OF DEATH – SULLA MORTE
“Déi degli inferi, vi affido ciò che accadrà a tutte le sue membra.
Il corpo, i capelli, l’ombra, il cervello.
Gli occhi, il naso, le labbra, le sue parole.
I polmoni, le viscere, le caviglie e le piante dei piedi.
Déi degli inferi, se la vedrò appassire,
giuro di offrirvi volontariamente un sacrificio
nell’anniversario della festa dei suoi genitori,
con i risparmi dell’avvizzimento”.
Avanti! Ridisegniamo le mie cicatrici!
Creiamo una mappa delle stelle!
La luce dorata ci guiderà
fino ad essere una cosa sola con gli déi.
Sono le morbide linee tra le bugie
e tu sei un ipocrita parassita.
L’oscurità nasconde e offusca la luce.
Sono nato dalla morte
e il mio cuore riecheggia invano.
L’oscurità mi attira
e il mio sentiero rimane impresso nel dolore.
E’ la strada che percorriamo,
mentre tutto intorno a noi si spoglia.
La battaglia della terra comincia oggi.
Lacrime cadono dal cielo
e le nostre anime sono fuse all’agonia.
E’ una sinfonia tragica.
Senti il mio cuore che batte? No.
La tenebra che mi circonda mi invoca
e non riuscirò mai a liberarmi della sofferenza,
mentre il mondo comincia a svanire.
Il silenzio mi chiama.
Echi di un mondo invisibile.
Mi rifiuto di lasciare andare il dolore
e tutto inizia a fluttuare.
La battaglia della terra comincia oggi.
Lacrime cadono dal cielo
e le nostre anime sono fuse all’agonia.
E’ una sinfonia tragica.
Senti il mio cuore che batte? No.
La tenebra che mi circonda mi invoca
e in questa follia finalmente vedrai
un amore che è davvero cieco.
VENATOR – CACCIATORE
I segni sono evidenti e chiari.
Il sentiero è stato rivelato.
Un fulmine colpisce il tempio.
Gli déi sono contrariati
e si aspettano doni.
Nell’opaco abbraccio della luna
accogliamo il nostro ultimo giorno.
Nel pallido cielo notturno abbiamo scorto un corvo.
Attraverso la morte trascendente ascendiamo all’Elisio*.
Il Campo di Marte** attende oltre il velo
e con forza e valore marciamo verso l’aldilà.
L’angoscia e il tormento sono come alleati.
Siamo caduti sotto la spada del lupo.
Vi offro la mia consacrazione.
Il dono del mio sangue.
Divinità, accettatelo come un segno di devozione!
Permettetemi di abbandonare il mio corpo se vi aggrada!
L’aquila spalanca le ali,
ricalcando la potenza dello scutum***.
Infinite fila di metallo spinte in avanti con forza implacabile.
Gli artigli dell’aquila lacerano.
Con efficacia squartano l’agnello.
I giavellotti volano lontano nell’aria
prima di conficcarsi nelle corazze di cuoio.
E’ il destino a decretare l’aprirsi della strada
per affrontare il vento e i portenti di Marte.
Morti e lunghe sequenze di gesta verranno mostrate.
Egli ha udito e muove i suoi passi alla guerra.
Note: *(I campi Elisi erano il luogo che accoglieva le anime elette nella mitologia greco-romana)
**(Area pianeggiante dedicata a Marte, dio della guerra nella mitologia romana)
***(Tipico scudo di forma allungata delle legioni romane)
MONUMENTS – MONUMENTI
Mi hanno raccontato che il mondo si raffredderà,
ma il fuoco brucia dentro.
In questo mondo che si consuma
la morte non ha fine ed è silenziosa.
Sono perso in una storia non raccontata.
Vedo soltanto alberi morti caduti
nel mondo spezzato che c’era un tempo.
Ave oscurità!
Che la fiamma dell’odio si accenda in ognuno!
In chiunque!
La sofferenza rimarrà la stessa.
Questo mondo non è per tutti.
Non è per nessuno.
Una desolazione di ghiaccio.
Una tetra rovina.
Il fuoco infuria e consuma la terra,
come in una macabra rinascita.
Nessuna foglia sussurra nel vento.
Nessuna vita può essere trovata.
In questa contorta irreversibilità la morte è realtà.
Vedo soltanto alberi morti caduti
come monumenti che si ergevano un tempo.
Nessun bisbiglio nel vento.
Nessuna vita prende il volo.
Soltanto echi di pianto imprigionati nella notte.
L’oscurità striscia ovunque.
Una foresta di decadimento.
Il cimitero dei sogni.
Non resta che esprimere odio.
Il mondo si consuma in una pira inestinguibile.
La silenziosa sinfonia di un desiderio di morte.
Non ci sono déi a fare da guida.
Non ci sono leggi a cui legarsi.
Ci sono soltanto dolore e guerra.
(Ave oscurità!)
TENEBRAE LATEBRA – L’OSCURITA’ DELLE COSE NASCOSTE
Nella luce al centro della tenebra
la mia stella è a nord.
Scopro ogni cosa e tutto mi si rivela.
E’ l’oscurità delle cose nascoste.
SUMMONING THE DARK – EVOCARE IL BUIO
Quando il mondo si rivelerà,
risorgeremo dalla polvere.
Nonostante tutto resisteremo
e ci affideremo alla nostra ira.
Attraverso il tormento scaveremo il nostro destino
e in quest’oscuro disegno risuoneremo.
Quando il mondo si arrenderà alla notte eterna,
la mia sofferenza perdurerà.
Non ci sarà conforto nell’oblio e sarò solo.
Nessuna pietà è stata mostrata.
Nessuna preghiera è stata ascoltata.
Distruggeremo i Cieli senza una parola.
Devasteremo il paradiso
e lasceremo che regni il caos.
Strapperemo le ali agli angeli
e li annegheremo nel dolore.
Basta bugie!
Che la verità si infiammi!
Il vostro Dio marcirà nella luce accecante.
In mezzo alle stelle siamo una cosa sola con i morti.
Ai nostri piedi chineranno il capo
e attraverso le porte dell’eternità marceremo verso l’infinito.
Staremo sulle rive di un fiume di sangue,
una cosa sola.
Berremo il sangue dei demoni,
il potere divino.
Il fiume scorre cremisi, dove sanguinano gli angeli.
Nella loro falsa gloria in pezzi
li osserveremo in ginocchio.
Lentamente creeremo un passaggio tra le stelle.
Lentamente stupreremo e tortureremo gli déi.
Devasteremo il paradiso
e lasceremo che regni il caos.
Strapperemo le ali agli angeli
e li annegheremo nel dolore.
Basta bugie!
Che la verità si infiammi!
Il vostro Dio marcirà nella luce accecante.
Nessuna pietà è stata mostrata.
Nessuna preghiera è stata ascoltata.
Nel regno dei caduti
bruceremo il ponte fino al paradiso.
Il nostro destino sono gli abissi dell’inferno.
BEYOND THE HORIZON – OLTRE L’ORIZZONTE
Sono uno spettro perduto in un viaggio attraverso il cielo
e navigo verso i campi in fiamme.
Con la morte al mio fianco non sarò mai solo.
In questo abisso il mio cuore ha trovato la sua casa.
Ci siamo spinti troppo in là per tornare indietro
e nel caos abbiamo giurato.
Tempeste si accumulano in cielo.
Sentiamo la pioggia cosmica.
Che il sole possa sorgere un’ultima volta!
Un urlo nel vuoto, inascoltato e invisibile.
Un’anima alla deriva in un mondo così vivo.
Consegnaci l’orizzonte dove la fiamme ci uniranno!
Questo è il luogo dove le stelle si scontrano.
Questo è il luogo dove i sogni scompaiono.
Il mondo comincia a friggere.
Guardatelo bruciare come un sole eterno!
Un urlo nel silenzio.
Le tue lacrime come stelle liquefatte.
In questa prigione fatta di cicatrici
ci siamo spinti troppo in là per tornare indietro
e nel caos abbiamo giurato.
Sono uno spettro perduto in un viaggio attraverso il cielo
e navigo verso i campi in fiamme.
Il vuoto lo circonda in un nulla senza fine.
Una stella lontana brilla intensamente
e soffoca tutta la sua luce.
Alla deriva. Respira!
Trova sollievo! Credici!
Nel crepuscolo.
Nell’oscurità senza fine.
La solitudine cosmica di questo eterno viaggio.
Venti di sussurri che portano alla disperazione.
Galassie di dolore che vorticano nel tuo sguardo.
Le fiamme scrivono la mia storia attraverso la Via Lattea.
Venti di sussurri che portano alla disperazione.
Galassie di dolore che vorticano nel tuo sguardo.
THE RIVERS OF AVERNUS – I FIUMI DELL’AVERNO*
Il pittore dell’arte più cruenta prende il pennello.
Il signore delle forme grottesche dipinge linee occulte.
Ombre di aberrazione appaiono sulla tela.
Colori che riflettono la pazzia della sua mente artistica.
Una serie causale di ritratti di sangue
raffigura la tempesta di cieli violenti.
Eternamente scenderà la pioggia
e, goccia dopo goccia, darà forma
ai fiumi dell’Averno.
Si snodano come corsi di sventura
e discendono nel buio,
scolpendo la pietra come loro monumento.
L’acqua rigenererà i campi della condanna,
placando la sete inestinguibile di Orco**.
Lo spettro dalle raccapriccianti visioni
siede in posa contorta,
ricoperto da un sudario,
da cui spuntano soltanto gli occhi.
Costretto dalla sua volontà, fissa il dipinto,
riflesso del suo assassinio
e liberazione dalla carne.
Le sacre rime si mischiano ai colori
sparsi sulla tavolozza,
come a sussurrare un genocidio.
La sua poeticità silenziosa
è percezione di una vita recitata da anime
tra gli incubi di questo mondo.
Note: *(Nella mitologia latina è il nome dell’inferno)
**(Nella mitologia romana è la prima forma di Plutone, il dio degli inferi)
IN SLEEP THERE IS PEACE – NEL SONNO C’E’ PACE
Padre, ti prego! Prendimi per mano quando scende la notte!
Oscurità.
E’ tutto ciò che capisco e non c’è via di fuga.
Sanguino.
Le mie ferite sono profonde
e il mio tempo verrà.
Guarire.
Non c’è tempo per guarire.
Mi addormento.
Nelle trincee, dove le ombre strisciano,
un ragazzo solo piange nel silenzio.
Nel fango, dove i sogni declinano,
non c’è vita nei giochi a cui giochiamo.
Stringe la terra nel pugno,
mentre le tenebre serrano la presa.
Un tempo vivace, ora silenzioso e freddo.
Un eroe forgiato nel dolore.
Un cuore ormai in frantumi, perso sotto la pioggia.
Prendimi per mano, mentre affronto la fine!
Sono una vittima di guerra.
Non fingo più.
Al mio funerale pronunciate il mio nome!
Il mio spirito è straziato,
ma farà ritorno.
Silenzio, ti invoco
e troverò la mia strada.
Luce.
La mia luce si affievolisce e l’oscurità avanza.
Scorgo ombre del passato
e sono pieno di paura.
Padre, ti prego! Prendimi per mano quando scende la notte!
Il mio corpo è spezzato
e il mio spirito lacerato.
Come un pupazzo fatto d’agonia,
sorpreso dal temporale.
Sono perso nel caos.
Vittima della battaglia.
Dimenticato, come un’eco della vita.
Prendimi per mano, mentre affronto la fine!
Un soldato nel silenzio che non capisce.
Al mio funerale pronunciate il mio nome!
Insieme abbracceremo questo gioco eterno.
AN ARIA OF THE DAMNED – UN’ARIA DEI DANNATI
Déi dell’inferno,
lasciate che la peste divori il mondo!
Che giunga il tempo in cui tutto scompare per sempre!
ALL LIFE IS EVIL – TUTTA LA VITA E’ MALE
Forgiato da un evento cataclismico.
Disperso nel vuoto sconfinato.
Plasmato da una mano invisibile a formare una coppa.
Un calice di sangue.
Le catene della vita sono fissate a una stella
e per l’eternità gireranno in tondo.
L’utero delle galassie pulsa insaziabile,
violentato da antichi pianeti in orbita
e dalla corruzione emerge una sacca di complessità.
Un algoritmo teleologico* impostato sull’oscurità.
Una volta esisteva uno specchio,
bellissimo alla vista,
ma oltre il fascino del riflesso
tutto era marcio e impuro nel profondo.
Il ramo metallico del dolore.
L’albero della sofferenza.
E’ piantato nella mia carne
ed è cresciuto troppo alto.
Carne martoriata,
penetrata fino al midollo.
Raggiunge il cielo e assorbe la mia anima.
Nella mia ora più oscura,
tempo di avvizzimento,
mi inginocchio davanti alla grandezza.
E’ il momento della caduta.
Piango nei cieli.
Epoca di ghiaccio.
Tutto è ancora silenzioso.
Note: *(Dottrina filosofica del finalismo, secondo cui il fine delle cose è insito nelle cose stesse)
MAKSO MITÄ MAKSO – PAGA CIO’ CHE DEVI
Non posso riposare.
La sera prosegue,
anche se ci siamo coricati.
Cercano di capire la mia vita
che va su e giù e anche a ritroso.
Prego!
Non c’è bisogno di ringraziarmi.
Sono felice di pagare
finché il mio buon umore dura a lungo.
Anche la tua va su e giù e anche a ritroso.
E’ già mattino
e gli altri si aggirano nel corridoio.
Ho ancora gli occhi aperti.
Paga quel che devi
finché le nostre notti vanno avanti
e le ragazze si mettono in mostra!
Tienimi stretto quando le mie gambe diventano deboli!
Ho ancora le tasche piene.
Paga quel che devi
finché le nostre notti vanno avanti
e le ragazze si mettono in mostra!
Ho promesso che non l’avrei più fatto,
ma la gente mi rende le cose difficili.
Ho scelto una strada su cui non si torna più indietro.
In caso contrario perderei tutto.
Nessuno lo farà per te.
A nessuno importa dei tuoi problemi.
Non posso nemmeno immaginare come hai resistito tanto
essendo così giovane, Isac.
Che diavolo! Sto vivendo la mia vita
e questo è il nostro spettacolo.
Ho ordinato due bottiglie.
Portamene altre!
La ragazza qui accanto a me ha sete.
Lo giuro. E’ vero quando dico che non andrò a dormire, fratello.
Darkness invisible
- Autore dell'articolo:Federico
- Articolo pubblicato:Febbraio 22, 2026
- Categoria dell'articolo:Death metal melodico
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