AN UNWELCOME GUEST – UN OSPITE SGRADITO
Oh, terrificante visitatore!
Mi dai la costante sensazione
di essere prigioniera della paralisi del sonno
con le tue macabre allucinazioni,
ma siamo a metà del giorno e sono completamente sveglia.
Oh, pietrificante visitatore!
Il tuo peso comincia a farmi male.
C’è un folletto sul mio petto*.
Un ospite sgradito che non mi lascia mai.
C’è un folletto sul mio petto
che mi ruba il respiro.
Oh, maliziosa creatura che mi fissi negli occhi!
Ti divertono i miei sforzi?
La paura che provo?
Per gli altri sei invisibile,
mentre io sono bloccata qui in mezzo.
E’ uno stato ininterrotto di ipnagogia**.
Un sogno in cui non riesco a urlare.
Quante cose farei
e in quanti luoghi mi recherei
se non avessi questo peso che mi grava sul torace!
Note: *(Riferimento al dipinto di Füssli del 1781 “L’incubo”)
**(Induzione del sonno)
FAR DISTANT LAND – TERRA LONTANA
Sulla collina per l’ultima volta
ho portato una gemma da lasciarmi alle spalle
e tra i monoliti mi sono diretta verso una terra lontana.
Sulla collina sembra tutto come al solito.
Sono sicura di averti sentito chiamare il mio nome
e tra i monoliti mi sono diretta verso una terra lontana.
Ora sei un fantasma del passato.
Duecento anni sono trascorsi così velocemente,
ma riesco ancora a sentirti nella mia anima,
come se sapessi esattamente dove andare.
Sulla collina per l’ultima volta
ho portato una gemma da lasciarmi alle spalle
e tra i monoliti mi sono diretta verso una terra lontana.
E’ una terra che ben conosco,
poiché vi ho lasciato una parte di me.
Sono in cammino
e sono sicura di averti sentito chiamare il mio nome.
Ho viaggiato in giorni di altri tempi
e ho attraversato la porta di pietra.
Riesco ancora a sentirti nella mia anima,
come se sapessi esattamente dove andare.
Il nostro amore è come una libellula nell’ambra,
preservata dal tempo.
Riesco ancora a sentirti nella mia anima,
come se sapessi esattamente dove andare.
Sulla collina dove svettano le pietre
e un piccolo e blu nontiscordardime,
attendo che le pietre inizino a cantare,
così che possano riportarmi da te, amore mio.
SPIRIT OF FORGETFULNESS – SPIRITO DELLA DIMENTICANZA
Il pensiero di te mi possiede.
Sei il custode della mia mente
quando sei completamente e chiaramente vivo.
Invocai il Lete*.
Lo spirito della dimenticanza.
Lo implorai profondamente di cancellare il mio ricordo
e mi rispose: “Stai attenta a cosa desideri, tesoro”.
“Queste acque non sono fatte per i vivi
e per quel che ne sai potrei essere un bugiardo crudele e spietato.
Potrei non essere il tuo benefattore”.
Il Lete decise di aiutarmi.
Lo spirito dell’oblio.
Mi portò negli inferi, tra le anime dei morti,
dove mi abbeverai alle sue acque per dimenticare.
Ho scordato tutto,
ma ancora mi ricordo di te.
Non ho memoria di chi sono.
Queste acque non sono fatte per i vivi
e ho stretto un patto disperato con un bugiardo crudele e spietato.
Una voce fuorviante dal tono sincero.
Note: *(Fiume dell’oblio nella mitologia greco-romana)
BLOODY FOOTPRINTS IN THE SNOW – ORME INSANGUINATE SULLA NEVE
Orme insanguinate sulla neve,
lasciate qualche istante fa
da una creatura con un cuore di ghiaccio.
Nessun morso sarebbe sufficiente.
Prova una fame che non può essere saziata.
Un tempo umano, ora è alienato.
Uno spirito di luoghi romiti.
Oggi lo chiamiamo Wendigo*.
Riuscite a sentire il suo stomaco brontolare vorace?
Riuscite a udire il suo terribile ululato?
Orme insanguinate sulla neve,
lasciate dallo spirito del Wendigo.
da una creatura con un cuore di ghiaccio
e dall’appetito ingordo.
Riuscite a sentire il suo stomaco brontolare?
Riuscite a udire il suo ululato?
Un gigante, alto come un albero,
condannato a vagare da solo e famelico.
Riuscite a sentire il suo stomaco brontolare vorace?
Riuscite a udire il suo terribile ululato?
Vorrà divorarvi con avidità,
ma più mangia e più ne sente il bisogno.
Orme insanguinate sulla neve.
Non sarete mai abbastanza.
Nessuno lo sarà mai.
Vi consumerà in un sol boccone,
soltanto per poi procedere con la sua ricerca
per appagare la sua infinita voracità e la sua pulsione.
Note: *(Creatura leggendaria diabolica della cultura nativa americana)
THE EVERGREEN AND WEEPING TREE – IL SEMPREVERDE SALICE PIANGENTE
All’ombra di un sipario di sempreverdi,
dimoro sotto un cipresso.
E’ da Agosto che sto aspettando
e finalmente la neve è sospesa sui rami.
Scende su di me come piccole valanghe
e mi ricorda come sono caduta per te,
sebbene la caduta mi abbia lasciata contusa.
Oh, ti sto ancora aspettando.
Sono sotto un albero come fanno gli innamorati.
Oh, lentamente sto per essere sepolta da un cumulo.
Sto per svanire una volta per tutte.
Sono incastrata nel terreno.
Ho esitato troppo a lungo.
Mi sono cresciute le radici e non riesco più a muovermi.
Sono diventata un salice piangente in un giorno cupo,
né verde, né gialla, ma di un grigio sfiorito.
Oh, ti sto ancora aspettando.
Sono sotto un albero come fanno gli innamorati.
Oh, lentamente sto per essere sepolta da un cumulo.
Sono cresciuta in un tronco appassito una volta per tutte.
Poi però c’era il sempreverde
a cui cantavo la mia elegia
e che ascoltava una bellissima melodia.
Però c’era il sempreverde
che stava lì per me
e che si era innamorato della mia natura.
Le nostre radici si sono intrecciate
e il mio aspetto spoglio è tornato alla vita.
CICADA – CICALA
Amore mio, sei la mia ispirazione
e mi seduci con la tua canzone.
Svanisco nella tua eufonia* verso mondi lontani.
Sento le campanule risuonare
e mi allontano. Mi allontano.
Sento le campanule risuonare.
Le ascolto cantare.
Scompaio in un campo di blu.
Quando affonderò nella melodia
per non fare più ritorno, ormai lontana,
mi trasformerai un una cicala,
cosicché possa concludere la tua canzone?
Qualcuno potrebbe ascoltarla come un brusio fastidioso,
ma se saprai come farlo,
ti prometto che distinguerai la mia voce.
Quando affonderò nella melodia
per non fare più ritorno, ormai lontana,
mi trasformerai un una cicala,
cosicché possa concludere la tua canzone?
Quando affonderò nella melodia
ci trasformerai in una leggenda?
Come facevano le Muse,
così canterò per te in eterno.
Sono sbalordita e potrei non tornare.
Oh, potrei non tornare!
Sono ammaliata e non voglio essere trovata.
Oh, non voglio essere trovata!
Quando affonderò nella melodia
per non fare più ritorno, ormai lontana,
mi trasformerai un una cicala,
cosicché possa concludere la tua canzone?
Quando affonderò nella melodia
mi donerai delle ali traslucide?
Concluderò la tua canzone
quando inizierà l’estate.
Note: *(Il contrario di cacofonia, ovvero una melodia piacevole all’ascolto)
MY SOUL’S DEMISE – LA DIPARTITA DELLA MIA ANIMA
Mangerò il pane dal tuo petto*
e banchetterò con le tue bugie,
la tua malvagità e il tuo rancore.
Gli insignificanti misfatti dei tuoi orribili crimini.
Non ci penserei due volte a farli miei.
La tua morte sarà la dipartita della mia anima.
Mi farò carico dei tuoi peccati,
ma chi si farà carico dei miei? Chi?
Dal tuo petto senza vita berrò un sorso di birra
per consumare la tua cattiveria come un dono.
La tua morte sarà la dipartita della mia anima.
Farei qualsiasi cosa.
Ti amo più della mia vita.
Mi farò carico dei tuoi peccati,
ma chi si farà carico dei miei? Chi?
Nessuno mi guarderà più negli occhi
e tutti sussulteranno al mio passaggio.
Note: *(Rituale funerario irlandese del tardo medioevo
per cui, mangiando il pane dal petto di un defunto,
se ne assumevano tutti i peccati)
WE MAKE MIST – CREIAMO UN VAPORE
Una magica eco d’acqua,
come se una balena cantasse
dalle profondità del mare.
Con una melodia crepitante.
Una fiamma notturna rovente,
simile al suono che farebbe un serpente.
Una risonanza che si crea
quando il fuoco si innamora del ghiaccio
o quando i crepuscoli vulcanici
incontrano le luci del nord.
Creiamo ossidiana.
Io sono blu glaciale e tu sei vermiglio.
Creiamo un vapore.
Creiamo piccoli cristalli di ghiaccio.
Quando ci baciamo creiamo un vapore.
Una risonanza che si crea
quando il fuoco si innamora del ghiaccio,
simile al bagliore alpino sulle vette innevate dei monti
o quando un torrente di lava
incontra i gelidi ruscelli delle cascate.
Come se il tuono ruggisse
dalle profondità di un lago
con un suono oscuro e caldo.
Un mare di fiamme.
Braci sussurranti su un bianco paesaggio.
Cuori che bruciano, congelati nel tempo.
Un abbraccio paradossale.
Una risonanza che si crea
quando il fuoco si innamora del ghiaccio,
simile al bagliore alpino sulle vette innevate dei monti
o quando il sole di mezzanotte
incontra la notte polare.
Buio e luce.
THUMBELINA* – THUMBELINA
Stanotte sarò Thumbelina
e dormirò in un guscio di noce
su un tranquillo materasso fatto di petali di viola.
Nei miei sogni sono Thumbelina
e vado alla deriva lungo il fiume,
salpando su una foglia caduta.
Sarò la regina dei fiori.
E’ un sogno magnifico, ma domani
verrò portata in alto sull’albero
e quanto sarà spaventoso!
Quando domani verrò portata in alto sull’albero
potrò mai essere libera?
Domani sarò Thumbelina
e verrò portata fin sulla chioma degli alberi da un maggiolino gigante,
ma verrò fatta cadere su una margherita e sarò libera
come è successo a Thumbelina?
Ho dormito in un guscio di noce
e mi sono svegliata sotto una coltre
di rossi petali di rosa.
Note: *(Conosciuta come Mignolina o Pollicina, è una fiaba di H. C. Andersen del 1835)
FOREVER AND A DAY – PER SEMPRE E UN GIORNO
Desideravi il per sempre e un giorno,
ma ciò che posso offrirti è un giorno soltanto.
Hai toccato il mio cuore, è vero,
tuttavia esso non ti appartiene.
Mio bel poeta dagli occhi dorati,
oggi sono tua e tu sei mio,
ma ti prego di non chiedermi quando potrai rivedermi ancora,
perché il mio cuore appartiene a un altro uomo.
Che sguardo penetrante, come se fossi ipnotizzato!
Come se io fossi una sorta di mito.
Qualcuno per cui morire pur di starci insieme.
Che sguardo penetrante, come se fossi ipnotizzato!
Come se io fossi una sorta di sirena.
Mi fai ridere. Mi fai sentire ammirata e libera
in tua compagnia su questa spiaggia deserta.
E’ così che mi ricorderò di noi
e spero che non mi dimenticherai.
Che sguardo penetrante, come se fossi ipnotizzato!
Come se io fossi una sorta di mito.
Qualcuno per cui morire pur di starci insieme.
Che sguardo penetrante, come se fossi ipnotizzato!
Come se io fossi una sorta di sirena
e fossi disposto a nuotare in acque burrascose
pur di raggiungere la mia isola.
Desideravi il per sempre e un giorno,
ma ciò che posso offrirti è un giorno soltanto.
CRIMSON FACES – VOLTI CREMISI
Ti dissolvi nella schiuma del mare
per non fare mai ritorno a casa,
ma sei immortale tra le mura di Manderley*.
Il tuo spirito indugia,
mentre il tuo corpo giace in fondo al mare.
Cammino nella tua sinistra e meravigliosa ombra,
schernita da mostruosi rododendri.
Mi osservano con i loro volti cremisi
e ricordano a tutti il tuo sangue versato.
Come il mare sei implacabile,
fredda, aggraziata e tempestosa.
Posso combattere i vivi,
ma non posso farlo coi morti.
Cammino nella tua sinistra e meravigliosa ombra,
schernita da mostruosi rododendri.
Mi osservano con i loro volti cremisi
e ricordano a tutti il tuo sangue versato.
Ricordano a tutti ciò che io non potrò mai essere.
Mi abbracci. (Mi abbracci sarcasticamente).
Sarcasticamente (e possessivamente ti manifesti a me)
con il tuo profumo di azalee, così dolce e inebriante.
Note: *(Tenuta inglese immaginaria del romanzo “Rebecca” di Daphne du Maurier del 1938)
