A way

A BRAND NEW WORLD – UN NUOVO MONDO

Nelle ore più buie,
quando il dolore s’insinua nei cuori,
la speranza e la fede abbandonano anche le anime più gioiose.
Assediato dalla tua stessa disperazione,
non arrenderti!
C’è una luce di speranza
persino nella peggiore e più oscura disgrazia.
Un nuovo mondo infine emerge
su questa terra spietata e selvaggia.
Un nuovo cambiamento per sognare e ricostruire da capo
è sorto dalle ceneri dello sconforto.
Decreta la fine di quest’era
e apri la porta per affrontare l’ignoto!
Fai un respiro e buttati!
Abbraccia la tua vita
e dimentica le vecchie abitudini
che offuscano il tuo giudizio!
Protenditi e afferra le meraviglie
che il mondo ha da offrire!
Guarda come appare l’esistenza
quando i germogli sbocciano e fioriscono!

ANNWVYN – ANNWVYN*

Terra dei dimenticati.
Oltre il velo della morte c’è una terra incredibile.
Un mondo di pace e diletti,
dove re Arawn è il tuo devoto signore.
E’ difficile descriverla.
Oltre le terre occidentali,
sferzate dal vento,
si trova l’entrata nascosta sull’isola di Lundy**
o sotto la terra.
Accanto all’ingresso sosta una fanciulla tenace,
determinata, ma impaurita.
Dopo giorni di viaggio farà il suo ingresso
nel mondo di Annwvyn.
Oh, mia cara mamma!
Il tuo tempo era giunto,
eppure mi sento come una bambina abbandonata.
Ho percorso tutta questa strada per supplicare un ultimo abbraccio.
Per un tuo ultimo pegno d’amore.
Le tue lezioni, quando ero piccola.
Ricorderò tutto ciò che mi hai insegnato.
Ne farò tesoro.
Sono la tua eredità
e il tuo dono prezioso.
Ho imparato al tuo fianco
che cosa secoli di saggezza ci hanno trasmesso.
Oh, mia cara mamma!
Il tuo tempo era giunto,
eppure mi sento come una bambina abbandonata.
La vita deve andare avanti
e devo imparare a vivere senza di te accanto.
La tua figura ormai svanisce
mentre ritorno sulla terra
e la vita ricomincia a scorrere nelle mie vene
non appena abbandono il mondo di Annwvyn.

Note: *(Nella mitologia gallese è il mondo dell’oltretomba)
**(Isola tra la Cornovaglia e il Galles)

THE DEVIL AND THE IMPUDENT – IL DIAVOLO E L’IMPUDENTE

Una notte, tra le mura del castello di Glamis*,
sedeva un signorotto arrogante e ubriaco,
privo di qualsiasi integrità
e corrotto dal gioco d’azzardo.
“La tua rovina sarà la mia opera.
Sei un povero stolto che ha sfidato la bestia.
La tua anima e il diavolo
saranno per sempre legate in un gioco senza fine”.
La mezzanotte era ormai prossima,
ma il signorotto era ancora ammantato d’insolenza.
Aveva ignorato la leggenda e i suoi ammonimenti
e continuava a piazzare puntate dopo puntate.
“Sono il signore di queste terre
e scommetterò tutta la notte.
Persino il diavolo non me lo può impedire!”

Note: *(Castello della Scozia)


BLOOD TIES – LEGAMI DI SANGUE

Accadeva in tempi antichi, in tarda estate,
quando il sole immergeva nella luce le pianure fertili,
che prodi soldati facessero ritorno a casa impiegando parecchi giorni,
finché raggiungevano le loro sacre e serene terre.
Per uno di loro fu la fine.
La sua casa stava bruciando.
Vide le sue figlie e sua moglie
che gridavano e piangevano,
violentate dai nemici.
“I tuoi occhi mi ricordano le sue lacrime.
La tua voce mi ricorda le sue grida.
Il sangue degli assassini scorre nelle tue vene.
Ogni giorno il tuo sorriso mi strappa il cuore,
ma l’amore è più forte dei legami di sangue”.
Da questa vile tragedia era nato un bambino.
Il maschio che egli aveva a lungo sognato.
Per salvaguardare l’onore di coloro che amava
riconobbe e crebbe il bambino come se fosse suo.
Ogni giorno fu una tortura
per quest’uomo dal cuore gentile,
diviso tra l’amore e l’odio
che provava per il bambino.
Fino alla fine della sua vita
quest’uomo non sarà mai in pace,
finché non si accorgerà della bellezza
dei legami del cuore.

HOME – CASA

Mi ricordo di quand’ero bambina.
Di quando correvo e mi rotolavo nell’erba alta.
Di quando sentivo il vento sul mio pallido viso
e l’aria salmastra che saliva dal mare.
Tutt’ora vedo i colori di quei cieli tempestosi
e di quei tramonti che mozzavano il respiro.
Odo ancora il fragore delle onde.
Di quando si abbattevano sulle rocce delle ripide scogliere.
I racconti ascoltati e le leggende imparate
hanno consolidato il legame con la mia terra
e nel profondo della mia anima,
fin nelle mie ossa,
questo saldo vincolo non morirà mai.
Osservo il cerchio di pietre scure
e ricordo quei paesaggi verdi e selvaggi.
Sento la pioggia sulla pelle
e ascolto il vento che soffia tra i rami della vecchia quercia.
Quando mi sento perduta e stanca
e quando ho bisogno di riposo e sono spaventata,
chiudo gli occhi e immagino di essere a casa.
Allora percepisco una forza intensa nelle vene.
Percepisco l’energia che riempie il cuore e lo spirito
e le mie radici che corrono in profondità nel terreno.
I racconti ascoltati e le leggende imparate
hanno consolidato il legame con la mia terra.
Nel cuore e nell’animo
vivono cellule fatte di sabbia,
rocce che sono le mie ossa,
il vento che è il mio respiro
e il terriccio che è la mia carne.

THE CLANSMAN – L’UOMO DEL CLAN

Ti svegli solo sulle colline.
Il vento sul viso.
E’ una bella sensazione l’orgoglio.
Essere liberi e appartenere a una razza che fa parte di un clan.
Vivere sull’altopiano,
dove l’aria che respiri è così pura e frizzante.
Sei solo sulle colline,
con il vento tra i capelli
e l’unico tuo desiderio è di sentirti libero.
E’ giusto crederci quando vuoi essere libero.
E’ un istante il morire
e non ti puoi chiedere il perché.
Non vi accorgete di ciò che ci fanno?
Ci stanno distruggendo.
Si prendono la terra che appartiene al nostro clan.
Non sei solo col tuo sogno.
Vuoi soltanto essere libero
con il tuo desiderio d’appartenenza.
Sono un uomo del clan.
Libertà!
E’ un’era plasmata con la paura.
E’ una terra creata attraverso il cambiamento.
I nostri avi sentono cosa sta accadendo
e si rivolterebbero nella tomba.
Proverebbero vergogna
di fronte alla terra dei liberi avvolta in catene.
So cosa voglio
e quando verrà il momento
mi riprenderò ciò che è mio.
Sono un uomo del clan.
Libertà!
No! Non possiamo più permetterglielo!
Siamo la terra dei liberi.

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