The great bazaar

EARLY MORNING MANTRA – MANTRA DEL MATTINO PRESTO

Benvenuti di nuovo in questo mondo!
Nel canto degli uccelli, il mattino presto, troverete il suo mantra.
I bimbi piangono. Note d’allarme.
Un tempo dal ritmo veloce è ciò che mi piace.
Mi lavo le mani sporche prima di cominciare.
Prima che ci lanciamo in questa ricerca solitaria.
Una gara senza fine.
Piacere di incontrarvi!
Benvenuti a questa mascherata!
Unitevi a me mentre scendiamo verso questo grande bazaar!
Strani profumi e fumi offuscati
da sogni di qualche luogo lontano.
Mi troverete a girare tutt’intorno.
Ora basta! Fatemi uscire!
Nella mia cassa toracica batte un orologio arrugginito
e il tempo fa ticchettare una melodia di note distorte.
E’ il momento di andare.
Le parole non significano niente in questo mondo.
Partecipate al gioco prima che tutto ciò che è reale sia perduto!
E’ il momento di andare.
Un peso gravoso.
Una fitta ed enorme rete.
Una trappola. Una prigione di maschere con le gambe.
Meglio andare a farsi un giro.
Nessuno sa che cosa si potrebbe vedere.
Benvenuti al carnevale dei disfunzionali e dei disturbati!
Divertitevi, ma attenti a non perdere la testa!
Esplorate! Non ci sarà giusto o sbagliato
e quando la musica sarà finita,
tornerete per averne ancora un po’.

RELIVING THE FEELING – RIVIVERE L’EMOZIONE

Un’implacabile bellezza che offusca la mente.
Che spazza via la polvere dal mio zaino.
E’ passato tanto tempo da quando ho viaggiato lontano
e sono entrato nel grande bazaar.
I venditori hanno provato a fare una transazione.
Tutto è in vendita se il prezzo è giusto.
Come posso rivivere quell’emozione?
Sotto ogni panchina c’è un’ombra nascosta
che ha dato il via a tutto questo,
con un’espressione da vicolo cieco dipinta sul volto.
Si siede e sorride ai forestieri.
Di notte le strade diventano silenziose
e gli angeli sorgono dalle ceneri delle perdute anime celestine.
Semi di conforto sono stati piantati in tutti loro
e danzeranno finché l’alba non se li porterà via.
Come posso rivivere quell’emozione?
Come posso affrontare tutto questo?
Per quanto dovrei continuare a ignorare il significato
che bussa alla mia porta?
A volte la vita mi mette in ginocchio
e delle ferite mi si aprono dentro.
Non respiro. Vorrei soltanto fuggire
e rivivere l’emozione di quella volta.
Una scatola piena di videocassette
sarà tutto ciò di cui disporrò
finché non pagherò il prezzo.

TOUR DIARY – DIARIO DI VIAGGIO

Lo sguardo nei tuoi occhi dice
che non è restato proprio nulla
e che quel dolce paradiso è rimasto chiuso dietro una porta.
Sto perdendo il controllo
per aver guardato sul fondo dell’oblio.
Invio cartoline a tutti e vi dico addio.
(E’ tempo di muoversi).
Una cartina ripiegata nella tasca
e del buon fumo per il viaggio.
Lo chiamano “l’uomo che cammina da solo”.
Scriverò ciò che vedo,
ma non riesco più a ricoprire il mio ruolo in questo gioco da tavola.
Il viaggio verso l’ignoto.
Un regno di bugie accecato dalla falsa luce del divino.
Dormi, così la testa può sfuggire al cuore
e nascondersi come un ratto nelle fognature.
Con l’ultimo respiro spero di ritrovare la mia via verso casa.
Una leggera brezza danza sulla terra di nessuno,
fischiettando una tenue melodia.
Gli avvoltoi gridano di piacere,
nel loro solenne desiderio di essere re dei poveri.
Scriverò ciò che vedo.
Lo respirerò profondamente.
Conservo ogni aspetto per questo diario di viaggio,
ma ora so che là non c’è niente per me.

BLANKET OF LONGING – MANTO DI DESIDERI

Aspetto che accada qualcosa.
Aspetto una svolta.
Aspetto un segno.
Vago per le strade, senza meta, senza tempo.
Annuisco quando pronuncio il mio addio.
Spesso osservo la fotografia del mio piccolo bambino,
ma non riesco più a piangere.
E’ come un fiume che si getta nel mare
e con piccoli passi risale la collina,
ma non riesco più a piangere.
Nei momenti di noia salpo con la nave dei sogni
e mi godo la dolce brezza della mite fantasia.
Improvvisamente è tutto nero come la pece
e non vedo più niente.
Un manto di desideri mi avvolge.
Oltre le nubi si estende uno spazio infinito,
nel quale tutti noi danziamo mascherati.
Niente è più reale.
Il grande bazaar è basato sulla tua scelta
e questo puzzle deve essere descritto da te.
Enigma, riportami a casa!
Sono pronto al lancio.
Sono pronto a cadere.

SPECTER – SPETTRO

Tanto tempo fa viveva un uomo.
Sua maestà. Il re dei re.
Governava la sua terra con potere e forza
e aveva conquistato l’immenso mare blu.
Il popolo di quelle terre era schiavo
sotto il trono del suo oscuro regime
e le leggende narrano che le farfalle nascessero senz’ali.
Il suo nome non può essere scritto,
ma per secoli venne venerato.
Nel mio quartiere, non troppo distante,
un uomo cerca il suo intrattenimento.
Adora guardare film su di loro.
Nude, strangolate e picchiate.
Il suo nome non può essere scritto,
ma per secoli venne venerato,
perché l’uomo si inventò il demone.
Ma fate attenzione!
Rabbia, paura e aggressione sono il lato oscuro.
Una volta presa questa strada,
esse domineranno per sempre il vostro destino.

FATHER AND SON – PADRE E FIGLIO

Spero che non sia troppo tardi
per esprimere il mio rimpianto per averti lasciato.
Spero che vada tutto bene
e che non litigheremo.
Sei la mia sorgente di luce.
La stella che brilla di notte
quando il cielo si rannuvola.
Ho aspettato il giorno in cui ci saremmo rincontrati.
E’ passato tanto tempo. Lo so, amico mio.
Il mare agitato mi ha spinto in terre remote,
dove le sirene piangono una preghiera di grazia.
Per l’amor di Dio, hai perso la testa?
Ti prego, smettila con questo pietoso pianto!
Dobbiamo vivere in pace in tempi come questi.
Cogli l’occasione!
Spezza la tua argilla e sii te stesso!
Ho aspettato il giorno in cui ci saremmo rincontrati.
E’ passato tanto tempo. Lo so, amico mio.
Sono il Signore. Il vento che soffia sulle tue vele.
E’ la tua anima che riscatterò.
Dovremmo unire le nostre forze.
E’ l’unico modo per zittire le voci che rendono impetuoso il tuo mare.
Un tuono furioso scuote la terra. La mia terra.
Confusione. Miscugli di linguaggi.
Il serpente alza la testa.
Hai bevuto il nettare del dolce frutto proibito
e poi dall’abisso ho gridato il tuo nome.
Una quercia solitaria si staglia sull’orizzonte
e i suoi rami si protendono verso il cielo.
Grazie alle radici allungate fino ai corsi d’acqua,
le sue foglie non si seccheranno mai.
Abbiamo un legame. Il nostro è un gruppo.
Siamo uniti come padre e figlio.
Persino i demoni chinano la testa
quando camminano in questo grande bazaar.
Ci vediamo la prossima volta!

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