MY SHARE OF LONELINESS – LA MIA DOSE DI SOLITUDINE
Non guardarti indietro
e non dare la colpa alle mani che ti guidano,
quando senti il vento che ti soffia in faccia!
Ti racconti storie su ciò che avrebbe potuto essere,
da cui non trarrai conforto,
ma soltanto dubbio e disperazione.
Questa strada senza uscita è diventata la tua casa.
Non può guarire il tuo cuore malato.
Passi per le vie sotto la pioggia.
Non puoi rinunciare agli sforzi
che ti hanno reso chi sei.
Che ci hanno reso chi siamo.
Raccogliamo rimpianti giorno dopo giorno
e ogni minuto che passa siamo più deboli.
Il diluvio ci inzuppa fin nelle ossa
e ci offre la nostra dose di solitudine.
Sto espiando per i miei errori
o è uno scherzo del destino?
La mia fiducia da tempo si è trasformata in risentimento
e guardi il mio volto afflitto dal dolore.
La sofferenza è incisa in solchi sulla mia carne.
La sofferenza è incisa in solchi sulla nostra carne.
Volti il capo in silenziosa riconciliazione,
incapace di comprendere il peso della tristezza,
mentre io valuto se valga la pena andare avanti,
attraversando porte da tempo chiuse.
Le nostre strade si sono incrociate
e ora divergono ancora,
ma siamo una cosa sola in questo mondo tormentato dalla tragedia.
Avviliti e senza più speranza,
camminiamo verso un buio domani.
Troveremo un risvolto positivo?
GAIA DEMISE – LA FINE DI GAIA
La terra mi trema sotto i piedi.
I resti di ogni vita organica sono una putrida e pulsante massa informe.
Sta per arrivare la fine.
Gli occhi della Madre di tutti piangono.
Freme, mentre si consuma piena di rimpianto.
La terra mi trema sotto i piedi.
E’ venuto il momento di disfare queste spoglie mortali.
Mi sdraio e mi fondo con il terreno.
Sarò testimone di questa ultima, grande trasmigrazione,
poiché presto tutti svaniremo nell’eternità.
Questo è l’epilogo.
Sorgi, Gaia!
La vita stessa è destinata a deperire.
La consapevolezza è una maledizione sul progetto.
Mente e anima sono intrecciate nel fragile vincolo del corpo
e intrappolati nel rifiuto reciproco.
Ora ogni residuo bagliore di luce comincia a svanire.
La repulsione viene rilasciata fino a disperdersi
e torneremo alla polvere da cui veniamo.
Abbracciamo la rovina!
E’ la fine di Gaia.
GALLOWS FRAME – LA STRUTTURA DELLA FORCA
Nei periodi di silenziosa prosperità
il dubbio tende a crescere di più.
L’anima intrepida sfida la continuità.
Rovescia l’equilibrio e potrebbe minarne la stabilità,
svettando sopra questo paesaggio industriale.
Una vita di impressioni si perde nell’indifferenza.
Ho visto centinaia di torce con le loro teste fiammeggianti.
Perché il mondo non incontrerà la sua fine in un istante,
ma servirà un lamentoso decadimento.
Lo stesso vale per me.
La struttura della forca si staglia sul cielo cupo
in un continuo sfoggio di monotonia.
Stordiscimi! Alienami!
Abbandonami allo smarrimento che mi circonda!
L’alienazione causa disorientamento,
così, quando sentirai la mia voce per l’ultima volta,
ti ricorderai che un tempo vivevo qui.
Dove il sole splende nei vicoli fumosi,
soltanto su coloro che hanno valicato la condizione di fiducia,
il tessuto stesso delle fondamenta verrà rapidamente eroso.
Abbandonami nel dimenticatoio
e subito dopo giù in un canale di scolo!
Lasciami qui al gelo, la faccia nella polvere!
LIMIT CYCLE – CICLO LIMITE
Non commettere questo errore!
E’ soltanto un desiderio di unità derivato da una perdita.
Un’antitesi alla frammentazione del carattere nella vita moderna.
Non è altro che un bisogno senza limiti
a cui è necessario provvedere.
Siamo olistici per natura.
Questa perenne inquietudine è insita nel nostro midollo.
Non ci sarà una rinascita dell’empatia,
quanto illusioni di solidarietà.
Un mero insieme di valori,
posto al di fuori della nostra prospettiva egoistica
e basato sulla finitezza della nostra vita
fino a un’ansia inerte.
Senza un briciolo di significato
stiamo creando legami che non hanno nulla a che fare
con il margine di errore proprio dell’uomo.
Vedo la compassione spegnersi negli occhi di chi mi circonda,
mentre la pazzia si trasforma in ragione
e la ragione in paura.
Tutto si conclude con la rinuncia ai nostri valori.
Ci lascia isolati e col desiderio di evadere,
a immolare le nostre anime passive.
Continuiamo a stare in compagnia con azioni di ostentazione morale.
Atomistici per natura,
non possiamo relazionarci agli altri.
Tutti soffriamo di un’anomia emotiva
che raggiunge in fretta l’apice della divergenza.
L’interesse reciproco ci spinge al compromesso,
ma è soltanto una finzione
e tentiamo di mantenere il contatto attraverso l’ipocrisia,
fallendo miseramente.
Fremiamo per rattoppare quel poco di integrità che ci è rimasta,
fallendo miseramente.
ZERO TEMPERANCE – NESSUNA TEMPERANZA
Vivere significa essere svegli
e io fatico a tenere gli occhi aperti.
Sono separato dall’esistenza nei miei giorni
e così tante storie restano da raccontare.
Sono emerso nella vita contro ogni probabilità,
eppure non riesco a soddisfare la mia sete.
I miei desideri mi hanno condotto fin qui
per non essere altro che un testimone della fine.
Gettate le mie ceneri nel più infuriato degli oceani,
poiché avrei visto ogni cosa,
essendo nato con nessuna temperanza!
No! Non mi farò sottomettere.
Col cuore affamato e la mente aperta
lo rifarò ancora e ne uscirò con un ghigno sul volto.
I miei amici mi porteranno sulla pira
e il fuoco verrà acceso soltanto per me.
Devo scendere a compromessi col mondo
per essere in grado di vedere il sipario che si chiude.
Celebrerò l’infinita passione
con cui questo destino è stato avviato.
Una volta sollecitati dall’insoddisfazione
i miei piedi cominceranno a muoversi da soli.
Gettate le mie ceneri nella più rigogliosa delle foreste,
poiché avrei visto ogni cosa,
essendo nato con nessuna temperanza!
Gettate le mie ceneri dalla più alta montagna,
poiché avrei visto ogni cosa,
essendo nato con nessuna temperanza!
MOMENTARY LIFE – VITA PASSEGGERA
Di quale entità è il colorito della vita?
Restiamo svegli alla mercé del treno dei nostri pensieri.
Soddisfiamo i nostri vizi
e, in mancanza di coraggio,
sopravviviamo alla nostra debolezza.
Prendete queste parole
e date loro un senso se volete,
perché io sono troppo stanco per curarmene!
Ancora percepisco che tutto questo non ha fine
nel cerchio dell’illusione volontaria.
Trascorriamo i nostri anni di veglia
nell’inesauribile ricerca di un significato più alto,
ma io mi rifiuto.
Non sopporto più queste vuote parole e i gesti inutili.
Che forza d’animo serve per rinunciare?
Nulla ci porterà a cambiare l’ambito di applicazione
e non cambieranno le motivazioni,
per cui con ansia accoglieremo la fine.
No! Non sarò soggetto a questi desideri,
perché non possono esserci soltanto tempi bui ad aspettarci.
Infine capiremo che la vita è passata oltre le nostre aspirazioni,
ma incentiveremo la nostra paura di morire
e quindi i nostri sogni.
OVERSOUL – ANIMA UNIVERSALE
Davanti al rosso del cielo mattutino,
al luccichio del lago ghiacciato
e nelle pozzanghere di una strada allagata,
attendiamo qualcuno di onesto da disprezzare.
Qualcosa di selvaggio ha aperto gli occhi.
Nei tronchi degli alberi e nell’ombra delle foglie.
Nel fondo di un pozzo e nel crepuscolo della sera,
qualcosa di evanescente ha iniziato a respirare.
Teniamo a bada la perdizione,
perché essa induce le nostre mani alla rabbia
e sussurra la morte a ogni essere vivente.
Nel mormorio del fiume, in ogni gelido brivido
e in ogni singola goccia di pioggia,
aspettiamo qualcuno che possa liberare il nostro spirito,
soltanto per poi vederlo appassire.
Ai piedi di una verdeggiante collina
e tra le crepe di un mulino abbandonato.
Nelle folate sull’erba ondeggiante
e in ogni tratto di penna,
ho cominciato a riconoscere la mia vivace volontà.
Ha fatto esperienza degli spasmi della passione,
essendo l’avversario che cerca virtù nella determinazione,
ma d’ora in poi non ti servirò più.
Presto lascerò questa vita,
sussurrando la morte a ogni essere vivente.
THE FARTHEST REACH – IL PUNTO PIU’ LONTANO
La neve si adagia sui pini della costa.
Tutto il mondo è ricoperto di bianco.
Così tranquillo e sereno.
Sono ai piedi delle colline.
Il respiro congelato mi fuma sul viso,
mentre osservo il paesaggio imbiancato
fino dove il mio sguardo può arrivare.
Non si sente un rumore,
a parte il verso di una cicogna poco lontana.
Inalo respiri di aria gelida
e dietro di me non ci sono che orme.
Sono solo contro gli elementi sotto le stelle danzanti
e questa battaglia dovrebbe insegnarmi
qual è il mio posto nell’universo,
perché nello stupore e nella meraviglia tutti dobbiamo fiorire.
La sopravvivenza è una questione di istinto.
Ogni momento è essenziale
per sfidare il terribile freddo di queste terre.
Il disorientamento in me comincia a farsi sentire
e sento la gelida morsa dell’inverno che si serra.
Ancora avanzo risalendo
e le nuvole restano sotto di me.
Procedo verso laghetti blu e fiumi fragorosi.
La montagna mi aspetta.
Sprofondo sempre più
e le forze abbandonano il mio corpo.
Mi sdraio a riposare nel luogo che sembra essere la vetta del mondo
e a guardare la luna sorgere nel punto più lontano.
THIS SHADOW MY LIKENESS – QUEST’OMBRA MI SOMIGLIA
All’inizio c’era una semplice azione da compiere:
espandere la limitata idea del mondo.
Il mio passato ora non è che un ricordo
e guardando avanti vedo un volto che brilla felice.
Durante un breve momento sospeso nella luce chiara,
nella mia mortale paura ho creato quest’ombra che mi somiglia.
Che mi alimenta, mi ossessiona e mi spinge a proseguire.
Ho fissato una meta da raggiungere
in una singola passata di pennello
e ho dipinto l’immagine completa del mio futuro.
Questo spettro ormai mi seguirà e mi verrà dietro.
Sto inseguendo un miraggio che luccica distante
e ripenso a tutte le intersezioni attraversate
e a tutte quelle che verranno.
Mi deturpo ancora una volta
per poter fare il prossimo passo.
Ho preso la svolta sbagliata?
In definitiva non sono all’altezza?
Spingendomi verso misure disperate,
il mio sembiante non mi lascerà riposare.
L’impulso vira verso un significato più ampio
e qualcosa di genuino prende la forma
dello scopo che ho bisogno di vivere.
Testi richiesti da Kristian R.
