THE TRIUMPH OF METAL – IL TRIONFO DEL METAL
La voce di antiche pietre riecheggia
tra le fiamme del presente.
Migliaia di stelle danzano nel crogiolo.
Nascono e muoiono in un secondo.
Ho lasciato la mia pelle di dolore al sale del mare.
La verità colpisce in basso e regna dall’alto.
Ora senti la battaglia!
Il cuore cresce
e il tuo vero io discende dal cielo.
Fatti penetrare dalla luce!
Sei il Graal.
Il trionfo del metal.
Obbedisci al tuo ideale di vero amore!
Scegli la lotta anziché l’immobilità stagnante!
Sii il soldato dei tuoi desideri!
Sii l’innamorato che disprezza la propria morte!
Afferra le staffe della sapienza!
Indossa la pesante corona!
La solitudine è profonda,
ma illuminerai molte albe.
Il calice degli innumerevoli orrori
non soffocherà i tuoi sensi.
L’uomo è un ponte che va attraversato.
Diventa colui che dona le rose!
POLYMORPHIA – MUTAMENTO DI FORMA
Ho osservato il mondo da una sottile fessura,
sdraiata su un pavimento polveroso
che domina la scena.
Ero il fantasma sfigurato
che la storia rifugge,
confinato nelle ombre
e nascosto dalla lucentezza del sole.
Ma la bianca stella della prima materia ha preso forma
e sulla tela del cosmo è disceso
il sipario divino per le anime solitarie.
Il mutamento di forma
ha preso in prestito dalla maestosa natura
il suo originale enigma
e la sua magica struttura.
Il mutamento di forma in un laboratorio.
Senti il magma che genera la grandezza!
Il vento soffiava sotto le travi
e le rovine formavano il cielo,
permettendo ai raggi del sole di filtrare
e di rendere la materia volatile.
L’oscurità divenne un’amica,
perché non mordeva, né masticava più.
Il lupo sofferente era stato domato,
glorioso sotto l’elogio lunare.
Architetti di paesaggi antichi
emersero dalla mia empatia.
Capisco i misteri che custodisci
e che hanno scritto le pagine dei miti.
THE SCALE OF REBIS – LA SCALA DEL REBIS*
Il carro funebre si è fermato accanto all’altare.
Ti sei bevuto le tue paure
e hai sollevato la coppa con orgoglio.
I raggi del sole, traslucidi e vibranti,
riempiono la tua coppa,
ora un pozzo zampillante.
Per il caos del creatore della luna
celebro la madre celeste.
Per la dorata sfera dell’ordine
celebro il padre terreno.
Perché la scala del rebis porta ordine
all’equilibrio della forza del re,
guidato dalla mano della regina.
Perché la scala del rebis porta ordine a tutto.
Mostri senza forma fanno irruzione
e gli spiriti si disperdono nel nulla
a causa della scala del rebis.
Sostieni lo sguardo verso l’indifferente Crono**,
che fa correre i nostri sogni più veloci dell’orologio.
Presa in prestito dall’innocenza
è la sua pace disarmante.
Conquisterà la morte al passo della gioia.
Tra l’ordine e il caos hai liberato l’emozione
che ti ha incatenato senza sosta alla gelida necropoli.
Perché la scala del rebis porta ordine
all’equilibrio della forza della regina,
guidata dalla mano del re.
Perché la scala del rebis porta ordine a tutto.
Mostri senza forma fanno irruzione
e gli spiriti si disperdono nel nulla
a causa della scala del rebis.
La scala del rebis dà ordine all’equilibrio.
Note: *(Il rebis alchemico è l’effetto di un matrimonio chimico tra opposti. Sole-luna. Terra-cielo)
**(Titano nella mitologia greca che simboleggia il tempo)
MIDNIGHT – MEZZANOTTE
Rintocca la mezzanotte.
La mia comprensione è cieca
e il domani ha paura di disvelare la propria luce.
I draghi ringhiano sopra il calore delle lampade
e io afferro la lama, fluttuando nella mia testa.
Il mio respiro è fugace nel santuario del cercatore
e la falce della morte mi minaccia alle spalle.
Oh, non c’è fuga!
Trova un modo!
Trafiggi la paura del buio!
Un marchio divino.
Il fuoco morde.
E’ una battaglia sotto la pallida luce lunare.
L’aura tremolante è divorata da gargolle
e ombre spezzate si aggirano intorno alla cattedrale.
Il fumo esala costantemente dai fumaioli
e le pagine scritte a mano nel linguaggio degli uccelli
sono state inchiostrate.
Cerco di sollevare il velo dei misteri,
poiché la mia mente è più profonda di una mare antico.
Oh, non c’è fuga!
Trova un modo!
Trafiggi la paura del buio!
Un marchio divino.
Il fuoco morde.
E’ una battaglia.
Oh, non ho modo di fuggire.
Affrontala nel cuore della notte!
Basta pianti!
Basta bugie!
Nessun dubbio da lasciarsi alle spalle.
Rituale dopo rituale l’ignoto emergerà.
La culla della verità.
La fine del tempo.
Cosmi insondabili saranno la mia guida.
Cercherò la pietra rossa per una nuova vita,
finché sarà il momento per le impurità di perire.
I miei passi sono stati guidati dalla singola promessa
di scegliere un sentiero che conducesse verso l’ignoto.
Ho trasceso la mia carne e la mia tomba
ed è tempo di debellare l’incubo.
Oh, non c’è fuga!
Trova un modo!
Trafiggi la paura del buio!
Un marchio divino.
Il fuoco morde.
E’ una battaglia.
Oh, non c’è fuga!
Trova un modo!
Combatti sotto la luce della stella rossa!
Basta pianti!
Basta bugie!
Nessun dubbio varcando la porta della mezzanotte.
THE CITY OF TEARS – LA CITTA’ DELLE LACRIME
Goccioline bluastre si uniscono,
si dissolvono e si intrecciano.
Sul vetro sporco di ruggine
serpeggiano nella penombra.
Delicate spine dorsali
sono testimoni di un’effimera bellezza.
Scheletri protesi verso il cielo
che sostengono la città cattedrale.
Il ruggito della tempesta che si ritira
si fonde al boato del tuono.
Il castello costruito sulle nere scogliere
resta nascosto tra i sempreverdi
e il lieve fruscio del vento
culla la città delle lacrime.
Rasserena le ombre solitarie
e rimbalza sotto gli archi tenebrosi
la sinfonia degli echi che protegge la città delle lacrime.
Vagando avvolta nel pallido mantello,
sono il fantasma e l’ospite sotto il ponte
e i miei passi si lasciano indietro i miei più cari ricordi.
Ho asciugato i miei occhi d’alabastro
e li ho fissati sulla storia.
Sugli eroi delle ore che hanno dato forma al mio destino.
La pioggia scende lungo la collina.
Un fiume grigio che riversa la sua pienezza.
Niente più frumento per il mio mulino.
Niente più sale per la mia agonia.
Affronto le gelide paure
mentre si dissolvono nella brezza.
Mi adagio tra le confortevoli lenzuola
e chiudo le palpebre pesanti.
Sognerò senza limiti.
Una ruga si forma sulle guance.
MIND’S ARBORETUM – IL GIARDINO DELLA MENTE
Neri pigmenti d’inchiostro restano sulla vecchia pergamena.
Vivaci punti sul pentagramma
discendono dalle curve.
Il bellicoso disordine si scontra e si allinea.
Alte vibrazioni si fondono
e un’immensa potenza cresce.
Meraviglie si combinano.
Sotto la calotta dello scheletro
i rami audaci dell’alberello
si connettono e si incrociano
per far nascere nuovi germogli dorati.
La ragnatela cerebrale tesse una luminosa costellazione
e nella decadenza di una cantina polverosa
purifica la notte soffocante.
Respira e pensa!
Espira, ripensa e rilascia!
La mia forma mortale,
così vuota e caduca,
è nutrita dalla calda luce
che continua a riversarsi.
L’armonia delle sfere si inchina e conquista
e il mio sangue pulsa.
Respiro tra le ombre di sfumature cremisi,
galleggiando sopra la luna.
Il grande fiume della realtà
pecca di vere fondamenta
e come sempre stringe un patto con l’immaginazione.
Il cigno bianco scivola e ondeggia
sulla superficie del lago
e il salice allunga le sue chiome sui riflessi ondulati.
La nota si diffonde lontano
e prima dell’ultima sequenza
affonderà nello spazio azzurro
e nel puro suono del silenzio.
AS MY WILL TO POWER IS SEEN – MENTRE LA MIA VOGLIA DI POTERE E’ EVIDENTE
La brezza mi va volare i capelli
quando mi allontano dal fumo denso.
Rivolgo lo sguardo abbagliato
sulla valle di dorata vegetazione.
Lungo il sentiero che percorro
si diffonde il profumo dei cedri
e si mescola all’aria del paesaggio
che sono venuta ad ammirare.
Lo sguardo penetrante e lucente d’ambra
è guidato da pura energia.
Gli alberi sono i guardiani della mia pace interiore
e le loro nodose radici mi affondano dentro,
mentre la mia voglia di potere è evidente.
Quando l’immenso disgusto prevarrà,
radunerò dalle siderali altezze
le stelle delle montagne
che portano con sé il gelido vento.
Un bambino crea e si distende
nella vastità profumata di fiori
e con la sua lira incanta
e suona la gioia del corso dell’esistenza.
Che quest’isola mi conceda
un rifugio per la mia mente!
Dopo così tanti viaggi
mi riposerò sulle sue rive.
Lascia che il mio istinto
partorisca un eterno mercurio!
Che voli oltre le vette
e dimori nelle profondità delle caverne!
A SONG OF BLOOD AND STEEL – UNA CANZONE DI SANGUE E ACCIAIO
Il sole brilla tra i merletti di neve sul lago
e l’aria gelida morde il suo viso d’alabastro.
Il suo denso respiro soffia sulla pianura colma di vapori
e scaglie metalliche avvolgono i mantra intorno alla sua vita.
Il suo talismano di legno ancora arde sul suo petto,
ma l’Hachiman* ha predetto una farfalla nera.
I pini rossi sono velati dietro i suoi rapidi passi.
Taglierà la testa al più forte degli uomini.
La natura è una cosa sola con me.
Sono la fenice in fiamme.
Una guerriera con l’affilata Tachi**.
Lascerò che l’alba dorata sanguini
e la mia anima sarà libera.
Cavalco con i Kami***
e le mie frecce trafiggono i soldati.
Il vento reca acciaio e terrore
e il mio cuore è appeso a un filo.
Con il metallo trionferò.
Vola come un leone ai piedi delle montagne.
La sua spada ondeggia con i corsi d’acqua
e lo specchio del cielo è oscurato dal rosso luttuoso.
Il campo di neve è come l’inverno della sua spada.
(In questo mondo di caos soltanto
un cuore libero da affanni può aprirsi
come un fiore che sboccia in guerra).
Immergi la tua Naghinata° nel fiume sacro!
Sei l’Onna-Bugeisha°° che combatte con onore.
Impedisci alla ruggine di offuscare la tua pura dignità!
Purifica la tua bocca e le tue mani con una serena onestà!
(La salamandra versa il sangue sulle canne spezzate.
Recita le preghiere per il resto dei defunti!)
(Se risalirò ora fino alla cima della montagna,
comunque tornerò se mi dirai che mi aspetterai).
Le rive del lago Biwa sono in fiore
sotto il salice dello spirito.
I pianti di un’anima si affievoliscono.
I pianti di Tomoe Gozen°°°.
Note: *(E’ la divinità della guerra secondo lo shintoismo giapponese)
**(Tipo di spada giapponese)
***(Spiriti o divinità dello shintoismo giapponese)
°(Arma giapponese caratterizzata da una lama ricurva innestata su un’asta)
°°(Donna guerriera della nobiltà giapponese)
°°°(Guerriera giapponese del XII°-XIII° secolo)
