non il tuo tempo.
Non verrò a salvarti.
Procedete con l’eutanasia!

CHOKE – SOFFOCARE

Prima che tu chieda qualcosa di meglio
sappi che sono esperto in addii.
Sei così bisognosa?
Penso che mi stia facendo un favore,
ma non mi serve un salvatore minore.
Sto bene.
Le cose fragili si attirano
e si incollano se prima erano rotte.
Parte di qualcosa o tutto del niente?
E’ una lunga e difficile strada fino al tracollo.
Vattene allora, se non ti senti a tuo agio
a vivere in casa nostra!
Soffochi?
Ingoia l’orgoglio e fallo da sola!
La tensione è inutile.
Le pareti intorno a te sono state costruite
prima che volessi abbatterle.
Sei tu che ho trovato.
Prenditi un po’ di tempo per rifletterci!
Se è così difficile percorrere la via che abbiamo fatto nostra
allora è il momento di dirsi addio.

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