THE CIRCLE – IL CERCHIO
Tra le stelle ho esplorato l’universo
e ho trovato il mio sole nel cuore della Via Lattea.
Sotto la volta celeste ho vagato sulla terra
e, seguendo la Stella del nord,
ho scorto segni familiari.
Attraverso un bosco d’aceri,
oltre gli alberi di quercia,
fino ai confini della foresta di abeti.
Sotto le foglie minute
canterò la canzone della vita.
Suonerò per il sole,
ammirando la creazione
e ascoltando il fiume del tempo.
Scorre.
La ruota della vita risplende
nei giochi di ombra e di luce
e la storia della canzone continua.
Farò ritorno alle stelle
e volerò tra le galassie,
libero dal giogo del tempo
nel vortice dell’eternità.
Quando la ruota avrà compiuto un cerchio completo
e il mio viaggio qui sarà terminato,
vagherò tra le stelle
e accoglierò lo splendore del sole.
BONES – OSSA
Ossa.
Qualcuno ha sparpagliato degli scheletri.
Ossa dell’anca e spine dorsali.
Costole ammucchiate e scapole.
Ha accatastato teschi in un tumulo.
Ossa.
Ho atteso parecchi giorni e notti,
senza trovare qualcuno a cui chiedere
di queste persone che un tempo avevano una vita.
Che cosa è successo qui?
Sono giunti dalle tenebre
gli spiriti della notte.
La luna ha raggiunto il suo apice,
prospera, azzurrina e bianca.
Sono giunte dalle tenebre,
limpide e mutevoli,
le striscianti creature nella nebbia.
Mi sono fermato un’altra notte,
scoraggiato e indolente,
ad osservare questo pezzo di terra senza nome.
Un terreno ricoperto d’ossa.
Ossa.
Poi è spuntata l’alba che conoscevo,
in cui un tempo anche questa gente ha vissuto.
Ho imparato la loro storia
e mi è stato rivelato il loro destino.
DANCING SHADOWS – OMBRE CHE DANZANO
Il tuo spirito danza sotto antichi alberi
lungo la strada della foresta.
Su una roccia coperta di muschio esita la tua ombra,
ma ti unirai all’orbita del sole.
Chiudi gli occhi
e ascolta attentamente il suono sotto i tuoi pensieri!
Scoprirai il cuore del tempo
che riecheggia sul tamburo.
Abbandona il tuo corpo e muta la tua forma!
La donnola si infila sotto un ceppo
e la lontra nuota sotto le radici.
Fin nelle profondità della terra.
Sotto le zolle e la ghiaia.
Nel sottosuolo.
L’uccello dal collare nero scende in picchiata
e nuotano la foca e il tricheco bruno
fin negli abissi del mare.
Oltre i portali delle terre oscure,
incisi sugli abeti e infissi sulle querce.
Sulle porte della reggia di Manala*
“morte” è l’unica parola che troverai.
Devi allontanarti da quella porta!
Riattraversa la soglia
e tuffati come il tricheco e l’uccello dal collare nero!
Guizza come la lontra
e fuggi come la donnola!
Riemergi dalla terra verso la luce!
Note: *(Nella mitologia finnica è il regno dei morti)
FOG TO FOG – DA NEBBIA A NEBBIA
Tra la luce e l’ombra,
nella foschia cupa e grigia,
in un nebbioso velo di malinconia
sono stato attratto verso l’alba
che si delineava sul giorno.
Là, tra i miei cari,
cresciuto da amici e famigliari,
ho imparato le parole e i cori quotidiani.
La fatica e il destino dell’uomo.
Sono nato col sole
(Numeri e conoscenza)
e sono morto con la luna.
(Ho imparato molto dalla giornata).
La canzone dello splendore della vita
mi è stata insegnata durante la notte
e saggi erano i morti
(Numeri e conoscenza)
che mi sono trovato al fianco,
(Ho imparato molto dalla giornata)
camminando sulla retta via verso il sole.
Alla volta dei cieli ho rubato
la magica canzone della luna
e sulla perla in una conchiglia
ho intravisto le parole segrete,
per poi dimenticare tutto.
Tra la luce e l’ombra,
nella foschia cupa e grigia,
nel crepuscolo sono svanito,
perdendomi nella notte.
THE STRANGE – L’ESTRANEO
Mi sono imbattuto nell’estraneo.
Ho incontrato una figura misteriosa,
che parlava con sussurri e pianti disperati.
Nel profondo sapevo di aver perso ogni cosa.
Cambiava forma e dimensioni.
Incastrato tra le rocce,
nel rosso del sangue e della terra,
ho dipinto i segreti dell’antichità.
Viaggerò e cercherò.
Arriverò a trovarti.
“Sono l’aquila e l’orso.
Sono il vento e il vuoto”.
Nella notte della mente.
Nella luce del giorno.
“Sono la trota e il cervo.
Sono il vento e il vuoto”.
Nel cuore della natura selvaggia,
sotto un cerchio di stelle,
sono abbracciato dagli alti alberi tenebrosi.
Avvolte dalla nebbia sono le insidiose paludi,
dove il sentiero si assottiglia nel buio.
Le tracce si offuscano fino a svanire.
Le mie orme si distinguono,
ma soltanto per un istante.
TEMPEST – TEMPESTA
Quando tuo fratello, il vento,
si rivolterà contro di te
e la tempesta farà ribollire le onde
e quando la montagna azzurra sulle distanti rive
verrà giudicata dalle acque rabbiose,
il tuo orizzonte sarà perduto.
Quando tua sorella, il vento,
si rivolterà contro di te
e gli alberi verranno sradicati dalle radici.
Quando le antiche querce della foresta
verranno abbattute al suolo.
Quando l’oscurità prevale
ogni speranza è perduta
e il vuoto conquista ogni cosa,
attenuando il fuoco nel tuo cuore.
I morti verranno in tuo soccorso
e i saggi resteranno al tuo fianco.
Quando ti ribellerai a te stesso
dovrai seppellire ogni speranza e ogni sogno.
Tutte le benedizioni si trasformeranno in maledizioni,
mentre il fuoco nel tuo cuore vacillerà fino a spegnersi.
Appartengono alla tua tribù e alla tua nazione
e vengono in aiuto della tua razza.
E’ stata assorbita la loro saggezza antica,
in aggiunta a tutte le loro arti.
Ti hanno condotto qui oggi
e ti accompagneranno verso il domani.
Vedrai la montagna azzurra luccicare in lontananza.
Ti aspetta.
Ti osserva.
Considera la tua vita.
Ti osserva e conosce la tua morte.
Ammira l’orizzonte che si schiarisce!
Le ghiande che ingemmano e crescono!
Le maledizioni che si trasformano in benedizioni!
Riaccendi il fuoco nel tuo cuore!
I morti sono venuti in tuo soccorso
e i saggi ora sono al tuo fianco.
Appartengono alla tua tribù e alla tua nazione.
I saggi ora sono al tuo fianco.
LIGHT AND SHADOW – LUCE E OMBRA
Inginocchiato sulla riva del fiume,
mi chino sulle acque limpide.
Ombre danzano in profondità
e sulla superficie si susseguono luccichii dorati.
Il ruscello gorgoglia e brilla,
mentre luci e ombre vi serpeggiano.
Spalanco le braccia e stringo i pugni.
Ascolto e chiudo gli occhi
a riconoscere l’equilibrio.
Ricordo le parole degli antichi profeti.
Il consiglio dei morti
e il suggerimento dei vivi.
Alzo le braccia e apro le mani.
L’ombra scivola via.
Abbagliante nel suo verde acceso,
un albero vivo si è delineato
tra macchie di luce e striature d’ombra.
Misuro la luce in una mano
e soppeso l’ombra nell’altra.
Erano pesanti come una montagna.
Ora sono leggere come una piuma.
Mi alzo di nuovo in piedi,
così piccolo sotto gli immensi alberi.
Osservo le loro chiome là in alto
e le curve dei loro rami.
THE LANTERN – LA LANTERNA
Il fiume trasporta ali di farfalla
e vivaci piume di uccello.
Fiori e rami di alberi.
Cadaveri mutilati.
Tutto affonda nelle acque nere,
divorato dall’abisso.
Sono i corpi nelle correnti del Tuonela*.
I re della gloria.
I più forti tra gli uomini.
Tutti mischiati ai più insignificanti schiavi.
Tutti ridotti in poltiglia.
La carne delle famiglie.
Le ossa delle tribù.
Privati dei loro trofei.
Smembrati e fatti a pezzi.
In un lago alla foce del fiume
le acque smettono di ribollire.
Il fragore e la schiuma spumeggiante si placano.
Il fiume del Tuonela si calma.
Sulle sponde delle acque nere,
nella notte eterna,
fa luce una piccola lanterna.
Una fiamma danza sulla riva.
Chi cammina nella notte
ed erra sulla costa rocciosa?
Chi si aggira sugli argini fangosi,
percorrendo la sponda del fiume?
Chi cammina nella notte?
Note: *(Nella mitologia finnica è un altro nome del regno dei morti)
BORDERLAND – TERRA DI CONFINE
Ho invocato mio figlio nel Manala
perché vedesse il regno dei morti.
Di notte ho attraversato il ponte dei sogni
per riunire ancora la mia carne e il mio sangue.
L’ho condotto nelle Terre senza luce.
Nella valle sotto la Montagna di ferro.
Sulle rive del Fiume silenzioso.
Fino all’imboccatura della Grotta dei morti.
Un castello vuoto si ergeva alle spalle.
Un’umile capanna nel prato.
Una porta grigia si stagliava sull’umile capanna
e un lucchetto di metallo la sbarrava.
Insieme abbiamo riattraversato il ponte dei sogni
nella terra di confine.
Ciò che era restato incompiuto,
nella morte lo abbiamo completato
nella terra di confine.
Mio padre è venuto da me nella notte,
oltrepassando il ponte dei sogni.
Mi ha condotto nel Manala
perché vedessi il regno dei morti.
Insieme abbiamo aperto la serratura
e superato il lucchetto scuro.
Abbiamo spalancato la porta della capanna
e svegliato coloro che dimoravano nel castello.
Una porta grigia si stagliava sull’umile capanna.
Un lucchetto di metallo la sbarrava.
DESPAIR – DISPERAZIONE
Corro nella notte in questo duro viaggio.
Un peso mi grava sul cuore.
L’intera vita sulle mie spalle.
I luoghi familiari non ci sono più.
So che il mio mondo è svanito,
prosciugandomi le forze
e sbarrando ogni strada e sentiero.
Stanotte il cielo non ha stelle.
Il mondo è immobile nel silenzio,
disturbato soltanto dal fragore delle lontane rapide del Tuonela.
Inciampo sulle rocce,
vagando lungo queste luride vie.
Ho smarrito ciò che un tempo conoscevo,
scappando da ombra a ombra.
Cado sul bordo di un pendio
e scivolo nelle acque nere.
Risucchiato da un vortice,
affondo nell’oblio.
Borderland
- Autore dell'articolo:Federico
- Articolo pubblicato:Febbraio 13, 2026
- Categoria dell'articolo:Death metal melodico / Progressive metal
- Commenti dell'articolo:0 commenti
