NORTHWARDS – VERSO NORD
Il ghiaccio si frantumava in scaglie
e scivolava via sotto i nostri piedi.
Molti uomini persero la vita,
strappata dal fiume Tuonela
nel gelo livido della notte
e nelle acque ghiacciate della morte.
I lamenti e i sussurri vennero entrambi soffocati
e i cuori pulsanti ne restarono congelati.
I giorni si susseguivano
e le notti proteggevano i nostri sogni.
Al passare delle stagioni il nostro gruppo cresceva
e sapevamo di aver trovato un luogo per noi.
Avremmo ricominciato dal principio
e lo avremmo fatto nonostante i nostri poveri mezzi.
Con i compagni acquattati e nascosti
avremmo sempre viaggiato verso nord.
Mi svegliai nel cuore della notte,
gli occhi spalancati nelle tenebre.
Vidi il segno di una mano rossa
che indicava la bocca di una caverna.
Sul lurido terreno di pietre
e in un campo di erba congelata
trovai i miei spiriti amici ed affini.
Le mie sorelle e i miei fratelli.
La selvaggina qui è buona e abbondante
e la vita è felice per l’uomo.
Non siamo giunti invano,
guidati dalle acque silenziose.
ON THE DARK WATERS – SULLE ACQUE SCURE
Sulle acque scure del Tuonela
salpò una nave scolpita nell’osso.
Risalì controcorrente,
navigando rapidamente sulle acque scure.
L’acqua non veniva solcata dalla prua
e la poppa non lasciava alcuna scia.
Non si vedevano remi lungo le fiancate
e non c’erano vele issate sull’albero.
Chi portava quella nave d’ossa?
Chi governava il silenzioso vascello di morte
mentre si librava, si immergeva e risaliva sfidando la corrente?
Aspettava alla tenebrosa sorgente
un figura arcigna e silenziosa
che latrava alla nave di scaricare i morti lungo la corrente.
Una nave d’ossa emerse dal fiume
e i morti vennero invitati a salire sul ponte.
Attraverso i fiammeggianti portali dell’esistenza
imbarcava i suoi muti passeggeri.
Le acque scure del fiume mutavano in sangue
e gorgogliavano e ribollivano
e più la nave d’ossa divampava,
più le loro vene consunte e secche pulsavano rosse di vita.
Lungo una buia ansa del fiume
venivano gettati i nascituri senza nome
e sulla cima di un nudo sperone di roccia
si ammassavano i corpi dei più anziani.
I morti strizzavano gli occhi
non appena vedevano di nuovo le loro ombre.
Erano nati in una vita di lacrime
nella luce di un sole dimenticato.
Velocemente sulle acque nere
ripartiva la nave d’ossa
verso le acque oscure del Tuonela
e le genti si risvegliavano sbalordite
all’alba delle loro nuove vite.
(Sulle scure acque del Tuonela).
Vedevano il giorno che nuovamente sorgeva,
(Sulle scure acque del Tuonela),
pur sapendo che la notte sarebbe discesa.
THE MOON – LA LUNA
Su una roccia, come un albero,
si erge la figura dall’occhio solo
e con fierezza, più e più volte,
infrange l’onda salmastra.
Sono a guardia di questa montagna
e tu mi avvolgi nella notte.
Se ti inchinerai all’occhio di pietra
coglierai una canzone distante.
Una storia trasportata dal vento irrequieto in eterno.
Il tenue silenzio sulle tue labbra dà ordini soltanto a me.
Incrollabile sarà la mia costituzione robusta
e resisterà al gelo della notte.
Su questa montagna svettante
il tuo amore è persino più elevato.
Sei la luna.
Sei la mia luce.
Sei la luna.
Sei la mia luce guida.
WINDMANE – CRINIERA AL VENTO
Ho viaggiato troppo lontano con il mio pesante fardello
e l’oscurità ha ingoiato la strada alle mie spalle.
La luce davanti a me si offuscava e sono inciampato,
soltanto per smarrire il mio cuore e arrendermi.
Ho estratto una campanella di stagno dalla mia bisaccia
e ho invocato colui che è più nero della notte.
Fuoco e sangue freddo nel suo sguardo.
La sua criniera fluttuava.
Fuoco e spirito.
Cavaliere! Messaggero!
Presto! Avviati come il vento!
Sui caliginosi campi di primavera.
Sulle aride strade dell’estate.
Sui sentieri a macchie dell’autunno.
Sulle vie innevate dell’inverno.
La sua mente è una lingua di fiamma rovente,
ma con rapidità trasporta il pesante onere
e sotto i suoi zoccoli scorre il terreno di pietra.
La sua schiva forza mi tocca il cuore.
La sua velocità è sorella della tempesta e del vento
e la sua tremenda potenza si riversa su di me.
Mi riporta a casa dalle terre della notte
e mi libera dai campi del massacro.
La sua mente è una lingua di fiamma rovente.
Trasportami!
La sua mente è una lingua di fiamma rovente.
Il solitario vive di notte.
A NEW LAND – UNA NUOVA TERRA
Abbiamo vagato attraverso strane terre,
viaggiando sempre verso nord.
Abbiamo superato valli e montagne
fino alle rive del mare lontano.
Quando il mondo diventa gelido e pallido
i fiori appassiscono e l’erba muore.
Anche gli alberi più imponenti perdono le foglie
e il vento trasporta il profumo dell’inverno.
Nelle fredde notti del nord
la nostra vita è consegnata alla stella polare
che ci mostra il cammino da seguire
per abbattere il destino per sempre.
Quando l’alba brilla sul ghiaccio
la stella del mattino ci mostra la via
verso la nostra nuova terra.
I cervi bramiscono nella foresta.
Grugniscono fieramente nel loro ardore.
Gli orsi si riarrampicano nelle loro grotte
e le pernici dormono sotto la neve.
Nero è il mare in tempesta.
Rabbioso schizza la sua bianca spuma gelata.
E quando il giorno tramonta a ovest
la luna sorge e congela le acque.
Le gavie artiche e le rondini
s’immergono in picchiata nell’acqua.
Verso la nostra nuova patria!
WHEN THE GODS CAME – QUANDO GIUNSERO GLI DEI
Come vermi sul manto della foresta
brulicavano e si agitavano.
Si contorcevano verso l’alto e vorticavano
come aquile che solcano i cieli.
Con gli occhi di una libellula.
Con orecchie impazienti
e ali membranose.
Sul dorso delle gavie artiche
e sugli artigli sporchi di miele degli orsi.
Ci narrarono il significato dell’esistenza.
Ci introdussero nella vita.
Giunsero gli déi alle nostre genti
e ci insegnarono come essere uomini.
Ci istruirono su come vivere le nostre vite.
Giunsero gli déi alle nostre genti
e ci introdussero nel mondo.
Ci istruirono su come vivere le nostre vite.
Ci condussero a una sorgente nei boschi
per mostrarci il nostro lucente riflesso
e là educarono i nostri sensi
e ci colmarono di abilità.
Nei venti dell’ignoto
sentimmo il cigno cominciare a cantare.
Le stelle erano la nostra guida sicura
e i sogni ci indicavano la via da seguire.
Nell’incanto dell’ignoto.
Sospinti dai venti di cieli lontani.
Attratti dall’ignoto di cieli sconosciuti.
SEVEN ROADS COME TOGETHER – SETTE STRADE CONVERGONO
Avviandosi verso la pianura
dai bui sentieri della foresta,
capirai il perché del tuo viaggio,
socchiudendo gli occhi nella luce.
Quando il cielo si arcua sopra di te
e il bosco stormisce e sospira,
sei nato in un altro luogo,
ma giungi in un tempo differente.
Poni i tuoi doni sulla pietra
con una goccia del tuo sangue,
dove sette strade convergono!
Offri una ciotola di miele!
Offri i frutti del tuo spirito,
dove sette strade convergono!
Osserverai i prati silenziosi
(Dove sette strade convergono)
brillare placidamente come una stella lontana.
(Dove sette strade convergono)
Vedrai al crocevia
una roccia sorretta dal ghiaccio,
erosa dalle acque del passato
e posta in quel luogo dal tempo.
Quando le ombre della foresta
ti avranno fatto smarrire,
ricorda di essere stato in questo luogo!
WAR – GUERRA
Vieni da me, mio spirito pennuto!
Strappami i capelli dalla testa
e becca via gli occhi dal mio lucido teschio!
Cavami la lingua dalla bocca
e sollevami fino al picco a strapiombo!
Spingimi giù nel mare!
Affogami tra i vortici turbolenti,
fin giù nel più profondo abisso!
Neri sono il mio cuore e la mia casa.
La mia dimora è stata distrutta.
Tutte le mie speranze sono ridotte in cenere.
Neri sono il mio cuore e la mia casa.
Il mio rifugio è in rovina.
Tutto ciò che ho costruito è in cenere.
E’ giunta come un corvo.
La morte è discesa.
Ha derubato la mia mente
e mi ha sottratto l’anima.
Con le mie migliori vesti vi siete coperti.
Avete preso il mio posto e ciò che era mio.
Vattene! Vola verso terre oscure!
Librati nei cieli sottoterra!
Potrete essere com’ero io un tempo.
Avete preso il mio posto e ciò che era mio.
Vagabondo. Girovago.
E’ tutto rovesciato.
Librati nei cieli sottoterra!
Nero è il mio cuore
e la mia dimora è stata distrutta.
Nero è il mio cuore
e il mio rifugio è in rovina.
HALO – NIMBO*
Il mare si gonfiava e riscendeva.
Le onde si infransero
e gettarono (quel che sembrava)un pezzo di legno contro le rocce.
La risacca lo spinse a riva
e là trovai uno strano frammento.
Lo raccolsi, lo soppesai e lo rigirai tra le mani.
Il teschio bianco di un corvo,
lavorato dal tempo e dalle correnti
e le sue bitorzolute forme
scavate dalla roccia.
Costruii un nimbo grazie a residui d’ambra
e vi incisi il mio simbolo con un coltello d’osso.
Nel centro del nimbo piazzai il teschio di corvo,
tracciandogli le ali col carbone
e dipingendo un uccello con la cenere.
L’uccello dotato di ali volò via.
Un corvo che gracchiava nel vento
e le immagini cancellate dal mare.
Tratteggiato dalla penna dell’aurora
e abbracciato dalla foresta
all’ombra del crepuscolo.
Un segno indugiò nella mia mente.
Un nimbo oltre i miei occhi.
Una raffigurazione d’ambra lucente fusa al bronzo.
Note: *(Filetto solitamente d’oro che cinge i capelli o la fronte)
THE WOLF – IL LUPO
Viaggiammo coi lupi che cacciavano
e la fame vorace che ci inseguiva.
Il profumo delle nostre tracce di sangue.
La paura che non t’impedisce
di avvertire l’odore della paura stessa.
Sembrava che seguissimo la medesima direzione,
dietro al cervo in fuga.
Con occhi feroci si guardavano gli uni gli altri,
circondandoci con cautela e braccandoci.
Il vento invernale ululava e gridava.
Con delicatezza spirava la brezza estiva.
Taglienti erano le tempeste dell’autunno,
ma verso sud si scorgeva una speranza commovente.
Ululati nella notte spettrale intonavano i lupi
e ombre scorrazzavano nella luce lunare,
accerchiandoci nell’oscurità.
Il fuoco fiammeggiava sulle nostre torce
anche nella fredda luce diurna
e affrontandoli spesso riuscimmo a scacciarli.
Pallide giunsero la primavera e la bruma del mattino
attraverso i foschi confini del sonno
e vidi un lupo sdraiato presso la nostra grotta
che mi aveva cercato notte dopo notte.
MY NAME IS NIGHT – IL MIO NOME E’ NOTTE
Il sole diventa cremisi
e io chiudo gli occhi.
Depongo la mia spada.
La lancia, la faretra e le frecce.
Riposo il capo sulla terra rossa.
Sugli scuri rami d’abete.
Sull’erba dorata dei prati.
Sull’erica e sul rosmarino selvatico.
Il mio nome è Notte.
La mia spada si è piegata e spezzata.
La mia storia si è ridotta in cenere
e della mia vita hanno cantato.
Il mio nome è Notte.
Vagherò su queste colline
e mi prenderò cura delle mie cose.
Perché ho intrapreso un viaggio
con i miei averi fino al Tuonela
e con le mie vesti migliori.
Sopra la pira il sole si solleva sul mare
e dipinge le onde di fuoco.
Le pietre in cima alla collina
sono impilate sulle mie ceneri.
Halo
- Autore dell'articolo:Federico
- Articolo pubblicato:Aprile 1, 2022
- Categoria dell'articolo:Power metal / Death metal melodico / Progressive metal
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