Fifty years later

WILL YOU BELIEVE ME? – MI CREDERETE?

Anno 2060. Un vecchio piange.
Oh, da qualche parte abbiamo smarrito la via.
Per tutta la vita è stato un uomo onesto
e mai avrebbe pensato di finire così.
Se potessimo tornare indietro nel tempo, cambiereste?
E capireste?
Mi credereste?
Sono morto a Copenhagen.

DEAD IN COPENHAGEN – MORTO A COPENHAGEN

(Sul totale fallimento di Copenhagen del 2009*).
Quel mattino del primo giorno
il sole invernale sorge sulla fredda città,
dove il nostro futuro verrà valutato.
Esponenti da ogni paese a prendere decisioni
e fin troppo astio.
Disegnate il futuro nei vostri aerei dorati.
Per favore, ricordatevi che anche noi viviamo sulla stessa terra!
Stiamo fermi e vi osserviamo.
Aspettiamo i nuovi accordi.
Vi chiediamo soltanto di partecipare al conto,
perché per noi i danni sono già reali.
Avete il potere di cambiare le cose.
Che cosa ne avete fatto del denaro e del vostro dannato orgoglio?
Che doccia fredda!
La nostra speranza svanisce come un annuncio all’ultima stazione.
Che cosa avete fatto?
Ognuna delle vostre sbagliate, quanto importanti, decisioni
è guidata da considerazioni economiche.
E’ un altro pugno sulla mia faccia.
E’ un’altra bomba sulla mia terra e nella mia vita.
Discussioni? Negoziazioni?
Ci serviva una guarigione comune!
E’ stato soltanto l’ennesimo incontro.
Questione di vita o di morte?
Questione di equilibri finanziari?
Siete coscienti di essere incoscienti?
La nostra speranza morirà ancora?
Giudicate il clima e anche le sue preziose concatenazioni.
Stupidi!
Non siete governanti. Siete commercianti.
Non posso “stare calmo”,
perché non possiamo aspettare un altro anno.
Per voi un milione di dollari sono soltanto spiccioli, come le nostre vite.
Mi conoscete?
Sono morto a Copenhagen.
Mi vedete?
Sono morto a Copenhagen.
Vento e parole sono come mulini a vento.
Trafficate per il diritto di ucciderci.
Di morire e affondare.
Oh, vi prego! Prendetemi per mano!
La mia foresta verrà presto distrutta e sommersa.
La mia isola verrà presto distrutta e sommersa.
Che ne sarà della nostra speranza?
Cosa sarebbe potuto essere?
Per voi la mia terra è soltanto un luogo di vacanza.
Il mio oceano e i miei fiumi, una piscina.
L’acqua che un tempo ci saziava, ora ci uccide.
L’acqua cresce. La rabbia cresce.
Presto dovremo fronteggiare i muri di un cimitero.
Mi conoscete? Vivo lontano
e sono morto a Copenhagen.
Mi vedete? Perché mi ritroverete sulla vostra strada.
Sono morto a Copenhagen, con voi.
Adesso la mia guerra è perduta e sono depresso.
Spero che siate più fortunati di me.
Io ero soltanto un povero pescatore.

Note: *(Nel 2009 vi si tenne la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico)

THE FROZEN WILL – LA VOLONTA’ CONGELATA

Un piccolo appartamento dove tutte le luci sono spente.
Vi entra soltanto il bagliore della città
e il mormorio delle auto che vi circolano.
Infinite e fredde pareti
di questa grande città sovraffollata,
in cui tra ristoranti e droni
è il miglior posto dove sentirsi soli.
Ha i piedi e il cuore congelati, stesa sul pavimento.
Oh, come vorrebbe che qualcuno bussasse alla porta!
Troppi colpi in faccia
e ha perso la volontà di correre la sua corsa.
Non restare sola coi tuoi pensieri!
Chiusa nella sua camera con le luci spente
si immerge in una notte eterna.
Avanti! Guardami!
Persi di potermi liberare?
Di poter liberare la volontà dentro di me?
Il fuoco dorme in profondità.
Sono congelata.
Nel buio soffre e piange
e i suoi pensieri hanno il colore della notte.
Chi proverà a capire le tue paure?
Chi proverà a capire le tue lacrime?
Hai ancora qualche carta da giocare
e ci prenderemo del tempo per disincagliare la tua nave
e per riportare il sorriso sulle tue labbra.
Ci prenderemo del tempo per disincagliare la tua nave
e per recuperare la tua volontà così da continuare il viaggio.
(Luce).
Poi passeremo del tempo con te.
Parleremo e magari discuteremo,
ma speriamo che questo riaccenda la tua fiamma
e forse la nostra farà lo stesso.
(Verso la rinascita)
Libera la volontà dentro di me!
Il fuoco dorme in profondità.
Sono congelata.
Libera la volontà dentro di me!
Ora sta bruciando intensamente.
Rinasco di nuovo.

THESE TREES – QUESTI ALBERI

(Dedicata a Francis Hallé* e a tutti coloro che si battono per gli alberi)
Cadono, uno dopo l’altro.
Vittime verdi che costituivano il vostro orizzonte
fin dove lo sguardo poteva arrivare,
ma ora le mura della prigione si stringono.
Giù. Un altro viene abbattuto. Non ce la faccio.
Dobbiamo tentare di salvare il vestito della foresta.
Io combatterò.
Le loro radici sono le nostre.
Giù nella foresta è bellissimo.
Mi sentivo depresso, ma ora volo.
Respiriamo nel loro abbraccio!
Lasciate che scatti un’ultima fotografia!
Sì, combatterò per questi alberi fino alla morte.
Ditemi che capite! Ditemi che vi unirete a me!
Nella nostra vita quotidiana stiamo giocando
con una grossa forchetta e un grosso coltello.
E’ la fame della città.
Grande, infinita come le nostre.
Vogliamo tutto.
Un cellulare per un albero.
Non resterà qualcosa per tutti.
Basta! Fermate il processo di distruzione
prima di arrivare allo scacco matto!
Basta! Fermatevi prima che sia troppo tardi!
Vi prego!
Da Rio al Congo, la stessa tragedia.
Da Tokyo a New York City.
Aprite gli occhi ora!
Un bacio sulla corteccia, prima che cali il buio.
Ditemi che capite! Ditemi che vi unirete a me!
Ribellatevi e combattete!
Venite con me!
Cambiate con me! Gridatelo e agite!
Per la foresta! Per gli alberi! Per noi!
Combattete per questo paradiso verde!
E’ la luce che vi brilla negli occhi.
Bruciatelo e brucerà le vostre vite.
Le vostre e quelle di coloro che verranno.
E se fallissi?

Note: *(Botanico e biologo francese)

THE HERD – LA MASSA

La vita è un gioco e niente conta.
Benvenuti alla festa!
Bevete, mangiate e divertitevi!
Dimenticate le preoccupazioni!
Ballate e dimenticate!
Ballate e non pensate!
Non pensate alla vostra vita!
Senza pause.
Felicità. Indifferenza. Decadenza.
Semplificate la vostra prospettiva!
E’ più facile di una rivoluzione.
E’ più facile dell’evoluzione.
E’ più facile che cambiare stile di vita.
E’ più facile che pensare all’esistenza.
Svegliatevi adesso!
Il nostro attivo lassismo è un omicidio nel silenzio.
La massa, con la sua indifferenza, calpesta le nostre possibilità.
E’ una strada semplice.
Continuate a dire: “La battaglia è già persa”.
“Non abbiamo tempo da buttare con queste stronzate”.
“Politici? E’ sempre la stessa storia. Non seccatemi con queste faccende!”
Il “per sempre” è un desiderio vano.
Avere e giocare. Pagare.
Video games. Film. Facebook.
Questa è la vostra vita.
La vita in cui vi nascondete coi paraocchi.
Siete sulla soglia di un incendio
e abusate della scienza,
soltanto per vivere l’oggi, senza rimpianti.
Spazzerete via tutto.
Non volete essere disturbati,
ma la vita non è la “Love boat”.
Svegliatevi adesso!
Quella è pura follia, pubblicizzata e incoraggiata.
Siete passivamente colpevoli
e fate parte della massa.
Ora cercate di pensare diversamente!
Ora cercate di vivere diversamente!
Sempre gli altri e mai voi?
Fatevi un esame di coscienza!
Chiedetevi: “Faccio parte della massa?”
E’ una cosa che mi piace chiedermi.
Chiedetevelo come faccio io!
Bene, io ci proverò.

FISHERMAN’S DAY – IL GIORNO DEL PESCATORE

Perse le chiavi nel giorno del pescatore,
le recupereremo? Non saprei.
Nero è il mare in questa baia meravigliosa.
Può soltanto inginocchiarsi e pregare.
C’è una nave che galleggia, squarciata.
Una pagina è stata girata e me ne vado.
Giganteschi erano i pescherecci che hanno violentato i fondali
e tonnellate di cadaveri li hanno tinti di rosso.
Molti di essi, poco interessanti, sono stati uccisi per niente.
Meduse sintetiche proliferano,
mentre il corallo viene strappato via.
C’è carne che galleggia, squarciata.
Pescatore lontano con la tua fragile barchetta,
le città hanno vomitato oltre le scogliere
e tu sei stato colpito da un proiettile vagante,
insieme a tutto il pesce che un tempo riempiva le tue reti.
C’è un uomo che galleggia, squarciato.
Perse le chiavi nel giorno del pescatore,
nelle profonde acque dove era solito pescare.
Può soltanto inginocchiarsi e pregare,
sotto la delicata carezza degli spruzzi.
Ci sono destini che galleggiano, squarciati.
Il giorno del pescatore.
Il giorno del Giudizio.
E’ il primo a cadere.
Chi lo seguirà?
E’ l’inizio della rovina.

AGAINST THE SAND – CONTRO LA SABBIA

(Quando due cuori si uniscono per affrontare la clessidra).
Il nostro ambiente è così devastato,
poiché combattiamo da che siamo nati
e per ciò che pensavamo avesse valore.
Per prima cosa, lo abbiamo fatto separatamente.
Poi ci siamo incontrati e ci siamo uniti
e così siamo diventati più forti,
coi nostri cuori in fiamme che battono all’unisono.
Amore mio!
Ora però gli anni sono passati
e ci hanno dati per morti.
E’ diventata più difficile, non posso non dirlo,
ma nel nostro cielo non ci sono tracce di rosso.
Amore mio!
Le nostre mani sono diventate una sola cosa da tanti anni
e ora invecchiamo insieme.
Era così semplice ed eravamo così forti,
ma il ritmo della canzone diviene più veloce e più serrato.
Reggiamo la corda, sperando nell’impossibile
e affronteremo il pendio.
Non perdere la presa!
Tieniti forte e lasciati andare!
Oh, amore mio!
Posa il capo sulla mia spalla!
So che quando eravamo giovani eravamo più forti.
Resisti!
Resisteremo fino alla fine con la forza della disperazione.
Resisti finché c’è ancora ragione!
Resisti finché il tuo ultimo respiro porterà via le parole!
Non siamo ancora morti.
Avanti, amica mia!
Avanti! Facciamolo!
Affronta la curva e fino alla fine rimarremo una cosa sola,
cosicché i nostri ricordi durino per sempre!
Combattiamo contro lo spreco e l’indolenza!
Opponiamoci alla legge della sabbia che scende come una ghigliottina!
Sbrighiamoci!
Infuriamoci come fanno i giovani!
Stiamo invecchiando e diventiamo più forti.
Siamo in mezzo a una tempesta di sabbia,
ma la nostra battaglia non è finita.
Lotteremo per ciò in cui crediamo.
Ciò che resta da realizzare è più grande che mai,
ma resisteremo e lo faremo insieme.
Amore mio!
Posa il capo sulla mia spalla!
Affronteremo insieme la furia della tempesta di sabbia.
Resisteremo finché la tempesta spazzerà via la polvere delle nostre ossa
in una spirale verso il cielo,
dove ancora tutte le nostre parole riecheggiano.
Ma non siamo ancora morti.
Affronteremo insieme la furia della tempesta di sabbia.

ANY HYPOTHESIS – QUALCHE IPOTESI

Durante questo periodo di speranza e disperazione,
mentre scrivevo questi testi,
un po’ dormendo, tra sogni e incubi
e un po’ riflettendo sul mondo e sulle parole,
mi sono ritrovato a pensare alla mia vita.
Le sue origini, il suo significato e la sua fine.
Lo spazio e l’infinito.
A tutte queste piccole cose.
Come conclusione sono arrivato alla teoria
secondo cui il luogo di tutte le cose che ancora non conosciamo,
o meglio, di tutte le cose che non riusciamo a capire,
è un gigantesco parco giochi per la nostra immaginazione.
Un muro su cui chiunque può essere rappresentato.
Pensateci!
(Confuso)
Stiamo vivendo?
La risposta è perduta.
Esiste qualche prova su cui possiamo basarci?
Esiste un Graal?
Lo spazio si piega
e il tempo è un cerchio su cui possiamo ballare.
Il sole splende e una stella veglia su di te.
(Ipotesi)
Le origini. L’argilla era fertile?
Figli del Nilo?
Ditemi! C’era un Dio? Un mago?
Ditemi! E’ l’occasione per una missione.
Soggetti di un esperimento.
Uno scienziato si occupa di te.
La realtà dal mondo.
Siamo gli atomi di un cervello più grande?
Ci sono altri mondi che fluttuano nelle nostre vene?
Siamo parte di una catena?
Cosa c’è laggiù, intorno al nostro universo?
Offritemi una nuova verità!
Su queste strade mi lascio trasportare.
Oh, che nebbia su ciò che non possiamo concepire!
E’ come un velo sul mondo.
Un velo? Un muro su cui ogni ipotesi è consentita.
Accompagnatemi alla velocità della luce!
Al di là delle stelle è un bello spettacolo.
Con il mio spirito posso muovere le cose
e so dove si trova la porta stellare.
E’ semplice. Provateci!
Vi serve soltanto concentrarvi.
(Finzione)
Forse sono un avatar?
Forse potrei seminare un pensiero.
La mia mente è bugiarda?
Siamo in una Matrix, prigionieri?
Gesù era un tipo strano o un essere supremo?
Pensiero dopo pensiero ed esperimento dopo esperimento,
si arriva a diverse constatazioni e a diverse conclusioni.
(Spazio cosmico)
Non siamo gli unici essere viventi.
Ci sono gli alieni e come noi si pongono domande.
Come sono queste strane creature? Cattive?
Sono brillanti? Sono ottuse e verdi?
(Affondare)
Affondiamo nel labirinto dell’immaginazione.
Dei pensieri e dei sogni. Del tempo e dello spazio.
Il vuoto. Dal vuoto? Oh, dove siamo?
Siamo nei pensieri di un sognatore?
Nel centro o in periferia?
Qual è la verità? Ditemela!
(Messaggio)
Le stelle hanno un messaggio per te.
Il palmo della tua mano ha un messaggio per te.
Pensieri gravosi.
Ma in definitiva tutte queste idee o ipotesi hanno un qualche valore?
Non lo sappiamo. Abbiamo dei limiti.
Abbiamo diverse occasioni come un fiore che appassisce e poi rinasce?
Avremo un altro tentativo dopo l’inverno
o verremo cancellati quando il computer andrà in blocco?
Si scatena nel mio cuore.
Si scatena nella mia arte.
Si scatena senza sosta.
Quante domande rimangono in sospeso!
Impazzisco.
Dov’è la verità? Ditemela!
C’è una verità? E’ sicuro che c’è
e lasciate che ve la dica!
Qualcuno sa rispondermi?
Esiste la vita?
Conoscete il senso della vita?
Ha un senso?
Un nuovo mondo nasce ogni istante
e ci sono migliaia di mondi paralleli.
E’ una storia senza fine oppure c’è una fine?
Esiste una vita dopo la vita?

JUST BEFORE THE SILENCE – APPENA PRIMA DEL SILENZIO

(Dedicata a Maria do Espirito Santo e a José Claudio Ribeiro*)
Il giorno è giunto finalmente.
Lasciatemi respirare! Ne ho bisogno.
Una lettera in mano.
Osservo la mia terra con le lacrime agli occhi.
Prendete la mia vita!
Non ho rimorsi per le cose che ho fatto,
ma le loro menti sono in fuga.
Ora il mio corpo è preso da una strana vibrazione
e ho bisogno di salvezza. Proprio adesso.
Amici miei, ho bisogno di voi.
Il tempo conosce il risultato e gioca coi miei nervi.
Non posso più parlare. Ho perso ogni energia.
Dannazione! Ho il respiro corto
e ho davvero bisogno del vostro aiuto.
Cantate con me!
La mia mente è sottosopra e mi sento davvero depressa.
Temo la banconota e la pistola e il calore del sole.
Lei disse: “So che morirò e vi guarderò dal cielo.
Ora alzatevi e siate forti!
Scrivete e completate la mia canzone!”
Non ho rimorsi per le cose che ho fatto. (Salvezza).
Le loro menti sono in fuga. (Dannazione).
Ora il mio corpo è preso da una strana vibrazione. (La pazzia chiama).
Ho bisogno di salvezza proprio adesso.
Amici miei, ho bisogno di voi.
Tutti possono vedere i miei nervi.
Tutti possono ascoltare il mio cuore.
E’ sempre più forte, ma non sarò io ancora a lungo.
E’ il mio turno? Ah, sprechiamo il nostro tempo!
La voce alla radio dice:
“Stamattina un’altra vittima è stata trovata morta nelle vie principali.
Un foglia si trovava sulle sue labbra, come avvertimento. Una minaccia.
Se vi trovate sulla mia strada, la strada maestra, morirete”.
Che cosa accadrà? Sento una presenza.
Non sono per niente preoccupata. Soltanto in ansia.
Non lasciatemi sola!
Venite qui a detergermi il sudore dalla fronte!
Oh, restate con me!
Sedetevi e aspettate con me per un po’!
Restate con me!
Ognuno la vive diversamente. Questo è il mio modo.
Cantate con me!
Per favore, aiutatemi ad affrontare i miei ultimi giorni!
Vi prego, cantate con me!

Note: *(Due attivisti brasiliani uccisi nel 2011 dopo aver ricevuto minacce di morte)

FIFTY YEARS LATER – CINQUANTA ANNI DOPO

Che cosa potrebbe accadere?
Cammino tra le rovine.
La terra in cui siamo nati è stata devastata e distrutta.
La magia della foresta pluviale.
Il sorriso dei suoi abitanti.
Vittime di un incesto chiamato “Imprevisto”.
Religioni e uomini.
Euro, dollari e yen hanno scritto la parola “fine”
con le loro penne grondanti sangue.
Credevamo di essere re con un futuro senza limiti,
ma tutto è crollato cinquant’anni dopo.
Le miniere sono esaurite e così i mari.
Api e fiori sono morti.
Ovunque la gente cammina senza scopo,
cercando di vivere senza gli alberi.
Quanto potrà durare?
La terra è stata prosciugata
e sulla sua superficie non cresce più niente.
Per l’eternità rimpiangeremo la nostra storia.
L’ultima neve e l’ultimo albero vivranno
nei nostri ricordi finché moriremo.
“Dio, se ci sei, portami via da questo cimitero!”
Nello spazio profondo riecheggeranno eterni pianti.
Guardatevi intorno!
A volte la chiamiamo “Opera di Dio”.
E’ un modo per non sentirsi in colpa
e allora bisogna accettarlo e annuire.
Ma ci crediamo sinceramente?
Queste azioni e questi disastri si sono moltiplicati,
come i molti segni che non abbiamo visto.
Siamo rimasti increduli quando i pescatori sono morti.
Parigi, Tokyo, New York, Pompei, Atlantide.
Siamo stati giullari e l’abbiamo sprecata.
Perdonaci madre se ti abbiamo costretta a spegnerti!
E’ la fine.
Chiedo soltanto una lieve brezza
che asciughi le lacrime di un vecchio.
Ma il vento se ne è andato con gli alberi
e io sono rimasto solo con le mie paure.
Solo per cinquant’anni.
Ditemi che mi sbaglio!
Dimostratemi che mi sbaglio!
Datemi una qualche ragione per sperare!

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