Arete

ÂME DAMNÉE – ANIMA DANNATA

Una lama nera attraverso il bianco eburneo.
Un viaggio verso il cuore di notti irrequiete.
Gelide catene accendono antichi fuochi.
Verso il mistero della purezza,
come una divinità di perfezione, sorge.

TOWERS OF THE NIGHT – TORRI DELLA NOTTE

Verso le fiamme che soltanto noi riusciamo a vedere.
Nelle tenebre, attraverso il dolore.
Attraverso l’afflizione.
D’ora in poi la direzione sarà legata
alle nostre inesorabili vecchie certezze.
Le nostre certezze in ciò che è sempre stato.
Torri della notte.
Fuoco luminoso.
Il nostro ponte attraverso il cielo infernale.
Torri della notte.
Vi giuro la mia fedeltà.
La nostra stirpe è audace
ed eternamente risuonerà la nostra sinfonia.
Sordo è il lamento che respira nell’abisso,
dove la luce degli déi non ha mai brillato.
Noi soltanto determiniamo il nostro destino.
Esasperante è la spirale
quando l’esistenza resta incompiuta
e il paradiso è ferito dalle sue stesse unghie.
Ci si stacca dalla prospettiva,
finché la luce si spegne
e a brandelli sono le vesti dell’anima,
come alberi in una tempesta.

VOID DANCER – DANZATORE DEL VUOTO

L’anelito di un significato.
Una melodia seguita inutilmente.
Il tempo è un demone evasivo
e giungere alla meta è un doloroso cammino da sostenere.
Come un artigiano perfeziona la sua creazione,
scialbo, perverso e crudele,
il paradiso è un ricordo mondano
e solitario è l’uccello che trascende l’eclissi finale.
Attraverso sale di specchi e desolate terre di fumo,
una pallida bellezza si è ridestata dal suo sonno.
L’abisso scorre spalancato sotto i suoi piedi,
alla deriva sopra il dolore.
Infinito è il sentiero che attraversa il fiume nero.
Desideravo che la sua vita proseguisse.
Invoco i suoi avi.
La sua linea di sangue.
E’ una canzone della Terra che ricordo.
Ha esaurito i suoi giorni e lentamente si è spenta.
E’ appassita.
In abissi che nessuno scritto potrebbe descrivere.
In una tenebra che nessuna preghiera potrebbe raggiungere.
Tra le mani della sorgente eterna,
dove la fede non sopravvive.

INFERNAL VISTAS – PANORAMI INFERNALI

Emana dal calore che ti spinge in avanti
l’ardente carezza dello zolfo
e pire sfavillanti guidano questo cammino luminoso.
Come colui che respira nel fuoco
troverò riposo su queste terre,
divorando ogni cosa.
Sono benedetto dal bacio di zolfo.
Il re!
Le sale dell’uomo eterno.
La grande conflagrazione dei perduti.
Un coro senza fine
non appena la morte stessa governerà il duomo del tempo.
Fuoco e caos. La mia fame è tutto.
Continenti di fumo che attraversano i cieli.
Bruciano, senza sosta.
Mi fermerò a fare ammenda.
Una torre scolpita dalla fiamme
e l’ultima campana risuonerà.
Un impero costruito dalle ceneri
per un re proveniente dai feudi roventi.
Gli stolti periranno e così le loro false credenze.
Antiche braci ardono in eterno
come gli echi in queste sale.
Io sono la maledizione della fiamma,
ma non delle parole.
Il re!

CARNAL PENTIMENT – PENTIMENTO CARNALE

Hai sopportato di tutto per essere un caduto.
Nell’immenso sole che si irradia,
prezioso figlio della verità.
Mia ultima creazione.
Non nasconderti nel fuoco delle sanguinanti foglie autunnali!
Ogni alla sarà tagliata
e ogni schiena sarà spezzata.
Purifico le acque
e posseggo la chiave della stella del mattino.
Sono il rifugio e le mie porte sono aperte.
Purifico le acque.
E’ il pentimento della mia arte definitiva.
Ho inciso il mio patto sulla carne.
Un fiume di ferite.
Attraverso le crepe sull’armatura
e nel giardino dei piaceri perduti,
percepisco la tua brama
e le tue mani aggrappate ancora gelide.
Sulle rive dell’oceano,
scolpiti nella pietra con scalpelli e unghie,
abbiamo dipinto i cieli di sangue,
espiando fino alla sconforto.
Oltre il confine corroso
un’ode per gli angeli sconvolti dall’odio!
Cedendo ad ogni battito del cuore
moriamo a causa delle mani del tempo per rivivere.
Sul punto di divisione del crocevia
è più buio il mio sentiero e e più intensa la scintilla.
Respirami! Sono la fragranza.
L’olio che incendia i più forti tra i cuori.
Oltre il vuoto gli echi dei ricordi si perdono nell’arte.
Cercami e ti proteggerò!
Sarà la mia ultima discesa.
Il pentimento del cuore.
Le mie porte sono aperte.

MYSTES – INIZIATO AI MISTERI

Condannato alla rovina,
le macerie bruciano alle spalle.
Un avanzare perpetuo.
Una gara contro le sabbie del tempo.
La virtù è angusta,
ma è il nostro cammino tra le tenebre e la luce.
Una sempre più sottile terra desolata che si erode.
Questa radiosa valle divina
è un abisso per l’aldilà.
Procediamo verso l’ignoto.
Abbiamo raffigurato il nostro desiderio di morte
su sette neri uccelli da preda
e li abbiamo mandati alla deriva nella notte.
Una foresta un tempo proibita,
su ali che ci conducono verso il nostro passato.
Con mani ricoperte di sangue abbiamo estirpato la colpa
per nutrire fantasmi affamati.
Viaggeremo soli, per migliaia di notti insonni,
per raggiungere un sonno elisio.

THE SILENCE OF PROVENANCE – IL SILENZIO DELL’ORIGINE

Gli déi giacciono sepolti sotto il terreno umido.
Vecchie ossa sporgono dal’erba
e sono condannati a dimorare in fosse poco profonde.
Deboli e vaghe ombre dai denti digrignanti
dormiranno finché il sole tramonterà per sempre
e strapperà loro i nomi affinché non vengano più pronunciati.
Eoni per giungere al silenzio,
tra veli offuscati privi del divino.
Le schiere dei caduti disperse senza una terra.
Entrate nell’oscurità!
Varcate il silenzio!
Trascendete nella notte!
Eclissati da menzogne fatte su misura,
i nuovi templi si arrampicheranno verso la luce.
Soltanto miseri echi riverberano tra loro
e le vele si appigliano ai mari senza brezza.
Mendicanti che seguono il loro credo
e i loro mondi che affondano.
I caduti sono indifferenti
e nessuna preghiera può disperdere la maledizione
di essere rimasti disconosciuti, umiliati e non amati.
Trascendete nella notte!
Sono condannati a dimorare in fosse poco profonde,
finché il sole tramonterà per sempre
e moriranno inascoltati.

ATRIUM OF THE STORM – L’ATRIO DELLA TEMPESTA

Mentre il sangue delle montagne
ricomincia a nutrire la vita,
le bestie infernali vagano in cerca di prede.
Da un flebile enigma deriva l’infelice vuoto
e intanto la notte ci trascina incupiti nell’abisso.
Una fragile esistenza.
Seguite il senso del vento!
C’è un punto di luce alla deriva.
Quando tutti ci siamo risvegliati
è stata la morte a portarci la vita.
Un granello di sabbia e una corona
tra le rovine di questi saloni.
Marciamo nell’atrio della tempesta
alla ricerca del focolare
e di un rifugio da un destino di spade spezzate.
Nel cuore del caos,
nell’abisso sottostante,
erriamo senza meta nel nostro sonno.
Rompete il silenzio per ravvivare la fiamma esaurita!
La santità vive dove nessuno può essere trovato.
Questa tempesta inesauribile non smetterà mai di tuonare
e come polvere sparsa abbiamo disperso un regno senza nome.
Quando il gelido autunno comincerà,
il sole sarà fioco e i colori si affievoliranno.
Privato di vita sarà il ladro del tempo stesso.
Una promessa ne esce infranta.
Un futuro pugnalato al cuore.
Nessun uomo può restare illeso con questo tormento.
Il sole collassa nel silenzio
e il mondo è ricoperto di neve.
Grideremo al vento in eterno
nell’atrio della tempesta.

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