PROKOPTON – PROGREDIRE
Alzati, discepolo di una terra lontana!
E’ il momento di avviarsi verso la sapienza di un tempo.
Tieni vicini coloro che ti possono insegnare
come non smarrirti mai!
Ci hai rimuginato troppo a lungo,
digrignando e serrando i denti,
ma per tua sventura hai incolpato l’ambiente esterno,
mentre interiormente hai cominciato a ribollire.
Alla fine ti ritieni degno di perfezionarti,
piuttosto che continuare a vivere nel passato.
Perché avere un altro maestro oltre a te?
Ti aspetti un cambiamento di prospettiva?
Ora c’è da combattere! Proprio qui!
Si può vincere usando gli strumenti adatti
e fai sempre attenzione ai flutti della tua mente!
Presto saremo cibo per vermi
e pertanto la verità verrà pienamente compresa.
Le opere quotidiane ci appartengono pienamente.
Tutto il resto è semplicemente preso a prestito.
Una nuova alba.
Uniamoci a loro!
La sagra ricomincia.
Sopportiamo ogni tumulto e ogni clamore
e prendiamoci la nostra parte di rassicurante gioia!
Lasciato solo coi tuoi pensieri
e appena chiusi gli occhi stanchi,
evitare almeno alcuni errori sarà una cosa buona per chi ci proverà.
THE SOVEREIGN – IL SOVRANO
Lungo le colline e le valli
un viaggiatore avanza a grandi falcate
e indefesso segue il cammino
sia che cali il buio, sia sotto il sole.
Continua con la sua andatura decisa,
senza lasciare alcuna traccia
e, avvezzo all’istinto del progredire,
moltissimi sono i suoi passi ben direzionati.
Attraversa i campi e i boschi
più che le porte degli uomini,
curandosi dei suoi stessi stati d’animo
come un abitante della natura selvaggia.
Il suo sentimento si rinnoverà presto,
ormai appassito da tempo,
come un gambo reciso alla radice
nonostante sbocci durante la sua crescita.
S’insinua nel gelo
e invade la sua roccaforte.
I fremiti ghiacciati gli corrono lungo le ossa
e all’improvviso gli ricordano che è partito da troppo tempo
e si è spinto troppo in là da solo.
Ovunque egli viaggi,
ben accetto, atteso o disprezzato,
che sia accanto al fuoco o nel vento freddo,
resta sempre pacato, come chiunque sia saggio.
Non come un mendicante che rimane anche se respinto.
Non si fa trascinare in nessuna disputa
e mai si fa bruciare le dita dal possesso.
Così è la sua vita.
Affabile come un gatto randagio,
prova un senso di gratitudine per la sua amata indipendenza.
Quando ha finito con la società
fa un passo indietro
e in silenzio se ne va da qualche parte da solo.
Sovrintendente dell’animo umano
e monarca delle terre incolte,
rispettato da tutti, non opera mai contro la propria volontà
ed è ricco di tutto ciò che può permettersi di far cadere dal suo palmo.
Parecchie e munifiche ricompense gli vengono elargite
per la sua presenza, le sue riverenze e le sue lodi
e la maggior parte delle proprietà non valgono questo mucchio d’oro,
se valutato nel tempo e misurato in giorni preziosi.
Se la noia cresce,
graffia il suo equilibrio interiore.
Le tensioni irritano la sua mente.
Accentuano il suo disinteresse
e rafforzano la sua prospettiva di starsene lontano dalla gente.
DISSONANCE WITHIN – DISSONANZA INTERIORE
Ora per me non esiste altro che questa lama
e dedicherò tutto il tempo che mi resta
a padroneggiare la Via della Spada.
Giuro di vivere sotto la sua legge.
Servirò la virtù e nessun altro signore.
Non due. Una sola strada.
Da quando sono rinato
ho fatto affidamento sull’arte della guerra
come mezzo per allenare la mente.
Devo fare attenzione all’orgoglio smodato
e a tenere a bada i miei lati più deboli.
Uno scopo elevato è come una spada a due tagli.
E’ tempo di combattere, senza mai retrocedere,
poiché non avrò riposo finché le mie abilità prevarranno.
Un sibilo incorporeo è il canto della mia lama
che devasta la terra.
Tornato a uno stato di piena consapevolezza,
i corvi banchettano sulla carne dei samurai
e attraverso lo sguardo esausto,
appannato dal sangue,
comincio a riflettere.
Mi sento scisso e in disarmonia
e il mio spirito è incapace di dominarsi.
Ho apparentemente subito una sconfitta interiore?
Sono qui, sfibrato e teso,
ancora sulla difensiva con me stesso
e al limite di un cedimento.
Ho bisogno di trovare una nota delicata.
Un profondo equilibrio da affinare quotidianamente
tra la fermezza e la libertà d’azione.
Due spade combinate, ostili e nude.
Una imbrattata di sangue e l’altra immacolata.
Due scie di luce scintillano nell’aria,
avanti e indietro, come aghi di pino in una brutale carneficina.
Il tortuoso sentiero dell’autocontrollo
è in attrito con la mia meta.
La Vera Via rimane non rivelata.
Come far coincidere intento e azione?
SNOWBLIND – ACCECATO DALLA NEVE
Il vento soffia in un candore abbacinante.
La vetta svanisce di nuovo.
Raffiche turbinanti di neve oscura.
E’ l’esito della mia ascesa.
Stringi i denti!
Non indietreggiare di fronte agli ostacoli che ti rallentano!
Vai avanti, passo dopo passo
e tieni i piedi ancorati per terra!
Un fruscio improvviso di ali che sbattono.
E’ la prima avvisaglia di uno stormo in avvicinamento.
Fosche maledizioni si nascondono nell’occhio della tempesta.
Artigli frenetici graffiano il cielo,
incombendo sulla mia testa.
Richiami abissali.
Occhi iniettati di sangue che mi evocano davanti a loro.
Striscio disperatamente tra gli ululati della tormenta,
perseguitato da forme inquietanti
e una grandine di aculei piove impietosamente
sulla mia fuga disperata.
Il diluvio di volatili non può essere evitato
e non c’è modo di resistere.
E’ troppo difficile uscirne.
Cado e mi catapulto giù lungo il pendio.
Terribile è l’attimo di tregua mentre affondo.
Vengo come inghiottito dal terreno.
Stordito e ricoperto di gelida brina,
tremo al pensiero che tutto è perduto.
Le arpie ghignano,
deformando i loro volti inumani
ed emettendo grida di sventura.
La furia della torcia scioglie la neve intorno
e rivela un sentiero da seguire.
I rapidi e famelici demoni insozzano
tutto ciò che per me era prezioso
e depredano il relitto alla deriva della mia mente.
Vorrei soltanto dimenticare ed essere cieco.
Le sorelle nate dalla notte,
aguzzine dei folli.
La rabbia è l’unica nostra luce.
Gettate il resto tra le fiamme!
BACK AGAIN – DI RITORNO
Perché andarsene oggi?
C’è una buona ragione per scappare.
Per iniziare una crociata su un inganno,
in nome di una causa insignificante.
Si fa finta di essere nel giusto,
impazienti di vincere la scommessa
e si confida di poter diventare
la persona che non siamo ancora.
Ci si allontana da casa nostra
in un andirivieni tra le sventure.
Si cambia il nostro modo di fuggire
e ci si sente estranei al destino prescelto.
Si risponde ad enigmi nel buio
in un antro pericoloso da esplorare
e ci si immerge alla ricerca di una misera scintilla
che ci faccia trovare un sentiero tra i nostri più grandi dubbi.
Si cammina su rive sconosciute,
esausti a causa degli anni di guerra
e si viene sorpresi impreparati
dall’impeto della tempesta del ritorno.
Ci sono buoni compagni da lasciarsi alle spalle
e false certezze da accantonare.
Ci sono venti sfavorevoli e trappole malvagie da sventare.
Ci si ritrova completamente soli
e all’epilogo sulla via del ritorno.
Non è altro che la somma dei desideri e del disgusto.
Un impasto di emozioni.
Ma c’è un libero arbitrio da abbracciare.
Un’etica ancora da plasmare
durante il sonno o da svegli.
Progetto in perenne perfezionamento
o imitazione degenerata?
Verso casa finalmente!
Alla fine è stata trovata una strada.
Non più un reietto,
ormai cambiato eppure rimasto uguale.
Andata e ritorno.
Una spirale sempre più stretta dall’ignoto a se stessi.
Un eterno ritorno.
BLOODLINE – LINEA DI SANGUE
Progenie della Terra.
Eredi della disgrazia.
A cosa sono valsi tali sofferenze e dolori?
La terra è soggiogata sotto un dominio sconsiderato
e incalcolabili schiavi vengono consegnati all’oblio.
Sono stati disprezzati mentre sprofondavano nella disperazione
e la prepotenza ne reclama ogni giorno una parte più grande.
Vi sentite esclusi da questo mondo
quando piangete per le innumerevoli greggi che muoiono?
Per prima cosa non arrecate alcun male
e non vergognatevi di avere un cuore gentile!
Poi salite più in alto
e guardate da una posizione di vantaggio
da cui la prospettiva è più chiara!
Dal mare del tempo e dello spazio cosmici
tutti i confini si dissolvono
e le differenze scompaiono.
Un’unita come parte di un esercito.
Una nave tra le tante.
Le mura sono state costruite per giustificare gli errori,
ma le diversità sono sul punto di tramontare.
Siamo la stirpe di coloro che sono destinati a evolversi.
Gli ultimi discendenti di un’unica linea di sangue.
Sentite questa brezza d’anarchia?
Mentre la follia si diffonde,
proprio come scorre il sangue,
la ribellione di una nuova umanità
infrange le vecchie regole e ne tesse di moderne.
Affonda più in basso.
L’ingegnosità è un dono che possiamo indossare come una corona.
Ora fate la vostra parte!
Ricordate che adattarsi è il fine dell’essere astuti.
Niente sembra progredire lungo la breve durata della nostra vita,
ma la storia è in movimento.
L’impulso si è già avviato.
I comportamenti diventeranno virali sulla ragnatela delle nostre vite
e molte persone già si battono per tempi migliori.
Se la rovina scendesse su tutti noi,
almeno rimarrebbe la scelta delle nostre azioni nel presente.
Le mura sono state costruite per servirsene in eccesso,
ma l’estinzione è alla fine del percorso.
Le nostre cattive azioni potrebbero ritorcersi contro di noi,
poiché i viventi sono profondamente legati tra loro.
Non sentite il bisogno di empatia?
Mentre la pazzia minaccia di sopraffare tutto,
se abbandoneremo il nostro carico di vanità,
riguadagneremo il nostro posto nell’insieme.
IF I SHOULD DIE – SE DOVESSI MORIRE
Una delusione o una vita di valore?
Come potrei considerare ciò che ho vissuto
se dovessi morire?
Il duro lavoro deve essere portato a termine
e i giorni passano,
ma domani potrebbe essere l’ultimo
e poi morirò.
Un’abitudine che dovremmo ripudiare
è quella di tessere una rete di bugie ben orchestrate
per nascondere le sofferenze
che ci circondano agli occhi degli altri.
Sembriamo felici anche se ridotti alla fame
e quasi ne sembriamo lusingati,
desiderando invece disperatamente
tutto ciò che si trova oltre la nostra portata.
Sul cammino dell’oscurità e del desiderio
si alza il dolce odore di un fuoco spento.
Stiamo peggiorando, impazienti di maledire
non il sipario, ma ciò che c’è dietro,
intossicati dal fetore del genere umano.
Oggi dovrà essere come qualsiasi giorno rimasto.
E’ questo che senza dubbio chiedo.
E qualunque sia il momento in cui me ne andrò
non cambierà proprio nulla.
La felicità è completa qui e ora
e non aumenterà se si protrarrà il tempo.
Non esiste altro luogo, a parte quello in cui siedo.
Questo trono di serenità che riconosco come mio.
Una vita piena e buone relazioni,
proprio come chiunque altro.
L’incontro con le aspettative della gente
che si preoccupa del giudizio altrui.
Eppure il dolore acuto al petto
e questo strano sapore in bocca
e tutto ciò che conta e che sembra vano
improvvisamente verranno travolti dal dubbio.
Non posso essere abbattuta da questo supplizio.
Con tutti i miei sentimenti e i miei pensieri,
saranno troppo terrificanti le pene
e tutti i miei sforzi saranno stati inutili.
A caccia dei sogni e del loro fallimento
mi colpisce un senso di assurdità dissimulata.
Non è giusto e non possiamo sopportarlo.
Ci aspetta ancora un altro tipo di tormento.
Sono così contrariata e assolutamente perplessa.
Forse non mi sta portando in nessun luogo,
ma immagino di non dover andare da nessuna parte.
Non ho alcuna illusione a cui aggrapparmi.
Ho soltanto bisogno di essere pronta a sparire.
Il vuoto emerge da noi stessi
e la paura da ciò che crediamo di possedere.
Gli stoici hanno lasciato un ammonimento nel tempo:
che la morte possa essere presente quotidianamente ai nostri occhi!
Testi richiesti da K. L.
